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L’Italia è ancora schiava della massoneria

il parlamento esautorato 21 LItalia è ancora schiava della massoneriaIn un Paese civile e democratico coloro che hanno rappresentato l’anima nera della commistione tra politica, affari e massoneria non dovrebbero diventare icone della società, né ricoprire ruoli di primo piano. Ma in Italia succede, come succede che il Governo di larghe intese tiri fuori dal cassetto il progetto di Licio Gelli con la riproposizione del semipresidenzialismo, forte del fatto che le nuove generazioni conoscono poco della P2 e che la gente ormai sfiduciata ha smesso di indignarsi. Addirittura per il ddl che istituisce il comitato dei quaranta sulle riforme è stata chiesta la procedura d’urgenza. Hanno fretta, non vogliono che il Parlamento li ostacoli.  E tutto torna. I massoni e gli affaristi degli ultimi trent’anni sono pronti a ricominciare da dove hanno lasciato con la legittimazione del proprio ruolo. Legittimazione data dalla crisi istituzionale ma anche dalla complicità di quei politici che, in tutto questo tempo, hanno preferito tacere davanti al malaffare, al fine di conquistare un pezzo di torta. Ma l’operazione per questi signori non è completa e va accompagnata e sostenuta da un maquillage che riabiliti personaggi dalla storia oscura, custodi di quelle pagine ancora buie.
L’ultima perla: sono rimasto schifato nell’assistere alla recita indecorosa in Tv del signor Bisignani, un pluripregiudicato che detiene segreti ricattatori dei veri potenti, l’uomo ombra, anzi pieno di ombre, che non ha mai voluto raccontare la verità. Non lo ha fatto nemmeno nel processo Enimont e, purtroppo, ancora oggi rimangono molti punti oscuri su quella squallida vicenda, peraltro compiuta e conclusa addirittura all’interno delle mura vaticane, con tanto di benedizione di Monsignori vari, ricambiati con una bella cresta di oltre 12 miliardi di vecchie lire, anche loro tramite lo Ior.
Ecco la domanda alla quale dovrebbe rispondere Bisignani, invece di confondere le acque dando alle stampe un libro farlocco. In quel testo Bisignani, da una parte, riempie pagine e pagine di menzogne denigratorie, lo ha fatto anche su di me e per questo mi sto apprestando a citarlo in giudizio. Dall’altra, omette di riferire quel che lui veramente ha fatto o di cui ne è il vero ed unico depositario della verità. Mi riferisco, per intendersi, a quella decina di buste contenenti CCT per decine di miliardi di lire che Luigi Bisignani, su incarico dell’allora patron della chimica italiana, Raul Gardini, portò in Vaticano. Questo per permettere che la banca vaticana dello Ior li monetizzasse e li trasferisse riservatamente a politici e pubblici funzionari italiani, in cambio degli occhi chiusi che costoro dovevano tenere rispetto all’esorbitante prezzo chiesto, e ottenuto, da Gardini per procedere al “Closing Enimont”.
Certo Bisignani è anche stato arrestato, processato e condannato per questi fatti e al processo la Pubblica Accusa la rappresentai proprio io e fui proprio io a chiederne il suo arresto per evitare il pericolo di inquinamento probatorio. Ma, proprio per questo, posso affermare che se Bisignani, ancora oggi, desta tanta attenzione e riceve rispetto da parte del sistema politico e imprenditoriale italiano, è proprio perché “seppe”, a suo tempo, stare zitto e quindi oggi “merita” il rispetto. Insomma, manca solo la coppola!!!
Antonio Di Pietro

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Presidenzialismo si compie il progetto di Licio Gelli

Più che un piano di rinascita per l’Italia sembra si stia rimettendo in piedi il piano di rinascita del piduista Licio Gelli. Non è un caso, infatti, che ‘il venerabile’ in questi giorni stia esultando, rilasciando interviste e brindando. Infatti l’abbozzo di Repubblica presidenziale che sembra delinearsi all’orizzonte, nelle intenzioni di Letta, Alfano e company, è molto simile a quello proposto da lui a suo tempo. Grazie all’attuale presidente del Consiglio, insieme all’appoggio del Colle, si attuerà questa revisione della Costituzione in senso presidenziale. Avremo così un uomo solo al comando, il Cavaliere, (tessera P2 numero 1816), con tutti i rischi e le derive autoritarie che correrà il Paese. Gli ex piduisti sono ai vertici del potere, nei suoi gangli di comando, a cominciare dal futuro imperatore e dai suoi fidati scudieri, come Cicchitto, (tessera P2 numero 2232), quest’ultimo premiato con la presidenza della commissione Esteri. I massoni, non più incappucciati a questo punto detengono buona parte dei mezzi di comunicazione e sono pronti a sferrare il colpo mortale alla nostra democrazia con l’appoggio trasversale delle forze politiche presenti in Parlamento. Noi di IdV siamo stati gli unici a denunciare il rischio piduista, la deriva antidemocratica e il potere detenuto dalle lobby trasversali che fanno capo alla massoneria. Per questo ci hanno isolato, troppo scomodi. Bisogna fermarli prima che sia troppo tardi, anche a costo di scendere in piazza. Nessuno tocchi la Costituzione, nessuno tocchi la democrazia.

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Basta con la manfrina della nuova P2

Oggi, nella riunione congiunta delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera, dove è in discussione il ddl anti corruzione, è ricominciata la solita manfrina. I deputati del Pdl hanno fatto interventi lunghissimi e usato ogni espediente per perdere tempo e bloccare le votazioni. Il Pdl ricorre all'ostruzionismo per impedire che il Parlamento vari norme che aiuterebbero la magistratura a combattere la criminalità politica e finanziaria. Questi parlamentari indegni usano metodi formalmente leciti, ma moralmente volgari e inaccettabili per eseguire gli ordini impartiti dal sistema di potere, che è il loro vero mandante. Un sistema di potere che somiglia molto alla vecchia P2. Quelli che si fanno chiamare “rappresentanti del popolo” fanno così il lavoro sporco: obbediscono ed eseguono, ostruiscono la giustizia e aiutano i corrotti e i corruttori. L'Italia dei Valori ad avvalorare questa giostra, che umilia la giustizia e il Parlamento, non ci sta. Abbiamo ritirato tutti i nostri sub-emendamenti per non accreditare più questa buffonata. Li ripresenteremo in Aula, dove ci auguriamo che il ddl arrivi al più presto. La stessa cosa ha fatto l'Udc e si è detto pronto a fare lo stesso anche il Pd. Ora il Pdl non ha più alibi. La legge deve essere discussa il prima possibile e nel modo più trasparente in Aula e lì ognuno si assumerà le proprie responsabilità alla luce del sole. Chi, mentre il Paese soffre per una crisi gravissima, pensa solo a salvare i malfattori, da cui dipende, dovrà farlo senza più potersi nascondere.

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Responsabilità civile, la P2 parlamentare si è vendicata

Molte persone mi stanno scrivendo, in questi giorni, a proposito di quella che io ho definito "una vendetta e un ammonimento nei confronti dei magistrati", il voto segreto con cui la Camera, votando contro il governo, ha colpito la magistratura. A quanti mi scrivono e a chi mi chiede di quelle affermazioni, rispondo così. La responsabilità civile per i magistrati che sbagliano esiste già, e prevede che, in caso di dolo o colpa grave, sia lo Stato a indennizzare il cittadino. A sua volta, lo Stato ha diritto di rivalsa sul giudice. Tutto ciò è nell’interesse dei cittadini: lo Stato, se davvero il magistrato ha sbagliato, riconoscerà l’errore e risarcirà sollecitamente il cittadino. Se invece è direttamente il magistrato (o la sua assicurazione) a compensarlo è chiaro che resisterà in giudizio come qualsiasi cittadino cui vengono chiesti dei soldi come risarcimento: in questo caso, la povera vittima dovrà aspettare molto tempo per essere risarcita, considerata l’inaccettabile lunghezza dei processi in Italia. La verità è che alla Camera si è commesso l’ennesimo delitto, appunto una vendetta ed un ammonimento contro i giudici. Con questo provvedimento, infatti, avremo magistrati meno liberi, più condizionati, titubanti e timorosi di quanto già, a volte, non lo siano. Allo stesso tempo, la casta dei politici resterebbe quasi totalmente autorizzata a delinquere. Questo anche perché in questi anni hanno trasformato l’istituto dell’immunità parlamentare in un’autorizzazione a delinquere (ultimo caso quello di Cosentino); altro che autorizzazione a procedere. Inoltre, diventeranno pressoché intoccabili se a tutto ciò aggiungiamo che il mandato parlamentare non può essere sindacato in termini giuridici (così come invece avviene per il mandato previsto dal Codice civile), ma piuttosto in termini politici. Solo la Camera, infatti, può annullare, per motivi di ineleggibilità sopravvenute (in seguito ad una condanna che prevede, tra l’altro, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici) l’elezione del parlamentare. Oggi, il vero problema è il muro grazie al quale buona parte del Parlamento difende i propri interessi: quando si tratta di salvare uno di loro, la casta si ricompatta sempre trasversalmente. L’altro giorno, dietro il voto segreto, una ... Leggi tutto ...

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