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Non si può fare tutto da soli

La mia intervista a L’Espresso online: «Beppe ha raccolto quello che noi abbiamo seminato. Ma ora al M5S devono capire che i cittadini li hanno mandati lì per un cambiamento, non per bloccare il Paese. E non possono fare tutto da soli». Parla Antonio Di Pietro.

«Oggi non saremmo nelle condizioni in cui ci troviamo se Bersani e il Partito democratico, con maggiore umiltà e con meno senso di onnipotenza, avessero pensato di mantenere la foto di Vasto». Antonio Di Pietro, dopo la débâcle di Rivoluzione Civile, guarda dagli spalti Pier Luigi Bersani mentre tenta l’impresa titanica e parla di «resipiscenza operosa», perché «noi siamo stati esclusi dalla coalizione di centrosinistra proprio per quelle battaglie che adesso il Pd dice di voler fare». E mentre guarda al suo futuro politico da «semplice militante», si augura che il Movimento Cinque Stelle, quello che «ha avuto la fortuna di cogliere il prodotto di una semina che abbiamo fatto noi», «decida cosa fare da grande». Perché «nel momento della responsabilità pensare di fare tutto da soli è un atto di arroganza».

grillo bersani Non si può fare tutto da soli

Di Pietro che ne pensa del tentativo di governo di Pier Luigi Bersani?
«Oggi non saremmo nelle condizioni in cui ci troviamo se Bersani e il Pd, con maggiore umiltà e con meno senso di onnipotenza, avessero pensato di mantenere la foto di Vasto. L’anno di governo Monti e i provvedimenti presi, che oggi tutti disconoscono, dimostrano che la nostra presa di posizione di non dare fiducia al governo dei tecnici era giusta. Ciononostante abbiamo dovuto prendere atto che siamo stati isolati e messi fuori dalla coalizione».

E ora? Continuerà a fare politica? L’Idv che fine farà?
«L’Idv si ripropone di riaprire il dialogo con il centrosinistra, con la volontà di rinnovamento della propria classe dirigente. Per questa ragione abbiamo avviato un congresso. Io farò da padre nobile, ma mi dimetterò da ruolo di presidente e segretario, continuerò a fare politica come militante. Cambieremo lo statuto per renderlo ancora più democratico e partecipato e individueremo il segretario politico attraverso le primarie».

In questo momento politico cosa si augura?
«Mi permetta di fare un discorso da cittadino e non da segretario di partito che ha perso le elezioni, perché se dovessi fare i miei interessi personali e del partito non potrei che dirle ‘si vada subito alle elezioni’ per avere un’altra chance. Ma girando per le città, vedo che i cittadini hanno bisogno di un governo. Mi auguro che Bersani riesca a uscire a testa alta con un governo che faccia qualcosa per il Paese. Bene fa Bersani ad aver capito la necessità di un cambiamento».

Spera quindi in un governo con il M5S. Ma loro sono stati chiari. Non ci stanno.
«Il M5S ha avuto la fortuna di cogliere il prodotto di una semina che abbiamo fatto noi. La prima cosa che ha detto Pietro Grasso da presidente del Senato è che vuole rivedere la legge anti corruzione. Eppure tutti, Pd compreso, tranne noi, hanno votato a favore di quella legge. Noi siamo stati esclusi dalla coalizione di Bersani proprio per quelle battaglie e adesso il Pd dice che le vuole fare. Sono felice che oggi per necessità in via ‘spintanea’ abbiano deciso di fare quello che in via spontanea non hanno fatto. E’ un atto di resipiscenza operosa».

E perché il M5S dovrebbe crederci?
«Bisogna che si rendano conto che i cittadini li hanno mandati là per un cambiamento della classe politica e il cambiamento è fatto passo dopo passo. Non possono pensare di tenere il Paese fermo in attesa che si vada a rivotare. Mi auguro che all’interno del M5S si crei un’area di responsabilità, perché fino a quando sei fuori dal Parlamento puoi protestare, ma quando sei dentro devi agire e avere responsabilità. Sono lì dentro perché un popolo arrabbiato ed esasperato, invece di sfasciare le macchine, è andato a votare. Il M5S dovrà scegliere cosa fare da grande. Nel momento della protesta non ci si allea con nessuno ed è giusto così, ma nel momento della responsabilità pensare di fare tutto da soli è un atto di arroganza».

