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Legge elettorale: se questo non è un golpe, cos’è?

Meglio tardi che mai. Alla fine anche Bersani si è accorto del golpe che stanno tentando di fare con una legge elettorale pensata apposta per non far vincere nessuno e, così, tenere in piedi il governo dei non eletti per altri cinque anni.

Questo gioco va avanti da mesi e noi dell’Italia dei Valori lo abbiamo denunciato dall’inizio. Lo si doveva e poteva fermare prima.

Non è mica per distrazione che il Parlamento non ha voluto nemmeno discutere l’unica proposta di legge elettorale sottoscritta da un milione e 200mila elettori, quella che riprende e trasforma in legge d’iniziativa popolare il quesito referendario proposto dall’Italia dei Valori e dichiarato inammissibile, per cavilli formali, dalla Corte Costituzionale.

In un Paese democratico sarebbe stata la prima proposta da mettere in discussione, perché era quella che arrivava direttamente dai cittadini. Nel Parlamento della Casta e dei finanzieri, invece, l’hanno chiusa di corsa in un cassetto, perché con quella legge il governo Monti-bis, da imporre senza il consenso degli elettori, se lo sognano. Da mesi litigano su tutto, ma sulla necessità di sabotare Bersani e il suo progetto di una vera alleanza di centrosinistra hanno trovato subito un accordo.

Come sono d’accordo nel mettere i bastoni tra le ruote al Movimento 5 stelle, e nell‘impedire l’ingresso in Parlamento dell’Italia dei Valori: in pratica, fare fuori i soli che hanno rifiutato la logica del Palazzo.

Diciamo le cose come stanno: gli scienziati pazzi dell’ingegneria elettorale potrebbero facilmente mettere a punto, all’ultimissimo secondo, una legge che svolga il suo compito, cioè coniugare il massimo di rappresentanza della volontà popolare con le esigenze di governabilità.

Ma vogliono fare l’esatto contrario: ridurre al minimo il peso della volontà popolare e assicurare, in partenza, l’ingovernabilità, per poter tirare fuori dal cilindro, dopo le elezioni, un coniglio con la faccia di Mario Monti. Se questo non è un golpe, cos’è?

Ma io credo che se questo tentativo di colpo di Stato, neanche più camuffato, andrà avanti, sarà necessario riunire in un fronte comune tutte le forze (compresa quella parte del PD che lavora per riunire il centrosinistra) che, insieme ai cittadini e a coloro che continuano a credere nella democrazia, vogliono riaffermare il rispetto della Costituzione e delle corrette regole elettorali. Altrimenti saremo tutti complici dell’assassinio della democrazia italiana

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Digressione

Contro il ritorno al proporzionale

L’Italia dei Valori condivide e sottoscrive l’iniziativa lanciata da Arturo Parisi e da altri parlamentari di entrambi gli schieramenti contro il ritorno al proporzionale e la bozza di riforma elettorale proposta da Alfano, Bersani e Casini. Lo ribadiamo: è fondamentale che i cittadini conoscano prima del voto il programma, le alleanze e il candidato leader della coalizione. La proposta di riforma ipotizzata da Alfano, Bersani e Casini, invece, sancisce la fine certa del bipolarismo. In tal modo, si corre il rischio di tornare alle peggiori abitudini della prima Repubblica. Anche per questo l’IdV, insieme al Comitato referendario, ha già presentato un disegno di legge per dar voce a quel milione e duecentomila cittadini che, firmando per il referendum, hanno indicato chiaramente la strada da percorrere

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