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Con Ingroia per la nostra Rivoluzione civile

Sarà perché sono contadino, e si sa che noi abbiamo le scarpe grosse e il cervello fino, ma sono orgoglioso di aver capito subito che Monti avrebbe caricato di debiti i più onesti e i più deboli e avrebbe arricchito le lobby e i potenti. Sono orgoglioso inoltre di aver fatto il mio dovere avvisando quanti potevo di questa “previsione” che, purtroppo, si è avverata.

Sono convinto che oggi quanti hanno capito che serve un’alternativa alle lobby vicine a Monti debbano stare insieme e unirsi intorno a una figura che rappresenta il meglio delle istituzioni, e che le istituzioni le ha difese dalle commistioni con la mafia: Antonio Ingroia.

A chi dice che in Parlamento ci sono troppi magistrati, rispondo che il problema non è che ci siano troppi magistrati, o troppi avvocati, ma che ci siano troppi delinquenti. Sono quelli che non dovrebbero starci, e invece ci stanno eccome.

Diciamo le cose come stanno: non è vero che decidono i cittadini chi governerà. Il giorno dopo le elezioni faranno il grande inciucio Pd-Monti. Noi avremmo voluto dare una mano al Pd per costruire un vero centrosinistra, ma come si può costruire un vero centrosinistra con Monti, che è come un Berlusconi travestito con il loden? Al netto del bunga-bunga, Monti non ha fatto nulla di diverso da Berlusconi. Tutti e due hanno varato solo provvedimenti a sostegno del sistema bancario e della fasce sociali forti.

Tant’è vero che oggi lo stesso Monti lo ammette, quando dice che nel suo programma vuole abbassare le tasse, andare incontro alle fasce sociali deboli, fare una vera legge contro la corruzione. Ma perché non lo ha fatto prima, con la maggioranza bulgara che aveva? Chi gli ordinava di comprare gli aerei da combattimento più costosi del mondo, o di stare con gli scudati invece che con gli esodati?

Noi, dunque, siamo l’alternativa. A differenza del Movimento cinque stelle, che pure io rispetto profondamente, non vogliamo solo sfasciare, ma costruire quella alternativa. Vogliamo fare, con Ingroia, con i movimenti, con le associazioni, con i singoli cittadini, una Rivoluzione civile. Vogliamo unire tutti coloro che in Parlamento, cioè solo noi, e fuori dal Parlamento, cioè moltissimi, hanno combattuto le leggi a senso unico che sono state varate in quest’ultima legislatura tanto da Berlusconi quanto da Monti.

E, intorno a Ingroia, vogliamo che ci siano non gli esponenti dei partiti, ma i rappresentanti della società civile. Non ci sarà il simbolo dell’Italia dei valori, perché non ci saranno i simboli di partito. Noi leader di partito dobbiamo esserci, perché altrimenti non riusciremmo a parlare alle nostre rispettive basi, ma con una rappresentanza minima, quasi simbolica, e soprattutto non nelle prime fasce della lista. Lì devono starci le figure rappresentative che vengono dalla società, devono starci quelli che incarnano una storia, come ad esempio Ilaria Cucchi. In testa alle liste di Rivoluzione civile ci saranno i cittadini, non i politici.

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Si è chiuso un anno durissimo, ora serve discontinuità