Ritiene che anche tra i cittadini a cinque stelle si possano verificare dei casi Scilipoti?
«Grillo ha messo in conto il 10 per cento di Scilipoti. Se si potesse sapere prima che il matrimonio va male, nessuno si sposerebbe. Può capitare, è nell’ordine naturale delle cose, persino Gesù Cristo ogni dodici ne ha sbagliato uno. Ma non bisogna confondere lo Scilipoti o il De Gregorio di turno, che hanno venduto la propria coscienza per la poltrona con atti e scelte di coscienza, con chi ha votato Grasso perché l’altra scelta era Schifani. E ho apprezzato che Grillo non li abbia buttati fuori».

Lei a un certo punto ha abbandonato Casaleggio: perché? Cosa non ha funzionato?
«Assolutamente nulla. Funzionava tutto e ancora oggi ho un rapporto personale di dialogo e di amicizia, anzi approfitto di lei per salutarlo. E’ una persona dalle mani pulite. Io ho chiesto il suo aiuto professionale e ha fatto un lavoro eccezionale. Ho imparato il mestiere e come sempre quando impari il mestiere poi lo fai da solo. Non è che se tu impari a fare il calzolaio e poi apri il negozio vuol dire che hai litigato con chi ti ha insegnato a fare le scarpe».

Anche sul rapporto con i giornalisti e la stampa che getta fango ci sono analogie tra l’Idv e M5S?
«C’è un modo di confrontarsi con gli avversari politici che è sporco e non va bene. Un sistema dei poteri che aizza tutto questo e che non c’entra con la giusta libertà di critica dei giornali. Posso dire che ho decine e centinaia di sentenze che certificano delle calunnie nei miei confronti. In questo momento mi hanno consegnato una sentenza di condanna perché una delle accuse che mi facevano è che avevo favorito mio figlio per prendere il diploma. Contesto questa idea che il proprio avversario debba essere criminalizzato, invece di affrontarlo nel merito. Vorrei che si desse una risposta politica al M5S. Grillo e Casaleggio non si sono nemmeno candidati, quindi a che serve criminalizzare loro per sfuggire alle responsabilità delle ragioni per cui i cittadini protestano?».

Anche sui parenti ci sono delle scelte simili. A partire dall’atto costituito del Movimento.
«Guardi, ci sono passato anche io. All’inizio ti chiedono di fare un atto e lo fai con quelli che conosci. E’ normale. Ma il M5S ci sta dando una grande lezione di democrazia, con la Rete e la partecipazione dei cittadini alle decisioni».

Insomma lei riscontra tanti temi in comune tra Idv e M5S. Si augura un futuro insieme?
«Io e lei per sposarci dobbiamo dire tutti e due di sì, ma lei dirà sicuramente di no. L’amico Beppe e il Movimento hanno deciso, e in un certo qual modo condivido, che per rimarcare un momento di grande discontinuità non vogliono associarsi con nessuno. Quindi è inutile che io gli chieda di sposarmi».

(intervista di Silvia Cerami)

