Italia dei Valori Facebook Twitter YouTube Biografia NewsLetter Scrivimi

L’Italia è ancora schiava della massoneria

il parlamento esautorato 21 LItalia è ancora schiava della massoneriaIn un Paese civile e democratico coloro che hanno rappresentato l’anima nera della commistione tra politica, affari e massoneria non dovrebbero diventare icone della società, né ricoprire ruoli di primo piano. Ma in Italia succede, come succede che il Governo di larghe intese tiri fuori dal cassetto il progetto di Licio Gelli con la riproposizione del semipresidenzialismo, forte del fatto che le nuove generazioni conoscono poco della P2 e che la gente ormai sfiduciata ha smesso di indignarsi. Addirittura per il ddl che istituisce il comitato dei quaranta sulle riforme è stata chiesta la procedura d’urgenza. Hanno fretta, non vogliono che il Parlamento li ostacoli.  E tutto torna. I massoni e gli affaristi degli ultimi trent’anni sono pronti a ricominciare da dove hanno lasciato con la legittimazione del proprio ruolo. Legittimazione data dalla crisi istituzionale ma anche dalla complicità di quei politici che, in tutto questo tempo, hanno preferito tacere davanti al malaffare, al fine di conquistare un pezzo di torta. Ma l’operazione per questi signori non è completa e va accompagnata e sostenuta da un maquillage che riabiliti personaggi dalla storia oscura, custodi di quelle pagine ancora buie.
L’ultima perla: sono rimasto schifato nell’assistere alla recita indecorosa in Tv del signor Bisignani, un pluripregiudicato che detiene segreti ricattatori dei veri potenti, l’uomo ombra, anzi pieno di ombre, che non ha mai voluto raccontare la verità. Non lo ha fatto nemmeno nel processo Enimont e, purtroppo, ancora oggi rimangono molti punti oscuri su quella squallida vicenda, peraltro compiuta e conclusa addirittura all’interno delle mura vaticane, con tanto di benedizione di Monsignori vari, ricambiati con una bella cresta di oltre 12 miliardi di vecchie lire, anche loro tramite lo Ior.
Ecco la domanda alla quale dovrebbe rispondere Bisignani, invece di confondere le acque dando alle stampe un libro farlocco. In quel testo Bisignani, da una parte, riempie pagine e pagine di menzogne denigratorie, lo ha fatto anche su di me e per questo mi sto apprestando a citarlo in giudizio. Dall’altra, omette di riferire quel che lui veramente ha fatto o di cui ne è il vero ed unico depositario della verità. Mi riferisco, per intendersi, a quella decina di buste contenenti CCT per decine di miliardi di lire che Luigi Bisignani, su incarico dell’allora patron della chimica italiana, Raul Gardini, portò in Vaticano. Questo per permettere che la banca vaticana dello Ior li monetizzasse e li trasferisse riservatamente a politici e pubblici funzionari italiani, in cambio degli occhi chiusi che costoro dovevano tenere rispetto all’esorbitante prezzo chiesto, e ottenuto, da Gardini per procedere al “Closing Enimont”.
Certo Bisignani è anche stato arrestato, processato e condannato per questi fatti e al processo la Pubblica Accusa la rappresentai proprio io e fui proprio io a chiederne il suo arresto per evitare il pericolo di inquinamento probatorio. Ma, proprio per questo, posso affermare che se Bisignani, ancora oggi, desta tanta attenzione e riceve rispetto da parte del sistema politico e imprenditoriale italiano, è proprio perché “seppe”, a suo tempo, stare zitto e quindi oggi “merita” il rispetto. Insomma, manca solo la coppola!!!
Antonio Di Pietro

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/11EjHMa
Immagine

Le monetine della disperazione

“Dietro le monetine lanciate a Craxi c’era la speranza di uscirne, dietro quelle di Mussari c’è solo la disperazione di doverci convivere. Oggi le mazzette sono ingegnerizzate" e ci sono imputati "che non si vergognano affatto, anzi aggrediscono subito i Pm”. Ecco la mia intervista rilasciata oggi a ‘La Repubblica’. E’ o non è di nuovo ‘Mani pulite’? “Sono passati 21 anni dalla prima mazzetta di Chiesa. Mazzette c’erano prima e mazzette ci sono adesso. Prima la trovavi nel pouf o nel bagno dell’ufficio, oggi ci sono le transazioni finanziarie con le royalities date ai broker per attività di trading o le commissioni atipiche come dice Berlusconi, ma sempre mazzette sono”. E per un Pm è meglio o peggio? “Peggio. Prima trovavi il corpo del reato ed era più facile combattere la corruzione, ora è più difficile penetrare i nuovi schermi finanziari e quindi c‘è più impunità. Hanno trovato i mezzi per rendere il reato più occulto, meno aggredibile, meno curabile. Soprattutto hanno screditato i medici che avevano diagnosticato la malattia. E hanno ignorato le loro proposte”. E sarebbero? “Il 2 settembre del ’94, a Cernobbio, noi di ’Mani pulite’ lanciammo il piano anticorruzione, causa di non punibilità per chi rivela la tangente, auto-riciclaggio, falso in bilancio. Invece hanno reso più difficili gli accertamenti e depenalizzato i reati. Oggi le monetine a Mussari, ieri a Craxi: che cambia? “Allora la gente sperava nella reazione, ora c’è la disperazione di vedere che nulla cambia. La continua disinformazione ha innescato pure il dubbio di una guerra tra guardie e ladri, c’è il rischio di una rivolta che potrebbe sfociare in qualcosa di drammatico”. Allora soldi per i partiti, ora soldi presi per sé? “Anche allora il partito era una scusa, dietro c’era la marchetta. Oggi è tutto più sfacciato, non c’è più vergogna. Allora chi veniva beccato correva dal Pm e ammetteva i fatti, oggi va in tv e attacca i magistrati. Formigoni e Fitto, andate a vedere quelle conferenze stampa”. Allora Craxi, Martelli, Forlani. Adesso? “Non è che i grandi personaggi sono fuori, hanno imparato a mettere un filtro tra loro e il ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/VWISw5
Video

Milano da bere, Milano da dissanguare.

Dopo la Milano da bere e questa Milano da dissanguare, io mi auguro che arrivi il momento della Milano da vivere onestamente, senza corruzione e senza criminalità organizzata. E’ questo che chiedono i suoi abitanti. Si tratta di una richiesta che sento crescere sempre di più, come alla vigilia di Mani pulite. Spero che arrivi presto, prestissimo, questa nuova Mani pulite a risvegliare le coscienze e anche le speranze di tanti. Perché se è vero come è vero che in questi decenni Milano è stata ai primi posti per la corruzione, è anche vero che si è distinta per capacità di riscossa e di riscatto morale. Oggi le cose sono ancora più difficili di quanto non fossero vent’anni fa, un po’ perché, visto che dopo Mani pulite non è stato fatto niente, si sono diffuse molto più di prima delusione e rassegnazione. E un po’ perché la corruzione, al contrario dello Stato, non è stata per niente ferma. E’ cambiata, si è modernizzata, si è ingegnerizzata. Adesso i politici non si fanno più dare soldi dai privati. Li prendono direttamente dalle casse pubbliche, con le spalle coperte dalle leggi pro-corruzione che si sono fatti apposta. Oggi i politici non usano più la criminalità organizzata quando gli serve, sono i boss che usano i politici e si lamentano pure, come abbiamo sentito in qualche intercettazione, perché persino a loro molti amministratori pubblici sembrano troppo disonesti. In tutta Italia, ma a partire proprio da Milano e dalla Lombardia, la politica dovrebbe saper lanciare quel segnale di rilancio etico che i cittadini onesti aspettano da troppo tempo. Dovrebbe dimostrare che non tutti i politici sono uguali, che esistono ancora quelli che vogliono una Milano e un’Italia pulita. Ci sono tanti consiglieri regionali perbene, ma è vero anche che in tutti i partiti si sono infiltrati ladroni e mele marce. Tocca alla politica dare un segnale! Oggi, il nostro consigliere lombardo Gabriele Sola si è dimesso, prima di superare il traguardo di metà legislatura dopo il quale avrebbe usufruito del vitalizio. Tra pochi giorni, infatti, se non avranno uno scatto di dignità e non faranno come Gabriele Sola, gli altri consiglieri ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/TZ2UE9
Video

Le regole per combattere la corruzione

Come al solito, la montagna ha partorito un topolino. Anzi peggio: un animaletto rapace in grado di peggiorare la già insufficiente riforma anticorruzione di cui si sta discutendo. E’ innanzitutto da criticare il fatto che nel ddl il governo pensa di poter combattere la corruzione allargando le maglie dei magistrati che sono fuori ruolo, in un momento in cui, invece, abbiamo bisogno di più magistrati in ruolo. In secondo luogo, per quanto riguarda la corruzione tra privati, questa andrebbe punita a prescindere dalla proposizione o meno di querela, in quanto, per definizione, anche se la corruzione avviene tra privati, di per sé viola il mercato della concorrenza e le altre persone, scegliendo di non corrompere o di farsi corrompere, sarebbero svantaggiate. Quindi non ha senso limitarla alla sola querela di parte, in quanto non offende solo la persona, ma l’intera società e lo stato di diritto. In relazione al traffico di influenze illecite, il Guardasigilli ha ridotto tale reato soltanto ai casi di compimento di atti contrari ai propri doveri d’ufficio. In realtà, il traffico di influenze illecite consiste quasi esclusivamente nell’esercitare la propria influenza per fare in modo che qualche pubblico ufficiale compia un atto formalmente corretto e che gli compete, ma per occulte e riservate finalità illecite o immorali, quali appunto quelle di favorire qualcuno o danneggiare qualcun altro. Se davvero si vuole combattere la corruzione le regole ci sono, anche se purtroppo non sono state previste nel ddl anticorruzione. Mi riferisco, ad esempio, alla necessità di allungare i tempi di prescrizione. Anzi, occorreva ed occorre prevedere che dopo il rinvio a giudizio la prescrizione non si interrompa più; occorre poi aumentare i mezzi e gli strumenti a disposizione degli inquirenti; occorre fissare nuove norme in materia di autoriciclaggio, di influenze illecite, di corruzione tra privati, di frode fiscale e falso in bilancio perché, soprattutto quest’ultimo, è il reato presupposto per avere i fondi necessari a corrompere. E’ inoltre grave che abbiano previsto la derubricazione della concussione per induzione che è il reato tipico e prevalente con cui i pubblici ufficiali, i ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/RePyi2
Video

Se eliminate la concussione, incentivate la corruzione

Vorrei rivolgermi al ministro di Grazia e Giustizia, però non so se devo rivolgermi al ministro o all’avvocato Severino, e io stesso non so se devo parlare come parlamentare o come ex Pubblico ministero. Siamo qui a discutere di due specifici articoli di legge su concussione e corruzione. Al proposito, non credo che lei non ricordi cosa ci dicemmo alla riunione dei giuristi di Cernobbio del 1994. All’inizio degli anni ’90 ci fu un’inchiesta chiamata Mani Pulite che permise di scoprire migliaia di reati contro la pubblica amministrazione. Quei reati li abbiamo potuti scoprire grazie a quegli articoli del codice penale che rompevano il patto di omertà per cui le due parti in causa si coprivano tra loro. L’inchiesta di Mani Pulite fu fatta grazie agli articoli 317 e 319 del codice penale, e lei deve averlo capito benissimo. Lei, oggi, ci propone un disegno di legge che si qualifica così: "disposizioni per la repressione della corruzione". Lei sta dunque mandando un messaggio ben chiaro: ‘i reati finora previsti contro la corruzione non vanno bene, ora vi indico io quali sono quelli giusti’. Veramente, però, le fattispecie di reato che permettevano di combattere la corruzione c’erano. Allora m’è venuto il dubbio: vuoi mai che il ministro ha trovato una soluzione migliore? Così me li sono andati a leggere. Con l’art. 13 lei propone una cosa molto semplice: partendo dal titolo, “combattere la corruzione”, si arriva alla proposta, che è l’eliminazione del reato di concussione per induzione. Lo so bene cosa dicono alcuni: che non si elimina alcunché. Col cavolo che non si elimina alcunché! Si aggiunge qualcosa di deplorevole. Il reato di concussione diverge dalla corruzione per l’elemento soggettivo tra chi dà e chi riceve denaro, uno è la vittima e l’altro l’autore del reato. Lei, invece, trasforma entrambe le parti in colpevoli. Tutti e due rispondono del fatto commesso, sia chi dà denaro sia chi lo riceve. Quindi, ogni volta che la concussione non avviene per violenza o minaccia, ma avviene per induzione, in quel caso non deve rispondere solo chi induce, ma anche chi è indotto. Ma io vi sfido, ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/OzT2Ly
Video

