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L’incubo peggiore

Commercio di poltrone, garanzie per Berlusconi, totale disinteresse per l’opinione degli elettori e per la richiesta di cambiamento che é venuta fuori dalle urne. La lista dei ministri del governo Letta non è ancora pronta, devono pesare ogni nome col bilancino, come é accaduto nei periodi più bui della nostra Repubblica. Però è già chiaro che tipo di governo sarà, quanto peseranno al suo interno gli interessi di partito e quelli personali e, soprattutto, quanto poco inciderà la volontà dei cittadini.

Quel che è chiaro a tutti è il potere di condizionamento totale che ha avuto ed avrà Silvio Berlusconi, che può staccare la spina quando vuole e tenere tutti sotto ricatto. Insomma: un inciucio vero e proprio, il peggiore dei nostri incubi. E mentre l’economia crolla e il nostro Paese va a picco come il Titanic, nei Palazzi l’orchestrina continua a suonare.

E vedrete che i soliti spot di regime, il giorno dopo, ci propineranno le bugie di sempre: ossia che lo spread si abbasserà grazie al nuovo esecutivo e che la situazione è sotto controllo. Nessuno parlerà degli insegnanti a spasso, dei nostri giovani costretti ad emigrare e delle aziende che chiudono. Noi dell’Italia dei Valori non ci stiamo, continueremo a combattere e lo faremo a schiena dritta, nonostante abbiano provato a piegarcela.

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Inciucio 2013

Questi giorni hanno platealmente segnato il collasso di un sistema politico che, nella fase più difficile della storia repubblicana, non è stato in grado di esprimere né un governo politico né un assetto istituzionale né un nuovo Capo dello Stato. Stiamo ballando sul Titanic e temo che il peggio debba ancora arrivare. Nessuno, nel Partito democratico, può illudersi che aver convinto Napolitano a restare permetta di fare quello che gli elettori non avrebbero consentito ieri e non consentiranno domani: un governo politico con il Pdl. Quegli stessi parlamentari del Pd, che sono stati scelti dagli elettori con le primarie e non nominati dai capi partito, hanno dimostrato di non potere e di non volere fare il contrario di ciò per cui sono stati eletti accordandosi con Berlusconi. Dopo il dramma degli ultimi giorni, il cui capitolo peggiore e più indecente è stato l'agguato contro Romano Prodi, gli elettori capirebbero e accetterebbero ancora meno di prima un inciucio fatto non in nome del Paese ma solo della difesa del proprio potere e dei propri privilegi. Non lo sopporterebbero, e la classe politica ha oggi prima di tutto la responsabilità di capire che il punto di rottura non è mai stato così vicino. Mentre a Roma si discute, anzi si litiga, si trama, si intriga, si cospira per far fuori il vicino di banco e salvare la propria seggiola il Paese va rotoli. La vera emergenza del nostro Paese è rappresentata dai milioni di disoccupati, dai milioni di giovani senza lavoro, dai precari, dai pensionati che non ce la fanno ad arrivare neppure a metà mese, dalle aziende che chiudono. Sperare di fronteggiare questa situazione drammatica con un governo fotocopia di quello precedente, se non addirittura peggiore, cioè con dentro esponenti del Pd e del Pdl, sarebbe oggi la cosa più irresponsabile e distruttiva per il Paese. Però, la classe dirigente di questi due partiti ha deciso che è meglio difendere la propria poltrona e garantirsi un posto al Governo, piuttosto che pensare al bene comune. Insomma, la consapevolezza che si tratta dell'ultimo giro di valzer sta guidando egoisticamente le loro scelte. E mentre loro ballano il Titanic ... Leggi tutto ...

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Il voto a Rivoluzione scongiura l’inciucio tra il Pd Monti

Bersani non si arrende. Anche oggi, in un'intervista a un giornale francese, ha detto che lui non è settario e si vuole alleare con Monti, però non con le forze “antieuropeiste” come il Pdl e il Movimento cinque stelle. Manca qualcuno? Eh sì. Manca la Lista Rivoluzione civile - Ingroia. Su quella Bersani tace: non perché se la sia dimenticata ma perché gli crea un problema grosso. Di Rivoluzione Civile non può dire che è antieuropeista o populista o qualche altro insulto gratuito del genere. Noi siamo europeisti sul serio, nel senso che ci interessano i popoli e i cittadini europei e non i banchieri e i finanzieri europei. E tutto siamo tranne che populisti anche se, quando l'Italia dei Valori poneva problemi e domande spinose, cercavano di cavarsela dicendo che eravamo “populisti”. E, dunque, come si fa a dire agli elettori che con Monti e con i finanzieri si può stare, mentre con la Lista Ingroia, che ha nel suo programma la difesa dei diritti dei lavoratori e il ripristino della legalità, no? La verità è che, se gli elettori ci daranno la forza necessaria, Bersani si troverà, dopo le elezioni, di fronte alla scelta tra costruire con noi un vero centrosinistra, oppure fare il portatore d'acqua per i poteri di cui Monti è il rappresentante in Italia. Il vero utile per il centrosinistra è quello dato a Rivoluzione civile perché scongiura l’inciucio tra il Pd, Monti e i poteri forti. Noi siamo una forza di governo e speriamo di poter governare l'Italia per tirarla fuori dalla fossa in cui l’hanno cacciata Berlusconi prima e  Monti poi. Però, di stare al governo legati come salami, senza poter fare niente, ostaggi di Monti e della finanza, non ce ne importa niente. Rivoluzione civile vuole cambiare le cose in Italia, a partire da quegli intrecci oscuri e inconfessabili tra finanza, corruzione e potere politico che, come lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena conferma, sono la vera pietra al collo del Paese.

