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Perchè governo e UDC non vogliono il reato di falso in bilancio?

Oggi in commissione giustizia è accaduto un fatto increscioso e grave a proposito del quale chiediamo formalmente una spiegazione al governo e a quelle forze politiche che, come lo stesso governo, hanno assunto posizioni contraddittorie.

In Commissione, oggi, si discuteva di reati contro la Pubblica amministrazione. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo già denunciato tutte le manovre dilatorie che si stanno mettendo in atto con un atteggiamento ostruzionistico. Tra le norme in discussione c’è la proposta dell’IdV che chiede di tornare alla normativa sul falso in bilancio precedente alla modifica apportata nel 2005, che era in vigore dal 1942 ed era una delle poche che aveva funzionato egregiamente.

Quella legge è stata modificata da Berlusconi per i suoi interessi, ma poi ne hanno approfittato moltissimi altri, e quello è il danno più grave. La discussione in aula della nostra proposta è già stata fissata per il prossimo 28 maggio, nella quota riservata all’opposizione. Oggi in commissione sono stati presentanti gli emendamenti. Alcuni, quelli del Pd, sono effettivamente emendamenti che migliorano la nostra proposta. (continua…)

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Difendiamo la legalità

Berlusconi ha fatto infiniti danni a questo Paese quando era presidente del Consiglio, e continua a farli anche adesso che non lo è più, perché con i suoi voti indispensabili può condizionare e ricattare il governo come gli pare. Visto che non hanno più il potere per farsi le leggi ad personam, adesso i parlamentari del Pdl hanno presentato un ‘subemendamento ad personam’ al ddl anticorruzione. Vogliono stabilire che se non c'è esborso di denaro non c'è concussione, così Berlusconi non dovrebbe più rispondere alla giustizia per l'intervento a favore della scarcerazione della ‘nipote di Mubarak’, e anche quel processo andrebbe in fumo. Gli stessi obbedienti e volenterosi dipendenti di Berlusconi starebbero anche approntando le correzioni per vanificare la proposta di legge sul falso in bilancio. Grazie a quei provvidenziali emendamenti, chi trucca i documenti contabili riuscirebbe ancora una volta a sfangarsela! Insomma, Berlusconi a palazzo Chigi non c'è più, ma non è che per questo il Parlamento si sia deciso finalmente a difendere la legalità. Noi dell'Italia dei Valori voteremo per l'arresto di Lusi, quando il Parlamento se ne occuperà, come abbiamo sempre fatto. Però, per il giorno in cui la Commissione si riunirà sul caso Lusi, convocheremo anche una ‘Giornata della legalità’. Vogliamo che il Parlamento risponda positivamente a tutti i provvedimenti chiesti dalla magistratura nei confronti di parlamentari e vogliamo che Parlamento e governo difendano d'ora in poi la legalità, senza più sottostare a pressioni, ricatti o calcoli opportunisti. E senza più chiedersi, prima di vararla, se una legge fa comodo o scomodo a Berlusconi e alle sue aziende.

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Ho fatto il mio dovere di cittadino

Stamattina sono andato a fare il mio dovere di cittadino e a testimoniare presso il Tribunale di Milano al processo contro Silvio e Paolo Berlusconi per la “fuga di notizie” sull’intercettazione della famosa telefonata Fassino-Consorte in merito alla scalata di Unipol alla Banca nazionale del lavoro. Il processo nasce da un esposto da me presentato nell’ottobre 2009 alla Procura di Milano, dopo che l’imprenditore Fabrizio Favata era venuto a raccontarmi di aver consegnato la pen-drive con quell’intercettazione direttamente a Silvio Berlusconi, dopo avergliela fatta ascoltare. Come ho testimoniato oggi in aula, nel secondo incontro, mentre Favata raccontava io “verbalizzavo”, proprio come facevo quando ero magistrato, usando in mancanza di meglio una di quelle tovagliette di carta che nei bar si mettono sotto i bicchieri. Favata si sentiva tradito da Berlusconi che aveva preso il nastro con l’intercettazione ma in cambio non aveva dato nulla e non aveva aiutato l’imprenditore quando questo si era trovato in grossissimi guai economici. Subito dopo il primo incontro con Favata io sono corso a riferire quello che mi aveva detto ai magistrati, perché questo era il mio dovere di cittadino e di parlamentare dopo essere venuto a conoscenza di fatti penalmente rilevanti. Oggi ho scoperto che prima di venire da me, Favata si era rivolto ad altre persone, anche a esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni, che invece di fare il loro dovere si erano tappati occhi, orecchie e bocche come le tre scimmiette. Voglio solo dire che se i cittadini e soprattutto i pubblici ufficiali facessero più spesso quello che devono e denunciassero gli illeciti di cui vengono a conoscenza, molti reati verrebbero scoperti prima, moltissimi episodi di malaffare non verreb bero commessi e sconfiggere la corruzione sarebbe infinitamente più facile.

