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Ci vuole coraggio per offrire una alternativa politica


A leggere i giornali sembra che in Italia tutti siano diventati montiani: a destra, a sinistra e al centro, di sopra, di sotto e di lato.
E’ davvero così se si guarda solo al Palazzo. A parte noi dell’IdV e pochi altri, in Parlamento quasi nessuno si dichiara francamente contrario alle politiche con cui il governo Monti ha strangolato l’economia del Paese nel 2012. Anche chi, pur timidamente, aveva preso qualche distanza da Monti, si sta rimangiando tutto dopo l’entrata a gamba tesa dell’Europa negli affari di uno Stato che dovrebbe essere sovrano.

Ma se tutti hanno per programma il rigore di Monti, le elezioni cosa si fanno a fare? Fuori dal Palazzo, invece, le cose sono ben diverse. Nel Paese reale, tra la gente, tra i cittadini onesti, cornuti e mazziati, tra i lavoratori licenziati o in cassa integrazione, tra i giovani disoccupati e precari, le politiche di Monti sono molto meno applaudite. Parlo di quell’Italia che oggi trova la sua rappresentanza politica nell’Italia dei Valori, l’unica forza che in questi mesi si è opposta alle politiche scellerate di questo esecutivo. Un’opposizione scomoda che hanno provato in tutti i modi a eliminare. Ma noi resistiamo.

Noi ci siamo e continueremo ad esserci, da soli o con una lista civica nazionale che metta in campo un progetto politico di governo, e non di sola protesta, alternativo alle politiche di Monti. Sarebbe una lista di centrosinistra vera, di fatto oltre che di nome. Servirebbe prima di tutto a spingere il Pd a fermarsi nella sua corsa verso Monti, che lo sta portando sempre più lontano da se stesso. Poi, se questo estremo tentativo fallisse, l’IdV sarà pronta a offrire ai cittadini, che montiani non sono e non vogliono esserlo, un’alternativa costruttiva.

Chi vorrà impegnarsi con noi in prima persona potrà farlo partecipando alle primarie on line, poiché è ora che a tutti i cittadini sia data la possibilità di contribuire alla scelta dei candidati alle elezioni. Chi vorrà potrà proporre la propria candidatura attraverso il portale www.italiadeivalori.it.  Insomma, noi dell’Italia dei Valori siamo pronti.

Ma perché questa alternativa nasca ci vuole da parte di tutti un atto di generosità e di coraggio. Le associazioni, i movimenti, i gruppi, gli intellettuali, i rappresentanti sindacali, i singoli cittadini che in questi 12 mesi si sono opposti a Monti devono uscire allo scoperto, dichiarare la loro posizione, offrire la loro disponibilità. Metterci la faccia e il nome. Non basta dire a bassa voce che le cose non possono continuare così e che bisognerebbe fare qualcosa per cambiarle. Ci vuole uno slancio. Ci vuole la voglia di mettere in gioco se stessi a viso aperto.

Se questo coraggio non ce l’hanno i grandi comunicatori, gli intellettuali, i giornalisti e i politici onesti per primi, come si può pensare che ce l’abbiano i cittadini e gli elettori? Il tempo che abbiamo a disposizione è pochissimo e nessuno è tanto ingenuo da pensare che condizioni simili, quasi proibitive per chi sta fuori dal coro, si siano create per caso e coincidenza. Da mesi, infatti, poteri tanto forti quanto insofferenti delle pastoie democratiche stanno lavorando per rendere inevitabile la soluzione che avevano già deciso nei loro salotti segreti. Se vogliamo provare a far tornare il Pd alla sua vocazione migliore e, soprattutto, se vogliamo evitare che le politiche di Monti finiscano per distruggere l’Italia dobbiamo muoverci e dobbiamo farlo subito. Noi dell’Italia dei Valori ci saremo comunque. Da soli o in buona compagnia.

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Digressione

Al Quarto polo dico: convinciamo Bersani a tenerci in coalizione

Qui sotto la mia intervista odierna a Pubblico Bussa alla porta del Pd, onorevole. “Io non busso. Io ritengo che sia necessario essere chiari nei confronti degli elettori, soprattutto sul programma”. E quello della coalizione delle primarie non è chiaro? “Io ho sentito con queste orecchie due dichiarazioni specifiche. Ho sentito Bersani dire «ripartiamo da Monti», e ho sentito Vendola dire «Archiviamo Monti». A chi devono credere gli elettori?”. Lo chiede a Bersani? “Esattamente. E gli chiedo anche di prendere atto che con il porcellum, la sua coalizione, se pure dovesse avere la maggioranza alla Camera, molto probabilmente non la avrà al Senato. E quindi succederà che, dal giorno dopo il voto, dovrà sottoporsi alla compravendita o al ricatto di coloro che sono stati eletti in liste diverse”. Se prendono voi da subito, invece, sarebbe più facile? “La proposta che noi facciamo è che, poiché vi sono diverse realtà portatrici di interessi diffusi, movimenti e personalità, che in questi anni si sono espressi chiaramente contro il governo Berlusconi prima, e contro il governo Berlusconi travestito da Monti poi, se vuole essere alternativo al governo Monti lui con questi deve fare il programma”. Ma a voi non vi vogliono. “Io penso che se questi soggetti si mettono tutti insieme in lista civica nazionale andando oltre partiti e protagonismi, in questo caso il Pd e Sel sentirebbero il dovere di costruire un'alleanza programmatica prima delle elezioni, perché sentiranno il dovere di chiarire agli elettori che non si ritroveranno una coalizione che porta avanti il continuiamo”. Abbandona così ogni tentazione quartopolista? “Non mi fraintenda: l'ipotesi non è abbandonata, semplicemente non è la prima”. Vi fa paura la soglia di sbarramento? “Assolutamente no, perché quel che viene chiamato quarto polo è un insieme di forze politiche che singolarmente possono pure non far paura ma che tutte insieme rappresentano un'alternativa valida per la maggioranza degli elettori, perché sono le uniche, col Pd che ha votato tutte le fíducie al governo Monti, a poter rivendicare una diversità”. Però Rifondazione dice che l'alleanza col Pd è impossibile. “Non mi pare che in Lombardia e altrove ... Leggi tutto ...

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La costruzione di un progetto…

http://www.youtube.com/watch?v=HItdDjtgdEQ Da stanotte il Pd e Sel avranno il loro candidato alla presidenza del Consiglio. Pierluigi Bersani e Matteo Renzi hanno visioni diverse tra loro, però, chiunque vinca le primarie di oggi, da domani dovrà fare i conti con la stessa realtà e si troverà di fronte alla stessa scelta. In Italia, per il momento, ci sono due aree politiche che si differenziano sia dal poco che resta dell'asse Pdl-Lega sia dall'alleanza Pd-Sel. Una è la galassia centrista e conservatrice con dentro i vari Casini, Fini, Montezemolo e Rutelli ma che non vuole mandare nessuno di questi leader a palazzo Chigi perché mira a mantenerci Monti.  Questo centro non ha bisogno di spiegare qual è il suo programma. Lo fa tutti i giorni il loro candidato: tasse su tasse, attacco alla Pubblica istruzione, distruzione dei diritti dei lavoratori, mazzate continue alla povera gente e, presto, probabilmente anche la privatizzazione della sanità. L'altra area è rappresentata dalla protesta grillina. Questa dice cose sacrosante finché critica e attacca ma quando si tratta di spiegare cosa farebbe se stesse al governo se ne resta zitta e muta, perché non lo sa. In mezzo a queste due aree c'è una percentuale altissima di elettori italiani. Tutti quelli che non si riconoscono nei partitoni che hanno dominato gli ultimi vent'anni, il Pdl e il Pd. Questi cittadini non vogliono sorbirsi ancora la cura Monti, anche perché è già dura sopravvivere a un anno di politiche dell'attuale governo, figurarsi per cinque. Però non vogliono nemmeno limitarsi a protestare perché sanno che o si mettono in campo  proposte concrete e alternative oppure, alla fine, vinceranno proprio quelli contro cui si protesta. Quest'area per ora è vuota, ma non lo resterà a lungo. Noi dell'Italia dei Valori ci facciamo artefici, senza alcuna mira egemonica, con spirito di servizio nei confronti del Paese e del centrosinistra, di un percorso che porterà alla sintesi di tutte le correnti che si stanno muovendo in questa grande area. Raccogliamo volentieri l'appello lanciato ieri da Alba e  dal cartello "Cambiare si può" al teatro Vittoria di Roma. Guardiamo con ... Leggi tutto ...

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