Ecco perchè la politica non cambia

Ieri sera sono stato ospite di Servizio Pubblico, una puntata molto interessante su Mani Pulite, allora e adesso. Nel video, una sintesi dei miei interventi. Ai tempi dell'inchiesta Mani pulite, noi del pool avevamo semplicemente certificato che il sistema di Tangentopoli aveva indebitato l'Italia, rendendola non competitiva rispetto al resto del mondo, e avevamo anche individuato il modo per risolvere il problema. Tutti ci ricordiamo di Cernobbio, nel '94. Ma ancora oggi basterebbe una norma per cui i condannati non possono essere candidati, chi è sotto processo non può svolgere alcun incarico di governo, chi è imprenditore condannato non può partecipar alle gare pubbliche. Se Monti avesse fatto una regoletta per cui tutte le imprese che non pagano le tasse, che hanno falsificato i bilanci o che hanno corrotto i pubblici ufficiali non possono partecipare alle gare pubbliche, tutti nel mondo avrebbero detto: “Lì possiamo gareggiare”. Quello avrebbe fatto risorgere l'Italia, non togliere l'art. 18 per buttare via l'operaio! Venite a vedere in Parlamento: vi renderete conto che metà hanno problemi con la giustizia, e metà sono i loro avvocati. Bisognerebbe fare in modo che i processi finiscano prima. Però mancano i magistrati, mancano i collaboratori, mancano le forze di polizia, se c'è da togliere qualche soldo non lo si toglie alla casta e alla cricca ma alla polizia, ai carabinieri e alla guardia di finanza. Cioè si fa in modo che i processi si allunghino il più possibile.  In Italia c'è un'anomalia di fondo: quella di sapere che si può sfuggire ai processi, anche utilizzando le regole processuali. Perché sono regole processuali fatte non per scoprire chi è innocente e chi colpevole, ma per fare in modo che il più furbo, il più spregiudicato, quello che ha l'avvocato giusto al momento giusto, possa approfittarne e conseguire l'impunità. L'impunità è vista come un specie di innocenza: ma essere impunito o essere innocente sono cose completamente diverse. Una volta chi aveva a che fare con noi di Mani pulite aveva due possibilità: o faceva il latitante, o veniva a consegnarsi alla giustizia. A un certo punto hanno scoperto una terza soluzione: vado in “Parlamento”. La ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/GToYEX

Per la corruzione si può fare di più

L’ennesimo caso di tangenti non è certo un fulmine a ciel sereno. Questa volta è toccato al leghista Boni e al suo entourage. È una vicenda gravissima su cui occorre fare luce e che dimostra come da Mani pulite a oggi non sia cambiato nulla. Sembra un film già visto su cui la politica in questi anni ha voluto stendere un velo. Da sempre ribadiamo la necessità di affrontare e risolvere la questione morale. Infatti, l’Italia dei Valori ha più volte chiesto al Parlamento di mettere all’ordine del giorno i suoi provvedimenti per combattere la corruzione e interrompere l’intreccio perverso tra politica e malaffare. Purtroppo questa classe politica continua a rimanere sorda ai nostri appelli. Ma noi ci riproviamo: occorre ratificare subito la convenzione di Strasburgo contro la corruzione, che finalmente, grazie all’IdV, sarà all’ordine del giorno la prossima settimana in Senato. E si può fare di più. Infatti, fin dal 1994, ho proposto una legge di tre semplici articoli che, se approvata, consentirebbe all’Italia di avere una classe dirigente e imprenditoriale più pulita. Uno: chi ha subito condanne non può essere candidato. Due: chi è imputato non può svolgere, o continuare a svolgere, incarichi di governo, locale e nazionale. Tre: gli imprenditori che commettono reati contro la Pubblica amministrazione non possono concorrere alle gare d’appalto. Così avremmo anche un mercato realmente libero, che in questi tempi di grave crisi sarebbe un toccasana per la nostra economia. Ogni anno, infatti, si perdono tra corruzione ed evasione circa 180 miliardi di euro. Insomma, basterebbe realmente poco per estirpare la malapianta della corruzione.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/wgXdv8
Video

Vent’anni in due ore

Oggi pomeriggio alle 17, al Teatro Elfo Puccini, in Corso Buenos Aires a Milano, io, il sindaco Giuliano Pisapia, i giornalisti Marco Travaglio e Gianni Barbacetto, con Bruno Tabacci e Leoluca Orlando, discuteremo di quell'inchiesta che iniziò proprio alla stessa ora dello stesso giorno di vent'anni fa, quando arrestammo Mario Chiesa. Vent'anni fa Mani pulite scoprì una serie di reati commessi da molte persone, pubblici ufficiali, politici e anche imprenditori. Berlusconi era uno di questi, ma non certo l'unico. Ce n'erano tanti altri, a quei tempi anche più potenti di lui. Però Berlusconi, a differenza degli altri, non scelse di difendersi “nel” processo ma “dal” processo. Di questo, e anche di quello che è successo nei vent'anni seguenti, del perché l'occasione rappresentata da quell'inchiesta è stata persa dall'Italia, tant'è vero che oggi c'è ancora più corruzione di allora, parleremo oggi pomeriggio. Non per rievocare il passato, ma per capire come non sprecare anche la prossima occasione. Per chi non può venire a Milano, ricordo che la diretta streaming, oltre che da questo blog, sarà ripresa anche da italiadeivalori.it, corriere.it e fattoquotidiano.it, numerose reti tv locali (elenco completo qui) e, in radio, da Radio Popolare network.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/xNVK0M


Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina