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Digressione

Cara Severino, sulla corruzione non prenda in giro gli italiani

La corruzione non si combatte con le bugie

Per rispondere alle critiche che io ho mosso alla sua legge sulla corruzione, il ministro Severino cerca di cavarsela dicendo che ho ‘ispirazioni politiche’ 

Se c’è qualcuno che fa politica è proprio il ministro. Ha fatto una pessima legge, perché doveva obbedire ai condizionamenti politici e per difenderla adesso si arrampica sugli specchi, proprio come un politicante. Qui l’ ”ispirazione politica” non c’entra niente, tant’è vero che fino all’ultimo noi dell’Italia dei Valori abbiamo sperato che la legge desse almeno un segnale positivo in modo da poterla votare. Qui c’entra solo l’effetto concreto che queste norme avranno.

Non è mica colpa mia se quell’effetto, come oggi dicono tutti gli operatori della giustizia, compreso il CSM, sarà controproducente. E’ vero o non è vero che in moltissimi casi, grazie alle nuove norme sulla concussione per induzione, scatterà la prescrizione? Lo stesso ministro dice che si occuperà di riparare al danno con un’altra legge futura, ma allora perché ha insistito con questa?
Bisogna avere una concezione del ‘governare bene’ molto strana per fare leggi sbagliate, promettendo di farne altre in seguito per riparare al disastro, invece di fermarsi in tempo. E’ vero o non è vero che il traffico di influenze non è considerato quando il compenso non viene elargito in denaro ma con una nomina o una candidatura? Scusi ministro, ma a casa sua questo come si chiama se non traffico di influenze? E ancora: è vero o non è vero che alle prossime elezioni i condannati, nonostante la legge, potranno candidarsi tutti? E’ vero o non è vero che senza i reati di falso in bilancio e autoriciclaggio la lotta alla corruzione proprio non si può fare? Il bello è che anche qui il ministro riconosce che quelle fattispecie di reato sono necessarie. Si giustifica per non averle inserite nel ddl dicendo che, altrimenti, sarebbe stato improprio e si sarebbe rallentata l’approvazione del testo.

Come se una persona andasse dall’ortolano, prendesse tutta la frutta marcia, lasciando quella buona per paura di riempire troppo il paniere. Non sarebbe stato meglio fare il contrario e varare subito le misure essenziali? Invece, caro ministro, lei continua a vantarsi di aver fatto il decreto anticorruzione. Delle due l’una: o è una persona che non capisce di diritto, e non ci credo perché è un avvocato competente e capace, oppure sta mentendo agli italiani. Esattamente come facevano i ministri della Giustizia del governo Berlusconi.
E vuol far credere che con quel provvedimento si possa combattere davvero la corruzione. Caro ministro, ascolti il mio appello: non prenda in giro gli italiani, come avvocato può difendere i clienti, ma quando fa il ministro deve difendere gli italiani.
Su una cosa sola lei ha ragione, quando chiede perché tutte queste critiche arrivano solo adesso. E’ vero. Cosa fosse questa legge era chiaro sin dal primo giorno, ma a dirlo apertamente siamo stati solo noi dell’Italia dei Valori. Forse, se avesse aperto la bocca anche qualcun altro e se una parte dei partiti della maggioranza non fosse stata sempre disposta a votare tutto turandosi il naso, alla fine il testo sarebbe un pò migliorato. Ma, soprattutto, se lei e il suo governo aveste posto la fiducia sul testo che avevate in testa, e non su quello imposto dalla sua maggioranza (politica), l’esito sarebbe stato differente. E sarebbe stato un bene, non per questa o quella “ispirazione politica”, ma per il Paese e per tutta la gente onesta che ci abita.

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Berlusconi si ritira, dov’è il trucco?

Si dice che Berlusconi voglia ritirarsi dalla politica. Io ci credo poco e comunque per prima cosa mi chiedo “dov’è il trucco?”, perché in questi decenni ho imparato a conoscere sin troppo bene Il caimano e la sua sincerità Comunque, se per caso si ritirasse davvero, farebbe la prima cosa giusta dal 1994 in qua, e ci lascerebbe comunque un’eredità pesantissima. Berlusconi è entrato in politica solo per fare i propri interessi e per mettersi al sicuro dalla giustizia. Sul suo esempio, in due decenni, la politica è diventata il mestiere preferito da tutti quelli che cercavano un modo facile per farsi gli affari propri e per tutti quelli che avevano guai con la giustizia. I risultati ce li abbiamo sotto gli occhi ogni volta che apriamo un giornale. I partiti e le amministrazioni, sia quella centrale che quelle locali, si sono riempite di farabutti che a tutto hanno pensato tranne che al bene pubblico. E Berlusconi gli ha spalancato le porte cancellando il reato di falso in bilancio. Per venirne fuori sono necessari provvedimenti drastici. Quella dell’ineleggibilità è una strada giusta, ma bisogna estenderla anche al falso in bilancio, all’evasione fiscale e alla vessazione nei confronti dei dipendenti. Se non cominciamo a premiare gli onesti e punire sul serio i disonesti, saranno sempre questi ultimi ad avere la meglio. Inoltre bisogna allargare la norma sull’ineleggibilità anche ai presidenti di Regione e ai membri del governo, sennò finisce che chi esce dalla porta un attimo dopo è già rientrato dalla finestra. Ma la cosa più importante di tutte è che a fare per primi pulizia al proprio interno siano gli stessi partiti, osservando un codice rigoroso. Per quanto riguarda noi dell’Italia dei Valori posso assicurare che è, e lo sarà ancora di più, rigidissimo.

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Perchè governo e UDC non vogliono il reato di falso in bilancio?

Oggi in commissione giustizia è accaduto un fatto increscioso e grave a proposito del quale chiediamo formalmente una spiegazione al governo e a quelle forze politiche che, come lo stesso governo, hanno assunto posizioni contraddittorie. In Commissione, oggi, si discuteva di reati contro la Pubblica amministrazione. Noi dell'Italia dei Valori abbiamo già denunciato tutte le manovre dilatorie che si stanno mettendo in atto con un atteggiamento ostruzionistico. Tra le norme in discussione c'è la proposta dell'IdV che chiede di tornare alla normativa sul falso in bilancio precedente alla modifica apportata nel 2005, che era in vigore dal 1942 ed era una delle poche che aveva funzionato egregiamente. Quella legge è stata modificata da Berlusconi per i suoi interessi, ma poi ne hanno approfittato moltissimi altri, e quello è il danno più grave. La discussione in aula della nostra proposta è già stata fissata per il prossimo 28 maggio, nella quota riservata all'opposizione. Oggi in commissione sono stati presentanti gli emendamenti. Alcuni, quelli del Pd, sono effettivamente emendamenti che migliorano la nostra proposta. Quelli presentati dai deputati del Pdl Sisto e Contento, uno emendativo e l'altro soppressivo, servono invece solo a vanificare la nostra proposta e a lasciare tutto com'è stato dal 2005 in poi. Io capisco perfettamente questi due parlamentari, anche se non li giustifico né li scuso. Sono stati portati in Parlamento per difendere interessi specifici e questo fanno. Tra l'altro sono avvocati e quindi cercano di farsi in Parlamento le leggi che useranno poi in tribunale il giorno dopo. Quel che invece non è comprensibile è il comportamento del governo, che ha dato parere favorevole sia alla nostra proposta sia agli emendamenti del Pdl che la snaturano, e la scelta dell'Udc, che si è detta favorevole alla nostra proposta però ha votato gli emendamenti del Pdl. Al governo e all'Udc io chiedo: non avete capito cosa stavate votando o lo avete capito anche troppo bene? Non credo sia possibile che il ministro Severino non si sia accorta dell'inconciliabilità tra la nostra proposta e questi emendamenti. Quindi deve essersene occupato qualcun altro del suo ufficio. Le consiglio di accertarsi di chi si tratta. Vedrà che forse scoprirà molte cose. In ogni caso, questo provvedimento non ha più niente a che vedere con la nostra proposta. ... Leggi tutto ...

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