Facebook YouTube Biografia Scrivimi
Digressione

E’ finito il tempo dei giochini

Quando non si può evitare in nessun un modo un guaio, l’unica è ridurne al minimo le conseguenze. Per questo governo, per l’informazione di regime, per i poteri economici e finanziari e per buona parte della politica, le elezioni, invece che il sale della democrazia, sono un guaio. Per questo, stanno tentando in tutti i modi di svuotarle di ogni reale significato prefigurandone il risultato alla faccia degli elettori.

Le urne dovrebbero essere una vuota formalità, esaurita la quale si tornerà a questo stesso governo, o a un altro quasi identico, sostenuto dalla stessa finta maggioranza e con lo stesso potere di condizionamento e di interdizione lasciato a Berlusconi. Per lui un risultato simile significherebbe essere miracolato. Lo sa benissimo, e proprio a questo mira con la sceneggiata della sesta “discesa in campo”.

La riforma elettorale, a cui stanno pensando, non serve a restituire agli elettori il diritto di scegliere i loro rappresentanti. Se l’obiettivo fosse davvero quello, la riforma già l’avrebbero fatta da un pezzo dal momento che per ripristinare le preferenze non ci vuole niente. La verità, però, è che vogliono una legge che permetta ai partiti di avere le mani libere e di fare, dopo le elezioni, quelle alleanze che prima delle elezioni non oserebbero mai confessare ai loro elettori.

Così, dopo aver chiesto i voti in nome della discontinuità con le politiche di Monti e dell’alternatività rispetto a Berlusconi, si potrà fare una bella maggioranza con Berlusconi al fine di sostenere un nuovo governo Monti.

La campagna ipocrita e bugiarda contro l’Italia dei Valori è stata scatenata proprio per questo: per cercare di neutralizzare una forza politica che pretende coerenza, rispetto dei principi tracciati nella Carta dai nostri padri costituenti e che ha già detto con chiarezza che chiedere i voti per una cosa e poi fare quella opposta è un’offesa ai cittadini e una pugnalata alla democrazia.

Il Paese non si può più permettere di aspettare questi giochini di palazzo, poiché è precipitato nel tunnel di una crisi economica della quale non si vede né prevede l’uscita. E i tecnocrati al governo non sanno che pesci pigliare. Lo confermano anche i dati dell’Indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro diffusi oggi: descrivono un’Italia dove su dieci assunti solo due sono a tempo indeterminato. Per gli altri il posto fisso è una chimera e devono subire l’umiliazione del lavoro precario.

Serve un progetto con un programma per un cambiamento utile, per questo l’unica soluzione rimangono le urne. E non si tratta di scegliere tra due o più coalizioni politiche, ma tra elezioni serie e democratiche e una burletta col risultato già scritto e concepito da prima nelle segrete stanze.

Io credo però che chi pensa di fregare così i cittadini e gli elettori, stavolta abbia fatto male i suoi conti, perché si possono prendere per i fondelli poche persone per molto tempo o molte persone
per poco tempo. Ma non si può prendere per i fondelli impunemente, e a lungo, un intero popolo. Per certi giochini il tempo è definitivamente scaduto.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/NpX0Ji
Video

L’Italia chiede Politica, loro si chiudono nelle segrete stanze

Sono mesi che il Paese chiede una nuova legge elettorale. La chiedono a gran voce il milione e duecentomila italiani che hanno firmato il referendum promosso anche dall'Italia dei Valori. La chiede continuamente la società civile, quella parte di paese reale che è in costante e inevitabile allontanamento da questa politica preoccupata solo di fare gli interessi propri in barba alla democrazia e alla Costituzione. E la politica, con la "p" minuscola, che fa? Invece di ascoltare la voglia di democrazia diretta e partecipata che arriva dalle strade, dalle piazze, dalle fabbriche, si riunisce in stanze sempre più segrete, in comitati sempre più ristretti, a decidere come mantenersi la poltrona e come tenere tutti gli altri fuori dalla porta. Ma che c'azzecca il "comitato ristretto" del Senato con le giuste rivendicazioni di apertura della società civile? La legge elettorale va discussa in modo trasparente in Parlamento e non dentro le sacrestie dei partiti. Quello che uscirà da questo "comitato ristretto" non potrà che essere l'ennesimo tentativo di fare una legge non per l'Italia, ma per i partiti che vogliono mantenere il potere. Noi vogliamo una legge elettorale che faccia sapere prima del voto quale coalizione si vota, con quale programma e con quale leadership. Ci sembra il modo più trasparente possibile per presentarsi al cittadino e chiedere il voto. Ripeto, qui non è più questione di cosa vuole Di Pietro, piuttosto che Tizio, Caio o quell'altro ancora. E' questione di cosa vogliono gli italiani. E gli italiani quasi un anno fa l'hanno detto piuttosto chiaramente: hanno raccolto le firme per cambiare questa legge elettorale porcata, e non certo per averne una ancora peggiore, o comunque sempre porcata. Questo deve fare la politica: farsi portatrice delle istanze dei cittadini, "servire", nel vero senso della parola, al bene comune. Non certo chiudersi nei suoi palazzi, sorda a ciò che avviene fuori, a calcolare sul pallottoliere e col misurino la ricetta perfetta per fregare gli italiani ancora una volta.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/N8XHGl

Due riforme possibili, senza prese in giro

Quando si parla di grandi riforme bisogna stare con i piedi per terra e non inventarsi grandi progetti fatti apposta per non concludere niente. La proposta che hanno fatto Berlusconi e Alfano stamattina è proprio questo: l'ennesimo raggiro ai danni dei cittadini italiani e degli elettori. Dicono di voler cambiare la Costituzione per trasformare l'Italia in una Repubblica Presidenziale, col capo dello Stato eletto direttamente. Siamo seri: il Parlamento più delegittimato nella storia della Repubblica, arrivato nella fase finale della più ingloriosa tra le legislature, non è certo in grado di mettere mano alla riscrittura complessiva della Costituzione. Parlarne serve solo a perdere tempo e ad alzare un gran polverone per non fare nemmeno le poche ed essenziali cose che si potrebbero, anzi si dovrebbero fare. Invece di pensare a come eleggere il presidente della Repubblica, il Parlamento si occupasse di cambiare la legge elettorale, restituendo ai cittadini il diritto di scegliersi i loro rappresentanti. Non ci vuole molto: basta che le segreterie dei partiti decidano di rinunciare alla possibilità di scegliersi i deputati uno per uno. Invece di fare finta di voler cambiare tutta la Costituzione, i parlamentari mettano in agenda, stralciandola dal pacchetto complessivo, la sola riforma che tutti i cittadini di questo Paese aspettano e applaudirebbero: il dimezzamento del numero dei senatori e dei deputati. Questo chiediamo noi dell'Italia dei valori e questo è concreto e realistico proporre. Chi oggi dice di voler fare molto di più ha una sola intenzione: non fare proprio niente e lasciare tutto com'è. A partire dai privilegi dei parlamentari.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/K52iae
Digressione

Torniamo allo spirito referendario

Oggi vi propongo questa mia intervista al Fatto Quotidiano sul voto amministrativo: Onorevole Di Pietro ha parlato con qualcuno del Pd dopo il voto? Sì, e abbiamo deciso di lavorare insieme nelle prossime due settimane per aiutare i sindaci di centrosinistra ad amministrare. E a Palermo come farete? Lì per prima cosa il Pd dovrebbe lasciare la giunta Lombardo. Ma come potranno sostenere il vostro candidato se ne hanno uno loro al ballottaggio? Mi sembra che Ferrandelli sia stato già scaricato. Andrea Orlando la smentisce. Forse lui, ma non altri. Ci sono tanti Pd, dipende da chi incontri, che ti raccontano una storia diversa. Devono chiarirsi al loro interno. Si può conciliare il suo partito di opposizione con il Pd, maggioranza? Gli apparentamenti anomali e le alleanze contro natura non funzionano. Lo ha capito anche il Pd. Finora ha ingoiato solo dei rospi per sostenere il governo. Dobbiamo andare a votare subito. Bersani non vuole elezioni anticipate. Tutta questa attesa li lascerà con un pugno di mosche in mano, come a Napoli e a Palermo. Ne ho parlato anche con Vendola, ora dobbiamo invitarli a uscire allo scoperto e costruire un’alleanza di centrosinistra. Il centro a cui guardano non esiste. Quanto tempo potete aspettare? Intanto queste due settimane, poi serve una conferenza democratica di tutto il centrosinistra. Potremmo limitarci a gioire per aver dimostrato lo snobismo del Pd e invece lavoriamo per un’alleanza responsabile. nella seconda parte si parla invece della legge elettorale: “Noi non possiamo certamente accettare la legge elettorale ad hoc a cui i partiti sconfitti stanno pensando per cercare di rimanere in vita”. Quindi dite no al doppio turno? Per noi bisogna ripartire dallo spirito referendario e cioè dal Mattarellum. Non teme un’emorragia di voti verso i grillini? Vedrà che non sono tutti nostri i voti dei grillini. Sono complementari a noi. Più gente ci sarà in Parlamento a fare opposizione, meglio è. Allora non vi conviene allearvi con Grillo? È come se mi chiedessero se voglio sposare la Schiffer. Chiediamo prima alla Schiffer se vuole sposarsi con me. E se accetta? I grillini per ora vanno ognuno per conto suo. Se un domani diventassero una forza di governo, potremmo valutare ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/Kl1ugw
Video

Caro Pd, ora devi uscire allo scoperto

Noi dell’Italia dei Valori siamo soddisfatti per l’esito di queste elezioni. Hanno dimostrato che la foto di Vasto non era affatto da strappare ma, al contrario, da specificare nei suoi contenuti in modo che smetta di essere solo un’immagine per diventare un programma di governo. Il voto di Palermo ha dimostrato che le alleanze contronatura, come quella che sostiene Lombardo in Sicilia, non pagano. Dunque potremmo limitarci a essere contenti perché il voto, a Palermo, ha punito lo snobismo del Pd. Invece sentiamo in pieno la responsabilità di avanzare subito una proposta per il governo del Paese. Ho già sentito Vendola ed entrambi riteniamo che subito dopo i ballottaggi sia necessario partire per la costruzione di un progetto riformista e unitario che, partendo da Vasto, porti alla definizione di un programma del centrosinistra. L’Italia dei Valori intende fare sino in fondo il proprio dovere. Non intende però aspettare all’infinito. Invitiamo il Pd a uscire allo scoperto, smettendo di fare come l’asino di Buridano che a forza di guardare da una parte e dall’altra senza mai scegliere finisce per restare a secco. Con Vendola faremo il possibile per far uscire il Pd allo scoperto, però dev’essere chiaro che possiamo aspettare solo fino a un certo punto. Non possiamo perdere tempo anche perché bisogna dare uno sbocco positivo alla rabbia dei cittadini: uno sbocco che non duri solo fino al giorno delle elezioni ma anche al giorno dopo, proprio come noi siamo qui oggi, il giorno dopo il voto, per costruire un progetto d’alternativa. Bisogna anche individuare i meccanismi per la scelta dei candidati e della leadership e mettere in campo una proposta di legge elettorale nuova, come quella per la quale avevamo raccolto le firme. Ma quello che proprio non potremmo accettare sarebbe una legge elettorale fatta dai partiti che sono stati sconfitti in questa tornata elettorale al solo scopo di restare in vita.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/KCsMBV
Video

Porcata antidemocratica

L’Italia dei Valori, l'estate scorsa, ha fatto parte del comitato referendario per chiedere ai cittadini se erano d’accordo nel voler modificare una legge chiamata, dai suoi stessi promotori, una legge-porcata: la legge elettorale. Tornare alle urne, alle prossime elezioni, con questa legge sarebbe antidemocratico. Quindi non c’è dubbio che si debba procedere a modificarla. Il problema è come procedere. Noi non ci fidiamo di quel che sta facendo questa pseudomaggioranza. Anzi contestiamo sia il metodo, che il merito. Nel metodo, sta succedendo anche per la legge elettorale quel che succede da ormai parecchio tempo: tutto si decide al di fuori delle aule parlamentari, e poi si porta in parlamento il pacchetto già pronto a seconda delle convenienze. Noi contestiamo questo metodo. Non possiamo accettare l’idea che le leggi, e addirittura la legge elettorale, si scrivano al di fuori del Parlamento, e poi vengano votate qui per alzata di mano, come tanti porcellini che obbediscono alla maiala capa senza nemmeno sapere cosa si vota. E contestiamo anche il merito. Ciò che vogliono portare avanti non assicura né la governabilità né il rispetto del voto dei cittadini. Riteniamo assurdo che, in una democrazia evoluta, i cittadini debbano andare a votare senza sapere a quale coalizione andrà a finire il loro voto, quale gruppo dovrà assumere il governo, quale programma portare avanti. Stare a destra o a sinistra a seconda di chi offre di più può andare bene a qualche segreteria di partito, ma questo è il mestiere più vecchio del mondo e noi non vogliamo parteciparvi. La nostra proposta è che in questa situazione emergenziale, rispetto ai tempi che stanno scadendo, si tengano in considerazione i disegni di legge che già ci sono. Perché, invece di mettersi a scrivere di nascosto un’altra proposta a proprio uso e consumo, non si comincia a discutere di quel che è già depositato, e che non è firmato da un gruppo politico ma da un milione e 200mila cittadini? Per motivi formali non si è potuto fare il referendum, ma se un milione e 200mila cittadini dà un’indicazione per sviluppare una nuova legge elettorale diversa dal porcellum, il Parlamento ha il dovere ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/HQnbUC
Video

La nostra battaglia contro la Casta continua

Questa mattina ho presentato in Cassazione il testo del quesito referendario per abrogare la legge sui rimborsi elettorali ai partiti. Vogliamo che i cittadini possano esprime la loro posizione in ordine al finanziamento pubblico ai partiti. Già nel 1993 l'avevano eliminato con un referendum. Attraverso la legge sui rimborsi elettorali, è stato fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. Noi dell'Italia dei Valori  vogliamo che i cittadini intervengano per cambiare questa legge porcata. Insieme al quesito referendario oggi depositiamo, in nome del Comitato referendario che nell'estate scorsa raccolse le firme per abrogare il Porcellum, il disegno di legge sulla legge elettorale. Lo facciamo anche e soprattutto in nome di quel milione e 200mila cittadini che attraverso la proposta referendaria, l'anno scorso, avevano dato la loro indicazione su come doveva essere fatta la legge elettorale, che è l'esatto contrario di quello che la ‘Triplice dell'Apocalisse’ (Alfano-Bersani-Casini) vuole oggi proporre al Paese: vorrebbero che i cittadini votassero, ma senza sapere il programma, la coalizione o la squadra di governo. Insomma, pretendono che i cittadini diano un voto che poi verrà venduto al migliore offerente. Su questi due temi, legge elettorale e finanziamento pubblico ai partiti, noi dell'IdV continuiamo la nostra battaglia per passare dalle parole ai fatti, perché la realtà è molto diversa dal quello che l'informazione di regime, del governo Monti e della sua maggioranza anomala, vuol far credere. Mentre vanno in giro per il mondo a dire che "tutto va bene madama la marchesa", nel Paese reale ogni giorno migliaia di fabbriche chiudono e migliaia di lavoratori perdono il lavoro; non c'è futuro per i giovani, e addirittura imprenditori e operai si suicidano. Questa è una responsabilità gravissima della politica che continua a lodarsi e imbrodarsi invece di preoccuparsi di risolvere i problemi del Paese.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/I53Rjm
Video

Alla luce del sole

Questa mattina sono intervenuto a Sky Caffè per parlare della legge  elettorale. Qui sopra il video. Dalla porcata di Calderoli e Berlusconi, stiamo passando alla vaccata di questa assurda maggioranza. Si preparano a truffare per l’ennesima volta i cittadini con una legge elettorale fatta apposta per permettergli di decidere e lasciare tutto il potere nelle mani della casta. Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che in uno Paese democratico la decisione sulla legge elettorale si debba prendere in Parlamento, nelle commissioni, non nelle sagrestie dei partiti e nell’interesse dei singoli partiti, che con questa legge vogliono semplicemente tenersi le mani libere per il dopo elezioni. Con questa legge elettorale si dice al cittadino: “Tu vota per me, vota per il mio programma, però dopo le elezioni quale governo, quale programma e quale coalizione ce lo scegliamo noi alla faccia tua”. Ma perché il cittadino non deve sapere prima di votare qual è il programma, chi sarà il capo del governo e soprattutto quale sarà la coalizione? Hanno fatto questa scelta perché Pd, Pdl e Terzo polo non sanno se possono vincere le elezioni, e così si vogliono fare la "legge elettorale delle mani libere". Il giorno dopo il voto, i partiti adotteranno le soluzioni e faranno gli accordi che più gli convengono. E’ il mestiere più vecchio del mondo: quello della prostituzione politica che si vende al miglior offerente. Come scusa per imporre questa truffa, dicono che lo fanno per restituire agli elettori il potere di decidere chi deve andare in Parlamento, ma la realtà è opposta. Questa proposta serve a togliere agli elettori anche le ultime possibilità di decidere che ancora gli restavano. Questa finta maggioranza litiga tutti i giorni, però poi si accorda su come garantire la propria sopravvivenza. Altro che Prima Repubblica: qui siamo di fronte a un vero e proprio attentato alla democrazia!

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/HdLrA5


Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina