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Digressione

Tobin Tax: contro la crisi, per la crescita e la solidarietà

Con questa lettera aperta inviata a “L’Unità”, l’Italia dei Valori aderisce con massima convinzione all’appello lanciato dal quotidiano per l’introduzione della Tobin tax. E’ un esempio perfetto di quel che intendiamo quando diciamo che le coalizioni devono nascere dalla condivisione dei programmi e non da accordi numerici stretti in qualche segreta stanza. Per essere seria e credibile, un’alleanza di governo deve partire da elementi programmatici forti, condivisi e dichiarati apertamente, in modo che gli elettori possano scegliere, sulla base dei programmi, da chi essere governati.

“Condividiamo pienamente e sosteniamo l’appello lanciato da L’Unità per l’istituzione della Tobin tax sulle transazioni e sulle speculazioni finanziarie internazionali. Questa misura, infatti, è parte integrante del programma di governo che l’Italia dei Valori ha illustrato a Vasto ed è stata, inoltre, oggetto di una mozione che abbiamo presentato in Parlamento lo scorso febbraio e che è stata accolta dal governo.

Nel merito la mozione impegnava l’esecutivo a sostenere l’introduzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie in tutte le sedi europee, assumendo ogni  iniziativa necessaria a estendere tale imposta a livello internazionale. Ad oggi, però, non è stato fatto nulla di concreto. Per questo insistiamo affinché l’esecutivo, durante la prossima riunione dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, assuma le iniziative necessarie affinché l’Europa la smetta di fare melina e prenda una decisione definitiva, senza più rinvii, per l’introduzione della Tobin tax, necessaria anche a sostenere operazioni di crescita e solidarietà. Sarebbe un segnale importante per i mercati e per l’economia reale.

Ribadiamo, quindi, con convinzione, il sostegno all’appello de L’Unità poiché riteniamo l’istituzione della Tassa sulle transazioni finanziarie un mezzo concreto per agire contro la crisi e sostenere politiche industriali innovative basate su un nuovo modello di sviluppo che tenga conto della compatibilità ambientale delle produzioni.

La finanza deve tornare a essere uno strumento al servizio delle politiche industriali. L’IdV si impegnerà, inoltre, per fare in modo che l’introduzione della Tobin tax sia parte integrante del programma di governo della futura alleanza di centrosinistra. Serve un segnale forte, alternativo alla politica dannosa del centrodestra che in questi anni ha fatto solo gli interessi dei soliti noti, portando il Paese alla deriva”

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Questa settimana il Parlamento alla prova dei fatti contro la Casta

Basta CastaNon passa giorno senza che venga scoperchiato un altro verminaio. E’ chiaro che da anni un’intera Casta di profittatori si ingrassa a spese dei cittadini onesti. Sotto la voce “costi della politica”, quelli che pagano i contribuenti, la Casta ci ha messo tutti i suoi lussi e le sue spese pazze. Negli enti locali la situazione sembra essere ancora peggiore rispetto a quanto avviene a livello centrale. Per questo mi stanno bene le misure messe in cantiere da Monti per i tagli ai costi della politica a Regioni e a enti locali, ma bisogna fare di più. È necessario dare un segnale forte anche rispetto ai privilegi dei parlamentari, abolendo la diaria e tagliando completamente il finanziamento pubblico ai partiti. Questo è il nostro impegno concreto con i due quesiti referendari anti-Casta sui quali cominceremo la raccolta delle firme il 13 ottobre. Del resto è stato lo stesso Monti a varare l'attuale legge che non mette in atto un reale risparmio, ma legalizza finanziamenti sottobanco ai partiti, meglio definiti come tangenti, che sono ritenuti un cancro per la politica italiana. E la maggioranza che lo sostiene non sembra avere nessuna intenzione di abolire la diaria parlamentare: l’ennesima prebenda che arricchisce deputati e senatori e che grava sui contribuenti. La prova provata che questi signori non hanno nessuna reale intenzione di tagliare veramente i loro privilegi ci sarà la settimana prossima, quando noi dell'IdV proporremo due proposte di legge che ricalcano i due quesiti referendari anti-Casta. Allora vedremo chi ama riempirsi la bocca di belle parole, ma non fa nulla per eliminare le prebende e gli sprechi, e chi, come noi dell'IdV, pensa prioritariamente al bene del Paese e degli italiani. A me questa situazione ricorda ogni giorno di più quella del 1992. Anche allora ogni filo di corruzione portava a un altro filo, vicino a un focolaio di infezione ne scoprivamo subito un altro e poi un altro ancora e così, comprensibilmente, i cittadini avevano perso ogni fiducia in una classe politica sommersa dal discredito. Voglio dire chiaramente che questa somiglianza mi preoccupa molto. Allora un furbastro che ... Leggi tutto ...

