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Continuano le avventure del governo delle banche

Delle due l’una: o nella faccenda del Monte dei Paschi di Siena sono tutti ingenui o qualcosa non torna. Ci stanno banchieri che insistono per comprare un’altra banca, pagandola due miliardi di euro in più rispetto a quanto gli viene chiesto. Vi pare possibile? Proprio le banche, che ci fanno pagare fino all’ultimo centesimo su tutto e che non concedono mutui se non in cambio di mille garanzie? Vi pare credibile che questi volponi della finanza abbiano buttato così un paio di miliardi?
Bankitalia in questo affare non ci ha trovato niente di strano. Una banca regala due miliardi di euro e Bankitalia si limita a dire: “Fate pure: noi siamo mica poliziotti”. Verissimo, ma una cosa è non essere poliziotto, un’altra è distogliere lo sguardo quando ti accorgi che stanno svaligiando il negozio su cui dovresti vigilare.
Le responsabilità più grandi di tutti, però, ce l’hanno quelli che oggi danno tutte le colpe agli altri e se ne lavano le mani, Monti e il ministro Grilli. Noi dell’Italia dei Valori li abbiamo avvertiti in tutte le lingue, presentando anche due interrogazioni, e gli abbiamo detto che in quella banca c’era una puzza di bruciato da non respirare. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e questi signori proprio non volevano sentire.
Anche il Pd non voleva né sentire né vedere. Ha un controllo, quasi totale, sulla Fondazione che sta dietro all’Mps, però oggi ripete di non essersi accorto di niente. Tutti distratti. Tutti nati ieri.
Nessuno di costoro vuole davvero vederci chiaro nemmeno oggi. Monti e il Pd fanno finta di litigare sulle responsabilità nella storia dell’ Mps ma in realtà sono come i ladri di Pisa, che litigavano di giorno e rubavano insieme la notte. Sono culo e camicia e un minuto dopo le elezioni, a braccetto al governo, si ritroveranno d’accordo nel sostenere che all’Mps è ormai tutto chiaro e tutto risolto.
Invece non è risolto proprio niente e non lo sarà fino a quando non si sarà sciolto l’intreccio perverso e di tipo strettamente massonico tra finanza e politica. Ma attenzione: non è più vero che in quell’intreccio la politica ha il coltello dalla parte del manico. Forse un tempo era così, ma ormai è la finanza a dettare legge e a decidere chi deve stare al governo e chi no.
Fino a che quell’intreccio non verrà sciolto e fino a che il potere della finanza non verrà ridimensionato drasticamente, di storie torbide come quelle del Monte dei Paschi di Siena ce ne saranno sempre di più. Così come si riproporranno crisi come quella in cui ci troviamo da anni e che ha messo in ginocchio tutti tranne gli speculatori che l’avevano provocata: i banchieri e i finanzieri. Contro questi poteri non basta una pilloletta, ci vuole il bisturi e ci vogliono proposte concrete contro l’economia illegale, già contenute nel programma di Rivoluzione Civile.

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Il voto a Rivoluzione scongiura l’inciucio tra il Pd Monti

Bersani non si arrende. Anche oggi, in un'intervista a un giornale francese, ha detto che lui non è settario e si vuole alleare con Monti, però non con le forze “antieuropeiste” come il Pdl e il Movimento cinque stelle. Manca qualcuno? Eh sì. Manca la Lista Rivoluzione civile - Ingroia. Su quella Bersani tace: non perché se la sia dimenticata ma perché gli crea un problema grosso. Di Rivoluzione Civile non può dire che è antieuropeista o populista o qualche altro insulto gratuito del genere. Noi siamo europeisti sul serio, nel senso che ci interessano i popoli e i cittadini europei e non i banchieri e i finanzieri europei. E tutto siamo tranne che populisti anche se, quando l'Italia dei Valori poneva problemi e domande spinose, cercavano di cavarsela dicendo che eravamo “populisti”. E, dunque, come si fa a dire agli elettori che con Monti e con i finanzieri si può stare, mentre con la Lista Ingroia, che ha nel suo programma la difesa dei diritti dei lavoratori e il ripristino della legalità, no? La verità è che, se gli elettori ci daranno la forza necessaria, Bersani si troverà, dopo le elezioni, di fronte alla scelta tra costruire con noi un vero centrosinistra, oppure fare il portatore d'acqua per i poteri di cui Monti è il rappresentante in Italia. Il vero utile per il centrosinistra è quello dato a Rivoluzione civile perché scongiura l’inciucio tra il Pd, Monti e i poteri forti. Noi siamo una forza di governo e speriamo di poter governare l'Italia per tirarla fuori dalla fossa in cui l’hanno cacciata Berlusconi prima e  Monti poi. Però, di stare al governo legati come salami, senza poter fare niente, ostaggi di Monti e della finanza, non ce ne importa niente. Rivoluzione civile vuole cambiare le cose in Italia, a partire da quegli intrecci oscuri e inconfessabili tra finanza, corruzione e potere politico che, come lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena conferma, sono la vera pietra al collo del Paese.

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Mps? Un groviglio di malaffare, urge verità

Quello che sta emergendo dell’ignobile scandalo del Monte dei Paschi di Siena è un groviglio di malaffare, intrecci innominabili tra politica e finanza, forse addirittura tangenti, controlli omessi, o fatti all'acqua di rose, che coinvolge l'intero sistema di potere italiano. Da quando è scoppiato il caso, partiti e finanza cercano pateticamente di nascondersi dietro ad un velo e si affannano a scaricare le colpe. Sembra di essere tornati indietro di vent’anni: come con Mani pulite, la verità non è come vorrebbero farla apparire, ma è completamente diversa e chiama in causa direttamente il potere politico e finanziario. Si tratta di un sistema marcio al quale bisogna porre al più presto fine per rispetto dei lavoratori, degli investitori e dei contribuenti italiani. Chi è corresponsabile in questa vicenda deve delle risposte ai cittadini che, oltretutto, fra meno di un mese sono chiamati alle urne. Ma i grandi partiti di questo non si curano. Chiedono i voti agli elettori come se nulla fosse, senza fare chiarezza, gettando solo le colpe su qualcun altro. Una risposta sarebbe ancora più doverosa se fosse vero che la Procura di Siena attenderebbe l'esito del voto per scoprire le carte sulla destinazione del sovrapprezzo per l'acquisto di Antonveneta. Come se non bastasse tutto questo marciume, il segretario del Partito democratico propone di affidare il commissariamento del Monte dei Paschi di Siena ad Alessandro Profumo. Quello stesso Profumo, indagato per frode fiscale ai danni dello Stato, di cui noi dell’Italia dei Valori avevamo chiesto la revoca da presidente della banca Mps con un’interrogazione parlamentare. E’ dal maggio scorso che noi chiediamo il commissariamento del Monte dei Paschi di Siena, ma con la garanzia che a ricoprire questo ruolo fosse una figura indipendente. E’ inconcepibile che, ancora una volta, gli elettori rischiano di essere presi in giro da una classe dirigente che ha a cuore solo la poltrona e la salvaguardia dei propri interessi. Ma io credo che, questa volta, abbiano fatto male i loro conti e il giorno dopo le elezioni avranno molte amare sorprese.

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Come se niente fosse

 Di chi è la colpa se al Monte dei Paschi di Siena hanno potuto fare operazioni sempre più torbide senza che nessuno facesse il proprio dovere e controllasse? Da due giorni i politici, i banchieri, il governo e Bankitalia non fanno altro che accusare gli altri e assolvere se stessi. Il solito gioco dello scaricabarile all’italiana. L’ultimo, per ora, è stato Monti dopo Berlusconi. Per ogni disastro combinato dal suo governo, il responsabile è sempre qualcun altro: sono tutte balle. Il governo tecnico è corresponsabile, perché ha ‘prestato’ 4 miliardi di euro al Mps, con l’appoggio del Pd, del Pdl e dell’Udc, prendendoli dalle tasche dei cittadini. La stessa cifra sottratta con la prima rata dell’Imu agli italiani. Le banche continuano, come se niente fosse, a fare le stesse operazioni che hanno provocato la crisi. Per forza: non sono mica stati loro a pagare dazio, anzi si sono arricchite ancora di più. Perché dovrebbero smettere? Certi politici furbetti, amici delle banche, invece di contrastare la finanza infilano le mani in pasta fino al gomito, intrecciano i loro interessi con quelli dei banchieri, e cosa vuoi che controllino se sono tutti della stessa banda? Il governo Berlusconi e quello Monti hanno fatto finta di non vedere per non disturbare gli amici banchieri. Anzi, carta canta. Quando noi dell’Italia dei Valori, nel mese di maggio, abbiamo detto forte e chiaro a Monti cosa stava succedendo a Siena attraverso diverse interrogazioni parlamentari e gli abbiamo chiesto come pensava di intervenire, lui nemmeno ci ha risposto e gli altri hanno taciuto. Oggi cascano tutti dal pero e Monti giura che il suo governo non ha nessuna colpa. Ma quanto a controlli e rigore, Bankitalia non è stata meglio. Per rendere ai finanzieri spregiudicati la vita ancora più facile, i partiti hanno anche eliminato il reato di falso in bilancio con Berlusconi, e sono stati ben attenti a non ripristinarlo con Monti. E’ inutile andare a cercare di capire chi è più colpevole e chi meno. Colpevole è un intero sistema: quello che, proprio operando in ... Leggi tutto ...

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