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L’ennesima truffa

Monte paschi Siena Lennesima truffaQuesta mattina abbiamo presentato una nuova e urgente interrogazione parlamentare per sapere se sia vero che il governo, in via riservata, abbia emesso un decreto, un provvedimento che è all’esame della Corte dei Conti da rendere noto all’opinione pubblica soltanto dopo la tornata elettorale, in cui e’ previsto ancora una volta un cospicuo intervento a favore del Monte dei Paschi di Siena.

Se così è, lo vogliamo sapere prima e non dopo le elezioni perchè è dovere dei cittadini sapere che questo governo Monti già sta organizzando al fine di comprare l’accettazione del Partito democratico a un futuro inciucio uguale a quello fatto finora sul Monte dei Paschi di Siena. Un sistema gelatinoso, che ha visto e vede coinvolto il sistema della politica e sistema finanziario e soprattutto ha visto coinvolto un mondo politico, quello della sinistra italiana, che ha chiuso gli occhi e ha fatto finta di non vedere. Anzi è stata essa partecipe nella nomina di questi personaggi che poi si sono dimostrati come sono. Sono andati a fare affari in danno dei tanti risparmiatori in danno dello Stato Italiano che ci ha dovuto rimettere 4 miliardi di euro.

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‘Sistema Lombardia’, MPS, Finmeccanica: Tangentopoli non è mai finita

Oltre vent’anni sono passati da Tangentopoli e nulla è cambiato nel rapporto tra politica e malaffare, tranne la moneta. Ieri i cittadini lanciavano le lire contro Craxi e oggi centesimi di euro contro l’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Mussari. La verità è che Tangentopoli non è mai finita e che quel rapporto perverso tra istituzioni, imprese e corruzione non è mai stato spezzato, anzi il sistema della mazzetta si è ingegnerizzato, non ha colore e coinvolge la maggior parte dei partiti. Il danno più grosso viene fatto agli italiani onesti, a coloro che pagano le tasse e che si son visti prelevare dalle tasche i soldi dell’Imu per sanare una crisi alimentata, soprattutto in Italia, dalla corruzione. Insomma, il ceto medio basso è stato dissanguato, mentre i corruttori, i tangentari, gli evasori e quei politici ladri hanno continuato ad agire indisturbati. Vale per Mps, come per Finmeccanica. Vale per il sistema Lombardia, come per gli scandali in Puglia. In questo panorama marcio Berlusconi è una garanzia di continuità: c’azzeccava con il sistema della corruzione di vent’anni fa come c’azzecca con quello di oggi. Quando difende quel sistema, che ha tanto contribuito a costruire, si rende colpevole di un vero e proprio sabotaggio ai danni delle nostre finanze. E’ come se svaligiasse con le sue mani gli italiani. Però tutti quelli che pochi mesi fa hanno votato la vergognosa legge aiuta-ladri di Monti, vale a dire Pd, Pdl, Lega e Udc, sono suoi complici nel rapinare i cittadini e gli imprenditori per bene. E non è certo un caso che non abbiano voluto ripristinare il reato di falso in bilancio e che abbiano invece eliminato quello di concussione per induzione, reato tipico della pubblica amministrazione. Se la nostra economia fosse liberata dalla camicia di forza della speculazione, della corruzione e dei politici complici riprenderebbe a respirare e si potrebbe allora partire da un nuovo patto tra i lavoratori e gli imprenditori onesti. Sarebbe una rivoluzione non solo civile ma anche economica, culturale e sociale. E per riuscirci c’è bisogno che i cittadini diano forza con il loro ... Leggi tutto ...

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Finmeccanica. Monti come Ponzio Pilato

