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Perchè attacchi la magistratura, caro Beppe?

beppe grillo antonio di pietro 650x478 Perchè attacchi la magistratura, caro Beppe?Caro Beppe,

ti scrivo perché non ti riconosco più e, soprattutto, non mi riconosco più in alcune tue affermazioni e prese di posizioni. Da un po’ di giorni, infatti, hai cambiato repertorio nei tuoi comizi e ti sei messo, anche tu, ad attaccare la magistratura, come un Berlusconi qualsiasi. Vai addirittura ripetendo: ‘questa magistratura mi fa paura’, ed ancora che la nostra è una magistratura debole con i potenti e forte con i deboli. Affermazioni ingiuste che, purtroppo, per la tempistica ed il tono usato, fanno da corollario a quelle vergognose che, da sempre, va ripetendo Berlusconi per il quale ‘la magistratura rappresenta il cancro della nostra democrazia’.

Ma ti rendi conto, Beppe, insieme a quale compagnia di ‘falsari della verità’ ti stai mettendo pur di spararle ogni giorno più grosse?

A quale Magistratura ti riferisci, Beppe? Perché fai di tutt’erba un fascio? Ti stai forse dimenticando la schiera di magistrati che hanno perso la vita per fare il loro dovere e proprio per combattere i potenti? O forse ti stai dimenticando il prezzo pagato (in termini di calunnie, intimidazioni e denigrazioni) da chi ha combattuto, in questi anni, le mafie di Stato e il malaffare delle tante Tangentopoli di ieri e di oggi?

Grillo, non fare anche tu come Berlusconi che dice che la colpa dei guai in cui versa l’Italia è dei magistrati, che hanno scoperto i reati, e non dei mariuoli che si sono fregati il bottino dello Stato.

Piuttosto, utilizza il tempo e lo spazio dei tuoi benvenuti comizi per informare il tuo pubblico di come stanno in realtà le cose, altrimenti, se ti ci metti anche tu a fare disinformazione, siamo veramente di fronte ad un mondo alla rovescia.

Beppe, tu sai bene, come me, che la colpa del ripetersi di Tangentopoli è della classe politica corrotta e di quella di specifici e potenti poteri finanziari che, in combutta con taluni (anzi molti) manager e dirigenti pubblici, hanno da tempo organizzato una vera e propria predazione di ogni ben di Dio (pardon…del popolo italiano), costruendo, al tempo stesso, una serie di leggi e leggine per conseguire pure l’impunità. E quando proprio non ci riescono dicono che la magistratura li sta perseguitando, un po’ come ti sei messo ad affermare tu ultimamente.

Ed allora, mi chiedo, ti chiedo e chiedo se anche i tuoi elettori la pensano così!

Anche se oggi Grillo ed io ci presentiamo alle elezioni con liste diverse, e nonostante la competizione elettorale ci separi, io non ho mai fatto mancare il mio rispetto a un movimento, come quello del M5S, che combatte lo stesso sistema e lo stesso marciume che combattiamo noi di Rivoluzione civile – Italia dei Valori.

Proprio per questo, non capisco e non comprendo, caro Beppe, questi tuoi frequenti e ripetuti attacchi contro i magistrati e, in particolare, proprio contro Antonio Ingroia e contro la mia persona. Noi che abbiamo avuto l’unico torto di aver combattuto ‘i poteri forti’ (io quelli di Tangentopoli e Ingroia quelli di Mafiopoli), e cioè quegli stessi poteri che vorresti combattere anche tu ed il tuo splendido M5S.

Stiamo ai fatti: in questo Paese, da oltre vent’anni, la magistratura ha costituito un baluardo contro l’arroganza di un potere corrotto e complice dei corrotti. I magistrati, nella oscurissima fase storica che ancora stiamo attraversando, sono stati spesso il solo scudo a difesa della povera gente, di tutti quelli che non fanno parte di lobby potenti. Senza la legge e senza chi la fa rispettare, tutti quei cittadini sarebbero esposti solo al potere del più forte.

Non è un caso isolato quello di Taranto, dove la latitanza della politica e l’arroganza del potere economico hanno avvelenato impunemente un’intera città, sino a quando non è intervenuta la magistratura. Senza la magistratura, alla Fiat varrebbe solo il sopruso e nessuno difenderebbe i lavoratori dalla discriminazione e dalla tirannia instaurata da Marchionne. Lo sapete da soli quanti ladri, quanti corrotti e quanti truffatori sarebbero ancora comodamente seduti sulle loro poltrone senza le indagini dei magistrati.

Oggi, in Italia, attaccare la magistratura significa schierarsi, magari involontariamente, con tutti i Berlusconi e i Berluschini, con i Riva e i Marchionne. Con i vostri e i nostri nemici. Contro tutto quello che noi dell’Italia dei Valori combattiamo da quasi quindici anni, e voi del Movimento cinque stelle da oltre cinque anni.

Ripensaci, ti prego Beppe e, soprattutto, Voi amici del M5S riflettete bene prima di prendervela anche Voi con i magistrati.

Con affetto e rispetto,

Antonio Di Pietro

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Il nostro programma, quello che non vi vogliono far leggere

Sui giornali e sulle tv stanno cercando di silenziare in tutti modi la voce di Rivoluzione civile, per evitare che gli elettori conoscano il nostro programma: l’unico alternativo alle politiche inique e dannose di Berlusconi prima e di Monti poi. Siamo i soli a chiedere il ripristino dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, e vogliamo eliminare l’Imu sulla prima casa, che Monti ha voluto far pagare alle famiglie, con il sostegno complice di Pd e Pdl. Sull’acqua pubblica vogliamo che venga rispettata la volontà dei cittadini, i quali si sono già opposti alla sua privatizzazione, attraverso il referendum del 2011. Riteniamo fondamentale investire sul risparmio energetico, sulle rinnovabili, sulla salvaguardia dai rischi idrogeologici. Contrasteremo la politica degli sprechi, a partire dai privilegi della Casta, eliminando la diaria dei parlamentari, fino al taglio delle inutili spese militari, come l’acquisto degli F35 e di tutti i nuovi armamenti. Rivoluzione civile guarda all’Europa della giustizia sociale, all’Europa dei popoli, e non a quella delle banche, degli speculatori finanziari e delle lobby alle quali finora Monti ha strizzato l’occhio. Per questo, ribadiamo che il vero voto utile per i cittadini è quello dato a Rivoluzione civile, perché contrasta la possibilità che, il giorno dopo le elezioni, vi sia un inciucio tra Pd e Monti. Un consenso più forte alla lista-Ingroia permetterà, invece, che si formi un vero governo di centrosinistra.

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Ingroia non ha mai voluto paragonarsi a Falcone

Qualcuno ha fatto credere alla Boccassini che Ingroia si fosse paragonato a Falcone. Mi dispiace di questa incomprensione tra colleghi ed ex colleghi, tutti rispettabili, soprattutto perché nasce da un equivoco. Ingroia non ha mai voluto paragonarsi a Falcone. Da una lettura non strumentale delle sue parole, si evince come lui abbia voluto solo ricordare come molti magistrati che hanno lasciato la toga per entrare in politica o nelle istituzioni sono stati criticati ingiustamente. E tra questi ha fatto riferimento a Falcone. Ma, ripeto, non è così. Lui ha detto semplicemente che diversi magistrati che hanno lasciato le aule giudiziarie per entrare in politica e nelle istituzioni sono stati criticati ingiustamente. E tra questi ha fatto riferimento a Falcone che all'epoca venne ingiustamente attaccato e criticato. Ingroia non voleva certo fare un paragone tra loro due. E mi dispiace che da questo equivoco e da una lettura strumentale delle parole di Ingroia ci siano state tutte queste dichiarazioni a catena, alcune delle quali dirette anche contro le proposte portate avanti da Rivoluzione Civile, improntate ad un impegno per la massima legalità e una maggiore tutela sociale.

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MpS, gli elettori devono sapere di chi è la responsabilità

Al Monte dei Paschi di Siena non è stato scoperto un singolo banchiere irresponsabile e nemmeno un’isolata banda di malfattori. Quello che sta emergendo è un intero vasto, ramificato e marcio sistema di potere e di corruzione. In questa situazione l'idea di fermare le indagini, fino alle elezioni, è una di quelle cose che non devono succedere in un Paese civile. Sarebbe  come dire agli elettori: ‘Scusate ma non vi vogliamo far sapere chi è stato a giocare sporco, altrimenti poi c'è il rischio che non lo votate più. Prima votate e poi, quando non ci potete più fare niente, vi diciamo se erano persone sospettate di corruzione o no’. Roba da matti! Le indagini non solo non si devono fermare, ma devono proseguire senza guardare in faccia a nessuno. Bisogna fare il possibile perché gli elettori arrivino alle urne sapendo se c'è stata corruzione e, nel caso, chi è sospettato come corrotto o corruttore. Ancora prima, bisogna che il governo, in Parlamento, riferisca e faccia chiarezza su chi non ha esercitato i dovuti controlli e ci spieghi perché non ha mai risposto alle interrogazioni che l’IdV aveva presentato nel mese di maggio. Qui tutti quelli che dovevano vigilare non l'hanno fatto, vale per il Monte dei Paschi di Siena come per la Parmalat o per l'Ilva. Non è possibile che in Italia nessuno si accorga mai di niente, e poi tutti cadano dalle nuvole quando interviene è la magistratura. C'è un ultimo, importantissimo punto. So per certo che quelli che governavano il Monte dei Paschi di Siena, e abbiamo appena visto come, avevano un obbligo addirittura paragiuridico di finanziare ciascuno pro quota esponenti del Pd. Sarà la magistratura a stabilire se ci sono o meno responsabilità penali. Ma le responsabilità politiche sono tutt'altra cosa e su quelle il Pd non può continuare a dire che non c'era o che se c'era dormiva. Non sta agli elettori occuparsi della responsabilità penali, ma di quelle politiche sì. E hanno un solo modo per sanzionare le responsabilità politiche: votare per chi quel sistema marcio lo vuole rovesciare come un pedalino con una vera Rivoluzione Civile ... Leggi tutto ...

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La riforma costituzionale segreta

Alla Rai hanno fatto una riforma costituzionale enorme, senza dirlo a nessuno. Hanno deciso che le elezioni d’ora in poi sono come il campionato di calcio: ci stanno i candidati di serie A e quelli di serie B. I primi occorre farli parlare il più spesso possibile, citarli ogni cinque secondi nei telegiornali, invitarli nei talk show da soli per evidenziarne la superiorità e distinguerli dalla plebe. I candidati di serie B, invece, devono ringraziare se l’informazione televisiva ogni tanto si ricorda che esistono. Spuntano nei telegiornali una volta ogni morte di papa e nei talk show stanno sempre in compagnia di qualcun altro, così la gente capisce che non contano nulla ed è inutile votarli. Abbiamo chiesto ad uno dei tg Rai, per esempio, come mai Bersani viene invitato da solo e Ingroia no. Ci è stato risposto che Bersani è il prossimo presidente del Consiglio. Hanno già deciso loro. Abbiamo chiesto come mai vengono invitati da soli anche Monti, che a tutt’oggi non è stato eletto da nessuno, e Berlusconi, che oltretutto ufficialmente non è nemmeno candidato. Ci hanno risposto che hanno il diritto di fare le scelte editoriali che vogliono. Figurarsi, loro hanno la schiena dritta: quando un potente oppure il loro capoclientela chiama, obbediscono senza guardare in faccia a nessuno. Nei mesi di novembre e dicembre, tanto per raccontarne un’altra, a noi dell’Italia dei Valori non ci ha visti e sentiti nessuno: meno del 2% delle presenze sullo schermo. Il Pd, con le primarie, aveva invece percentuali di presenza tanto alte da far quasi pensare di vivere in un paese a partito unico. La settimana scorsa, a seguito di un nostro esposto, l’Agcom ha detto che le reti e i tg devono riequilibrare un po’ quell’abisso, ma così, tanto per dire. A viale Mazzini quell’ordine da un orecchio gli è entrato e dall’altro gli è uscito e l’Agcom fa finta di niente. Per forza! E’ uno dei tanti casi in cui la Casta si nomina da sola i propri controllori. Cosa volete che controllino i componenti dell’Agcom che stanno dove stanno solo per volontà dei partiti? Pensate che la Lista Ingroia ... Leggi tutto ...

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