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A Vasto, per il cambiamento utile

Due giorni fa, con un cinismo che fa il paio con quello dei politici di professione, Mario Monti ha mentito addossando allo Statuto dei lavoratori, cioè ai diritti dei lavoratori, la colpa della recessione, della disoccupazione e della mancata ripartenza economica dell'Italia. Con quella provocazione Monti voleva coprire le responsabilità del suo governo, ma anche quelle delle caste che con la loro miopia, con la difesa strenua solo dei loro profitti e l’incapacità di progettare il futuro hanno creato le condizioni per questa crisi. Per rappresentare politicamente gli interessi di quelle caste privilegiate i partiti politici fanno a gara. Nessuno o quasi, invece, rappresenta, nei fatti e non a parole, l’altra Italia. E mi riferisco quell'Italia onesta e operosa che vuole voltare pagina. L'Italia della società civile, dei lavoratori e degli imprenditori onesti, l’Italia dei disoccupati, dei cassintegrati, dei giovani universitari, degli studenti, dei precari, degli esodati, dei pensionati, dei docenti, del personale sanitario, delle aziende sane che si rimboccano le maniche e creano lavoro. Noi siamo con quest’Italia. La settimana prossima da Vasto cercheremo di far partire un nuovo percorso. Il traguardo è ambizioso: ricostruire una comunità solidale, legalitaria e progressista per il nostro Paese. Per un’Italia che sappia rimettere al centro i diritti e lo sviluppo e per un’Europa che sia realmente dei popoli e non dei potentati economici. Nella tre giorni ci confronteremo sui temi che saranno al centro della nostra agenda: lavoro, pari opportunità, rinnovamento della classe dirigente e della politica, giustizia, Europa, cultura, legalità. Lo faremo cercando di coinvolgere tutti i cittadini, sia quelli presenti ai dibattiti che quelli che seguiranno i lavori in rete tramite Twitter, Facebook e il sito della festa di Vasto. Perché siamo ben consci che solo attraverso la partecipazione e il contributo di tutti sia possibile costruire un cambiamento utile. Lanceremo la nostra sfida per il futuro, una sfida che non passa per leggi elettorali truffaldine e alchimie politicanti, ma per fatti concreti e proposte trasparenti. Indicheremo le nostre priorità e il programma di governo, a partire dai quesiti referendari sul lavoro e ... Leggi tutto ...

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Mantenere una promessa, ricostruire il futuro

Il terremoto che ha devastato l’Emilia è stata una tragedia che ha colpito l’intero Paese. L’intensità straordinaria del sisma ha provocato dolorose vittime umane e anche danni incalcolabili a edifici (pubblici e privati) e a monumenti storici. Davanti a quelle rovine, è partita una splendida gara di solidarietà tra gli Italiani a cui, noi dell’Italia dei Valori, abbiamo voluto associarci con la promessa di destinare l’ultima rata dei rimborsi elettorali per le politiche del 2008 a noi spettante (la cui elargizione era fissata per lo scorso mese di agosto) alle popolazioni terremotate. Qualcuno l’ha ritenuta una delle tante promesse della politica, buone a farsi pubblicità, ma che alla fine sarebbe rimasta nel cassetto. Una reazione più che comprensibile visto che la politica, purtroppo, di parole vuote ne ha pronunciate e continua a proferirne tante. L’Italia dei Valori, invece, ha inteso e intende mantenere le proprie promesse. Per questo, nei giorni scorsi, abbiamo comunicato dalle pagine di questo blog di aver effettivamente ricevuto, ad agosto, la rata dei rimborsi elettorali in questione e abbiamo anche pubblicato la relativa documentazione di accredito da parte della Camera dei Deputati e del Senato. Documentazione che alleghiamo nuovamente e da cui si può riscontrare che si tratta di poco meno di 2 milioni di euro. Nel frattempo, ci siamo attivati per individuare il miglior progetto da finanziare con le risorse a disposizione. La scelta non mancava tra monumenti, ospedali, edifici pubblici. Ma, dopo aver vagliato varie proposte, abbiamo ritenuto che l’obiettivo più importante fosse una scuola, perché la scuola rappresenta il futuro, la speranza e i sogni delle giovani generazioni. Quel futuro, quella speranza e quei sogni di cui c’è grande necessità dopo un terremoto. La scuola che abbiamo individuato è nel comune di Finale Emilia, in provincia di Modena, uno dei centri colpiti più duramente dal sisma, divenuto tristemente noto alla cronache per l’antica torre dell’Orologio, prima gravemente danneggiata e poi crollata a causa delle scosse telluriche. Trattasi di una scuola secondaria di primo grado, estremamente necessaria per i ragazzi di quella Comunità, che deve essere ricostruita ex novo in quanto completamente ... Leggi tutto ...

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I rimborsi ai terremotati, dalle parole ai fatti

L'Italia dei Valori mantiene la promessa fatta ai cittadini dell'Emilia Romagna. Infatti, in allegato al post di oggi potete trovare due certificazioni di bonifici ricevuti. Sono i soldi del rimborso elettorale che la Camera e il Senato hanno corrisposto all'Italia dei Valori come ultima rata delle elezioni politiche del 2008. Questi soldi noi li abbiamo promessi ai terremotati dell'Emilia Romagna. Detto, fatto. La consegna avverrà durante l'incontro di Vasto di fine settembre. Qualcuno certamente dirà: "potevate non prendere quei soldi". E invece no! Non sarebbero comunque rimasti nelle casse dello Stato, venendo redistribuiti tra gli altri partiti, come già successo altre volte in casi simili. E i cittadini sarebbero stati cornuti e mazziati. Siamo già all'opera per l'identificazione di uno o più progetti di opere pubbliche cui destinare i soldi: scuole, asili, ospedali... Saremo più precisi nei prossimi giorni, perchè non vogliamo commettere errori e finanziare interessi privati, ma solo fare l'interesse del bene comune dei cittadini. Anzi, nell'ottica della trasparenza propongo ad alcuni di voi, magari tra i commentatori che nelle settimane trascorse sono stati più critici su questa vicenda, di entrare a far parte di un osservatorio che controlli i vari passi che porteranno alla realizzazione del progetto cui destineremo questi fondi. Queste tre o quattro persone (che identificheremo tra coloro che ci daranno la loro disponibilità alla mail redazioneidv@gmail.com) saranno anche invitate a Vasto per conoscere l'amministratore (il Sindaco o chi per lui) della città interessata dal progetto, e verificare lo stato dell'arte del progetto, mano a mano che l'opera verrà realizzata. Che ve ne pare? Accettiamo consigli. Guarda le copie dei bonifici ricevuti

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Sulla legge elettorale, chi si somiglia, si piglia

La legge elettorale sulla quale i partiti si stanno mettendo d’accordo in questi giorni è una superporcata. L'ho già detto ma lo voglio spiegare, perché è proprio sulle leggi elettorali che i partiti prendono più sfacciatamente in giro la gente. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo sempre detto e ripetuto che gli elettori devono poter scegliere i loro rappresentanti sapendo prima per chi votano e per fare che cosa. Questa legge è fatta apposta per non farglielo sapere. Se si votano e si assegnano premi di maggioranza al singolo partito, significa che dopo le elezioni, a meno che non ottenga da solo la maggioranza assoluta (il che in Italia è praticamente impossibile), quel partito per governare dovrà allearsi con qualcuno. E lo farà con chi gli pare, senza più doversi preoccupare di chiedere agli elettori cosa ne pensino. Tanto, a quel punto, avranno già votato e chi s’è visto s’è visto. Infatti, Bersani già fa carte false per non dire apertamene quello che tutti sanno: che preferisce allearsi con Casini e forse pure con Berlusconi, piuttosto che con noi dell’IdV in nome di un centrosinistra trasparente. Come direbbe mia sorella Concetta: chi si somiglia, si piglia. Le primarie di cui si è tanto parlato, con una legge del genere, non si capisce più a cosa servano. O meglio lo si capisce anche troppo bene: sono primarie di partito e servono solo a regolare i conti fra le fazioni interne agli stessi partiti. Il vero motivo per cui ce l’hanno tanto con l’IdV e ci accusano di ogni assurdità, persino di far parte di un complotto eversivo di destra (roba davvero da matti), è che noi eravamo pronti ad avere un rapporto leale, e responsabile con gli altri partiti del centrosinistra, sul modello programmatico di Vasto, per governare il Paese. Non eravamo e non saremo mai disposti a fonderci nel  PD. Quello non si chiama rispetto ma annessione. E se a qualcuno va bene così, ci dispiace tanto ma per noi è fuori discussione. Il premio di maggioranza sul quale stanno trattando, per finire, è un insulto ... Leggi tutto ...

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Monti e i tecnocrati stanno rovinando l’Italia

Mentre la Spagna è a rischio default, in Italia non possiamo di certo sentirci al sicuro. Ieri, infatti, lo spread ha superato quota 500 punti, dimostrando per l’ennesima volta che siamo ancora sull’orlo di un precipizio e che il governo Monti ha lavorato a vuoto. Ha chiesto immensi sacrifici al Paese per mettere a posto i conti, ma lo ha fatto nella maniera sbagliata, andando a prendere i soldi solo dalle tasche della povera gente onesta e non dai corruttori, dagli evasori e da quanti continuano indisturbati a godere di privilegi, alla faccia di chi non arriva più alla fine del mese. All’esecutivo è mancato il coraggio di fare una patrimoniale, di tagliare per davvero le province e di prendere provvedimenti economici e strutturali in grado di garantire crescita e sviluppo. Otto mesi fa Monti, appena insediato, sosteneva che avrebbe lavorato ‘per rendere meno ingessata l'economia, aiutare la nascita di nuove imprese, migliorare l'efficienza dei servizi pubblici e favorire il lavoro di giovani e donne’. La realtà di oggi parla chiaro: l’economia del nostro Paese resta ingessata dalla burocrazia, una ‘tassa occulta’ che soffoca le medie e piccole imprese, cioè la vera ossatura dell’economia italiana. Secondo la Cgia di Mestre, infatti, la burocrazia è un vero è proprio balzello che costa più di 26 miliardi di euro: 6mila euro all’anno che gravano sulla capoccia di ciascun imprenditore. Ma a bloccare l’economia del nostro Paese e a spaventare gli investitori stranieri, non c’è solo l’inefficienza della mostruosa e costosa macchina burocratica. Nell’indifferenza dell’esecutivo, infatti, l’evasione fiscale e la corruzione continuano a mangiare 180 miliardi di euro all’anno. Tutto questo è servito solo a far schizzare lo spread ancora più in alto di quando c’era Berlusconi. Ma allora, almeno, il Paese aveva un’opposizione parlamentare e una stampa che denunciava gli scempi del satrapo. Ora siamo rimasti solo noi dell’IdV a difendere i diritti di giovani, pensionati, donne e lavoratori, insieme a pochi giornalisti dalla schiena dritta. Per Monti la soluzione è la tecnocrazia, mentre è vero l’esatto contrario: è solo con un progetto politico ... Leggi tutto ...

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La legge è uguale per tutti, anche per Marchionne

Pongo qui in modo formale una precisa domanda al presidente del consiglio Monti, al ministro del lavoro Fornero e al ministro della Giustizia Severino. In questo Paese la legge è ancora uguale per tutti? Le sentenze devono ancora essere rispettate da tutti o c'è chi può fregarsene e ignorarle e irriderle? Sto parlando della Fiat, la principale azienda italiana, che si considera al di sopra delle leggi. Nello stabilimento di Melfi ha ignorato la sentenza che imponeva il rientro di tre operai licenziati per la loro attività sindacale. Nessuno ha fatto niente per far rispettare la legge. Nello stabilimento di Termoli, dopo che il magistrato aveva accolto il ricorso della Fiom cui era stato ingiustamente impedito di partecipare alle elezioni per la rappresentanza sindacale, la Fiat si è vendicata togliendo 250 euro dalle buste paga degli operai iscritti alla Fiom. Nessuno ha stigmatizzato questo sopruso né ha fatto qualcosa per impedirlo. Adesso a Pomigliano la Fiat rifiuta di eseguire la sentenza che ordina l'assunzione di 145 operai iscritti alla Fiom. Chiede che sia sospesa in attesa del ricorso, in modo da far passare secoli tra una sentenza e l'altra e costringere così i lavoratori a mollare. Certo non possono restare senza stipendio per mesi e anni in attesa della sentenza definitiva, e così i princìpi liberali dell'uguaglianza di fronte alla legge vanno a farsi benedire. Ma stavolta Marchionne, va anche oltre. Ricatta i lavoratori avvertendo che se sarà costretto a rispettare la legge si vendicherà licenziando altri 145 operai in cambio di quelli della Fiom assunti. Di questo osceno scambio non c'è alcun bisogno. La Fiat potrebbe assumere i 145 operai Fiomn senza licenziare nessuno grazie ai contratti di solidarietà già in vigore all'Iveco. Minaccia così i lavoratori solo per poter aggirare anche stavolta la legge. Non si può più parlare solo di una odiosa arroganza. Ormai si configura una questione di carattere strettamente penale. Perché la Fiat si comporta così è chiaro. Non sanno vendere automobili, perdono molto più delle aziende concorrenti, non innovano da prima che Marchionne diventasse amministratore delegato, si preparano a lasciare l'Italia ... Leggi tutto ...

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