Facebook YouTube Biografia Scrivimi

Inciucio 2013

Questi giorni hanno platealmente segnato il collasso di un sistema politico che, nella fase più difficile della storia repubblicana, non è stato in grado di esprimere né un governo politico né un assetto istituzionale né un nuovo Capo dello Stato. Stiamo ballando sul Titanic e temo che il peggio debba ancora arrivare.
Nessuno, nel Partito democratico, può illudersi che aver convinto Napolitano a restare permetta di fare quello che gli elettori non avrebbero consentito ieri e non consentiranno domani: un governo politico con il Pdl.
Quegli stessi parlamentari del Pd, che sono stati scelti dagli elettori con le primarie e non nominati dai capi partito, hanno dimostrato di non potere e di non volere fare il contrario di ciò per cui sono stati eletti accordandosi con Berlusconi.
Dopo il dramma degli ultimi giorni, il cui capitolo peggiore e più indecente è stato l’agguato contro Romano Prodi, gli elettori capirebbero e accetterebbero ancora meno di prima un inciucio fatto non in nome del Paese ma solo della difesa del proprio potere e dei propri privilegi. Non lo sopporterebbero, e la classe politica ha oggi prima di tutto la responsabilità di capire che il punto di rottura non è mai stato così vicino.
Mentre a Roma si discute, anzi si litiga, si trama, si intriga, si cospira per far fuori il vicino di banco e salvare la propria seggiola il Paese va rotoli.
La vera emergenza del nostro Paese è rappresentata dai milioni di disoccupati, dai milioni di giovani senza lavoro, dai precari, dai pensionati che non ce la fanno ad arrivare neppure a metà mese, dalle aziende che chiudono.
Sperare di fronteggiare questa situazione drammatica con un governo fotocopia di quello precedente, se non addirittura peggiore, cioè con dentro esponenti del Pd e del Pdl, sarebbe oggi la cosa più irresponsabile e distruttiva per il Paese. Però, la classe dirigente di questi due partiti ha deciso che è meglio difendere la propria poltrona e garantirsi un posto al Governo, piuttosto che pensare al bene comune. Insomma, la consapevolezza che si tratta dell’ultimo giro di valzer sta guidando egoisticamente le loro scelte. E mentre loro ballano il Titanic affonda. Se con queste Camere non si può fare niente, né eleggere il capo dello Stato, né formare un governo politico, né, soprattutto, fare qualcosa per salvare i cittadini italiani dalla catastrofe, la sola cosa responsabile sarebbe quella di tornare al voto. Mai come adesso l’Italia dei Valori è necessaria. Noi ci saremo e ricostruiremo la nostra casa insieme a quei cittadini che vogliono conservare la speranza di un futuro migliore.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/10rgKDX

I vent’anni che stravolsero l’Italia

Questi vent’anni di berlusconismo hanno stravolto i connotati dell’Italia. La questione morale si è propagata pesantemente in tutti i campi, dall’economia al sociale. Così, lentamente e goccia a goccia, il Signor Berlusconi e la sua corte sono riusciti a trasformare il Paese più ricco al mondo per tradizione, cultura, arte e storia nel ‘Paese dei balocchi’ dove le veline, i tronisti e i soliti furbetti del quartierino sono diventati protagonisti. Ora, all’improvviso, uno dei principali artefici di tutto ciò vorrebbe farci credere che ha deciso di cambiare strada, ma sappiamo che è l’ennesima farsa. Infatti, se davvero volesse ripulire il suo partito, Berlusconi dovrebbe scendere subito dal treno, visto che ancora non è stato condannato solo perché si è scritto leggi ad personam, ha eliminato il reato di falso in bilancio ed ha inserito nei vari provvedimenti norme volte a salvaguardare, solo ed esclusivamente, gli interessi suoi e dei suoi sodali. Ha calpestato tutte le regole, ha riempito le Aule parlamentari di persone impresentabili e, oggi, si vanta, addirittura, di aver ripulito le liste del Pdl. L’ennesima bugia! Chi è, infatti, il capolista del Pdl per il Senato in tutte le Regioni se non l’indagatissimo, e il più volte rinviato a giudizio, Silvio Berlusconi? Chissà perché poi il problema si pone solo per Cosentino e Dell’Utri e non per Verdini e Fitto. Da quando in qua ci sono gli indagati di serie A e quelli di serie B? La verità è chiara: Berlusconi sta cercando, per l’ennesima volta, di ingannare gli italiani buttando fuori, con gran fracasso e a reti unificate, un paio di persone ma riportando in Parlamento un plotone di impresentabili, a partire da se stesso. Per ottenere liste davvero pulite, e non le solite prese in giro e i giochini da gattopardi, c’è una sola strada da seguire ed è quella che noi dell’Italia dei Valori abbiamo indicato invano per mesi a Monti: una legge uguale per tutti che imponga ai condannati, anche in primo grado, e agli indagati per reati gravi di non candidarsi. Proporre e fare approvare una legge del genere, che metta davvero i corrotti fuori dalle istituzioni repubblicane, sarà uno dei ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/UPliNX
Immagine

Cosa vorrà fare Monti da grande?

Non sarò certo io a tirare per la giacca Mario Monti, però penso che se ci dicesse chiaramente cosa vuol fare da grande e si candidasse davvero, contribuirebbe a fare chiarezza e a evitare situazioni di ambiguità e confusione molto pericolose. Le ingerenze straniere negli affari di casa nostra sono per principio inaccettabili e mi sarebbe piaciuto che tutto il mondo politico, senza guardare alla convenienza immediata, avesse avuto la dignità di dirlo in modo molto più chiaro di quanto non sia stato fatto. Però detto questo, ripeto che se Monti si candida ed esce una buona volta dall’ombra, fa un gran favore alla trasparenza e alla democrazia. In Italia oggi ci sono posizioni diverse. C’è chi, come Monti, pensa che il rigore, i tagli lineari l’eliminazione dell’art.18 siano il modo migliore per far ripartire l’economia di questo Paese e chi, come noi dell’Italia dei Valori, pur credendo nell’Europa e pensando che i conti bisogna davvero  metterli in ordine, ritiene che quella strada porta solo al precipizio e che serve invece una vera strategia di politica economica. C’è chi, come il ministro Fornero,  pensa che una redistribuzione del reddito serva solo a rendere un po’ meno infelici i poveri e un po’ meno felici i ricchi e a questo punto è meglio non farla e chi, come me, pensa che invece un po’ di giustizia sia necessaria sempre, specie quando un Paese deve fare grandi sacrifici. Queste sono posizioni chiare, legittime e alternative tra loro, proprio come succedeva negli Usa tra Obama e Romney. Poi c’è una terza posizione che mira solo a confondere le acque. E’ quella di Berlusconi che un giorno tira giù Monti, il giorno dopo lo candida, poi ci ripensa di nuovo, col solo scopo di salvare se stesso dai processi e le sue aziende dalla crisi economica. Questa terza posizione è quella che rischia di fare più danni perché confonde tutto, costringe il PD, per reazione, a diventare più montiano di quanto non sia davvero, spinge l’Europa a ingerenze mai viste e fomenta tipiche soluzioni né carne né pesce, come l’idea di cambiare strada rispetto a Monti restando però a braccetto ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/12dvAv7


Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina