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Per l’ennesima volta, no a Monti e alla sua “agenda”

Oggi il governo Monti va a casa. Non è mai troppo tardi giacché per noi dell’IdV questo esecutivo non ha fatto altro che portare avanti le politiche e il programma del governo Berlusconi. In loden ma le stesse politiche. Tant’è vero che, rispetto alle favole che ha raccontato al Paese, più rigore, più sviluppo, più equità, tante tragedie sociali ha prodotto: più disoccupazione, più debito pubblico, più recessione, più disuguaglianza sociale, più tasse e più insicurezza.

Quindi, è un bene che l’agenda Monti sia archiviata e che questo governo possa andare a casa. Noi l’avevamo detto un anno fa che era un azzardo consegnare a dei tecnici, non eletti dai cittadini, il compito di sostituire il governo Berlusconi, soprattutto affidandosi al voto di fiducia del centrodestra.

Berlusconi ve lo ha dimostrato oggi, togliendovi quella stessa fiducia per cui vi ha messo lì, a fare le belle statuine solo perché serviva a lui. Senza metterci la faccia. Nel momento in cui avete provato ad alzare la testa vi ha mandato a casa. Infatti, al di là delle ragioni puerili e incredibili che stanno raccontando quelli del centrodestra, e cioè che vi mandano a casa perché non condividono le vostre politiche, la verità è un’altra: fino ad oggi loro hanno portato avanti le vostre politiche e voi le loro.

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Digressione

Perchè non voteremo la fiducia al DDL sulla corruzione

L’Italia dei Valori non voterà la fiducia chiesta dal governo sul ddl anticorruzione. Io stesso avevo detto, nei mesi scorsi, che anche un piccolo passo nella direzione giusta è meglio che niente, e che persino un pannicello caldo, che ai corrotti e ai corruttori poteva fare solo il solletico, sarebbe stato comunque un segnale. Però se il passo è nella direzione sbagliata, se va all’indietro invece che avanti, se rende ai corrotti la vita non un pochino più difficile, ma molto più facile, allora proprio non ci possiamo stare. Il ddl è anticorruzione di nome ma pro-corruzione di fatto. Rappresenta un salto indietro di 80 anni, perché torna al codice Rocco e così annulla anche le modifiche positive che erano state apportate nel 1990. In compenso non annulla per niente quello che, invece, andava cancellato: le riforme fatte da Berlusconi per salvare se stesso, nonostante volessero dire impunità per centinaia di altri mascalzoni. Non è stato ripristinato il reato di falso in bilancio, non sono stati allungati i tempi della prescrizione, però è stata rimaneggiata la fattispecie di reato sulla concussione per induzione, cioè l’unica che conti per i politici e per gli amministratori, in modo da rendere più lieve la pena e ancora più facile la prescrizione. Il ministro Severino ha affermato nei giorni scorsi cose sacrosante sul fatto che siamo di fronte a una nuova Tangentopoli e che la situazione è di una gravità inaudita. Ma allora perché predica bene e razzola male? Perché non fa una legge davvero efficace contro la corruzione? E sopratutto perché ha bisogno di rimandare a un decreto legislativo successivo la non candidabilità dei condannati, quando poteva inserire la norma direttamente nel ddl anticorruzione? Probabilmente perché tra il dire e il fare c'è di mezzo il solito accordicchio.

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