ULTIM'ORA: Denuncio formalmente sul piano politico e istituzionale, e lo farò anche sul piano giudiziario, il presidente del consiglio Monti e il suo governo. Il reato ipotizzato è quello di omissione di atti d'ufficio. Monti, avvertito formalmente sia dall'Italia dei Valori che da me personalmente sia per la vicenda Monte dei Paschi di Siena sia per la vicenda della Finmeccanica con ben 42 interventi in Parlamento, tra interrogazioni, mozioni, istanze e interventi in Aula, non solo non ha preso atto delle denunce che noi avevamo fatto e neanche di copie delle denunce alla Procura della Corte dei Conti che noi gli avevamo mandato, ma ha fatto finta di non vedere. Chi è pubblico ufficiale ha obbligo di intervenire per rimuovere atti illeciti. Non averlo fatto vuol dire omissione di atti d'ufficio. Oggi il presidente Monti ha detto che interverrà per modificare la governance, noi gli diciamo che doveva farlo l'anno scorso quando lo abbiamo avvertito. Per un anno s'è girato dall'altra parte come ha fatto Ponzio Pilato e adesso pretende che noi piangiamo il morto. Prima Mps e ora Finmeccanica. In entrambi i casi, Monti si è comportato come Ponzio Pilato: si è girato dall’altra parte e ha fatto finta di non vedere. Eppure era stato avvisato in tempo da noi dell’IdV, con diverse interrogazioni e un esposto depositato alla Corte dei Conti, su quanto stava accadendo all’interno di Finmeccanica. Perché oggi, solo dopo l’arresto di Giuseppe Orsi, dice che c’è un problema della governance? Il suo è un reato ‘politicamente’ rilevante ed è quello di omissione di atti d’ufficio. Che ai vertici di Finmeccanica ci fosse un verminaio che trasudava corruzione da tutte le parti lo sapevano tutti. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo denunciato e urlato più e più volte in Parlamento, ma il governo dei professori ci ha sempre ignorato. Non è stata solo la politica a chiudere gli occhi. Delle nostre segnalazioni, così precise e puntuali, era a conoscenza tutta la stampa. Però nessuno ha scritto niente, nessuno le ha riprese, nessuno ha ... Leggi tutto ...

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Meno se ne parla e meglio è, no?

Non so se ve ne siete accorti, ma da qualche giorno la vicenda del Monte dei Paschi di Siena ha cominciato a scivolare sempre più in fondo nell’elenco delle notizie importanti-secondo-i-giornali. Non è che i quotidiani non diano la notizia, però fanno in modo che quasi non se ne accorga nessuno e che nessuno ne afferri in pieno la gravità. Ogni giorno vengono fuori nuovi elementi sull’intreccio verminoso tra la politica e gli affari di quella banca, ma pare che la cosa sia di limitata e circoscritta importanza. Ci sono due modi di fare disinformazione. Il primo, quello più rozzo, è cancellare le notizie e dire sempre che tutto va bene, madama la marchesa. Il secondo, molto più sottile e sofisticato, è dare le notizie ma in modo tale da camuffarle e addomesticarle. Quest’ultimo modo è molto più subdolo perché permette ad alcuni professionisti della disinformazione di farsi passare per gente integerrima e al di sopra delle parti quando, invece, usa spregiudicatamente il proprio potere mediatico per avvantaggiare i padrini di riferimento, politici o speculatori che siano. Oggi siamo di fronte a una strategia mediatica che mira a minimizzare fatti che non sono minimi ma massimi. Vogliono evitare che gli elettori arrivino alle urne, il 24 e 25 febbraio, con ben chiaro in testa quanto sia stretto l’intreccio tra politica e finanza e quanto siano ormai i banchieri a comandare sui partiti e non il contrario. Non devono sapere, per esempio, che quando Bersani dice di volersi alleare con il centro non propone solo di fare il governo con chi ha stracciato i diritti dei lavoratori e massacrato i poveracci e la classe media a favore degli straricchi, ma addirittura di portare al governo i rappresentanti diretti delle banche. Così potranno avere ancora più favori di quanti non ne abbiano ottenuti fino ad adesso. Negli ultimi cinque anni, noi dell’Italia dei Valori siamo stati un baluardo contro ogni tentativo di ingannare i cittadini addomesticando l’informazione. Lo saremo ancora, da soli e come componente di Rivoluzione Civile. Chi cerca di far passare la bugia per ... Leggi tutto ...

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Il diritto di sapere come stanno le cose

Ci spiace dissentire, ancora una volta, dal monito del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, secondo cui la stampa e l’informazione, con riferimento a quel che è accaduto e sta accadendo intorno alla vicenda del Monte dei Paschi di Siena, non dovrebbero riportare tutto ciò di cui vengono a conoscenza perché siamo a ridosso delle elezioni e questo potrebbe incidere sull’esito delle stesse. Ritengo che tutto ciò si possa tradurre in una censura vera e propria in quanto si lede un diritto costituzionale del cittadino elettore, il quale, prima di andare a votare, ha tutto il diritto di sapere come stanno le cose, quali sono state le collusioni tra politica e affari dentro un sistema bancario non trasparente e, soprattutto, all’interno di un sistema di controlli non efficiente, se non addirittura connivente. In questo senso, ci auguriamo che nessuno ostacoli la libertà d’informazione, sancita dalla Costituzione. Chiediamo al Presidente della Repubblica, quale garante della nostra Carta, di fare in modo che vengano garantiti i diritti dei cittadini, tra cui quello di essere informati su chi voteranno prima delle elezioni

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