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Gli apprendisti stregoni

 Parlare di alleanze e coalizioni senza sapere con quale legge elettorale i cittadini andranno a votare significa riempirsi la bocca di parole vuote. Però è anche vero che chi vuole prefigurare alleanze e spianare la strada a questo o a quel governo ricorre spesso proprio a marchingegni elettorali che, invece di essere neutrali, sono studiati per far pendere la bilancia da una parte. Quanto a progetti di leggi elettorale, il reparto porcate è tanto pieno che scoppia.
Voglio fare qualche esempio delle norme sulle quali stanno lavorando gli apprendisti stregoni dei partiti, perché i cittadini devono sapere di cosa si parla davvero quando si dice “riforma elettorale”.
Tutti si sono già quasi messi d’accordo sul fatto che la prossima legge dovrà essere proporzionale, e non si dovranno prendere impegni vincolanti prima del voto né sulle alleanze né sul premier. Perché? Per lasciare ai partiti le mani libere e scippare gli elettori del diritto di scegliere da chi essere governati. (altro…)

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Non faremo i servi sciocchi

Ieri, come ogni anno, nella mia masseria, a Montenero di Bisaccia, c'è stata la festa del raccolto. Chi c'è venuto ha visto che il clima tra gli ospiti del paese, che erano migliaia, e quelli dell'Italia dei Valori, era quello di sempre: unito, festoso, cosciente di stare agendo bene e secondo coscienza. Qualcuno ha sgranato tanto d'occhi perché da quello che aveva letto sui giornali si aspettava divisioni, tensioni, lacerazioni varie, un isolamento che ci aveva chiusi all'angolo. Invece si sono ritrovati a vedere un film opposto. Il fatto è che ognuno può raccontare quello che vuole, ma poi la realtà finisce sempre per prendersi la rivincita, e la realtà è che nel Paese noi dell'Italia dei Valori tutto siamo tranne che isolati. Senza vanterie, siamo la maggioranza. Perché le cose che non stanno bene a noi non stanno bene nemmeno ai cittadini. Non ci sta bene dire che bisogna fare una politica diversa da quella di Monti e poi votare le leggi da cui quella politica è lastricata. Non ci stanno bene un governo e una maggioranza che, con tanti problemi gravissimi ai quali bisognerebbe pensare,, si preoccupano di imbavagliare l'informazione con la legge sulle intercettazioni invece che salvare gli esodati. Non ci stanno bene i matrimoni combinati pensando alla dote, perché come dice mia sorella Concetta finiscono sempre in divorzio. Sarà così anche per questo inguacchio con l'Udc in cui si dovrebbero trovare insieme il diavolo e l'acqua santa. Non ci stanno bene le chiacchiere sulle coalizioni fatte senza sapere nemmeno con quale legge elettorale si andrà a votare, come se si potesse studiare un tragitto senza sapere se lo devi percorrere in aereo o a dorso di mulo. Sono chiacchiere e alla fine lasciano il tempo che trovano. Tanto meno ci stanno bene quelli che provano a scaricare su di noi le tensioni accusandoci di offendere il capo dello Stato mentre noi non offendiamo proprio nessuno. Muoviamo critiche pacate, legittime e circostanziate non per provocare ma perché ci sembra che il Presidente della Repubblica e il dettato costituzionale non siano sempre omogenei come dovrebbero. Su ciascuna di queste posizioni non siamo affatto isolati. La pensa ... Leggi tutto ...

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L’editoriale di Marco Travaglio: Svendola

