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Il decreto “Fare” censura il lavoro

il pd abbandona i lavoratori Il decreto Fare censura il lavoro

Tra il dire e il fare questo governo continua solo a vivacchiare. Nel decreto sbandierato ai quattro venti dall’esecutivo Letta non c’è una sola misura volta a creare occupazione, in quanto sono state approvate norme inefficaci sul piano dell’economia reale.  La scelta liberista del Pd, che ha abbandonato qualsiasi contenuto riformista sull’altare dell’inciucio con il Pdl, è confermata dal gradimento del Cavaliere che ha chiesto di andare avanti con le larghe intese. Alla destra fa comodo questo Pd che rinuncia a tutelare i più deboli e a difendere il lavoro. La sinistra è caduta nell’abbraccio mortale di Berlusconi, cancellando dalla sua agenda la priorità della tutela dell’occupazione, una giusta politica sulle pensioni e l’incremento degli ammortizzatori sociali. In Italia la disoccupazione aumenta di giorno in giorno e sta per esplodere una bomba sociale, ma non si fa quasi nulla per porre un freno a quest’emergenza. Il governo Pd-Pdl è sempre più bloccato da veti incrociati e l’unica cosa su cui sono tutti d’accordo è di non toccare Silvio Berlusconi, quindi niente legge sul conflitto d’interessi, niente norma su ineleggibilità del Cavaliere. Il nostro Paese è gravemente malato e avrebbe bisogno di una cura da cavallo, invece l’esecutivo ci propina l’aspirina con il decreto del fare. La realtà è che non si può e non si vuole fare nulla perché si continuano a difendere gli interessi dei banchieri, delle lobby finanziarie e si lasciano le classi sociali più deboli al loro destino. In questo Letta sta dimostrando di saperci fare.

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L’unica cosa che conta

Stamattina tre persone si sono uccise a Civitanova Marche, due coniugi di 63 e 68 anni e il fratello della donna, settantenne.  I due coniugi erano poveri, non ce la facevano più ad andare avanti. Hanno preferito farla finita piuttosto che continuare a vivere senza soldi e senza lavoro, spogliati di tutto. Il terzo suicida era il fratello della donna. Non ha retto al dolore e quando ha saputo del doppio suicidio dei suoi congiunti si è buttato in mare. Si dirà che sono vittime della crisi, ma non è vero. Sono vittime delle leggi sbagliate con cui la crisi è stata resa più feroce dal governo Monti e dalla ministra Fornero. Lui era un esodato, uno di quelli lasciati senza lavoro e senza reddito da quel governo cinico, uno di quei 350mila lavoratori truffati e ingannati dallo Stato, che li aveva convinti a lasciare il lavoro promettendo di accompagnarli sino alla pensione e poi li ha lasciati nudi in mezzo a una strada, senza dignità. Lei era una pensionata, una di quelle a cui lo Stato chiede di sopravvivere con una pensione che è al di sotto del minimo indispensabile e poi, per salvare le banche, gliela dimezza con le tasse. Non è solo sconcertante, è scandaloso ed è barbaro che la politica sprechi il suo tempo a discutere con chi ci si può alleare e con chi no, o quale astrusa formula possa permettere di far nascere un governo purchessia, senza che nessuno parli più della realtà. Le alleanze di governo si dovrebbero basare su cosa si vuole fare, non sulle formule alchemiche. Se si tornerà alle elezioni, in campagna elettorale si dovrebbe illustrare per cosa si chiedono i voti, non sbandierare slogan vuoti e sorrisi da caimano in tv a tutte le ore. Se nascerà, un governo serio avrà il dovere di mettere al primo posto nella sua agenda la cancellazione delle leggi assurde con cui prima il governo Berlusconi, poi quello Monti hanno ridotto alla disperazione un popolo, prima fra tutte la riforma delle pensioni della Fornero e in particolare la tragedia degli esodati. Non si può andare avanti con ... Leggi tutto ...

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L’Italia si laurea in “Disoccupazione”

In Italia la laurea è il miglior viatico per la disoccupazione. I laureati che cercano inutilmente un lavoro sono più di 300mila. Tra questi, ben 200mila hanno meno di 35 anni. Sono quei giovani che, secondo la Fornero, avrebbero trovato un impiego molto più facilmente grazie alle sue riforme e che, invece, in un anno e mezzo hanno superato ogni record negativo. La disoccupazione giovanile, tra laureati e non, ha raggiunto il 34%. Questo disastro, che nel giro di un decennio raderà al suolo l’economia del nostro Paese, non è figlio di nessuno. Infatti, è una conseguenza diretta delle politiche del governo Berlusconi e conservate, quando non peggiorate, da quello Monti. Nessuno Stato europeo ha effettuato tanti tagli all’istruzione, alla formazione e alla ricerca quanto in Italia. L’Europa, che di certo non è di manica larga, ha sentito il bisogno di ammonirci e di dire forte e chiaro che così non va, perché su questa china perderemo presto ogni possibilità di competere e ci ritroveremo con un livello di disoccupazione giovanile ancora più alto. Non mi fa piacere dover dire che, quanto denunciato oggi da Bruxelles, l’Italia dei Valori l’ha ripetuto mille volte nelle Aule del Parlamento, senza che nessuno ci ascoltasse. Sarebbe necessario che le forze politiche, invece di giocare a scacchi, chiedessero consenso solo su cose concrete: sull’obbligo di rilanciare immediatamente l’istruzione e la formazione pubbliche, sulla necessità di abrogare le leggi come quella di Berlusconi contro il contratto nazionale del lavoro o come quella di Monti che cancella l’art.18 dello Statuto dei lavoratori. Non per ideologia, ma perché queste norme hanno fatto solo danni. Altrettanto urgente è mettere subito in opera politiche non austere e recessive per ridare fiato all’economia e uscire dalla recessione. Chi vuol governare deve chiedere la fiducia al Parlamento su tali temi, e non su questo o quel nome tirato fuori dal cilindro come un coniglio. Se non la ottiene deve tornare al voto e chiederla direttamente ai cittadini. E’ questo il solo cambiamento reale, nel merito e nel metodo.

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Fallimento completo

La riforma Fornero è stata un fallimento completo, un disastro da tutti i punti di vista. Non lo dice Antonio Di Pietro, la Cgil, o moltissimi lavoratori. Lo dicono i dati, che hanno la testa dura e non basta la propaganda a zittirli, e lo dice anche Confartigianato. Mi permetto di ricordare che, in Parlamento, solo noi dell'Italia dei Valori lo avevamo detto e ripetuto, inutilmente. Avevamo ragione noi, avevano torto il governo Monti e tutti i partiti che quella riforma l’hanno votata. Cancellare l'articolo 18 e togliere ai lavoratori i loro diritti doveva aumentare l'occupazione. Invece, la disoccupazione è passata dal 10,6% all'11,7% e non raccontiamoci che è così in tutta Europa perché negli altri Paesi la disoccupazione è aumentata, sì, ma in percentuale di meno della metà. I risultati della signora Elsa Fornero, in termini di occupazione, sono i peggiori degli ultimi nove anni. Lei e Monti hanno battuto Berlusconi e Sacconi, e sì che ce ne voleva. Il sondaggio diffuso ieri da Confartigianato lo conferma: il 65% degli iscritti afferma che la riforma ha avuto effetti negativi sia sulla crescita che sull'occupazione. La cancellazione dell'articolo 18 ha prodotto danni immensi nella civiltà del Paese e nella vita materiale di milioni di lavoratori. Di buono non ha portato niente: non un posto di lavoro in più, non un precario in meno, non un euro di investimenti esteri in più. E allora, dico io, cosa aspettiamo a cancellarla? Capisco che i partiti abbiano qualche difficoltà nell'ammettere di avere sbagliato, ma certe volte ci vuole un po' di umiltà. Il senso di responsabilità è questo, non andare a sproloquiare in tv per farsi un po' di propaganda. Io credo che Bersani avrebbe dovuto inserire il ripristino dell'articolo 18 nel suo programma di governo e, se quel governo riuscirà a farlo, credo che darebbe un segnale concreto di enorme importanza. Non so se riuscirà a formare un governo e non so se, nel caso, avrà quel coraggio. Ma se non lo avrà, ci penseranno i cittadini con uno dei referendum per cui l'Italia dei Valori ha ... Leggi tutto ...

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Più disoccupati che mai, ecco l’Agenda Monti

A ogni rilevazione Istat il risultato peggiora. Quella che riguarda il novembre dell’anno scorso dice che il 37,1% dei giovani sono disoccupati, più di quanti ce ne siano mai stati nella storia recente italiana. Secondo la stessa Unione europea, significa che nel nostro Paese c’è un “elevato rischio” di finire “nella trappola della povertà”. La signora Fornero racconta che la colpa è di tutti tranne che sua e del governo Monti. Ma i dati la sbugiardano: nel corso dell’anno in cui lei e il candidato Monti si sono dati da fare per salvare l’Italia la disoccupazione giovanile è salita di ben cinque punti percentuali. Con la riforma delle pensioni la situazione è peggiorata, come avevamo previsto sin dal primo momento noi dell’Italia dei Valori, e in futuro peggiorerà ancora. Basta fare due conti: la controriforma, bloccando i pensionamenti, ha impedito che si liberassero quasi un milione di posti di lavoro. Se gli anziani non vanno in pensione, come si fa a pensare che i giovani trovino lavoro? Monti e la signora Fornero dicevano che i giovani avrebbero trovato comunque più lavoro perché, grazie alla cancellazione dell’art. 18, l’economia avrebbe ripreso slancio e le aziende estere avrebbero investito in Italia. O sono bugiardi o sono incapaci. L’eliminazione dell’art. 18 non ha portato un solo euro di investimento estero e non ha creato un solo posto di lavoro. Se Bersani dice di voler governare con Monti e di non voler modificare le leggi di Monti che hanno portato a questo disastro, significa che vuole proseguire su questa strada anche dopo aver visto che cosa comporta. Vuol tenere gli occhi chiusi pur di non riconoscere un errore e un fallimento. Ma se sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Non basta ritoccare un pochettino il percorso, ma cambiare strada del tutto. Ci vuole una Rivoluzione civile, quella che proponiamo noi e che propone Antonio Ingroia. Bisogna fare scelte radicalmente diverse che aiutino lo sviluppo, smettano di strangolare con le tasse sul lavoro le piccole e medie imprese e restituiscano ai lavoratori i loro diritti. Per questo domani mattina alle 10, con una delegazione del Comitato promotore, saremo in Cassazione per depositare le firme per i referendum che chiedono di ripristinare l’art. 18 e cancellare l’art.8, quello che svuota ... Leggi tutto ...

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