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Si riparte

E’ dovere, oltre che diritto, dell’Italia dei Valori trarre un bilancio della nostra attività nei cinque anni della legislatura appena terminata,  ma anche fare il punto sulla situazione in cui ci troviamo, sia come partito sia come fase politica nazionale. Posso dire che per cinque anni abbiamo tenuto una posizione ferma e coerente, difendendo sempre la nostra assoluta autonomia, ed è questo, l’aver sempre voluto ragionare con la nostra testa, che ci è stato fatto pagare.  Per questo siamo oggi fuori dal Parlamento. Sino alla “foto di Vasto” noi siamo stati parte integrante di una coalizione di centro sinistra i cui obiettivi erano una maggiore equità sociale e un diverso equilibrio nel risanamento dei conti dello Stato. Poi ha prevalso nel Pd una specie di ingordigia. Hanno pensato di poter vincere da soli, senza bisogno di nessun altro, ed è anche per questo che oggi ci troviamo in questa situazione di ingovernabilità. Ma questo non è il momento di preoccuparsi del passato o di recriminare. Nel presente, io voglio dire, abbracciando fraternamente l’amico Antonio Ingroia, che l’Italia dei Valori considera conclusa l’esperienza di Rivoluzione civile. Riprendiamo il nostro cammino come Italia dei Valori, e il nostro orizzonte è una rinnovata alleanza di centrosinistra che metta finalmente e definitivamente il Paese al riparo dalla malefica esperienza dei governi Berlusconi e Monti. Oggi tornare a dividersi in mille rivoli significa dare ancora spazio a Berlusconi e rischiare di farlo vincere di nuovo. In maggio si voterà in 800 comuni.  L’Italia dei Valori sarà presente ovunque e la proposta  è quella di dar vita, a partire dal comune di Roma, a un’alleanza e a una coalizione di centrosinistra. Allo stesso tempo, la nostra decisione è quella di mettere mano con la massima tempestività a un drastico rinnovamento del partito a tutti i livelli. Dal 28 al 30 giugno svolgeremo un congresso straordinario, che dovrà approvare profonde e rilevanti modifiche statutarie: prima fra tutte l’individuazione dal basso, a partire dalla base, del gruppo dirigente.  Inizieremo subito la campagna di tesseramento: chi vorrà impegnarsi nel rinnovamento di questo partito, avrà tempo per tesserarsi fino al prossimo 25 maggio. Tra i principali ... Leggi tutto ...

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Care amiche e cari amici

Care amiche e cari amici, il voto delle ultime elezioni politiche ha dato un segnale ben chiaro circa la reale forza elettorale di Rivoluzione civile. Di questo dobbiamo prenderne doverosamente atto. C’è stato il fallimento di una lista che non è riuscita a rappresentare, come avremmo voluto, le istanze dell’elettorato dell'Italia dei Valori e non ha saputo interpretare le domande che arrivavano dal territorio. Non siamo riusciti a trasmettere quei valori che, in questi anni, con forza, l'IdV ha portato avanti, fuori e dentro il Parlamento, con una ferma opposizione prima alle politiche di Berlusconi e poi a quelle di Monti. Nel nostro percorso abbiamo tentato di promuovere, all’interno della coalizione di centrosinistra, un programma chiaro di legalità che rappresentasse davvero gli interessi dei lavoratori, delle fasce sociali più deboli, dei precari e di quelle famiglie che non arrivano a fine mese. Un programma alternativo alle politiche sia del centrodestra berlusconiano sia a quelle volute, in questi ultimi dodici mesi, da Monti. Abbiamo provato a fare tutto questo nel perimetro dello schieramento riformista ma il Partito democratico, nonostante avessi scritto, in tempi non sospetti, ben due lettere al segretario Bersani (lettera del 15 ottobre - lettera del 3 dicembre), non ha voluto saperne di stringere un’alleanza con noi e di avviare un percorso comune che, partendo dalla foto di Vasto, avrebbe assicurato al nostro Paese una governabilità certa. Così come dimostra l’ottanta per cento delle esperienze nelle amministrazioni locali. Il Pd, invece, ha preferito isolare l’IdV proprio per aver fatto opposizione alle politiche di Monti, ovvero a quelle politiche da cui il Pd stesso oggi prende le distanze. Tra l’altro, il giorno dopo, è stato lo stesso Monti a voltare faccia al Pd, presentando un’altra alleanza. Inoltre, l’altra grave colpa che ci hanno imputato i dirigenti del Pd è stata quella di aver criticato il Capo dello Stato per la questione delle intercettazioni. Noi abbiamo sempre e solo chiesto che sulla Trattativa Stato-mafia venisse fatta piena luce per onorare la storia e la memoria di chi ha pagato tutto questo con la propria vita. Questa è ... Leggi tutto ...

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Finmeccanica. Monti come Ponzio Pilato

ULTIM'ORA: Denuncio formalmente sul piano politico e istituzionale, e lo farò anche sul piano giudiziario, il presidente del consiglio Monti e il suo governo. Il reato ipotizzato è quello di omissione di atti d'ufficio. Monti, avvertito formalmente sia dall'Italia dei Valori che da me personalmente sia per la vicenda Monte dei Paschi di Siena sia per la vicenda della Finmeccanica con ben 42 interventi in Parlamento, tra interrogazioni, mozioni, istanze e interventi in Aula, non solo non ha preso atto delle denunce che noi avevamo fatto e neanche di copie delle denunce alla Procura della Corte dei Conti che noi gli avevamo mandato, ma ha fatto finta di non vedere. Chi è pubblico ufficiale ha obbligo di intervenire per rimuovere atti illeciti. Non averlo fatto vuol dire omissione di atti d'ufficio. Oggi il presidente Monti ha detto che interverrà per modificare la governance, noi gli diciamo che doveva farlo l'anno scorso quando lo abbiamo avvertito. Per un anno s'è girato dall'altra parte come ha fatto Ponzio Pilato e adesso pretende che noi piangiamo il morto. Prima Mps e ora Finmeccanica. In entrambi i casi, Monti si è comportato come Ponzio Pilato: si è girato dall’altra parte e ha fatto finta di non vedere. Eppure era stato avvisato in tempo da noi dell’IdV, con diverse interrogazioni e un esposto depositato alla Corte dei Conti, su quanto stava accadendo all’interno di Finmeccanica. Perché oggi, solo dopo l’arresto di Giuseppe Orsi, dice che c’è un problema della governance? Il suo è un reato ‘politicamente’ rilevante ed è quello di omissione di atti d’ufficio. Che ai vertici di Finmeccanica ci fosse un verminaio che trasudava corruzione da tutte le parti lo sapevano tutti. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo denunciato e urlato più e più volte in Parlamento, ma il governo dei professori ci ha sempre ignorato. Non è stata solo la politica a chiudere gli occhi. Delle nostre segnalazioni, così precise e puntuali, era a conoscenza tutta la stampa. Però nessuno ha scritto niente, nessuno le ha riprese, nessuno ha ... Leggi tutto ...

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Candidiamo insieme la società civile

Quattro occhi vedono meglio di due, e migliaia di occhi ancora meglio. Cosa succede quando si sbagliano le candidature e si portano in Parlamento persone indegne, che hanno scelto di fare politica per servire i loro interessi e non quelli del Paese, lo abbiamo imparato anche noi dell’Italia dei Valori, a nostre spese. Ma come si fa a selezionare le candidature limitando al massimo la possibilità di portare nel cuore delle istituzioni chi da quelle sedi dovrebbe stare il più lontano possibile? Guardare la fedina penale e gli elenchi degli indagati. Da lì puoi vedere cosa i possibili candidati hanno fatto in passato, non cosa faranno in futuro e che tipo di persone sono. Allora chiediamo aiuto alla rete e alla nostra gente, al nostro popolo. Saranno loro a controllare quelli che vorranno candidarsi e a dirci se possono essere considerati affidabili o no. Lanciamo qui le “pubblicazioni di nozze” dell’Italia dei Valori. Chi vuole proporre la propria candidatura, deve specificare se vuole correre per la Camera o per il Senato e compilare questo modulo, indicando i propri dati anagrafici, la regione nella quale ci si presenta e allegando il proprio curriculum. Tutte le candidature saranno visibili online sul sito dell’Italia dei Valori. I militanti dell’IdV e i cittadini tutti potranno controllarle, vagliarle, esprimere le proprie riserve o la propria approvazione, specificandone le motivazioni. Sarete voi il nostro filtro. Gli eletti devono rappresentare voi, ed è giusto che siate voi a i primi a dire cosa ne pensate. Sulla base delle vostre osservazioni e delle vostre valutazioni, un comitato di garanzia si assumerà la responsabilità di individuare, con motivazioni rese pubbliche, le candidature e il loro ordine in lista. Se decideremo insieme, decideremo per il meglio.

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