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Torniamo allo spirito referendario

spirito referendario Torniamo allo spirito referendarioOggi vi propongo questa mia intervista al Fatto Quotidiano sul voto amministrativo:

Onorevole Di Pietro ha parlato con qualcuno del Pd dopo il voto?

Sì, e abbiamo deciso di lavorare insieme nelle prossime due settimane per aiutare i sindaci di centrosinistra ad amministrare.

E a Palermo come farete?

Lì per prima cosa il Pd dovrebbe lasciare la giunta Lombardo.

Ma come potranno sostenere il vostro candidato se ne hanno uno loro al ballottaggio?

Mi sembra che Ferrandelli sia stato già scaricato.

Andrea Orlando la smentisce.

Forse lui, ma non altri. Ci sono tanti Pd, dipende da chi incontri, che ti raccontano una storia diversa. Devono chiarirsi al loro interno.

Si può conciliare il suo partito di opposizione con il Pd, maggioranza?

Gli apparentamenti anomali e le alleanze contro natura non funzionano. Lo ha capito anche il Pd. Finora ha ingoiato solo dei rospi per sostenere il governo. Dobbiamo andare a votare subito.

Bersani non vuole elezioni anticipate.

Tutta questa attesa li lascerà con un pugno di mosche in mano, come a Napoli e a Palermo. Ne ho parlato anche con Vendola, ora dobbiamo invitarli a uscire allo scoperto e costruire un’alleanza di centrosinistra. Il centro a cui guardano non esiste.

Quanto tempo potete aspettare?

Intanto queste due settimane, poi serve una conferenza democratica di tutto il centrosinistra. Potremmo limitarci a gioire per aver dimostrato lo snobismo del Pd e invece lavoriamo per un’alleanza responsabile. (continua…)

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Caro Pd, ora devi uscire allo scoperto

Noi dell’Italia dei Valori siamo soddisfatti per l’esito di queste elezioni. Hanno dimostrato che la foto di Vasto non era affatto da strappare ma, al contrario, da specificare nei suoi contenuti in modo che smetta di essere solo un’immagine per diventare un programma di governo. Il voto di Palermo ha dimostrato che le alleanze contronatura, come quella che sostiene Lombardo in Sicilia, non pagano. Dunque potremmo limitarci a essere contenti perché il voto, a Palermo, ha punito lo snobismo del Pd. Invece sentiamo in pieno la responsabilità di avanzare subito una proposta per il governo del Paese. Ho già sentito Vendola ed entrambi riteniamo che subito dopo i ballottaggi sia necessario partire per la costruzione di un progetto riformista e unitario che, partendo da Vasto, porti alla definizione di un programma del centrosinistra. L’Italia dei Valori intende fare sino in fondo il proprio dovere. Non intende però aspettare all’infinito. Invitiamo il Pd a uscire allo scoperto, smettendo di fare come l’asino di Buridano che a forza di guardare da una parte e dall’altra senza mai scegliere finisce per restare a secco. Con Vendola faremo il possibile per far uscire il Pd allo scoperto, però dev’essere chiaro che possiamo aspettare solo fino a un certo punto. Non possiamo perdere tempo anche perché bisogna dare uno sbocco positivo alla rabbia dei cittadini: uno sbocco che non duri solo fino al giorno delle elezioni ma anche al giorno dopo, proprio come noi siamo qui oggi, il giorno dopo il voto, per costruire un progetto d’alternativa. Bisogna anche individuare i meccanismi per la scelta dei candidati e della leadership e mettere in campo una proposta di legge elettorale nuova, come quella per la quale avevamo raccolto le firme. Ma quello che proprio non potremmo accettare sarebbe una legge elettorale fatta dai partiti che sono stati sconfitti in questa tornata elettorale al solo scopo di restare in vita.

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Porcata antidemocratica

L’Italia dei Valori, l'estate scorsa, ha fatto parte del comitato referendario per chiedere ai cittadini se erano d’accordo nel voler modificare una legge chiamata, dai suoi stessi promotori, una legge-porcata: la legge elettorale. Tornare alle urne, alle prossime elezioni, con questa legge sarebbe antidemocratico. Quindi non c’è dubbio che si debba procedere a modificarla. Il problema è come procedere. Noi non ci fidiamo di quel che sta facendo questa pseudomaggioranza. Anzi contestiamo sia il metodo, che il merito. Nel metodo, sta succedendo anche per la legge elettorale quel che succede da ormai parecchio tempo: tutto si decide al di fuori delle aule parlamentari, e poi si porta in parlamento il pacchetto già pronto a seconda delle convenienze. Noi contestiamo questo metodo. Non possiamo accettare l’idea che le leggi, e addirittura la legge elettorale, si scrivano al di fuori del Parlamento, e poi vengano votate qui per alzata di mano, come tanti porcellini che obbediscono alla maiala capa senza nemmeno sapere cosa si vota. E contestiamo anche il merito. Ciò che vogliono portare avanti non assicura né la governabilità né il rispetto del voto dei cittadini. Riteniamo assurdo che, in una democrazia evoluta, i cittadini debbano andare a votare senza sapere a quale coalizione andrà a finire il loro voto, quale gruppo dovrà assumere il governo, quale programma portare avanti. Stare a destra o a sinistra a seconda di chi offre di più può andare bene a qualche segreteria di partito, ma questo è il mestiere più vecchio del mondo e noi non vogliamo parteciparvi. La nostra proposta è che in questa situazione emergenziale, rispetto ai tempi che stanno scadendo, si tengano in considerazione i disegni di legge che già ci sono. Perché, invece di mettersi a scrivere di nascosto un’altra proposta a proprio uso e consumo, non si comincia a discutere di quel che è già depositato, e che non è firmato da un gruppo politico ma da un milione e 200mila cittadini? Per motivi formali non si è potuto fare il referendum, ma se un milione e 200mila cittadini dà un’indicazione per sviluppare una nuova legge elettorale diversa dal porcellum, il Parlamento ha il dovere ... Leggi tutto ...

