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Se il buongiorno si vede dal mattino…

Oggi si inaugurano le nuove camere. Come primo atto dovrebbero eleggere i presidenti delle due assemblee, invece la legislatura inizia con una situazione di stallo sin da questo primo passo. Il buon giorno si vede dal mattino.
Io non so se Pierluigi Bersani riuscirà a portare a termine la missione impossibile che si è assegnato e a formare un nuovo governo non all’insegna dell’inciucio e delle alleanze impresentabili. Gli faccio i migliori auguri, però ci credo poco.
Se così non sarà, se anche nella formazione del nuovo governo il Parlamento registrerà una situazione di paralisi e stallo, credo che i partiti di centrosinistra farebbero bene a non perdersi nel labirinto delle trattative interminabili alla ricerca di soluzioni assurde e innaturali. Dovrebbero, al contrario, prepararsi a vincere le prossime elezioni correggendo gli errori che hanno privato il centrosinistra di una vittoria elettorale facile e hanno quasi restituito il Paese a Silvio Berlusconi e alla sua eterna corruttela.
Noi dell’Italia dei Valori avevamo previsto questo rischio e avevamo avvertito tutti, il Pd prima di tutti. Avevamo detto che il governo tecnico avrebbe solo restituito forza a Berlusconi e che era un gravissimo errore considerarlo finito. Avevamo detto che solo una coalizione trasparente di centrosinistra, tenuta insieme da un programma all’insegna della discontinuità con le scelte sbagliate del governo Monti, avrebbe convinto i cittadini del nostro Paese, cornuti e mazziati da anni e anni, a fidarsi. Avevamo messo in guardia dal rischio di finire tutti in un vicolo cieco, quello in cui ci troviamo adesso.
Avevamo ragione.  Anche se del senno di poi son piene le fosse, io ci tengo a segnalarlo, dato che con pochissime eccezioni tutti fanno finta di non essersene accorti.
Ma detto questo, è al futuro che dobbiamo pensare, non alle recriminazioni sul passato. Pensare al futuro significa non perdere tempo a inseguire progetti assurdi che eliminerebbero solo quel che resta della fiducia degli italiani nel sistema politico. Bisogna invece prepararci, tutti e tutti insieme, a presentare agli elettori un progetto politico chiaro e convincente e un rinnovamento radicale della politica che al momento delle elezioni dovrà già essere stato avviato, perché delle promesse da marinaio ormai non si fida più nessuno. Giustamente.
Questa è la sfida che attende di qui alle prossime elezioni tutte le forze del centrosinistra, quelle che stanno in questo effimero Parlamento e quelle che non ci sono entrate, i partiti politici e i soggetti della società civile. Possiamo vincerla, se non ripetiamo gli stessi sbagli che ci hanno portato, nell’ultimo anno, sull’orlo del baratro.

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Essere eletto non mette al riparo dalla giustizia

E’ inutile che i servizievoli sottoposti di Berlusconi continuino a tirare per la giacchetta il Presidente della Repubblica. Quel che deve essere chiaro è che la legge è uguale per tutti e che l’essere stato eletto non mette nessuno al riparo dalla giustizia. Nemmeno Silvio Berlusconi. Questo è l’importante. Berlusconi ha continuato a fare il Presidente del Consiglio anche quando era sommerso da scandali e rinvii a giudizio che avrebbero spinto alle dimissioni qualunque altro leader politico in tutto il mondo. Il suo governo è caduto perché non sapeva più che pesci prendere contro la crisi economica, non per i processi. Anche dopo aver lasciato palazzo Chigi, Berlusconi ha potuto condizionare il governo Monti, in modo che non toccasse nessuna delle leggi che si era fatto a suo uso e consumo. Anzi, è riuscito persino a far peggiorare ulteriormente la situazione in materia di leggi sulla corruzione. In campagna elettorale i processi e le inchieste non gli hanno impedito di stare ogni minuto in televisione e se non ha potuto occupare ancora di più quegli spazi non è stato per colpa dei magistrati, ma perché avrebbe dovuto avere il dono dell’ubiquità. Anche adesso niente impedisce a Berlusconi di fare politica, e infatti la fa e briga più che mai per far sì che il disastro del Paese torni a suo vantaggio. Insomma, Berlusconi fa precisamente quel che non si deve fare e cioè: usa il suo ruolo politico per cercare di evitare i processi, per inventarsi un legittimo impedimento al giorno e addirittura per sollecitare la rivolta contro la magistratura. Non si era mai vista nel mondo l’invasione di un Tribunale da parte di una banda di parlamentari travestiti da descamisados. Non si era mai sentita al mondo una dichiarazione  di guerra contro i giudici, come quella che Berlusconi ha consegnato a Panorama in queste stesse ore. Tra la magistratura e Berlusconi è molto chiaro chi è che fa il proprio dovere e chi fa il contrario e non c’è interpretazione da azzeccagarbugli che possa cambiare questo dato di fatto. In democrazia la legge è uguale per tutti: è ... Leggi tutto ...

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Se Berlusconi droga da anni la democrazia…

Se i magistrati di Napoli disporranno il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per aver pagato, a suon di milioni, il senatore De Gregorio, con l'obiettivo di far cadere il governo democraticamente eletto di Romano Prodi, ci troveremo di fronte alla vicenda più grave dell'intera storia politica repubblicana. Come uomo e come leader politico sono convinto che, in questi due decenni, il Parlamento repubblicano sia stato più volte trasformato da Berlusconi in un osceno mercato delle vacche, con i voti in vendita in cambio di soldi, di poltrone e poltroncine, di posti sicuri nelle liste elettorali. L'ho detto e denunciato sia pubblicamente che nelle procure della Repubblica più volte. Ma quel che conta non è la mia parola: è la decisione che prenderà la magistratura inquirente, e io mi auguro che questa decisione sia presa il prima possibile, perché non è un fattore secondario nelle scelte che dovranno essere fatte nelle prossime settimane. Se Berlusconi verrà rinviato a giudizio vorrà dire che non un singolo leader ma un intero partito, la cui storia non è scindibile da quella del suo capo e fondatore, droga da anni il corretto funzionamento della democrazia parlamentare e ha deviato il corso della storia italiana con metodi illegali, immorali e politicamente inaccettabili per qualsiasi persona onesta. Per mesi e anni abbiamo sentito i sapienti soloni della politica e di una parte della stampa denunciare la minaccia per la democrazia costituita da un non meglio precisato “populismo”. Balle. Il male che da vent'anni mina la democrazia italiana è costituito da un leader e da un partito che fanno la lotta politica con metodi sleali, scorretti e illegali. Metodi del tutto estranei alla logica democratica. Altro che populismo! Noi dell'Italia dei Valori abbiamo chiesto, inutilmente, che contro questa vergogna venissero prese misure drastiche. Avevamo invocato inutilmente l'intervento delle massime istituzioni. Avevamo proposto misure draconiane contro la piaga del voto di scambio. Ma nessuno ha fermato Berlusconi nella sua opera di avvelenamento metodico del sistema politico italiano. Io mi auguro che anche i più sordi, stavolta, abbiano capito che è ora di dire ... Leggi tutto ...

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In Parlamento non approvano l’anticorruzione perchè finirebbero in galera

Il disegno di legge anticorruzione assomiglia alla classica montagna che ha partorito il topolino. Nel provvedimento, infatti, mancano il reato di autoriciclaggio e quello di corruzione tra privati. Inoltre, è stata eliminata la concussione per induzione, vale a dire il reato tipico dei politici e dei pubblici ufficiali, mentre sono stati ridotti i tempi della prescrizione e non è stata prevista la reintroduzione della norma sul falso in bilancio, presupposto di  qualsiasi corruzione. Per questo, noi dell’Italia dei Valori abbiamo presentato degli emendamenti in modo che siano rafforzate le misure di contrasto a questa piaga. Ciò premesso, tra questo e niente, è meglio dare un segnale affinché si faccia una legge anticorruzione. Per tale ragione, riteniamo che, innanzitutto, il testo non debba essere riformato in pejus al Senato e che quindi lo si debba approvare senza perdere tempo, anche ricorrendo alla fiducia. Bisogna comunque prendere atto che questo Parlamento non riesce a fare un provvedimento anticorruzione degno di questo nome, anche perché, in quel caso, almeno la metà dei parlamentari dovrebbe finire in galera.

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Questa settimana il Parlamento alla prova dei fatti contro la Casta

Basta CastaNon passa giorno senza che venga scoperchiato un altro verminaio. E’ chiaro che da anni un’intera Casta di profittatori si ingrassa a spese dei cittadini onesti. Sotto la voce “costi della politica”, quelli che pagano i contribuenti, la Casta ci ha messo tutti i suoi lussi e le sue spese pazze. Negli enti locali la situazione sembra essere ancora peggiore rispetto a quanto avviene a livello centrale. Per questo mi stanno bene le misure messe in cantiere da Monti per i tagli ai costi della politica a Regioni e a enti locali, ma bisogna fare di più. È necessario dare un segnale forte anche rispetto ai privilegi dei parlamentari, abolendo la diaria e tagliando completamente il finanziamento pubblico ai partiti. Questo è il nostro impegno concreto con i due quesiti referendari anti-Casta sui quali cominceremo la raccolta delle firme il 13 ottobre. Del resto è stato lo stesso Monti a varare l'attuale legge che non mette in atto un reale risparmio, ma legalizza finanziamenti sottobanco ai partiti, meglio definiti come tangenti, che sono ritenuti un cancro per la politica italiana. E la maggioranza che lo sostiene non sembra avere nessuna intenzione di abolire la diaria parlamentare: l’ennesima prebenda che arricchisce deputati e senatori e che grava sui contribuenti. La prova provata che questi signori non hanno nessuna reale intenzione di tagliare veramente i loro privilegi ci sarà la settimana prossima, quando noi dell'IdV proporremo due proposte di legge che ricalcano i due quesiti referendari anti-Casta. Allora vedremo chi ama riempirsi la bocca di belle parole, ma non fa nulla per eliminare le prebende e gli sprechi, e chi, come noi dell'IdV, pensa prioritariamente al bene del Paese e degli italiani. A me questa situazione ricorda ogni giorno di più quella del 1992. Anche allora ogni filo di corruzione portava a un altro filo, vicino a un focolaio di infezione ne scoprivamo subito un altro e poi un altro ancora e così, comprensibilmente, i cittadini avevano perso ogni fiducia in una classe politica sommersa dal discredito. Voglio dire chiaramente che questa somiglianza mi preoccupa molto. Allora un furbastro che ... Leggi tutto ...

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