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Digressione

Nichi fa solo il furbo, io non scodinzolo al PD

Pubblico qui sotto l'intervista rilasciata oggi a Il Fatto Quotidiano Di Pietro, che è successo? Non lo so, so solo che noi oggi abbiamo fatto qualcosa di concreto e che qualcuno le chiama “derive”. Vendola dice che lei di lavoro fa il polemista. Io la chiamo politica. E il nostro non è un partito ipocrita: ieri Bersani ha presentato 10 punti programmatici. Sono anche i nostri. Ma mi domando come faccia poi a votare la fiducia a provvedimenti di Monti che dicono il contrario. Anche Vendola alla fine ha dovuto frenare i toni. La loro fregatura è la Rete. Nel giro di un quarto d’ora ha dovuto fare retromarcia. Alla fine della fiera SeL non potrà mai accettare di stare con l'Udc. Mi rifiuto di pensare che al mio posto, nella foto di Vasto, ci sia la faccia di Casini. Un mese fa eravate insieme, in conferenza stampa, a dare l'ultimatum al Pd. Quanto è pesata la sua polemica con il Quirinale sulla trattativa nell’allontanamento di Vendola? Ci hanno considerato irrispettosi solo perché informiamo i cittadini su una inopportunità, una bruttura, un comportamento che non ci piace. Abbiamo criticato il Capo dello Stato perché sollevando il conflitto di attribuzione su una vicenda così delicata ci ha delusi. Darci dei reietti, dei populisti, dei demagoghi è una furbata del sistema di potere. Se ci sono soggetti di cui non si può parlare vuol dire che siamo in una democrazia a scartamento ridotto. Dicono che siete voi a mettervi fuori dal gioco democratico quando criticate le istituzioni. Noi siamo l'unica alternativa al compromesso. Io mi appello agli elettori e al fronte dei non allineati: ci sono momenti in cui è necessario unire le forze per sconfiggere un nemico. Oggi il nemico della democrazia è il consociativismo falso e ipocrita che vogliono far proseguire nella prossima legislatura. Ma chi c’è in questo fronte dei non allineati? Se mi rivolgo a qualcuno in particolare poi domani c'è sicuramente qualcuno che dice no, noi non ci stiamo. Io mi rivolgo a tutti quelli che in privato mi dicono che faccio bene a dire basta alle fiducie, e poi in pubblico mi danno del polemico . Il Pd però ... Leggi tutto ...

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No all’inciucio sulla Giustizia

Lettera_giustizia.jpgfoto da Lastampa.it Pubblico la lettera che ho inviato, questa mattina, al presidente del Consiglio Romano Prodi e ai ministri Chiti e Mastella. "Il testo del provvedimento di riforma dell’ordinamento giudiziario approvato dalla Commissione giustizia del Senato presenta vistosi elementi di forte perplessità che, alterando sensibilmente l’assetto delle questioni come deliberate dal Consiglio dei Ministri, ne minano pericolosamente la stessa legittimità. Delle molteplici modifiche apportate in Commissione rispetto al testo approvato dal Consiglio dei Ministri, infatti, voglio segnalarne alcune in particolare che introducono palesi violazioni ai canoni costituzionali di indipendenza della magistratura. La rilevanza delle questioni impone che, a fronte della valutazione positiva in merito alla compatibilità del provvedimento in oggetto con la Costituzione già in sede di votazione parlamentare sulle questioni pregiudiziali, in occasione dell’esame del provvedimento medesimo presso l’Aula del Senato, dal Governo giunga la puntuale rassicurazione, della presentazione di emendamenti governativi correttivi delle distorsioni segnalate, in grado di fornire le dovute chiarificazioni sull’effettivo orientamento del governo e della maggioranza sui problemi più spinosi che si prospettano nel senso coerente con l’orientamento già assunto dal Consiglio dei Ministri nella sua collegialità. Nel merito, le questioni in esame sono tre. La prima attiene alla introduzione di nuovi e inopinati vincoli al passaggio di funzioni (da requirenti a giudicanti e viceversa) per i magistrati ben oltre quanto definito in Consiglio dei Ministri, così in realtà dissimulando l’intenzione di introdurre il perno della inaccettabile separazione delle carriere. A conferma dell’irrigidimento in questo modo inserito si segnala la nuova previsione che vincola anche il numero di volte nelle quali nell’arco dell’intera carriera è consentito il passaggio di funzioni, espressione anche questa volta solo di una volontà di accentuazione della divisione che prelude alla separazione. È altrettanto non accettabile che l’organizzazione degli uffici di procura sia sottratto alla valutazione preventiva ed oggettiva che è assicurata dall’apposito programma, che consente anche agli organi di autogoverno la possibilità di consapevole ed approfondito esame di eventuali problematicità emergenti. Del pari del tutto inaccettabile è la previsione che consente agli avvocati componenti del Consiglio giudiziario di esprimersi anche sulle questioni afferenti alla progressione in carriera dei magistrati. Sono fin troppo ... Leggi tutto ...

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