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La Fornero se ne deve andare

In qualsiasi Paese del mondo, con governi tecnici, politici, istituzionali e di qualsiasi altro tipo, il Ministro Elsa Fornero avrebbe già rassegnato le dimissioni e il presidente del Consiglio le avrebbe prontamente accolte.
La professoressa Fornero dovrebbe dimettersi prima di tutto perché ha presentato un compito pieno di strafalcioni, il peggiore dei quali lascia senza reddito 400 mila persone. Sono sicurissimo che lei boccerebbe uno studente che arrivasse agli esami con una simile prova. Bene, si ricordi che  per le persone serie è un obbligo essere severe con se stesse prima e più che con gli altri.

Il ministro dovrebbe presentare le sue dimissioni anche perché in questi mesi ha fatto il possibile per confondere le acque: ha sparato cifre a vanvera, le ha confermate, poi le ha smentite, alla fine ha ammesso l’errore ma senza mai decidersi a quantificarlo. Si è comportata esattamente come avrebbe fatto al suo posto Berlusconi, usando gli strumenti tipici non dei tecnici ma dei guitti. (altro…)
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Come posso votare Monti se con sobrietà mi fa morire di fame?

Credo che questo incontro non debba essere imperniato né sulle buone intenzioni né sull'ipocrisia, né deve essere fatto di sole parole. Deve essere fatto di impegni  e di comportamenti concreti. Tutti siamo capaci di dire che vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca: è dalle scelte concrete che si vede da che parte si sta. Il quesito che ci pone la Fiom è molto chiaro: i lavoratori, prima di votare, vogliono sapere per quale politica del lavoro votano. Non vogliono più votare a scatola chiusa, per partito preso. Io sono d'accordo con quello che ha detto il professor Tronti, ma cambiando un termine. Io non dico, come lui, che oggi chi offende i partiti reca un danno ai lavoratori, ma che chi offende la politica reca un danno ai lavoratori. Chi offende la politica sono quelli che, all'interno del Parlamento, fanno le spartizioni sulle nomine dell'Agcom o votano la fiducia sull'art.18: tra le dichiarazioni e i comportamenti deve esserci una coerenza. L'IdV ha sempre contrastato il governo Monti con i fatti. Questo significa che quando c'è uno sciopero bisogna aderire ed essere conseguenti, non mandare dei rappresentanti allo sciopero e poi votare i provvedimenti del governo Monti. Chiediamo a voi di valutare il comportamento dell'Italia dei Valori sui fatti concreti. Sull'art.18 l'IdV ha proposto il mantenimento dell'attuale formulazione, con uno specifico emendamento: se c'è un licenziamento illegittimo, l'illegittimità di per sé deve comportare il reintegro. Il Pdl, l'Udc e il Pd hanno votato a favore del testo del governo. Per quanto riguarda gli esodati, l'IdV ha proposto di consentire a tutti i lavoratori interessati da accordi individuali e collettivi entro il 31-12-2011 di andare in pensione con le vecchie regole. Gli altri partiti hanno respinto questo nostro emendamento. Per i contratti precari noi abbiamo proposto di eliminarli per riaffermare la centralità del contratto a tempo indeterminato. Gli altri partiti non sono stati d'accordo. In questo momento non c'è in Parlamento una maggioranza di centrodestra o di centrosinistra. C'è una maggioranza che non è quella voluta dagli elettori, ma che è stata imposta dall'Europa, dalla Bce, dal capitale e dai mercati. Questa maggioranza noi riteniamo che debba ... Leggi tutto ...

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Il governo della disoccupazione

