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Digressione

Un Governo eversivo che scavalca i giudici

All’Ilva lavorano, tra dipendenti diretti e indiretti, oltre 30 mila persone. Sono diversi anni che le istituzioni locali e nazionali ignorano l’enorme quantità d’inquinamento di aria, acqua e terra che genera la morte e malattie gravi per i dipendenti e i  cittadini. La magistratura di Taranto ha solamente applicato la legge e, di fronte a reati gravissimi, ha emesso ordinanze immediate per far cessare la mattanza in un territorio già clamorosamente provato. La magistratura di Taranto, a cui siamo vicini, è stata oggetto di attacchi furibondi e violenti da parte dei membri della proprietà colpiti da provvedimenti giudiziari.  Da oltre sei mesi l’unica cosa che fanno i proprietari dell’Ilva è indire conferenze stampa e chiedere l’intervento del governo per vanificare le ordinanze della magistratura, tentando di dividere i lavoratori creando tensione sociale al fine di generare un’ostilità verso i giudici. Insieme e accanto a noi e ai cittadini di Taranto che difendono la loro vita e quella dei loro figli, c’è sempre stata e c’è la Fiom e i suoi lavoratori. Ci rendiamo conto che, senza i miliardi di investimenti previsti per la bonifica e per la messa in sicurezza degli impianti, non c’è futuro occupazionale per l’Ilva? Le migliori acciaierie europee hanno dimostrato che si può produrre acciaio, creare occupazione e rispettare l’ambiente e la salute di tutti. Il governo ieri si è, invece, concentrato sul modo di scavalcare l’azione della magistratura. Siamo di fronte ad un atto eversivo dell’esecutivo che lede in primo luogo gli interessi dei cittadini e dei lavoratori di Taranto, affermando che la legge non è uguale per tutti. Hanno praticamente ricattato i lavoratori dicendo loro che, se vogliono continuare a lavorare, devono mettere a disposizione ciò che di più prezioso esiste ed è difeso dalla Costituzione repubblicana: cioè il diritto alla salute e la difesa della propria vita. Invitiamo nuovamente l’esecutivo dimissionario ad intervenire direttamente sui beni della famiglia Riva, nazionali ed internazionali, al fine di garantire le risorse per iniziare le bonifiche che la magistratura ha richiesto, nel pieno rispetto della legge italiana.

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Noi a favore di magistratura, lavoratori e per l’occupazione, la salute, la legalità e la giustizia

  Oggi l'Italia dei Valori è a Taranto, per manifestare a fianco dei cittadini, dei lavoratori, delle associazioni e dei comitati civici in difesa del lavoro, della salute e della legalità. La sola idea di mettere uno di questi elementi in conflitto con gli altri dovrebbe suonare come una bestemmia per qualsiasi persona ragionevole e onesta. Che siano addirittura i partiti della maggioranza e il governo a farlo è una delle cose più incivili e indecenti che si siano mai viste. Stamattina due ministri della Repubblica sono corsi a Taranto, ma non per difendere i cittadini da una fabbrica che li avvelena e li uccide, che viola impunemente la legge, che corrompe e inganna per continuare a inquinare. No, corrono lì per fare muro contro una magistratura coraggiosa che ha fatto quel che avrebbe dovuto fare lo Stato già da molto tempo. Corrono lì per offrire ai Riva l'ennesima scappatoia. Una cosa simile non si era mai vista. Mi chiedo come tutte le forze politiche, ad esclusione della nostra, possano prestarsi senza vergogna a un tale scempio. I nostri parlamentari avrebbero voluto interloquire con quei ministri e con le forze politiche da loro convocate, ma non sono stati invitati. Visto che non siamo d'accordo con il loro tentativo di addossare alla magistratura le colpe dei Riva preferiscono non averci tra i piedi, e ce lo hanno detto apertamente. Comunque i nostri parlamentari hanno chiesto al ministro Clini di far sapere a noi e al Paese quante siano realmente le vittime dei veleni, quanti i casi di cancro nei quartieri intorno alla fabbrica e in tutta la città. Taranto e l'Ilva non sono casi isolati ed eccezionali. Sono il cuore e la metafora dell'Italia dopo vent'anni di Berlusconi e Monti, di caste, privilegi e corruzione. Le intercettazioni rese note ieri fanno il paio con quelle delle carogne che brindavano dopo il terremoto dell'Aquila: non sono meno ciniche né meno criminose. La corruzione che ha permesso ai Riva di violare la legge e avvelenare un'intera città alla luce del sole è la stessa che schiaccia ... Leggi tutto ...

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