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Il ministro Fornero e la Giornata della lentezza (di comprendonio)

Il presidente del consiglio ha detto stamattina che il suo governo “ha cercato di essere equo nella distribuzione dei sacrifici”.  Vuol dire che  l’equità non sa nemmeno dove stia di casa.

Gli pare “equo” il fatto che gli scudati potranno tenersi praticamente tutti i soldi di cui hanno defraudato lo Stato italiano, mentre i cittadini onesti, oltre a tutte le tasse di cui già sono caricati, adesso devono pagare  le addizionali regionali e comunali, che possono arrivare addirittura a 130 euro per redditi lordi di 1700 euro al mese? Come si fa a parlare di equità quando la casta non è stata nemmeno sfiorata mentre i cittadini che possiedono solo la loro casa dovranno d’ora in poi pagarci sopra una tassa altissima?

Il discorso secondo cui “non c’erano alternative” non sta in piedi, e ci vuole poco a dimostrarlo. Di strade alternative, di interventi davvero equi che avrebbero garantito gli stessi risultati al fine di risanare il bilancio, noi dell’Italia dei Valori ne abbiamo individuati e proposti talmente tanti che abbiamo dovuto creare un motore di ricerca apposito, Equoogle, per contenerli tutti. Non dovete credere a me sulla parola: andate a vedere, poi mi direte se il governo ha fatto davvero tutto quel che poteva per distribuire equamente i sacrifici, o se ha fatto il contrario.

La cosa più iniqua di tutte è questo tentativo di cancellare l’art. 18 e di introdurre i licenziamenti facili, togliendo un diritto fondamentale ai lavoratori senza portare nessun vantaggio per l’economia italiana.
Il ministro Fornero continua a ripetere che la sua riforma si può tutt’alpiù ritoccare, “ma non modificare”. Vorrei ricordarle che (altro…)

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Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina