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Basta con la manfrina della nuova P2

Oggi, nella riunione congiunta delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera, dove è in discussione il ddl anti corruzione, è ricominciata la solita manfrina. I deputati del Pdl hanno fatto interventi lunghissimi e usato ogni espediente per perdere tempo e bloccare le votazioni.

Il Pdl ricorre all’ostruzionismo per impedire che il Parlamento vari norme che aiuterebbero la magistratura a combattere la criminalità politica e finanziaria. Questi parlamentari indegni usano metodi formalmente leciti, ma moralmente volgari e inaccettabili per eseguire gli ordini impartiti dal sistema di potere, che è il loro vero mandante. Un sistema di potere che somiglia molto alla vecchia P2. Quelli che si fanno chiamare “rappresentanti del popolo” fanno così il lavoro sporco: obbediscono ed eseguono, ostruiscono la giustizia e aiutano i corrotti e i corruttori.

L’Italia dei Valori ad avvalorare questa giostra, che umilia la giustizia e il Parlamento, non ci sta. (continua…)

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Responsabilità civile, la P2 parlamentare si è vendicata

Molte persone mi stanno scrivendo, in questi giorni, a proposito di quella che io ho definito "una vendetta e un ammonimento nei confronti dei magistrati", il voto segreto con cui la Camera, votando contro il governo, ha colpito la magistratura. A quanti mi scrivono e a chi mi chiede di quelle affermazioni, rispondo così. La responsabilità civile per i magistrati che sbagliano esiste già, e prevede che, in caso di dolo o colpa grave, sia lo Stato a indennizzare il cittadino. A sua volta, lo Stato ha diritto di rivalsa sul giudice. Tutto ciò è nell’interesse dei cittadini: lo Stato, se davvero il magistrato ha sbagliato, riconoscerà l’errore e risarcirà sollecitamente il cittadino. Se invece è direttamente il magistrato (o la sua assicurazione) a compensarlo è chiaro che resisterà in giudizio come qualsiasi cittadino cui vengono chiesti dei soldi come risarcimento: in questo caso, la povera vittima dovrà aspettare molto tempo per essere risarcita, considerata l’inaccettabile lunghezza dei processi in Italia. La verità è che alla Camera si è commesso l’ennesimo delitto, appunto una vendetta ed un ammonimento contro i giudici. Con questo provvedimento, infatti, avremo magistrati meno liberi, più condizionati, titubanti e timorosi di quanto già, a volte, non lo siano. Allo stesso tempo, la casta dei politici resterebbe quasi totalmente autorizzata a delinquere. Questo anche perché in questi anni hanno trasformato l’istituto dell’immunità parlamentare in un’autorizzazione a delinquere (ultimo caso quello di Cosentino); altro che autorizzazione a procedere. Inoltre, diventeranno pressoché intoccabili se a tutto ciò aggiungiamo che il mandato parlamentare non può essere sindacato in termini giuridici (così come invece avviene per il mandato previsto dal Codice civile), ma piuttosto in termini politici. Solo la Camera, infatti, può annullare, per motivi di ineleggibilità sopravvenute (in seguito ad una condanna che prevede, tra l’altro, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici) l’elezione del parlamentare. Oggi, il vero problema è il muro grazie al quale buona parte del Parlamento difende i propri interessi: quando si tratta di salvare uno di loro, la casta si ricompatta sempre trasversalmente. L’altro giorno, dietro il voto segreto, una ... Leggi tutto ...

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