I dati ufficiali sulla disoccupazione, diffusi oggi dall’Istat, dicono una cosa molto chiara e semplice: è una guerra e la stiamo perdendo. Mi riferisco ai dati ufficiali perché quelli reali, che tengono conto di chi il lavoro nemmeno lo cerca più e di chi lavora pochi giorni al mese, sono più drammatici. Se la disoccupazione ufficiale è al 10,9%, quella reale naviga almeno intorno al 13%. I dati Istat, comunque, sono già di per sé catastrofici. Da marzo ad aprile altre 38mila persone hanno perso il lavoro e a partire da marzo dell’anno scorso ci sono 621mila nuovi disoccupati. Tra i giovani, come sempre, la situazione è più tragica: il 35,9% è disoccupato. Peggio di così non era mai andata. Ma siccome al peggio non c’è mai fine, per le giovani donne del sud le cose sono ancora più gravi. Il 51,8% di loro è senza lavoro: una su due. Oggi in Italia i disoccupati ufficiali sono 2 milioni 615mila. Queste cifre non sono figlie di un terremoto o di un’alluvione. Sono conseguenze di errori che si potevano e si possono evitare. Sono gli errori dell’Europa e dei governi italiani. Gli errori che hanno provocato la crisi e anche quelli commessi nell’affrontarla male, tanto che in tutta Europa i disoccupati, dal 2008, sono aumentati di 4 milioni ogni anno. Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Si può sbagliare ma poi, chi ammette l’errore, dovrebbe correggerlo. Invece, si comportano tutti da coccodrilli: prima si mangiano i figli, poi piangono. Il governatore di Bankitalia spiega che a colpi di tasse la crisi, invece, di risolversi peggiorerà. Il governo applaude, però va comunque avanti con le tasse. Monti e i suoi ministri affermano di voler combattere a tutti i costi la disoccupazione. Però hanno imposto il blocco delle pensioni e l’allungamento dell’età pensionabile, misure che hanno congelato gli 800mila posti di lavoro che i nuovi pensionati avrebbero lasciato liberi, e così hanno lasciato nella disoccupazione 800 mila giovani. Tutti ammettono che intervenire sull’art. 18 è inutile, perché così si cancellano diritti fondamentali, poi, però, in Aula lo votano come se nulla fosse. Noi dell’Italia dei Valori ... Leggi tutto ...

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Un ministro da esodare

E’ grave che il ministro Fornero continui a giocare sulla pelle dei lavoratori. Bisogna essere dei perfetti irresponsabili, infatti, per affrontare una tragedia sociale, come quella degli esodati, con il criterio della discriminazione e della decimazione. È inammissibile che il governo metta i disperati gli uni contro gli altri, salvandone solo qualcuno e cavandosela con uno sbrigativo ‘si vedrà’ per tutti gli altri. La faccenda diventa ancora più grave se l’irresponsabile in questione è lo stesso ministro che ha determinato questa situazione gravissima e che, nonostante la cattedra, non è neppure in grado di fare quattro conti, consultare i database dell’Inps e dire quante sono le vittime delle sue sciagurate scelte, i cosiddetti “esodati”. Se si prendesse davvero la responsabilità dei suoi errori e delle sue scelte, che non sono, come dice lei, “impopolari” ma “antipopolari”, la signora Elsa Fornero dovrebbe alzare i tacchi e togliere il disturbo. Siccome non intende farlo, deve darsi da fare immediatamente per risolvere subito il dramma di tutti gli esodati. Ma un ministro che si è assunto la responsabilità di governare non ha il diritto di lasciare nell’incertezza e nell’angoscia centinaia di migliaia di lavoratori con tutte le loro famiglie. L’Italia dei Valori si batterà strenuamente in Parlamento e nelle piazze per ottenere dal governo un comportamento minimamente responsabile e sosterrà qualsiasi iniziativa di lotta, a partire dalla manifestazione indetta dai sindacati per il prossimo 2 giugno. Con la controriforma delle pensioni, il governo Monti ha usato i lavoratori e i pensionati come un bancomat, dal quale ritirerà, nei prossimi 10 anni, 140 miliardi di euro. Il minimo che possa fare è usare una parte di quella immensa cifra, trafugata dalle tasche degli italiani, per restituire tranquillità e sicurezza a tutti gli esodati, nessuno escluso.

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Un augurio sincero per tutti i lavoratori

Tanti auguri ai lavoratori italiani. L'augurio più sincero che voglio fare in questo primo maggio 2012 è che il lavoro torni a diventare una fonte di benessere, di dignità e di diritti democratici invece che una specie di maledizione, come prima il governo Berlusconi e poi quello Monti lo hanno fatto diventare. Ci sono i lavoratori che il lavoro non ce l'hanno e ormai, spesso, nemmeno lo cercano più. Le stime ufficiali dicono che i lavoratori senza lavoro sono intorno al 10%, ma purtroppo sono cifre ammorbidite. Se si facessero i conti per bene, calcolando anche gli scoraggiati, che in un'occupazione non ci sperano più, i precari che lavorano pochi giorni al mese e i cassintegrati, arriveremmo intorno al 12% e oltre. Ci sono i lavoratori che un lavoro ancora ce l'hanno, ma vivono nel terrore di perderlo e pur di tenersi stretta quella fonte di reddito devono accettare ogni ricatto. E poi ci sono i precari, che il lavoro ce l'hanno solo ogni tanto e in mezzo si devono arrangiare a campare senza un soldo e senza un contributo per la pensione. Tutti questi lavoratori, con o senza lavoro, avevano tirato un sospiro di sollievo quando il governo Berlusconi se n'è andato. Però, in questi pochi mesi, hanno scoperto che per loro le cose o non sono cambiate affatto o sono cambiate in peggio. Quando il presidente del consiglio dice che l'Imu c'era già, e che lui si è limitato a estenderla alla prima casa, non si capisce se ci è o ci fa. Lo sa benissimo che è proprio imponendo quella tassa sulla prima casa che ha dato la mazzata alla povera gente e ai lavoratori. Quando racconta che lui è prontissimo a fare anche una patrimoniale, mente come faceva il suo predecessore. Al contrario, il suo governo è stato ben attento a non toccare i grandi patrimoni e per questo ha dovuto tartassare il doppio i magri stipendi dei lavoratori, col risultato di rendere molto più grave la recessione. Adesso, dopo aver fatto orecchie da mercante per lunghissimi mesi e non aver mai ... Leggi tutto ...

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Digressione

Sberle ai cittadini e carezze agli evasori

20120429-100653.jpgDopo la mazzata delle tasse imposte dal governo nazionale arriva quella delle tasse “locali”, che per la verità sono anche loro una conseguenza della politica del governo sobrio. La catena infatti funziona così: Monti toglie i soldi ai cittadini e alle amministrazioni locali, e quest'ultime li recuperano portandoli via sempre ai cittadini che così pagano due volte. Alla fine della fiera, se tutto va bene, ogni famiglia pagherà qualcosa come 2200 euro in più l’anno solo per questo tipo di aumenti. Tanto per fare un esempio tra i tantissimi, il mese prossimo la bolletta della luce aumenterà del 4%. Il mese scorso era cresciuta del 5,8%. Fatte le somme nell'arco di tre mesi paghiamo luce ed energia il 10% tondo in più. E' ovvio che con mazzate simili i consumi affondano e i sogni di ripresa economica pure. Ma il peggio è che mentre alla povera gente i professori al governo rifilano ogni giorno sberle, per i privilegiati e per i ladroni hanno solo carezzine. I soldi dei pensionati, dei precari e dei disoccupati si possono arraffare a man bassa, quelli degli scudati, cioè i furfanti che con l'evasione hanno creato la crisi del debito, non si devono neppure toccare. Dopo la Germania e l'Inghilterra, anche l'Austria ha sottoscritto l'accordo con la Svizzera per recuperare il prelievo fiscale sui capitali esportati illegalmente nelle banche di quel Paese. Berlino, per dire, recupererà così 10 miliardi di euro, ma per l'Italia l'introito sarebbe molto più cospicuo, di ben 37 miliardi di euro. Noi dell'Italia dei Valori abbiamo chiesto al governo in tutti i modi, anche in Parlamento, perché l'Italia non sottoscrive lo stesso accordo con la Svizzera. Per tutta risposta Monti ha accampato scuse, rispondendo che preferisce un accordo di tutta l'Europa. Si è arrampicato sugli specchi e non ha mai spiegato perché non si decide a tassare un po' di meno la povera gente recuperando i fondi dagli scudati e dagli evasori che portano i capitali in Svizzera. E allora io quella domanda gliela rifaccio qui: egregio professor Monti, signora badessa Fornero, caro banchiere Passera, perché i soldi delle gente ... Leggi tutto ...

