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Rimbocchiamoci le maniche

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Oggi è una bella giornata anche grazie alla prova di democrazia che abbiamo affrontato insieme in questi tre giorni. Adesso rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo insieme a Ignazio Messina e a tutta la squadra per rendere questo Paese migliore. La sfida che ci attende è importante ma insieme possiamo vincerla. Io continuerò a lavorare per il partito e a battermi per la difesa della Costituzione e della democrazia. Oggi più che mai c’è bisogno di una forza politica come la nostra che sia a fianco dei cittadini e che sappia risolvere le vere emergenze del Paese a partire dal lavoro e dalla crisi economica che ci attanaglia. Io ci sono e mi impegnerò insieme a voi

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Il cambiamento necessario

I coniugi suicidi di Civita Nova Marche non sono affatto le prime vittime della crisi. Purtroppo di suicidi così ce ne sono stati molti negli ultimi mesi. La differenza sta solo nel fatto che stavolta il gesto era troppo clamoroso perché i giornali potessero sbatterlo a pag. 25 o non parlarne proprio come fanno di solito. Si ammazzano i lavoratori rimasti senza occupazione, si ammazzano i pensionati, e gli esodati. Ma ad ammazzarsi sono anche i piccoli imprenditori, costretti a chiudere, a dimostrazione del fatto che prima il governo Berlusconi e poi quello di Monti hanno lavorato male, con ricette ragionieristiche inique, che hanno minato lo stato sociale. Con immenso e colpevole ritardo, questo governo si è deciso alla fine a varare un decreto per restituire a piccoli e medi imprenditori una parte dei soldi che lo Stato gli deve. Molti di quelli che hanno dovuto chiudere, se avessero avuto per tempo quel che gli spettava, vedrebbero ancora le loro aziende aperte. Il decreto è comunque un passo nella direzione giusta. Ma un passo piccolo, piccolissimo, certamente insufficiente. Il perché lo spiegano direttamente le associazioni interessate: perché il rimborso parziale è stato deciso ma non si sa né quanto, né quando né come verrà erogato. Rischia, quindi, di essere acqua fresca: in condizioni di emergenza assoluta, la precisione, la tempestività e la chiarezza fanno la differenza tra la vita o la morte di un'azienda. C'è anche un altro problema, ed è il più grosso di tutti. I 40 miliardi stanziati ieri dal governo per saldare una parte dei debiti con le imprese incideranno sul deficit, portandolo a un pelo dalla soglia del 3% fissata dall'Europa come condizione per fermare la procedura ai danni dell'Italia. Se si aggiungono le spese non iscritte a bilancio, che lo stesso ministro dell'Economia Grilli ammette di non poter quantificare, è probabile che quel tetto verrà superato. Il che vorrà dire dilazioni nella restituzione dei crediti da una parte, nuove tasse che vanificheranno anche il poco che è stato fatto ieri dall'altra, e la giostra tornerà al punto di partenza. Il problema è che una situazione come questa non la ... Leggi tutto ...