Vi invito a leggere l'editoriale di Marco Travaglio pubblicato da Il Fatto quotidiano di oggi: SVENDOLA di Marco Travaglio    Di Pietro ha una fortuna sfacciata. Se il Pd fosse guidato da persone intelligenti (ipotetica del terzo tipo), lo avrebbero annesso in un bel centrosinistra tradizionale e, all’ultimo istante ci avrebbero infilato l’Udc. Così l’avrebbero definitivamente neutralizzato, sedato, spento. Costretto a far digerire ai suoi il matrimonio morganatico con l’Unione dei Condannati e con l’imputato Vendola, oltreché coi nuovi nemici della Procura di Palermo, avrebbe regalato a Grillo gran parte dei suoi elettori. E, prigioniero di un’alleanza in cui non sarebbe stato determinante, si sarebbe ridotto a ruota di scorta, pelo superfluo, portatore d’acqua di un progetto nefasto per quel che resta della nostra democrazia, e anche per lui: la grande ammucchiata destra-centro-sinistra che il Quirinale, le banche e i partiti hanno già deciso al posto nostro per la prossima legislatura, con la scusa dello spread. B. ci starà perché, non potendo più vincere le elezioni, deve almeno fingere di non perderle, tenendo una zampa nel governo per seguitare a ricattarlo in cambio dei soliti favori penali e aziendali. Anche Casini deve fare la mosca cocchiera di una carovana tanto grande da mascherare l’estinzione dell’Udc. Gli unici che potrebbero fare da soli sono quelli del Pd, ma il vero segretario, Napolitano, non vuole, senza contare il loro sacro terrore di governare divisi su tutto. Vendola avrebbe potuto restare coerente ai valori del suo elettorato, ma ormai è un’anatra zoppa e lessa, tra processi e sgoverno della Puglia di cui il caso dell’Ilva di Taranto è soltanto l’ultima prova: meglio intrupparsi che contarsi. La decisione di escludere Di Pietro era presa da mesi e le sue sacrosante critiche al Quirinale per le interferenze nell’inchiesta Stato-mafia e la guerra ai pm di Palermo sono una pietosa scusa. Di Pietro non è “affidabile” per l’ammucchiata che, con la scusa dell’Europa, dovrà fare ciò che non riuscì a D’Alema e B. con la Bicamerale: ripristinare il “primato della politica” sui poteri di controllo e chiudere violentemente i processi alle classi dirigenti, in primis quello sulla trattativa che coinvolge e spaventa un po’ ... Leggi tutto ...

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Nichi fa solo il furbo, io non scodinzolo al PD

Pubblico qui sotto l'intervista rilasciata oggi a Il Fatto Quotidiano Di Pietro, che è successo? Non lo so, so solo che noi oggi abbiamo fatto qualcosa di concreto e che qualcuno le chiama “derive”. Vendola dice che lei di lavoro fa il polemista. Io la chiamo politica. E il nostro non è un partito ipocrita: ieri Bersani ha presentato 10 punti programmatici. Sono anche i nostri. Ma mi domando come faccia poi a votare la fiducia a provvedimenti di Monti che dicono il contrario. Anche Vendola alla fine ha dovuto frenare i toni. La loro fregatura è la Rete. Nel giro di un quarto d’ora ha dovuto fare retromarcia. Alla fine della fiera SeL non potrà mai accettare di stare con l'Udc. Mi rifiuto di pensare che al mio posto, nella foto di Vasto, ci sia la faccia di Casini. Un mese fa eravate insieme, in conferenza stampa, a dare l'ultimatum al Pd. Quanto è pesata la sua polemica con il Quirinale sulla trattativa nell’allontanamento di Vendola? Ci hanno considerato irrispettosi solo perché informiamo i cittadini su una inopportunità, una bruttura, un comportamento che non ci piace. Abbiamo criticato il Capo dello Stato perché sollevando il conflitto di attribuzione su una vicenda così delicata ci ha delusi. Darci dei reietti, dei populisti, dei demagoghi è una furbata del sistema di potere. Se ci sono soggetti di cui non si può parlare vuol dire che siamo in una democrazia a scartamento ridotto. Dicono che siete voi a mettervi fuori dal gioco democratico quando criticate le istituzioni. Noi siamo l'unica alternativa al compromesso. Io mi appello agli elettori e al fronte dei non allineati: ci sono momenti in cui è necessario unire le forze per sconfiggere un nemico. Oggi il nemico della democrazia è il consociativismo falso e ipocrita che vogliono far proseguire nella prossima legislatura. Ma chi c’è in questo fronte dei non allineati? Se mi rivolgo a qualcuno in particolare poi domani c'è sicuramente qualcuno che dice no, noi non ci stiamo. Io mi rivolgo a tutti quelli che in privato mi dicono che faccio bene a dire basta alle fiducie, e poi in pubblico mi danno del polemico . Il Pd però ... Leggi tutto ...

