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I cittadini sono stufi dei quaquaraquà

Il sistema elettorale siciliano, nonostante i difetti, perlomeno ha un grande pregio: costringe i partiti a trovare alleanze chiare con programmi condivisi prima del voto.
Esattamente il contrario di quello che i partiti della maggioranza che sostiene il Governo Monti stanno tentando di realizzare, con riunioni carbonare fuori dal Parlamento, partorendo una nuova legge elettorale che sostituisca il Porcellum con un Superporcellum ancora peggiore.
In Sicilia, insieme con gli altri partiti di centrosinistra, noi dell’Italia dei Valori abbiamo deciso di unire gli sforzi per costruire un’alleanza programmatica, riformista e di rottura rispetto agli scellerati governi Cuffaro e Lombardo. Entrambi finiti nel mirino della magistratura per fatti di mafia.
Un’alleanza che consenta ai siciliani di scegliere fra chi ha appoggiato governi che hanno portato la Sicilia sull’orlo della bancarotta e chi, con noi, vuole costruire la vera alternativa sui temi concreti che stabiliremo ascoltando la cittadinanza. E soprattutto vuole rompere con il patto istituzioni-mafia che troppo spesso ha caratterizzato la politica siciliana del passato.
E’ su questa convergenza che è nato il nostro appoggio a Claudio Fava: una candidatura che riuscirà a mettere insieme la società civile e le forze politiche che, negli anni, si sono opposte a un modello di governo distruttivo per il territorio. La candidatura di un politico che da sempre ha combattutto il potere mafioso.

L’entusiasmo che sta crescendo attorno a questa scelta è la dimostrazione che i cittadini sono stufi dei quaquaraquà che si parlano addosso e si riempiono la bocca di parole altisonanti, nascondendosi dietro un dito, invece di spiegare ai cittadini il loro appoggio all’indagato per mafia Lombardo e alle politiche di destra del governo Monti. Politiche che hanno prodotto più disoccupazione, più deficit e maggiore disuguaglianza sociale, che hanno colpito le fasce sociali più deboli, i precari, i giovani, le donne, strizzando invece l’occhio a banchieri e finanzieri da strapazzo. E, ancora, dovrebbero spiegare il tentativo di nascondere la verità sulla trattativa Stato-mafia.
Preferiscono insultare l’Italia dei Valori proprio perché non sanno come giustificare le innumerevoli fiducie accordate ai provvedimenti presentati in Parlamento dal governo Monti che hanno protetto le caste, i privilegi e la corruzione.
Noi, invece, vogliamo costruire, in un sistema bipolare, un centrosinistra riformista che sappia mettere insieme legalità e solidarietà. Lo faremo rivolgendoci a tutte le forze disponibili ma, soprattutto, insieme ai cittadini con i quali avvieremo un percorso di programma condiviso e partecipato.
Sono convinto che sui temi concreti, gli elettori, al di là delle appartenenze, sapranno scegliere tra chi vuole il cambiamento utile al bene del Paese, proponendo progetti che si ispirano ai princìpi in cui anche loro credono, e chi cerca di confondere le acque  prima delle elezioni, per poi allearsi con l’UDC e continuare ad appoggiare le politiche sbagliate, feroci e controproducenti di Monti.

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Superporcellum, sento aria di truffa ai cittadini

Onorevole Di Pietro, lei ha raccolto le firme per il referendum anti- Porcellum, poi bocciato dalla Consulta. La bozza di riforma elettorale che sta circolando però non le sta bene? “Dopo che un milione e duecentomila cittadini hanno firmato per un referendum che avrebbe abrogato la legge porcata con un ritorno al Mattarellum, le segreterie di partito se ne stanno fregando totalmente: costruiscono una legge a proprio uso e consumo che gli dà mani libere. Si sta suicidando il sistema democratico. Può capitare così che arrivi un regime, senza neanche accorgersene”. Ma perché contesta questa ipotesi? “Perché è l'anticamera del ritorno a un regime partitocratico da Prima Repubblica, in cui gli elettori sono espropriati del diritto di scegliere i propri rappresentanti e il governo a cui vogliono affidare il futuro. E un super Porcellum, a cui si aggiunge l'ipocrisia, la truffa ai cittadini. Ogni giorno si sentono i leader che dicono ci alleiamo con questo o con quello. Non è vero. Anche se il Pd farà le primarie, il premier si sceglierà dopo le elezioni in base ai partiti che si metteranno insieme per arrivare al 51%”. Non teme invece che resti l'attuale legge porcata? “No, non c'è questo rischio. Il capo dello Stato si è esposto in modo tale che le Camere non possono permettersi di rispondere picche: lo delegittimerebbero. Altro che le mie critiche. Li sì che screditerebbero il ruolo e la funzione di Napolitano”. Vede una riforma elettorale inevitabilmente a tinte fosche? “La matematica non è un'opinione e con questa proposta che stanno studiando nessun partito arriva al 50% neppure con il premio di maggioranza al 15%. Quindi il Pd dovrà scegliere poi di stare o con l'Udc o con noi di IdV”. O magari si farà una Grande Coalizione? “Un Monti bis sarebbe un regime, neppure nella Prima Repubblica si è arrivati al punto che comunisti e fascisti stessero insieme”. Per Bersani, fascista è Grillo, di cui lei è amico. “Ma è mai possibile che ogni volta che qualcuno si lamenta perché gli calpesti i piedi, è populista, fascista, eversivo? Grillo esprime un sentimento collettivo di esasperazione ... Leggi tutto ...