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La Fornero frega anche le donne

Il ddl del governo sul lavoro non è altro che una solenne fregatura per i lavoratori. Non crea nemmeno un posto di lavoro, in compenso con la modifica dell’art. 18 manda a casa chi il lavoro ce l’aveva. Fanno credere che i sacrifici li stanno facendo un po’ tutti, ma non è vero. I sacrifici li fanno solo quelli che sono sacrificati da sempre, mentre chi privilegiato era, privilegiato resta. La badessa Fornero non è riuscita a fare una buona legge nemmeno a favore delle donne che devono firmare le dimissioni in bianco . Il suo complicato marchingegno non garantisce affatto le lavoratrici. Il datore di lavoro che licenzia una donna incinta grazie alla lettera di dimissioni in bianco deve pagare un multa, nemmeno troppo salata. La lavoratrice però resta licenziata dal momento che cacciare una lavoratrice incinta al ministro Fornero non pare “discriminatorio”. La legge del governo Monti inoltre obbliga la lavoratrice a “offrire le proprie prestazioni” entro una settimana dal ricevimento della lettera di licenziamento al fine di contestare la medesima lettera. E che significa? Che la signora incinta deve ripresentarsi da un’impresa che non la vuole e piazzarsi con la forza al suo posto mentre il datore di lavoro cerca di cacciarla? Ma si rende conto di cosa ha scritto, signora badessa? Almeno se le rilegge le sue pessime leggi? Noi dell’Italia dei Valori avevamo presentato da moltissimo tempo al Senato un ddl tanto rigoroso quanto semplice e dunque privo di scappatoie. Perché per stroncare la pratica ignobile delle dimissioni in bianco solo questo serve: una norma semplice, chiara e rigida. Il Senato della Repubblica, come al solito, si è girato dall’altra parte per non accorgersene e non ha mai calendarizzato la nostra proposta. Quello stesso testo lo abbiamo adesso ripresentato sotto forma di emendamento al ddl del governo. Vogliamo vedere se i partiti della maggioranza, dopo aver tanto parlato dello scandalo delle dimissioni in bianco e dell’obbligo di difendere i diritti delle lavoratrici, lo voteranno o se preferiranno anche stavolta ingoiarsi il contentino del governo pur sapendo che quella formulazione servirà a ben poco. Questo è vero per tutti i partiti ... Leggi tutto ...

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La Badessa e la nomina in conflitto di interessi

Più passano i giorni, più le differenze di stile tra questo governo e quello precedente si attenuano.  Ormai sono quasi scomparse. L’ultima decisione della badessa Fornero non avrebbe fatto brutta figura nell’elenco delle peggiori scelte di Silvio Berlusconi, perchè è ispirata alla stessa logica: quella del conflitto di interessi. In data 12 aprile il ministro Fornero ha nominato commissario straordinario dell’Inail il professor Massimo De Felice, docente esimio di Matematica finanziaria a Roma. Con tutto il rispetto per le sue competenze professionali, il professor De Felice ha svolto numerosi incarichi nel settore delle assicurazioni private, in diretta concorrenza con l’Inail, Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Insomma, nominarlo commissario è un po’ come mettere un uomo cresciuto nell’ambiente Mediaset alla guida della Rai. Uno scherzetto del genere sarebbe sembrato del tutto normale con Berlusconi, ma non ci aspettavamo che anche il sobrio professor Monti la pensasse allo stesso modo. Questa nomina decisa dalla Fornero ha imbarazzato persino la maggioranza di governo, che in un'interrogazione bipartisan chiede se De Felice non possa essere “portatore sano di un poderoso conflitto di interesse nel ramo delle assicurazioni private”. Se persino i partiti che, da sponde opposte, sostengono il governo hanno un simile dubbio, ci si può figurare quanto sia davvero sfacciata la nomina voluta dalla Fornero. Mercoledì la commissione Lavoro del Senato dovrà votare su questa decisione. Io chiedo formalmente al Pd di essere coerente con la sua interrogazione e di votare contro questa nomina come faremo noi. Ma siccome il voto del Parlamento è solo consultivo chiedo anche al Presidente del Consiglio Monti di essere coerente, e di impegnarsi a revocare questa nomina inopportuna. A maggior ragione qualora il voto della commissione Lavoro fosse una bocciatura della scelta del ministro.

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