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La concussione ai tempi di Monti (e di B.)

Diciamocelo chiaramente: che arrivi in cima all’agenda del governo e del Parlamento una legge sulla concussione, proprio mentre Silvio Berlusconi è imputato di quel reato nel processo Ruby, non fa una buona impressione e desta parecchi sospetti. Se poi il Pdl avverte che, se non cambia la legge sulla concussione, fa saltare tutto, sembra proprio di risentire l’aria velenosa che si respirava ai tempi delle leggi ad personam quotidiane. Anche perché la prima cosa da capire è se loro vogliono cambiarlo per aggravarlo o per eliminarlo definitivamente. Queste strane coincidenze creano dubbi e perplessità dal punto di vista politico persino a me, che certo non sono sospettabile di volermi tenere il reato di concussione così com’è. Sono stato proprio io il primo a proporne la modifica, di fronte all’assemblea degli industriali di Cernobbio, ben 18 anni fa, nel 1994, quando ancora facevo il magistrato. Anche come partito politico abbiamo poi cercato di modificare quella fattispecie di reato, col disegno di legge n. 2164 presentato dai senatori dell’Italia dei Valori nel giugno del 2008 e poi riproposta nel maggio del 2010. Cosa voglio dire? Che se dal punto di vista politico l’opportunità di varare questa riforma proprio adesso puzza di favore a Berlusconi, dal punto di vista del giudizio tecnico tutto dipende da come si scrive la riforma. A farla bene, per esempio, potrebbe diventare una grande opportunità per combattere il malaffare. Come noto, infatti, il reato di concussione si differenzia da quello di corruzione perché in quest’ultimo il pubblico ufficiale e il privato si mettono d’accordo per spartirsi la torta. Nel primo caso, invece, il privato è costretto a pagare il pubblico ufficiale perché viene minacciato, subisce violenza oppure perché viene indotto a farlo. In altri termini, il nostro codice penale prevede tre modalità diverse con cui può realizzarsi il reato di concussione. Nei primi due casi (concussione per violenza e concussione per minaccia), tali fattispecie possono benissimo rientrare nel reato oggi già esistente di “estorsione aggravata dalla qualifica di pubblico ufficiale”, e si tratterebbe quindi solo di prevedere un congruo aumento di pena nel caso che la violenza o minaccia venga fatta ... Leggi tutto ...

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Le rassicurazioni bugiarde di quella finta maggioranza

Anche stanotte abbiamo assistito al solito balletto delle dichiarazioni rassicuranti che il Governo Monti e la sua finta maggioranza propinano, oramai quotidianamente, agli italiani per addormentarne le coscienze e mistificare la realtà. Realtà che è sull’orlo della bancarotta, se è vero come è vero, che proprio ieri la matematica ci ha ricordato, numeri alla mano, che il debito pubblico sotto il Governo Monti è aumentato, sono aumentate le tasse a carico degli onesti cittadini, l’evasione fiscale, la disoccupazione è sempre più galoppante e una miriade di piccole e medie imprese sta chiudendo. Insomma la realtà è che il futuro è sempre più nero. Di fronte a questa tragica fotografia, ancora una volta, la maggioranza inciucista Pdl -Pd- Terzo Polo pensa di lavarsene le mani semplicemente spargendo bromuro di dichiarazioni rassicuranti su materie fondamentali come lavoro, giustizia e informazione pubblica. Asseriti accordi che, però, nessuno finora ha potuto leggere. Infatti, si sono guardati bene dal metterli prima nero su bianco, in modo da consentire a tutti di averne cognizione e valutarne l’effettiva bontà. Accordi che soprattutto e, ancora una volta, non sono avvenuti come dovrebbero avvenire in un paese democratico ed evoluto, cioè attraverso una trasparente e partecipata discussione in Parlamento, ma di nascosto. Ossia nelle segrete stanze del Palazzo, in piena notte, fra sole quattro  persone, il cui unico interesse è pensare alla propria sopravvivenza politica. Allora è il momento di dire basta alla politica degli annunci e delle dichiarazioni alla “volemose bene”, senza far capire esattamente quali siano gli accordi e i contenuti dei provvedimenti che varerà la Santa Alleanza. E’ il momento di dire basta alle chiacchiere. Vogliamo vedere, carte alla mano, atti formali: disegni di legge, decreti e quant’altro. Insomma, documenti che si possano leggere per capirne e analizzarne i contenuti. Anche perché su materie così delicate, come la riforma della giustizia, che affronta temi come le intercettazioni e la responsabilità civile dei magistrati, occorre una discussione pubblica e trasparente nei luoghi preposti dalla Costituzione, il Parlamento. La stessa cosa vale per la riforma del lavoro dove abbiamo letto ... Leggi tutto ...

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