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Abbiamo fatto il nostro dovere

Pierluigi Bersani non è un piduista e non ha mai avuto a che fare con Licio Gelli. Muovergli un'accusa simile è fuori luogo. Ciò premesso, però, è ingiusto e mortificante tacciare di fascismo, come ha fatto lui, quei milioni di persone che hanno espresso la loro delusione e la loro sfiducia nei confronti della politica del governo Berlusconi prima e del governo Monti poi (appoggiato, quest'ultimo, proprio dal Pd di Bersani) con il voto all'Italia dei Valori, al Movimento Cinque Stelle e soprattutto con l'astensione di massa. Non è ghettizzando questi milioni di elettori come “fascisti” che si possono risolvere i problemi enormi denunciati dalla loro protesta. Sciocchi insulti a parte, io credo che il Pd si stia solo sottraendo a quello che dovrebbe essere il cuore di una politica positiva e trasparente, cioè al confronto sul merito. Cosa vogliamo fare sulla giustizia e sulle intercettazioni? Stiamo dalla parte di chi cerca di punire la corruzione o di chi dà una mano ai corrotti e ai corruttori? Vogliamo far pagare i costi della crisi ai più spregiudicati, privilegiati e forti o continuiamo a colpire i più deboli e gli onesti? Usciamo dalla spirale delle politiche rigoriste e scommettiamo sulla crescita nei fatti o continuiamo a praticare solo tagli e tasse? Per noi la possibilità di dar vita a una coalizione andrebbe verificata su questi punti e su questi temi, cioè solo ed esclusivamente nel merito. Invece dall'altra parte puntano sui giochi di prestigio di una legge elettorale che dovrebbe fare fuori tutti quelli che si sottraggono alla dittatura del pensiero unico e regalare addirittura il 15% al primo partito, per dargli una spintarella e regalargli quella maggioranza che gli elettori non gli volevano dare. La stessa legge truffa permetterà ai partiti di non dire prima delle elezioni con chi si alleeranno dopo, e questa è la cosa più disonesta che si possa fare. Noi dell'Italia dei Valori siamo a favore delle coalizioni dichiarate prima del voto, in modo che gli elettori sappiano per chi e per che cosa votano e non siano costretti a firmare deleghe in bianco a questo o a quel partito. Per ... Leggi tutto ...

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Sulla legge elettorale, chi si somiglia, si piglia

La legge elettorale sulla quale i partiti si stanno mettendo d’accordo in questi giorni è una superporcata. L'ho già detto ma lo voglio spiegare, perché è proprio sulle leggi elettorali che i partiti prendono più sfacciatamente in giro la gente. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo sempre detto e ripetuto che gli elettori devono poter scegliere i loro rappresentanti sapendo prima per chi votano e per fare che cosa. Questa legge è fatta apposta per non farglielo sapere. Se si votano e si assegnano premi di maggioranza al singolo partito, significa che dopo le elezioni, a meno che non ottenga da solo la maggioranza assoluta (il che in Italia è praticamente impossibile), quel partito per governare dovrà allearsi con qualcuno. E lo farà con chi gli pare, senza più doversi preoccupare di chiedere agli elettori cosa ne pensino. Tanto, a quel punto, avranno già votato e chi s’è visto s’è visto. Infatti, Bersani già fa carte false per non dire apertamene quello che tutti sanno: che preferisce allearsi con Casini e forse pure con Berlusconi, piuttosto che con noi dell’IdV in nome di un centrosinistra trasparente. Come direbbe mia sorella Concetta: chi si somiglia, si piglia. Le primarie di cui si è tanto parlato, con una legge del genere, non si capisce più a cosa servano. O meglio lo si capisce anche troppo bene: sono primarie di partito e servono solo a regolare i conti fra le fazioni interne agli stessi partiti. Il vero motivo per cui ce l’hanno tanto con l’IdV e ci accusano di ogni assurdità, persino di far parte di un complotto eversivo di destra (roba davvero da matti), è che noi eravamo pronti ad avere un rapporto leale, e responsabile con gli altri partiti del centrosinistra, sul modello programmatico di Vasto, per governare il Paese. Non eravamo e non saremo mai disposti a fonderci nel  PD. Quello non si chiama rispetto ma annessione. E se a qualcuno va bene così, ci dispiace tanto ma per noi è fuori discussione. Il premio di maggioranza sul quale stanno trattando, per finire, è un insulto ... Leggi tutto ...

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Superporcellum: alla faccia della democrazia

Ho già detto e lo ripeto che cambiare il porcellum prima delle prossime elezioni è un dovere a cui questo Parlamento non può venire meno. Ma ho anche detto, e ripeto anche questo, che la nuova legge elettorale deve essere migliore e non peggiore della porcata di Calderoli, sennò si finisce dalla padella nella brace. Invece sembra che si stia apparecchiando proprio una superporcata del genere, cioè una legge fatta apposta per evitare che dalle urne esca fuori un risultato chiaro: una coalizione maggioritaria che va a governare e una minoritaria che va a fare l'opposizione. Così si usa di solito, tranne che nelle dittature. Ma ai signori della casta sembra troppo facile, troppo limpido  e soprattutto troppo democratico Tra premi di maggioranza ai singoli partiti, ritorno al proporzionale, soglie di sbarramento e marchingegni studiati per lasciare alle segreterie il potere di scegliersi in un modo o nell'altro i parlamentari, la legge sulla quale i furbetti della maggioranza stanno lavorando ha due soli obiettivi: mettere ai margini le forze politiche scomode come l'Italia dei Valori e creare ad arte una situazione che renda inevitabile continuare con il governo Monti e con la assurda maggioranza che lo sostiene. Da un lato una legge studiata per favorire la prosecuzione di questa grande coalizione da burletta, dall'altro una pressione fortissima da parte della Ue e delle agenzie di rating per imporre la conferma di Mario Monti. Questo è il pacchetto che vogliono far passare, zitti zitti, alla faccia della democrazia e del diritto dei cittadini a scegliere da chi vogliono essere governati e per fare che cosa. Non tutti nel Pd sono d'accordo con questa superporcata, come dimostra l'intervista di Rosi Bindi che chiede di puntare sulle coalizioni invece che sui partiti. Ma che il suo partito navighi invece in direzione opposta è il segreto di Pulcinella. Serve una forte mobilitazione civile e democratica per fermare questo progetto. Altrimenti ai cittadini italiani, volenti o nolenti, toccherà per altri cinque anni un governo che pensa, come ha ripetuto anche oggi fregandosene della Costituzione la badessa Fornero, che il posto ... Leggi tutto ...

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Repetita iuvant: no al porcellum

Quando ci si caccia in un vicolo cieco e non si sa più come venirne fuori, l'espediente più vecchio del mondo è cercare un capro espiatorio e dargli la colpa. Così, da qualche mese, lo sport preferito dei politici di questa assurda maggioranza e dei giornali che gli fanno da grancassa è quello di attaccare l'Italia dei Valori, accusandoci di ogni nefandezza, anche a costo di capovolgere le nostre affermazioni. Tra questi giornali ci dispiace molto vedere che c'è una testata storica come L'Unità, che un tempo difendeva e praticava la libertà d'informazione e ora è pronta a tutto per compiacere il proprio datore di lavoro politico. Tanto che ieri ha addirittura accusato noi dell'Italia dei Valori di difendere il porcellum. Ma di cosa stanno parlando? Noi siamo quelli che hanno raccolto un milione di firme per abolire questa legge porcata e tornare al mattarellum. Con noi c'erano Sel, gli amici del comitato referendario e c'era, da solo, Arturo Parisi. Il Pd non c'era. Noi abbiamo presentato in Parlamento un disegno di legge che riprendeva il quesito referendario bocciato dalla Corte. Era la sola proposta compiuta alternativa al porcellum e la più democratica, dato che era sostenuta dai cittadini e non solo dai partiti. Il Pd non l'ha voluta nemmeno discutere. Anche oggi non è certo la mancanza dei nostri voti parlamentari a impedire che si faccia una nuova legge elettorale: il Pd avrebbe tutta la forza per cambiare la legge anche senza di noi. Se non lo fa è per le divisioni profondissime al suo interno e perché non ha ancora capito qual è la strada migliore per far proseguire la tragica esperienza del governo Monti e dell'accordo ABC anche dopo le prossime elezioni. Per questo, non sono in grado di cambiare l'attuale sistema elettorale e per difendersi danno la colpa a noi. E' come il bue che dice cornuto all'asino! Noi ribadiamo che continueremo a fare il possibile per votare con una legge democratica, che non sia né il porcellum né una legge uguale se non peggiore. Chiederci di applaudire un provvedimento fatto apposta per espropriare i cittadini del diritto di decidere se vogliono ... Leggi tutto ...

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Superporcellum: Trovato l’inganno, fatta la legge

Se non sarà porcellum sarà superporcellum. I partiti in questi giorni si stanno dando un gran daffare per superare la pessima legge elettorale inventata da Calderoli con una anche peggiore. Se non l'hanno ancora varata è solo perché Berlusconi ha paura di votare in autunno e così gioca a perdere tempo, e perché ancora non si sono messi tutti d'accordo su come ingannare gli elettori. Quando si tratta di norme elettorali la casta ha una logica tutta sua: “Trovato l'inganno, fatta la legge”. A casa mia, anzi a casa della democrazia, le elezioni servono per far decidere ai cittadini da chi vogliono essere rappresentati, da chi governati e per fare che cosa. Qualcuno si presenta agli elettori e dice: “Io mi alleo con tizio e insieme ci impegniamo a fare un governo che ripristini l'art. 18 e anzi lo estenda anche alle piccole aziende”. Un altro si presenta e dice: “Io invece mi alleo con Caio e insieme vogliamo fare un governo che estenda al massimo la libertà di licenziare a piacimento i lavoratori”. Gli elettori ascoltano, ci pensano, votano e decidono da chi e per che cosa vogliono essere governati. Qui invece si sta inventando un inghippo: la prossima legge elettorale deve servire a ingannare gli elettori non facendogli scegliere niente. Tra quote riservate ai nominati dai partiti, collegi e trucchi vari si farà in modo di lasciare alle segreterie dei partiti il potere di nominare chi gli fa più comodo. Con un premio di maggioranza esorbitante si farà in modo che anche chi ha preso meno di un terzo dei voti possa quasi arrivare alla maggioranza in Parlamento. Con il premio di maggioranza assegnato al partito invece che alla coalizione o con qualche altro sotterfugio si lasceranno ai partiti le mani libere in modo che si possano alleare, dopo le elezioni, con gli stessi con cui, prima delle elezioni, avevano fatto finta di litigare. Tutto questo serve a due cose che, messe insieme, strozzano la democrazia: impedire ai cittadini di decidere chi deve governare, e fare fuori le forze politiche che rompono le scatole alle ... Leggi tutto ...

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I cittadini impediranno il patto scellerato

I 10 punti di programma di cui ha parlato oggi Pierluigi Bersani sono perfettamente condivisibili: tant'è vero che li avevamo già condivisi un anno fa a Vasto. I problemi si creano quando ai programmi non corrispondono i fatti, quando si predica bene e si razzola male, quando si dice una cosa e poi in Parlamento si vota l'opposto. Bersani ha detto di volere politiche alternative a quelle della destra, e ci mancava solo che il segretario del Pd dicesse che vuol fare le politiche della destra. Peccato però che sia uno e trino: si dichiara alternativo alla destra, però poi con la destra sostiene questo governo e vota le sue leggi che sono in piena continuità con quelle di Berlusconi quando non sono peggiori. Quel che il segretario del Pd non ci dice è se vuole fare politiche alternative a quelle di Monti. Forse perchè dovrebbe anche spiegare il motivo per cui continua a votare una dopo l'altra tutte le misure inique, feroci e controproducenti del governo. E’ inutile prendere in giro il Paese dicendo che si intravede la luce in fondo al tunnel. Quella luce è finta e artificiale: con queste politiche possiamo solo finire in un tunnel ancora più buio. Monti è solo un professore saccente che quando le sue leggi si rivelano fallimentari dà la colpa alla politica che non fa i compiti a casa. Come se a mettere lui a palazzo Chigi non fosse stata proprio quella stessa politica con le orecchie d'asino! Bersani predica bene e razzola male anche quando dice di non aver mai offeso nessuno e intanto, in combutta con gli altri segretari di questa falsa maggioranza, prepara un legge elettorale fatta apposta per eliminare i non allineati e i non asserviti al montismo come noi dell'Italia dei Valori. I tre segretari hanno stretto un patto segreto per farci fuori perché sanno che oggi il Paese di noi si fida e di loro non più. Ma sbagliano a illudersi, perché, se il Pd non ritroverà se stesso, noi parleremo al suo elettorato che paga sulla propria pelle le scelte sbagliate votate dai dirigenti e dai parlamentari. Saranno i ... Leggi tutto ...

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