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Questo Paese non ha bisogno illusionisti

letta illusionista Questo Paese non ha bisogno illusionisti

Se il governo continua così, rischiamo di ritrovarci nelle condizioni della Grecia. Questa politica paralizzata dai ricatti reciproci crea incertezza nei mercati e fa perdere fiducia ai cittadini. E si sa che il motore di ogni economia è la speranza nel futuro. Solo così i consumi potranno ripartire e le aziende investire. Inutile sostenere che la vetrina che verrà offerta dall’Expo di Milano può rilanciare l’economia se all’orizzonte non si vede nulla di concreto: nessun provvedimento strutturale che motivi le imprese e gli italiani, ma solo rinvii di meri annunci dell’esecutivo. E non basta dire alla gente di allontanare la visione pessimistica, se i fatti registrano il disastro: crollo dei consumi sui prodotti di prima necessità e dati sull’occupazione da brivido. Insomma questo Paese non ha bisogno di illusionisti ma di un gruppo di persone che governi realmente e dia risposte ai bisogni dei cittadini. Sono passati  cinque mesi dall’insediamento delle Camere e circa tre mesi dall’arrivo del nuovo esecutivo e il risultato è sotto gli occhi di tutti: tabula rasa. Il motivo è semplice due forze così distanti tra loro non possono operare per il bene della collettività perché ognuna delle due ha una visione differente. C’è chi ritiene che sia giusto abbassare la tassa sulle imbarcazioni di lusso e chi giustamente fa notare che il regalo ai ricchi non è tra le emergenze del Paese. C’è chi non vuole punire gli evasori, ossia quei furbetti che hanno rubato i soldi degli italiani, e chi vorrebbe fare una vera lotta a questi ladri di Stato, ma si limita agli annunci, visto che è ostaggio dell’altra parte. E questo balletto vale per l’Imu, per l’Iva, per i debiti che lo Stato deve alle imprese, per la vicenda esodati.  Insomma, siamo di fronte alla solita commedia all’italiana, il cosiddetto governo della pacificazione è in realtà il governo dell’immobilismo. Per il bene del Paese, prima si va al voto, è meglio è per tutti.

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Il decreto “Fare” censura il lavoro

Tra il dire e il fare questo governo continua solo a vivacchiare. Nel decreto sbandierato ai quattro venti dall’esecutivo Letta non c’è una sola misura volta a creare occupazione, in quanto sono state approvate norme inefficaci sul piano dell’economia reale.  La scelta liberista del Pd, che ha abbandonato qualsiasi contenuto riformista sull’altare dell’inciucio con il Pdl, è confermata dal gradimento del Cavaliere che ha chiesto di andare avanti con le larghe intese. Alla destra fa comodo questo Pd che rinuncia a tutelare i più deboli e a difendere il lavoro. La sinistra è caduta nell’abbraccio mortale di Berlusconi, cancellando dalla sua agenda la priorità della tutela dell’occupazione, una giusta politica sulle pensioni e l’incremento degli ammortizzatori sociali. In Italia la disoccupazione aumenta di giorno in giorno e sta per esplodere una bomba sociale, ma non si fa quasi nulla per porre un freno a quest’emergenza. Il governo Pd-Pdl è sempre più bloccato da veti incrociati e l’unica cosa su cui sono tutti d’accordo è di non toccare Silvio Berlusconi, quindi niente legge sul conflitto d’interessi, niente norma su ineleggibilità del Cavaliere. Il nostro Paese è gravemente malato e avrebbe bisogno di una cura da cavallo, invece l’esecutivo ci propina l’aspirina con il decreto del fare. La realtà è che non si può e non si vuole fare nulla perché si continuano a difendere gli interessi dei banchieri, delle lobby finanziarie e si lasciano le classi sociali più deboli al loro destino. In questo Letta sta dimostrando di saperci fare.

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Non bastavano gli esodati

Non bastavano gli esodati, lasciati senza lavoro e senza pensione da un governo cinico e cialtrone. Tra poco a quell'esercito disperato rischiano di aggiungersi altri 500mila lavoratori. Tanti sono, in Italia, i cassintegrati, una cifra enorme che ha sfondato ogni tetto. La copertura economica ci dovrebbe essere fino a giugno, poi sarà un salto nel buio della miseria e della fame. I ministri del governo Monti, che sono ancora in carica alla faccia della Costituzione, assicurano che il problema sarà certamente risolto in tempo. Tenendo conto di quante volte lo hanno detto degli esodati e di come sono andate le cose fino ad oggi su quel fronte, c'è da toccare ferro. A questo disastro non ci siamo arrivati per malasorte, come fa credere il coretto dell'informazione addomesticata. L'Italia non è vittima di un uragano o di un terremoto, e neppure solo della crisi. E' vittima di politiche sbagliate, perseguite con stupida e cieca ostinazione, anche quando era già chiarissimo dove quelle politiche andavano a parare. La prova di quanto fosse possibile capire che correvamo a rotta di collo verso l'abisso sta in tutte le denunce, le dichiarazioni e in tutti gli atti parlamentari firmati, nell'arco di anni, dall'Italia dei Valori. Andatevele a rivedere, su questo blog o sul sito dell'IdV, e dite voi se le cose non sono andate precisamene come dicevamo noi e come era sin troppo facile prevedere. Sono state politiche sbagliate a provocare la crisi. Sono state politiche ancora più sbagliate a impedire di superarla, come sta riuscendo a fare il presidente Obama, e anzi a renderla molto più grave. Che senso ha, allora, cercare di fare un governo con chi quelle politiche le ha volute e le vorrebbe ancora? A cosa serve un governo se i partiti non hanno la capacità, l'onestà e il coraggio di ammettere di avere sin qui sbagliato e di indicare con precisione quale nuova strada vogliono percorrere? Gli italiani si fiderebbero dei partiti se questi si decidessero ad affrontare a viso aperto questi nodi. Capirebbero che chi pretende di governarli ha capito di cosa deve occuparsi, ... Leggi tutto ...

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L’unica cosa che conta

Stamattina tre persone si sono uccise a Civitanova Marche, due coniugi di 63 e 68 anni e il fratello della donna, settantenne.  I due coniugi erano poveri, non ce la facevano più ad andare avanti. Hanno preferito farla finita piuttosto che continuare a vivere senza soldi e senza lavoro, spogliati di tutto. Il terzo suicida era il fratello della donna. Non ha retto al dolore e quando ha saputo del doppio suicidio dei suoi congiunti si è buttato in mare. Si dirà che sono vittime della crisi, ma non è vero. Sono vittime delle leggi sbagliate con cui la crisi è stata resa più feroce dal governo Monti e dalla ministra Fornero. Lui era un esodato, uno di quelli lasciati senza lavoro e senza reddito da quel governo cinico, uno di quei 350mila lavoratori truffati e ingannati dallo Stato, che li aveva convinti a lasciare il lavoro promettendo di accompagnarli sino alla pensione e poi li ha lasciati nudi in mezzo a una strada, senza dignità. Lei era una pensionata, una di quelle a cui lo Stato chiede di sopravvivere con una pensione che è al di sotto del minimo indispensabile e poi, per salvare le banche, gliela dimezza con le tasse. Non è solo sconcertante, è scandaloso ed è barbaro che la politica sprechi il suo tempo a discutere con chi ci si può alleare e con chi no, o quale astrusa formula possa permettere di far nascere un governo purchessia, senza che nessuno parli più della realtà. Le alleanze di governo si dovrebbero basare su cosa si vuole fare, non sulle formule alchemiche. Se si tornerà alle elezioni, in campagna elettorale si dovrebbe illustrare per cosa si chiedono i voti, non sbandierare slogan vuoti e sorrisi da caimano in tv a tutte le ore. Se nascerà, un governo serio avrà il dovere di mettere al primo posto nella sua agenda la cancellazione delle leggi assurde con cui prima il governo Berlusconi, poi quello Monti hanno ridotto alla disperazione un popolo, prima fra tutte la riforma delle pensioni della Fornero e in particolare la tragedia degli esodati. Non si può andare avanti con ... Leggi tutto ...