L'Italia dei Valori si è battuta con tutte le sue forze, in Parlamento e nelle piazze, per ridare dignità alla parola democrazia e per far pagare questa crisi agli speculatori, ai corruttori e agli evasori. Abbiamo tenuto la schiena dritta per respingere le politiche inique del governo Berlusconi prima e del governo Monti poi. Per questo abbiamo pagato un prezzo altissimo ma rivendichiamo il nostro operato, consapevoli che le nostre battaglie sono state fatte all'insegna della legalità e della democrazia. Non ci lasciamo intimidire e continueremo ad esserci, con la schiena dritta e con i nostri uomini e le nostre donne migliori, con la società civile e con tutti quei cittadini onesti che hanno deciso di dar vita ad una vera e propria Rivoluzione Civile. Quello che si è appena concluso è stato un anno durissimo per gli italiani, almeno per quelli onesti, che lavorano e pagano le tasse. E' stato stravolto il concetto di democrazia. Adesso serve un segnale forte, un segnale di discontinuità dalle politiche di Berlusconi prima e di Monti poi. Con la scusa della crisi, sono stati tolti i soldi ai cittadini e allo Stato ma sono stati dati alle banche. E' stata una mossa dettata dal Governo Monti nel solco di una logica europea che, dal 2008 fino al 2011, ha fatto passare 1.116 miliardi dalle casse degli Stati alle casse delle banche e che porta ora molti a dire che lo stato sociale non è più sostenibile. Le famiglie si sono impoverite, i nostri giovani sono a spasso, i lavoratori - additati spesso nelle loro rappresentanze sindacali come i più conservatori - sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto. A niente è servito riempire le piazze di tutta Italia per gridare il malcontento generale del Paese e denunciare le ingiustizie sociali: le istituzioni sono rimaste sorde a tutto questo. Al contrario di quanto è accaduto, invece, alle caste e agli ordini professionali, a cui è bastato solo alzare un dito per respingere qualunque ipotesi di riforma che potesse sfiorarli. E lo stesso scenario ... Leggi tutto ...

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Abbiamo fatto la cosa giusta

Oggi sul Fatto Quotidiano trovate questa mia intervista. Di Pietro è tornato? “Sono orgoglioso di essere tra i promotori di questa iniziativa. Sento di aver fatto la cosa giusta, anche per gli elettori dell'IdV”. E' quanto afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un'intervista a 'Il Fatto Quotidiano'. Per la prima volta non troveranno il loro simbolo sulla scheda. “È un atto di responsabilità, ci siamo messi a disposizione della società civile che vede in Ingroia una alternativa”. È la fine del partito? “Assolutamente no. Ci saremo alle regionali, alle amministrative. Toglieremo dal simbolo il mio nome, il partito deve andare avanti con le sue gambe”. Dopo tanto tempo (e tante pressioni) lei si è deciso a levarlo. Sul nuovo simbolo invece il nome di Ingroia è bene in evidenza. è un limite o serviva? “È il nome del candidato premier. Dobbiamo far sapere ai cittadini come si chiama o no? E poi questo non è un partito, è una lista elettorale che mette insieme partiti e società civile”. Ci siete voi, c'è Rifondazione, i Verdi, il Pdci. Qualcuno vede lo spettro dei "trombati" riciclati. “Facciamo tutti un passo indietro, non presentando le nostre liste ma lasciando spazio alla società civile. Ingroia sceglierà persone che in questi anni hanno costruito pezzi di Italia e noi daremo precedenza a loro. Solo qualcuno di noi andrà in Parlamento”. Lei ci sarà? “Il rinnovamento colpirà a fondo anche 1'IdV, lo dico a nuora perché suocera intenda”. Quindi? “Io darò il mio impegno personale, ma credo che oltre una rappresentanza simbolica non dovremo andare”. Parliamo di voti. Ce la farete a superare lo sbarramento? “Credo che possiamo riconquistare una parte di quel mondo che si era buttato sul grillismo per protesta, una parte di persone che pensavano di astenersi e anche qualcuno che si è fidato del Pd e adesso ha visto la sua doppia faccia”. Ingroia cercava un'alleanza con i democratici. Lei? “Ci abbiamo provato fino all'ultimo, ma il problema sono i programmi. Io dico che è il momento di unire le forze che hanno fatto opposizione in questi anni, non quelli che si sono svegliati adesso e vogliono fare gli illusionisti”. La candidatura di Grasso? “Non ho nulla contro ... Leggi tutto ...

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Non mi arrendo

Pubblico qui sotto la mia intervista di oggi al "Fatto Quotidiano". Ma l’hai sentito Cicchitto? Sembrava uno dell’Idv...ce lo prendiamo noi!”.  Antonio Di Pietro ha appena finito di votare la sua 50esima “sfiducia” al governo Monti. Esce dall’aula della Camera e il primo che incontra è Pierferdinando Casini. È con lui che sfotte il capogruppo del Pdl, quel Fabrizio Cicchitto “al governo da cinque anni” che tutt’a un tratto parla come se fosse sempre stato all’opposizione. A Casini scappa un “vaffa”. Scherza, ma neanche troppo. Nel giro di poche settimane è cambiato tutto: sia per i fan di Mario Monti, sia per quelli che l’hanno sempre ostacolato. È successo che il PD ha ripreso quota, e se la legge elettorale non cambia, forse non ha più bisogno né di uno né dell’altro. Di Pietro, ha parlato con Bersani? Dopo le primarie ho chiesto formalmente un confronto programmatico con il centrosinistra. Risposte? Ancora nessuna, ma è una cosa dell’altro ieri. Il “programma” più o meno c’è già, è la carta d’intenti sotto-scritta per le primarie. Sì, ma ci sono punti ancora da chiarire: noi per esempio il 7 gennaio presentiamo le firme contro la riforma Fornero. Loro se vincono che fanno? La cambiano nei primi 100 giorni o aspettano il referendum? Se la risposta fosse la seconda? Noi non ci arrendiamo. Costruiremo insieme alle forze movimentiste un’alternativa non solo al centrodestra ma anche alla “ragioneria” di Monti. Guidata da chi? In questo momento la guida di quella coalizione il popolo l’ha già individuata in Bersani. In questa fase qual è il ruolo degli “arancioni” di De Magistris e Pisapia? Insieme a loro e a tanti altri possiamo convincere spintaneamente il Pd a realizzare un programma comune e a non buttarsi in quell’area del compromesso a cui lo costringerebbe l’Udc. E se non si convince? Se il Pd rimane sordo e cieco, assicuriamo a tutti che nel prossimo Parlamento quelle idee avranno rappresentanza. Supererà lo sbarramento del 4 per cento nonostante il momentaccio che sta attraversando il partito? Sì. Sarò ben accompagnato. Ma l’Idv manterrà il suo simbolo? Sì, al congresso del 15 dicembre voglio rilanciare un’Idv che vada oltre ... Leggi tutto ...

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Io rispetto le sentenze, ma sto con Ingroia

Non saremo certo noi a mancare di rispetto a una sentenza, al capo dello Stato o alla Corte costituzionale. Rispettiamo le sentenze e rispettiamo le istituzioni. Con la massima pacatezza e con tutto il riguardo, però, non possiamo rinunciare a dire ciò che pensiamo e a esprimere le nostra perplessità. Prima di tutto, devo rimarcare che la Corte costituzionale è intervenuta in assenza di una legge tale da colmare un vuoto intepretativo che prosegue ormai da 15 anni. La verità è che oggi una legge che dica chiaramente cosa fare quando nel corso di una intercettazione legittima e autorizzata sulla linea di un privato cittadino viene intercettato anche chi, come il presidente della Repubblica, non può essere soggetto a intercettazione, in Italia non c'è. Noi dell'Italia dei Valori ci impegniamo pertanto e presentare un progetto di legge, così che sarà il Parlamento sovrano a dissipare una ambiguità che dura da 15 anni. Se la politica lo avesse fatto prima, come era suo dovere, non si sarebbe prodotto questo incidente. In secondo luogo, non posso fare a meno di notare che molti media hanno oggi valutato questa sentenza come una sconfitta della Procura di Palermo, che sarebbe stata smentita. Ma quale sconfitta! Questa sentenza riguarda un particolare di rilievo istituzionale perché tocca il capo dello Stato e le intercettazioni che casualmente lo coinvolgono ma per il resto assolutamente secondario ai fini dell'inchiesta. Non è che la Consulta dovesse o potesse decidere sull'esistenza o meno della trattativa Stato-mafia. Quella trattativa c'è stata, come è certificato da precise sentenze, e la Procura di Palermo ha fatto semplicemente il proprio dovere cercando di scoprire chi stava seduto al tavolo di quella trattativa ignobile dal lato dello Stato. Infine, siccome c'è chi pensa di usare questa sentenza per delegittimare e attaccare Antonio Ingroia e addirittura mettere in dubbio il suo diritto di dire ciò che pensa, sul sito web www.iostoconingroia.it è possibile aderire all'appello, in modo che tutti i cittadini che vogliono esprimere la loro solidarietà con Ingroia e difendere il suo diritto democratico a dire ciò ... Leggi tutto ...

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