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Si riparte

E’ dovere, oltre che diritto, dell’Italia dei Valori trarre un bilancio della nostra attività nei cinque anni della legislatura appena terminata,  ma anche fare il punto sulla situazione in cui ci troviamo, sia come partito sia come fase politica nazionale. Posso dire che per cinque anni abbiamo tenuto una posizione ferma e coerente, difendendo sempre la nostra assoluta autonomia, ed è questo, l’aver sempre voluto ragionare con la nostra testa, che ci è stato fatto pagare.  Per questo siamo oggi fuori dal Parlamento. Sino alla “foto di Vasto” noi siamo stati parte integrante di una coalizione di centro sinistra i cui obiettivi erano una maggiore equità sociale e un diverso equilibrio nel risanamento dei conti dello Stato. Poi ha prevalso nel Pd una specie di ingordigia. Hanno pensato di poter vincere da soli, senza bisogno di nessun altro, ed è anche per questo che oggi ci troviamo in questa situazione di ingovernabilità. Ma questo non è il momento di preoccuparsi del passato o di recriminare. Nel presente, io voglio dire, abbracciando fraternamente l’amico Antonio Ingroia, che l’Italia dei Valori considera conclusa l’esperienza di Rivoluzione civile. Riprendiamo il nostro cammino come Italia dei Valori, e il nostro orizzonte è una rinnovata alleanza di centrosinistra che metta finalmente e definitivamente il Paese al riparo dalla malefica esperienza dei governi Berlusconi e Monti. Oggi tornare a dividersi in mille rivoli significa dare ancora spazio a Berlusconi e rischiare di farlo vincere di nuovo. In maggio si voterà in 800 comuni.  L’Italia dei Valori sarà presente ovunque e la proposta  è quella di dar vita, a partire dal comune di Roma, a un’alleanza e a una coalizione di centrosinistra. Allo stesso tempo, la nostra decisione è quella di mettere mano con la massima tempestività a un drastico rinnovamento del partito a tutti i livelli. Dal 28 al 30 giugno svolgeremo un congresso straordinario, che dovrà approvare profonde e rilevanti modifiche statutarie: prima fra tutte l’individuazione dal basso, a partire dalla base, del gruppo dirigente.  Inizieremo subito la campagna di tesseramento: chi vorrà impegnarsi nel rinnovamento di questo partito, avrà tempo per tesserarsi fino al prossimo 25 maggio. Tra i principali ... Leggi tutto ...

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Abbiamo fatto la cosa giusta

Oggi sul Fatto Quotidiano trovate questa mia intervista. Di Pietro è tornato? “Sono orgoglioso di essere tra i promotori di questa iniziativa. Sento di aver fatto la cosa giusta, anche per gli elettori dell'IdV”. E' quanto afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un'intervista a 'Il Fatto Quotidiano'. Per la prima volta non troveranno il loro simbolo sulla scheda. “È un atto di responsabilità, ci siamo messi a disposizione della società civile che vede in Ingroia una alternativa”. È la fine del partito? “Assolutamente no. Ci saremo alle regionali, alle amministrative. Toglieremo dal simbolo il mio nome, il partito deve andare avanti con le sue gambe”. Dopo tanto tempo (e tante pressioni) lei si è deciso a levarlo. Sul nuovo simbolo invece il nome di Ingroia è bene in evidenza. è un limite o serviva? “È il nome del candidato premier. Dobbiamo far sapere ai cittadini come si chiama o no? E poi questo non è un partito, è una lista elettorale che mette insieme partiti e società civile”. Ci siete voi, c'è Rifondazione, i Verdi, il Pdci. Qualcuno vede lo spettro dei "trombati" riciclati. “Facciamo tutti un passo indietro, non presentando le nostre liste ma lasciando spazio alla società civile. Ingroia sceglierà persone che in questi anni hanno costruito pezzi di Italia e noi daremo precedenza a loro. Solo qualcuno di noi andrà in Parlamento”. Lei ci sarà? “Il rinnovamento colpirà a fondo anche 1'IdV, lo dico a nuora perché suocera intenda”. Quindi? “Io darò il mio impegno personale, ma credo che oltre una rappresentanza simbolica non dovremo andare”. Parliamo di voti. Ce la farete a superare lo sbarramento? “Credo che possiamo riconquistare una parte di quel mondo che si era buttato sul grillismo per protesta, una parte di persone che pensavano di astenersi e anche qualcuno che si è fidato del Pd e adesso ha visto la sua doppia faccia”. Ingroia cercava un'alleanza con i democratici. Lei? “Ci abbiamo provato fino all'ultimo, ma il problema sono i programmi. Io dico che è il momento di unire le forze che hanno fatto opposizione in questi anni, non quelli che si sono svegliati adesso e vogliono fare gli illusionisti”. La candidatura di Grasso? “Non ho nulla contro ... Leggi tutto ...