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Buon Natale a quasi tutti

Buon Natale a quasi tutti. So che nel giorno di Natale bisognerebbe essere tanto buoni da fare gli auguri a tutti, ma quest'anno io non ci riesco. Faccio gli auguri di cuore a quel 90% degli italiani che, insieme, posseggono metà della ricchezza italiana, un po' meno a quel 10% che possiede l'altra metà e ancora di meno all'1% che da sola è padrona del 10% delle ricchezze nazionali. Faccio gli auguri più sinceri ai quasi 5 milioni di lavoratori che sono disoccupati o in cassa integrazione. Mi riesce più difficile con i finanzieri e i banchieri che si assegnano buonuscite di milioni d euro, quelli che hanno provocato la crisi e adesso ci si arricchiscono ancora di più. Faccio auguri commossi e partecipi agli esodati. Non chiedetemi di fare lo stesso con gli scudati. Auguro ogni bene ai cittadini onesti. Non ai politici condannati che, grazie alle leggi-presa in giro di questo governo, potranno candidarsi come se niente fosse. Insomma, da parte mia e di tutta l'Italia dei Valori, auguri grandissimi alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani.

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Nessun gioco delle tre carte sulla pelle degli esodati

Sul dramma degli esodati è bene che si faccia subito chiarezza, perché molti utilizzano ormai la vicenda per fare propaganda in vista delle prossime elezioni. In questi mesi, su una questione così delicata, abbiamo assistito alla fiera delle falsità da parte del governo e dei partiti che lo sostengono. Per prima cosa bisogna dire forte e chiaro che la riforma Fornero ha lasciato senza stipendio e senza pensione migliaia di lavoratori e che l’IdV è stata la sola forza politica a denunciarlo in Parlamento. Siamo stati gli unici a dire che, invece di azionare la ghigliottina, era meglio conoscere prima i numeri e che un’eventuale controriforma come quella avrebbe dovuto avere gradualità, visto che il sistema pensionistico era in equilibrio fino al 2050. Nonostante ciò, la strana maggioranza che sostiene il governo Monti ha votato compatta l’obbrobrio proposto dal ministro Fornero. Successivamente abbiamo assistito all’indegno balletto dei numeri, con l’Inps e l’esecutivo intenti a giocare a scaricabarile sulla pelle dei lavoratori e di migliaia di famiglie italiane. Un mese fa, dopo le battaglie e le manifestazioni degli esodati, a cui l’IdV ha sempre partecipato, i partiti che appoggiano Monti si sono affrettati a dire che in Commissione Lavoro era stata trovata la soluzione. Anche in quell’occasione, abbiamo denunciato, in splendida solitudine, il rischio di una sonora bocciatura per mancanza di copertura finanziaria da parte della Commissione Bilancio. Cosa che si è puntualmente verificata. Ieri l’ultima puntata di questa commedia degli equivoci e l’annuncio: trovati 100 milioni per gli esodati, problema risolto! Peccato che, anche in questo caso, ci troviamo di fronte a un raggiro, a una bufala gigantesca, visto che lo stesso governo, da noi interrogato ai tempi, ci rispose che, per la soluzione definitiva, il costo negli anni sarebbe stato di 4-5 miliardi. Insomma, una cifra nettamente superiore al fondo irrisorio stanziato in Commissione. Noi dell’IdV siamo convinti che vi sia un solo modo per risolvere il dramma sociale generato dal governo Monti e, il giorno dopo la riforma Fornero, abbiamo avanzato una proposta molto semplice: tutti i ... Leggi tutto ...

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Il Miracolo di Elsa Fornero

Di tutte le vicende che stanno mettendo a nudo la nullità della politica di questo governo, nessuna è più misera, più cinica e più colpevole dell’ennesimo delitto compiuto oggi sulla pelle degli esodati. Questi lavoratori sono senza reddito e senza lavoro solo per essersi fidati dello Stato italiano. Dire che sono stati traditi dallo Stato non è populismo: è la pura verità, secca e senza fronzoli. Siccome però gli esodati votano, e anche le loro famiglie e gli amici e i colleghi, gli stessi partiti complici del tradimento avevano poi approvato all’unanimità, nella commissione Lavoro della Camera, un emendamento che, pur non risolvendo davvero il problema, almeno migliorava la situazione. Il governo, però, ha opposto un netto rifiuto e ha proibito alle forse politiche della sua maggioranza di andare avanti. Così quei partiti si sono ritrovati a dover scegliere tra l’avere un sussulto di dignità e di autonomia, oppure fare la figura di chi se la squaglia lasciando la povera gente nei guai pur di non creare problemi al governo. Hanno risolto il dilemma con un furbata. La commissione Bilancio ha giudicato inammissibile l’emendamento dicendo che non c’è la copertura finanziaria. E’ la quadratura del cerchio, il miracolo di Ponzio Pilato. L’emendamento che dava una mano agli esodati finirà nel cestino della carta straccia, ma nessuno dovrà rendere conto ai propri elettori di non averlo votato per obbedire a Monti e alla Fornero. L’Italia dei Valori aveva votato da subito contro la legge che ha provocato questo ennesimo dramma sociale. Aveva proposto una norma di semplice civiltà che risolveva alla radice il problema restituendo a tutti gli esodati il diritto di andare in pensione nei tempi già concordati. Ha anche indicato meticolosamente dove andare a prendere i fondi per la copertura. L'IdV è l’unico partito che in Parlamento continua a denunciare la follia di chi spende milioni di euro per gli aerei da combattimento e poi lascia senza un soldo e senza un lavoro centinaia di migliaia di persone perché “manca la copertura”. C’è chi si chiede perché per farci fuori siano stati mossi mari e monti, ... Leggi tutto ...

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Digressione

Giusto che le risorse per gli esodati vengano dai redditi più alti

Confesso che a me sembra una bestemmia definire iniqua la richiesta di un contributo molto limitato rivolta a chi guadagna più di 150mila euro l’anno, per evitare che centinaia di migliaia di persone rimangano senza lavoro né pensione. Mi chiedo con che criteri ragionino quelli che si scandalizzano per questa “iniquità”, e che trovano, però, normale lasciare senza reddito 350mila persone a cui lo Stato ha dato la massima fregatura che si possa immaginare. Se proprio non si vuole fare questa patrimoniale, a cui noi siamo assolutamente favorevoli, è possibile reperire in altro modo le risorse necessarie a salvare gli esodati. Basterebbe, infatti, che i signori professori del governo rinunciassero a comprare quegli 80 aerei F-35 il cui prezzo è lievitato fino a 120 milioni e passa di euro ciascuno. Va bene tutto, purché quella copertura si trovi. Invece, ho paura che il governo alla fine deciderà per l’azzeramento del fondo necessario a salvare una parte degli esodati. Voglio ricordare che sin dall’inizio noi dell’Italia dei valori ci siamo schierati senza ambiguità contro la riforma delle pensioni Questo provvedimento, infatti, ha generato la tragedia degli esodati e bloccato il turn-over, condannando così alla disoccupazione circa 800mila giovani. Inoltre, si tratta di una manovra che ha sortito soltanto effetti recessivi. La maggioranza ha votato lo stesso tutto quel che passava il convento Monti-Fornero, salvo poi rendersi conto che la sua stessa base elettorale era infuriata e riempiva le piazze. A quel punto, i partiti che appoggiano Monti hanno provato a rimediare almeno al danno più grave, il dramma degli esodati. Noi, allora, abbiamo avanzato la proposta più semplice e lineare: ripristinare il diritto ad andare in pensione secondo le vecchie regole per tutti gli esodati. L’emendamento che è stato approvato da tutte le forze parlamentari pochi giorni fa non era questo, non era quello che volevamo noi dell’IdV e non risolveva il problema. Era una soluzione parziale, perché garantiva la pensione solo a chi la maturerà nei prossimi due anni, il 2013 e il 2014. Però, era un passo avanti concreto e ... Leggi tutto ...

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