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La verità è molto semplice

L’Italia dei Valori chiede che venga approvata una mozione che impegna il governo a costituirsi parte civile nell’udienza preliminare del prossimo 29 ottobre, che si terrà a Palermo, in relazione a un processo delicatissimo su quella che viene comunemente chiamata “trattativa Stato-mafia”.
Ringrazio il governo per aver fatto chiarezza dicendo di aver ricevuto notifica di questi atti. Tutte le altre mozioni partono da un dato di fatto: il governo è venuto a conoscenza di questa udienza da notizie di stampa, senza le quali non avrebbe saputo niente. Vorrei, però, sottolineare che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Malaschini, il 17 settembre 2012, aveva già detto di essere a conoscenza, come rappresentante del governo, che il 29 ottobre si sarebbe tenuta l’udienza preliminare. Quindi, non è vero, come dice adesso il Ministro Severino, che il governo ha saputo solo ora dell’udienza preliminare. Lo sa quanto meno dal 17 settembre, perché in quella data ne ha dato atto il sottosegretario alla presidenza. Stiamo parlando di una trattativa tra uomini della mafia e uomini delle istituzioni. Non di una presunta trattativa. Ministro, lei oggi ha detto una cosa che io reputo gravissima, vale a dire che deve valutare le carte per avere tutti gli elementi e, quindi, decidere se costituirsi parte civile o no. (altro…)

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Sulla trattativa Stato-mafia il Governo peggio di Ponzio Pilato

L’Italia dei Valori ha preso atto con sconcerto che il Governo oggi si è pilatescamente rifiutato di riferire al Parlamento se intende costituirsi parte civile nel processo riguardante la cosiddetta trattativa Stato-Mafia, la cui udienza preliminare è stata già fissata dal GIP di Palermo per il prossimo 29 ottobre, asserendo di non essere informato dell’esistenza di tale procedimento in quanto non ancora avrebbe ricevuto la relativa notifica. Al fine di smascherare le reali intenzioni di questo Governo-Pinocchio, noi dell’IdV abbiamo allora deciso oggi di presentare una mozione parlamentare che, se approvata dall’assemblea, impegnerà il governo a costituirsi “parte civile” nel suddetto procedimento penale. In tal modo intendiamo capire una volta per tutte, non solo da che parte sta il Governo (se dalla parte dei mafiosi o delle vittime della mafia) ma anche scoprire gli altarini dei politici e dei partiti che a parole dicono di voler combattere la mafia e poi nei fatti votano contro una tale mozione (o – ancor peggio – pur di non votare, quel giorno si daranno ammalati o comunque indisposti o impegnati altrove). Intanto, registriamo favorevolmente che non solo tutti i parlamentari di IdV hanno dato il proprio consenso, ma hanno già aderito all’iniziativa singoli esponenti di diversi altri Gruppi parlamentari, tra cui esponenti di FLI.  Abbiamo anche fatto richiesta formale al Presidente della Camera, on.le Gianfranco Fini, di calendarizzare al più presto e comunque in tempo utile la presente mozione per l’udienza preliminare già fissata. Oggi pomeriggio, durante il question time nell'aula di Montecitorio, ho posto al presidente del Consiglio, che come al solito era assente, una domanda molto precisa: "Signor presidente del Consiglio, l’Italia dei Valori si rivolge a lei per ricordarle che, in relazione alle stragi mafiose del ’93, la Corte d’Assise di Firenze ha già stabilito che c’è stata una trattativa fra esponenti della mafia e uomini delle istituzioni. Ora la Procura di Palermo, nel giugno del 2012, ha richiesto il rinvio a giudizio e il 29 ottobre si terrà l’udienza preliminare per coloro che avrebbero trattato con la mafia per conto dello Stato. Ciò premesso, chiediamo a lei, signor presidente del Consiglio che non ... Leggi tutto ...

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Chi difende la Costituzione non fa polemica

Continuano ad accusare noi dell'Italia dei Valori di voler fare polemica con il Quirinale. Non accettiamo di essere chiamati polemisti, giacché poniamo un problema costituzionale. Chiedere di rispettare la Costituzione non è fare polemica. In un momento cosi delicato, in cui i magistrati di Palermo stanno cercando di capire chi tirava le fila in una vicenda accertata quale la trattativa tra Stato e mafia, sollevare una questione di lana caprina e andare a cercare il pelo nell'uovo rappresenta, da parte del capo dello Stato, più una scusa che un problema di difesa costituzionale del proprio ruolo. E' dal 97 che si sa che manca una norma per definire come comportarsi rispetto a intercettazioni indirette in cui si registra anche ciò che dice il Capo dello Stato quando riceve una telefonata. Napolitano è al Quirinale da sette anni. Poteva inviare un messaggio alle Camere. Altre volte erano state intercettate sue telefonate. Sollevare il conflitto di attribuzione proprio ora, su una questione così delicata e importante, è una delegittimazione oggettiva, al di là della sua volontà, dell'operato dei giudici di Palermo. E' documentato e contenuto in sentenze passate in giudicato che ai tempi di Napolitano, di Mancino, di Conso e di Martelli (che non la voleva accettare), una trattativa è avvenuta.  Lasciamo ai giudici il compito di scoprire chi è ne è stato il tramite e chi l'ideatore, ma diamo loro tutte le possibilità di farlo invece di impedire oggettivamente ai giudici di fare il loro lavoro. La questione non riguarda solo il Capo dello Stato. In mezzo ci sono tutti, anche il sistema dell'informazione.  Il magistrato Scarpinato si è permesso di ricordare le parole di Borsellino per dire: “Almeno oggi lasciateci onorare la sua memoria”. E'  andato a finire sotto inchiesta. Il magistrato Ingroia, solo per aver cercato di fare il proprio dovere e di capire chi c'era dietro la trattativa fra Stato e mafia, è stato mandato in Guatemala. Invece il fatto che due eurodeputati, Lumia e Alfano, siano andati a parlare con Provenzano, con la difesa del ruolo dei magistrati non ... Leggi tutto ...

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La strada maestra della verità e della giustizia

Carissimi, oggi Il Fatto Quotidiano, in prima pagina, lancia un appello, una raccolta firme al fine di chiedere che sia fatta luce sulla trattativa Stato - Mafia e per rompere il silenzio sull'accerchiamento dei pm siciliani che indagano su questi rapporti indecenti tra criminali e pezzi delle istituzioni. La richiesta di verità e giustizia dovrebbe essere la strada maestra di tutti i paesi che si definiscono democratici e civili, ma i nostri rappresentanti istituzionali non la pensano come noi. Pertanto, come è successo tante volte in Italia, non resta che rivolgersi direttamente ai cittadini perché facciano sentire la loro voce. E’ immorale e raccapricciante solo pensare che uno Stato possa essere sceso a patti con la Mafia, ma è ancora più sconcertante che si blocchi il percorso per arrivare alla verità. I magistrati siciliani stanno pagando un prezzo altissimo solo perché fanno il loro dovere e svolgono fino in fondo il loro servizio allo Stato. Noi dell'Italia dei Valori siamo con loro, senza se e senza ma, convinti che non debbano esistere sacche di impunità e misteri da coprire. Troppi servitori dello Stato sono stati ammazzati e, in memoria loro, noi chiediamo con forza di squarciare il velo che copre la trattativa Stato - Mafia e di far lavorare in pace quei pm che servono lo Stato, come fecero Falcone e Borsellino. Per questo, vi chiediamo, come facciamo noi, di sottoscrivere anche voi l'appello de Il Fatto.

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