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Candidature sul web, la rete sarà il nostro filtro

Carissimi amici, iscritti e simpatizzanti dell'Italia dei Valori, durante l'Assemblea Generale degli iscritti del 15 dicembre, ho lanciato l'idea delle “pubblicazioni di nozze”, ovvero come individuare candidature, per le elezioni politiche anticipate del 2013, online e in modo trasparente. Per questo, chiedo aiuto a voi e alla Rete. Sarete voi a mettervi in gioco in prima persona, a proporre candidature, a controllare quelli che vorranno proporsi e a dirci se possono essere considerati affidabili o no. Perciò abbiamo lanciato le “pubblicazioni di nozze” dell’Italia dei Valori. Chi vuole proporsi, potrà compilare questo modulo, indicando i propri dati anagrafici, la regione d’appartenenza. Occorre specificare se si vuole correre per la Camera o per il Senato e allegare il proprio curriculum, autorizzandone la pubblicazione. Ma, soprattutto, dovrà dichiarare di non aver riportato condanne in sede penale, anche non definitive, e non avere carichi pendenti, con l'esclusione dei procedimenti per reati d'opinione, non ancora definitivi. Ovviamente ai candidati chiediamo di condividere e approvare i punti programmatici che abbiamo elaborato nei mesi scorsi. Tutte le candidature saranno man mano rese visibili online sul sito dell’Italia dei Valori. I militanti dell’IdV e tutti i cittadini potranno controllarle, vagliarle, esprimere le proprie riserve o la propria approvazione, specificandone le motivazioni. Sarete voi il nostro filtro. Gli eletti devono rappresentare voi, ed è giusto che siate voi i primi a dire cosa ne pensate. Preciso che mentre i dati delle candidature saranno pubblici, riceveremo senza pubblicare i commenti, per ragioni di rispetto della privacy di ciascun candidato. Sulla base delle vostre osservazioni e delle vostre valutazioni, un apposito comitato di garanzia si assumerà la responsabilità di individuare, con motivazioni che verranno rese pubbliche, le candidature. Se decideremo insieme, decideremo per il meglio perché quattro occhi vedono meglio di due, e migliaia di occhi ancora meglio. Approfitto dell’occasione per augurare a tutti e a ognuno di voi buon Natale e un felice anno nuovo. Ne abbiamo proprio bisogno.

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Candidiamo insieme la società civile

Quattro occhi vedono meglio di due, e migliaia di occhi ancora meglio. Cosa succede quando si sbagliano le candidature e si portano in Parlamento persone indegne, che hanno scelto di fare politica per servire i loro interessi e non quelli del Paese, lo abbiamo imparato anche noi dell’Italia dei Valori, a nostre spese. Ma come si fa a selezionare le candidature limitando al massimo la possibilità di portare nel cuore delle istituzioni chi da quelle sedi dovrebbe stare il più lontano possibile? Guardare la fedina penale e gli elenchi degli indagati. Da lì puoi vedere cosa i possibili candidati hanno fatto in passato, non cosa faranno in futuro e che tipo di persone sono. Allora chiediamo aiuto alla rete e alla nostra gente, al nostro popolo. Saranno loro a controllare quelli che vorranno candidarsi e a dirci se possono essere considerati affidabili o no. Lanciamo qui le “pubblicazioni di nozze” dell’Italia dei Valori. Chi vuole proporre la propria candidatura, deve specificare se vuole correre per la Camera o per il Senato e compilare questo modulo, indicando i propri dati anagrafici, la regione nella quale ci si presenta e allegando il proprio curriculum. Tutte le candidature saranno visibili online sul sito dell’Italia dei Valori. I militanti dell’IdV e i cittadini tutti potranno controllarle, vagliarle, esprimere le proprie riserve o la propria approvazione, specificandone le motivazioni. Sarete voi il nostro filtro. Gli eletti devono rappresentare voi, ed è giusto che siate voi a i primi a dire cosa ne pensate. Sulla base delle vostre osservazioni e delle vostre valutazioni, un comitato di garanzia si assumerà la responsabilità di individuare, con motivazioni rese pubbliche, le candidature e il loro ordine in lista. Se decideremo insieme, decideremo per il meglio.

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Il gabbiano vola alto

Le elezioni siciliane non sono state un incidente di percorso. Quelle consultazioni gridano a voce altissima che i partiti dell’ultimo ventennio e il loro modo di fare politica sono finiti per sempre. La loro ultima chance di sopravvivenza era affidata alla capacità di autoriformarsi in extremis: l’inerzia coperta da una serie di falsi movimenti e false riforme degli ultimi mesi attesta il fallimento anche di quell’ultima possibilità. Rivendico all’Italia dei Valori il merito di aver indicato, per tempo, la china rovinosa lungo la quale la seconda Repubblica stava precipitando e di aver messo in campo, per prima, in tempi che ormai sembrano lontanissimi, la necessità di rovesciare la politica come un guanto, mettendo al primo posto la pulizia, la legalità e il lavoro. La campagna a base di calunnie e menzogne scatenata contro l’Italia dei Valori e i suoi dirigenti ha il solo scopo di far credere che tutti sono uguali: tutti colpevoli, nessun colpevole. Visto che non si può più negare che le nostre denunce erano tutte giuste e purtroppo fondate, non resta che delegittimarci facendo credere che anche noi abbiamo preso parte a quella mangiatoia. Non è così. Non siamo tutti uguali. L’Italia dei Valori ha avuto molti limiti ma la sua storia è ben diversa da quella dei partiti che hanno lottizzato a man bassa, difeso i loro privilegi a spada tratta, considerato la politica come una strada veloce per arricchirsi e trovare vantaggi personali. Non ho alcuna intenzione di scioglierla come se dovesse vergognarsi della sua storia invece che esserne fiera. Detto questo, però, sono io il primo a rendermi conto che anche l’Italia dei Valori è chiamata a un rinnovamento profondissimo. Siamo ancora troppo appesantiti dall’eredità di una fase politica che è finita, quella segnata dalla’onnipotenza di Berlusconi e, dunque, dall’obbligo, prima di tutto, di resistere e di difendere la democrazia dai veleni del berlusconismo. Oggi dobbiamo avviare il percorso costituente di una nuova IDV completamente rinnovata, che scommetta sulla massima trasparenza a ogni livello e sulla partecipazione diretta, non solo dei militanti, ma di chiunque simpatizzi con le nostre ... Leggi tutto ...

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Ancora più forti e determinati

Buongiorno a tutti, vi propongo la mia intervista pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica. L’Idv resta l’Idv. Di Pietro, in quel di Montenero, torna al mestiere di pm e cerca i nomi di chi «complotta contro di me e contro il partito». Non li ha ancora identificati, ma vede nel Pd l’area in cui si annida il nemico che vuole far fuori l’Idv per far posto all’Udc. Quanto alla sua moralità lancia la sfida, «ce la vedremo in tribunale». Di momenti brutti ne ha passati molti. La Mercedes, l’addio alla toga, i dossier, ma questo sembra il peggiore. La gente dice “pure Di Pietro è come gli altri”, ruba come gli altri. Brutto no? «Sono vent’anni che cercano di delegittimarmi e calunniarmi inventando accuse che non hanno né capo né coda. Mi sono sempre difeso nell’unico posto dov’è possibile farlo, nelle aule dei tribunali, non solo dimostrando la correttezza dei miei comportamenti, ma ottenendo la condanna dei miei diffamatori. Più di così non vedo cos’altro si possa fare». Allora querelerà Report? «Sicuramente porterò davanti ai giudici coloro che hanno dato informazioni false e documentazione parziale a Report. Sto cercando di capire se chi ha realizzato quella trasmissione sia stato anch’esso tratto in inganno, come purtroppo lo sono stati milioni di cittadini, o se si è prestato al gioco, ciò che allo stato non credo, per il rispetto che ho per Report e per la Gabanelli». Sta di fatto che da giorni si parla delle sue 56 case e di una gestione arruffona e opaca delle finanze dell’Idv. Per uno che fa della moralità una bandiera è un bel danno. «Il danno è evidente, ma è provocato da chi commette simili diffamazioni giacché, com’è stato documentalmente dimostrato, io non ho e non ho mai avuto 56 case e quelle poche che ho le ho pagate con i miei soldi e non con quelli del partito, e chi ha detto una simile calunnia ne risponderà davanti ai giudici. Quanto alle risorse finanziarie di Idv, i nostri conti sono già stati setacciati più volte dalla magistratura contabile, amministrativa, civile e per ben quattro volte da quella ... Leggi tutto ...

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