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I cittadini impediranno il patto scellerato

I 10 punti di programma di cui ha parlato oggi Pierluigi Bersani sono perfettamente condivisibili: tant'è vero che li avevamo già condivisi un anno fa a Vasto. I problemi si creano quando ai programmi non corrispondono i fatti, quando si predica bene e si razzola male, quando si dice una cosa e poi in Parlamento si vota l'opposto. Bersani ha detto di volere politiche alternative a quelle della destra, e ci mancava solo che il segretario del Pd dicesse che vuol fare le politiche della destra. Peccato però che sia uno e trino: si dichiara alternativo alla destra, però poi con la destra sostiene questo governo e vota le sue leggi che sono in piena continuità con quelle di Berlusconi quando non sono peggiori. Quel che il segretario del Pd non ci dice è se vuole fare politiche alternative a quelle di Monti. Forse perchè dovrebbe anche spiegare il motivo per cui continua a votare una dopo l'altra tutte le misure inique, feroci e controproducenti del governo. E’ inutile prendere in giro il Paese dicendo che si intravede la luce in fondo al tunnel. Quella luce è finta e artificiale: con queste politiche possiamo solo finire in un tunnel ancora più buio. Monti è solo un professore saccente che quando le sue leggi si rivelano fallimentari dà la colpa alla politica che non fa i compiti a casa. Come se a mettere lui a palazzo Chigi non fosse stata proprio quella stessa politica con le orecchie d'asino! Bersani predica bene e razzola male anche quando dice di non aver mai offeso nessuno e intanto, in combutta con gli altri segretari di questa falsa maggioranza, prepara un legge elettorale fatta apposta per eliminare i non allineati e i non asserviti al montismo come noi dell'Italia dei Valori. I tre segretari hanno stretto un patto segreto per farci fuori perché sanno che oggi il Paese di noi si fida e di loro non più. Ma sbagliano a illudersi, perché, se il Pd non ritroverà se stesso, noi parleremo al suo elettorato che paga sulla propria pelle le scelte sbagliate votate dai dirigenti e dai parlamentari. Saranno i ... Leggi tutto ...

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E’ finito il tempo dei giochini

Quando non si può evitare in nessun un modo un guaio, l’unica è ridurne al minimo le conseguenze. Per questo governo, per l’informazione di regime, per i poteri economici e finanziari e per buona parte della politica, le elezioni, invece che il sale della democrazia, sono un guaio. Per questo, stanno tentando in tutti i modi di svuotarle di ogni reale significato prefigurandone il risultato alla faccia degli elettori. Le urne dovrebbero essere una vuota formalità, esaurita la quale si tornerà a questo stesso governo, o a un altro quasi identico, sostenuto dalla stessa finta maggioranza e con lo stesso potere di condizionamento e di interdizione lasciato a Berlusconi. Per lui un risultato simile significherebbe essere miracolato. Lo sa benissimo, e proprio a questo mira con la sceneggiata della sesta “discesa in campo”. La riforma elettorale, a cui stanno pensando, non serve a restituire agli elettori il diritto di scegliere i loro rappresentanti. Se l’obiettivo fosse davvero quello, la riforma già l’avrebbero fatta da un pezzo dal momento che per ripristinare le preferenze non ci vuole niente. La verità, però, è che vogliono una legge che permetta ai partiti di avere le mani libere e di fare, dopo le elezioni, quelle alleanze che prima delle elezioni non oserebbero mai confessare ai loro elettori. Così, dopo aver chiesto i voti in nome della discontinuità con le politiche di Monti e dell’alternatività rispetto a Berlusconi, si potrà fare una bella maggioranza con Berlusconi al fine di sostenere un nuovo governo Monti. La campagna ipocrita e bugiarda contro l’Italia dei Valori è stata scatenata proprio per questo: per cercare di neutralizzare una forza politica che pretende coerenza, rispetto dei principi tracciati nella Carta dai nostri padri costituenti e che ha già detto con chiarezza che chiedere i voti per una cosa e poi fare quella opposta è un'offesa ai cittadini e una pugnalata alla democrazia. Il Paese non si può più permettere di aspettare questi giochini di palazzo, poiché è precipitato nel tunnel di una crisi economica della quale non si vede né prevede l’uscita. E i tecnocrati ... Leggi tutto ...

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Il nostro modello: sviluppo, legalità e solidarietà.

Noi siamo qui, oggi, siamo qui per proporre un modello di governo per il Paese per il futuro. un modello, il che non vuol dire che noi e noi soli possiamo rappresentare questo modello. Riteniamo che per prima cosa il Paese abbia bisogno di un governo politico scelto dai cittadini. Ma sulla base di cosa si deve arrivare a questo governo? Sulla base di un programma o di una sommatoria numerica? Prima di parlare di intese con i moderati, bisognerebbe intendersi su che cosa vuol dire essere moderati. E' moderato togliere l'art. 18 a difesa dei lavoratori? Beh, allora certo, io non sono moderato. Io sono moderato perché voglio difendere le uguaglianze. Lo diceva Gesù Cristo, prima di Marx e di Lenin. Proprio perché si basa basata sul programma, la nostra non è una proposta chiusa. E' il programma che deve fare la differenza, E' l' indicazione chiara della squadra e della coalizione che si presenta agli elettori. E' l'indicazione della leadership sulla base delle primarie, anche se non è che se vince A invece di B il programma cambia. Alla base c'è sempre quello, il programma. Allora su questi temi determinanti dei diritti sociali e civili noi invitiamo il Partito democratico a fare una scelta di campo invece di andare appresso alle logiche di Palazzo. La nostra proposta di un modello di governo, si fonda su tre pilastri che possono convivere e rappresentare la linea di demarcazione: Solidarietà, Legalità e Sviluppo. All'interno di questo ambito Italia dei Valori e Sel sono già pronti e aperti a dialogare con tutti i soggetti e le formazioni politiche che ci vogliono stare. Vogliamo aprire un tavolo con i movimenti e con i soggetti della società civile, e anche con il Pd cui riconosciamo il merito di tante battaglie e che vorremmo riconoscere anche oggi invece di vederlo immerso in questa nebulosa di intenti che non comprendiamo. Su questi temi sono disposto a confrontarmi con tutti, ma prendo atto del fatto che la politica portata avanti su questi punti da alcuni partiti tra cui l'Udc è diversa dalla nostra. Invito tutti a leggere, sul sito della Corte dei Conti, la ... Leggi tutto ...

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Ma ‘ndo annate?

Sembra che all'interno del Partito democratico sia in corso un'offensiva dei grandi soloni che dicono “Basta con l'Italia dei Valori. Dobbiamo andare senza di loro”. Lo voglio dire in dialetto: Ma 'ndo annate?”. Possibile che un grande partito come il Pd non si renda conto che il problema non è andare o non andare con Di Pietro o con chiunque altro. Il problema è cosa vuoi fare per questo Paese e con chi lo puoi fare perché la sua idea dell'Italia di domani è compatibile con la tua, è simile se non uguale. Il resto sono le somme algebriche che tanto piacciono ai politicanti quanto disgustano i cittadini. Con le somme algebriche non si va da nessuna parte! Il programma con cui andremo alle elezioni deve essere condiviso almeno dal 51% dei cittadini, che ormai non votano più per partito preso ma mettono le crocetta solo se quello che dici di voler fare li convince. Per convincere quel 51% di cittadini è necessario che il programma corrisponda anche a quel che vogliono gli elettori dell'Italia dei Valori, che poi, a conti fatti, è quel che vuole la stragrande maggioranza degli elettori del centrosinistra, anche di quelli che non votano per l'IdV, e secondo me anche di una parte  di quelli del centrodestra. Ma insomma gli dirà pure qualche cosa a questi signori il fatto che il Pdl, che stava al 38% dei consensi, oggi è grasso che cola se arriva al 14% e sta sotto Grillo o che il Pd dal 34% sia arrivato al 24% e lo considera pure un buon risultato mentre l'IdV dal 4% è valutata dai sondaggi intorno all'8%! Guardate quello che è successo a Napoli, o a Palermo, o a Parma, tutte città dove c'erano grandi coalizioni che non sono servite proprio a niente. Ormai non c'è più coalizione che tenga perché  c'è un popolo che non ne può più e solo all'idea di rivedere un'altra volta le stesse facce persone che già stanno in politica o non va a votare o si mette contro. In tutto questo sfacelo, in questa catastrofe ... Leggi tutto ...

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