Commercio di poltrone, garanzie per Berlusconi, totale disinteresse per l’opinione degli elettori e per la richiesta di cambiamento che é venuta fuori dalle urne. La lista dei ministri del governo Letta non è ancora pronta, devono pesare ogni nome col bilancino, come é accaduto nei periodi più bui della nostra Repubblica. Però è già chiaro che tipo di governo sarà, quanto peseranno al suo interno gli interessi di partito e quelli personali e, soprattutto, quanto poco inciderà la volontà dei cittadini.
Quel che è chiaro a tutti è il potere di condizionamento totale che ha avuto ed avrà Silvio Berlusconi, che può staccare la spina quando vuole e tenere tutti sotto ricatto. Insomma: un inciucio vero e proprio, il peggiore dei nostri incubi. E mentre l’economia crolla e il nostro Paese va a picco come il Titanic, nei Palazzi l’orchestrina continua a suonare.
E vedrete che i soliti spot di regime, il giorno dopo, ci propineranno le bugie di sempre: ossia che lo spread si abbasserà grazie al nuovo esecutivo e che la situazione è sotto controllo. Nessuno parlerà degli insegnanti a spasso, dei nostri giovani costretti ad emigrare e delle aziende che chiudono. Noi dell’Italia dei Valori non ci stiamo, continueremo a combattere e lo faremo a schiena dritta, nonostante abbiano provato a piegarcela.









foto da Lastampa.it
Pubblico la lettera che ho inviato, questa mattina, al presidente del Consiglio Romano Prodi e ai ministri Chiti e Mastella.
"Il testo del provvedimento di riforma dell’ordinamento giudiziario approvato dalla Commissione giustizia del Senato presenta vistosi elementi di forte perplessità che, alterando sensibilmente l’assetto delle questioni come deliberate dal Consiglio dei Ministri, ne minano pericolosamente la stessa legittimità.
Delle molteplici modifiche apportate in Commissione rispetto al testo approvato dal Consiglio dei Ministri, infatti, voglio segnalarne alcune in particolare che introducono palesi violazioni ai canoni costituzionali di indipendenza della magistratura.
La rilevanza delle questioni impone che, a fronte della valutazione positiva in merito alla compatibilità del provvedimento in oggetto con la Costituzione già in sede di votazione parlamentare sulle questioni pregiudiziali, in occasione dell’esame del provvedimento medesimo presso l’Aula del Senato, dal Governo giunga la puntuale rassicurazione, della presentazione di emendamenti governativi correttivi delle distorsioni segnalate, in grado di fornire le dovute chiarificazioni sull’effettivo orientamento del governo e della maggioranza sui problemi più spinosi che si prospettano nel senso coerente con l’orientamento già assunto dal Consiglio dei Ministri nella sua collegialità.
Nel merito, le questioni in esame sono tre.
La prima attiene alla introduzione di nuovi e inopinati vincoli al passaggio di funzioni (da requirenti a giudicanti e viceversa) per i magistrati ben oltre quanto definito in Consiglio dei Ministri, così in realtà dissimulando l’intenzione di introdurre il perno della inaccettabile separazione delle carriere.
A conferma dell’irrigidimento in questo modo inserito si segnala la nuova previsione che vincola anche il numero di volte nelle quali nell’arco dell’intera carriera è consentito il passaggio di funzioni, espressione anche questa volta solo di una volontà di accentuazione della divisione che prelude alla separazione.
È altrettanto non accettabile che l’organizzazione degli uffici di procura sia sottratto alla valutazione preventiva ed oggettiva che è assicurata dall’apposito programma, che consente anche agli organi di autogoverno la possibilità di consapevole ed approfondito esame di eventuali problematicità emergenti.
Del pari del tutto inaccettabile è la previsione che consente agli avvocati componenti del Consiglio giudiziario di esprimersi anche sulle questioni afferenti alla progressione in carriera dei magistrati. Sono fin troppo ...