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La nostra battaglia contro la Casta continua

Questa mattina ho presentato in Cassazione il testo del quesito referendario per abrogare la legge sui rimborsi elettorali ai partiti. Vogliamo che i cittadini possano esprime la loro posizione in ordine al finanziamento pubblico ai partiti. Già nel 1993 l'avevano eliminato con un referendum. Attraverso la legge sui rimborsi elettorali, è stato fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. Noi dell'Italia dei Valori  vogliamo che i cittadini intervengano per cambiare questa legge porcata. Insieme al quesito referendario oggi depositiamo, in nome del Comitato referendario che nell'estate scorsa raccolse le firme per abrogare il Porcellum, il disegno di legge sulla legge elettorale. Lo facciamo anche e soprattutto in nome di quel milione e 200mila cittadini che attraverso la proposta referendaria, l'anno scorso, avevano dato la loro indicazione su come doveva essere fatta la legge elettorale, che è l'esatto contrario di quello che la ‘Triplice dell'Apocalisse’ (Alfano-Bersani-Casini) vuole oggi proporre al Paese: vorrebbero che i cittadini votassero, ma senza sapere il programma, la coalizione o la squadra di governo. Insomma, pretendono che i cittadini diano un voto che poi verrà venduto al migliore offerente. Su questi due temi, legge elettorale e finanziamento pubblico ai partiti, noi dell'IdV continuiamo la nostra battaglia per passare dalle parole ai fatti, perché la realtà è molto diversa dal quello che l'informazione di regime, del governo Monti e della sua maggioranza anomala, vuol far credere. Mentre vanno in giro per il mondo a dire che "tutto va bene madama la marchesa", nel Paese reale ogni giorno migliaia di fabbriche chiudono e migliaia di lavoratori perdono il lavoro; non c'è futuro per i giovani, e addirittura imprenditori e operai si suicidano. Questa è una responsabilità gravissima della politica che continua a lodarsi e imbrodarsi invece di preoccuparsi di risolvere i problemi del Paese.

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Alla luce del sole

Questa mattina sono intervenuto a Sky Caffè per parlare della legge  elettorale. Qui sopra il video. Dalla porcata di Calderoli e Berlusconi, stiamo passando alla vaccata di questa assurda maggioranza. Si preparano a truffare per l’ennesima volta i cittadini con una legge elettorale fatta apposta per permettergli di decidere e lasciare tutto il potere nelle mani della casta. Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che in uno Paese democratico la decisione sulla legge elettorale si debba prendere in Parlamento, nelle commissioni, non nelle sagrestie dei partiti e nell’interesse dei singoli partiti, che con questa legge vogliono semplicemente tenersi le mani libere per il dopo elezioni. Con questa legge elettorale si dice al cittadino: “Tu vota per me, vota per il mio programma, però dopo le elezioni quale governo, quale programma e quale coalizione ce lo scegliamo noi alla faccia tua”. Ma perché il cittadino non deve sapere prima di votare qual è il programma, chi sarà il capo del governo e soprattutto quale sarà la coalizione? Hanno fatto questa scelta perché Pd, Pdl e Terzo polo non sanno se possono vincere le elezioni, e così si vogliono fare la "legge elettorale delle mani libere". Il giorno dopo il voto, i partiti adotteranno le soluzioni e faranno gli accordi che più gli convengono. E’ il mestiere più vecchio del mondo: quello della prostituzione politica che si vende al miglior offerente. Come scusa per imporre questa truffa, dicono che lo fanno per restituire agli elettori il potere di decidere chi deve andare in Parlamento, ma la realtà è opposta. Questa proposta serve a togliere agli elettori anche le ultime possibilità di decidere che ancora gli restavano. Questa finta maggioranza litiga tutti i giorni, però poi si accorda su come garantire la propria sopravvivenza. Altro che Prima Repubblica: qui siamo di fronte a un vero e proprio attentato alla democrazia!

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