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Torniamo allo spirito referendario

spirito referendario Torniamo allo spirito referendarioOggi vi propongo questa mia intervista al Fatto Quotidiano sul voto amministrativo:

Onorevole Di Pietro ha parlato con qualcuno del Pd dopo il voto?

Sì, e abbiamo deciso di lavorare insieme nelle prossime due settimane per aiutare i sindaci di centrosinistra ad amministrare.

E a Palermo come farete?

Lì per prima cosa il Pd dovrebbe lasciare la giunta Lombardo.

Ma come potranno sostenere il vostro candidato se ne hanno uno loro al ballottaggio?

Mi sembra che Ferrandelli sia stato già scaricato.

Andrea Orlando la smentisce.

Forse lui, ma non altri. Ci sono tanti Pd, dipende da chi incontri, che ti raccontano una storia diversa. Devono chiarirsi al loro interno.

Si può conciliare il suo partito di opposizione con il Pd, maggioranza?

Gli apparentamenti anomali e le alleanze contro natura non funzionano. Lo ha capito anche il Pd. Finora ha ingoiato solo dei rospi per sostenere il governo. Dobbiamo andare a votare subito.

Bersani non vuole elezioni anticipate.

Tutta questa attesa li lascerà con un pugno di mosche in mano, come a Napoli e a Palermo. Ne ho parlato anche con Vendola, ora dobbiamo invitarli a uscire allo scoperto e costruire un’alleanza di centrosinistra. Il centro a cui guardano non esiste.

Quanto tempo potete aspettare?

Intanto queste due settimane, poi serve una conferenza democratica di tutto il centrosinistra. Potremmo limitarci a gioire per aver dimostrato lo snobismo del Pd e invece lavoriamo per un’alleanza responsabile. (continua…)

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25 aprile, oggi resistenza, domani ricostruzione

Oggi più che mai è importante ricordare e celebrare il 25 aprile, la festa della liberazione. Come settant'anni fa tutti noi dobbiamo resistere contro una minaccia che grava sull'intera Europa. Come settant'anni fa dobbiamo prepararci a ricostruire dalle fondamenta il nostro Paese e il nostro continente. Ci si può illudere che quando si parla di Resistenza si celebri solo una gloriosa epopea del passato, solo fino a quando non ci si accorge che le minacce sono ancora qui, vestite diversamente, fortunatamente meno violente, ma ugualmente pericolosissime. Anche oggi, come settant'anni fa, c'è chi prova a costruire un nuovo ordine fondato sulla negazione dei diritti dei più deboli, sul privilegio, sulla legge del più forte, sull'ingiustizia e sulla disparità. Anche oggi c'è chi vuole smantellare la democrazia e togliere ai cittadini ogni potere per trasformarli in sudditi, anche se adesso lo si fa in modo più sobrio, discreto e subdolo. Ora come allora quest'ombra non pesa solo sull'Italia, ma su tutta l'Europa. Non sarà solo l'Italia, ma l'intera Europa che domani dovremo ricostruire su princìpi molto diversi e spesso opposti da quelli che l’hanno portata negli ultimi anni sulla soglia dell'abisso. Tutte le persone che hanno a cuore la giustizia e la democrazia, oggi, devono resistere, non certo contro l'Europa, ma in nome dell'Europa, contro il dominio di pochi oligarchi e contro un sistema centrato sulle esigenze, non dei cittadini, delle donne e degli uomini, dei lavoratori, ma della finanza e dei suoi interessi egoisti. Questo è oggi il 25 aprile per noi dell'Italia dei Valori. Questa è la nostra Resistenza e sarà domani la nostra Ricostruzione dell'Italia e dell'Europa.

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Con noi, per abolire il finanziamento pubblico dei partiti

Avevamo ragione noi dell'Italia dei Valori, e con noi tutti quei cittadini che non hanno aspettato le notizie degli ultimi giorni e delle ultime settimane per capire che il finanziamento pubblico ai partiti mascherato da rimborso elettorale è una delle radici della corruzione e del degrado della politica in Italia. Adesso lo dicono tutti. Per forza. Quando la gente, che deve campare senza un euro mentre viene massacrata dalle tasse, scopre che con i suoi soldi finanziano le malefatte della Lega e di Lusi bisogna almeno farsi vedere stupiti e sconvolti. Tutti nati ieri, nei Palazzi della politica. Nessuno sapeva o immaginava che le cose andavano così, non da ieri ma da dieci anni e passa. Ma quando tutti dicono che una cosa bisogna cambiarla, nella politica italiana, bisogna alzare la guardia, non abbassarla. I politici, quando non vogliono affrontare davvero un problema, dicono “Stiamo per risolverlo”. Fanno grandi dichiarazioni che finiscono in prima pagina sui giornali e la gente pensa che davvero abbiano deciso di risolvere quel problema. Macché. Di solito strilli e promesse servono solo a prendere tempo fino a che non passa la tempesta. I partiti non cambieranno la legge grazie alla quale vengono riempiti di soldi pubblici dallo Stato senza dover rendere conto a nessuno di cosa ci fanno, perché quasi tutti (è anche vero che non tutti sono uguali) su quelle leggi ci campano. E ci campano benone. L'unica via per cambiare le cose è che i cittadini lo facciano da soli. Noi dell'Italia dei Valori abbiamo già depositato il quesito per un referendum che elimini i rimborsi elettorali, ma sappiamo che con le elezioni politiche vicine ci vorrà del tempo. Per questo vogliamo prendere di mira lo stesso obiettivo anche con un altro strumento di democrazia diretta: la legge di iniziativa popolare. Fra pochi giorni inizieremo a raccogliere le firme per una legge che elimini il finanziamento ai partiti e inizi così a restituire alla politica italiana la moralità che ha perso. Sappiamo di avere con noi la stragrande maggioranza dei cittadini italiani: con voi vogliamo vincere questa battaglia, con voi al fianco ce la faremo.

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C’è del marcio in Italia

Giovedì mattina, alle ore 10, l'Italia dei Valori depositerà in Cassazione il quesito per il referendum che chiede di abolire i rimborsi elettorali ai partiti, cioè il finanziamento pubblico mascherato con cui le forze politiche hanno aggirato l'esito del referendum del 1993. Abolire i rimborsi elettorali non serve solo a ripristinare la sovranità popolare tradita e a evitare che si continuino a buttare soldi, per ingrassare la cricca in un momento così difficile. E' anche il solo modo per aggredire alla fonte l'origine della corruzione che sta distruggendo il nostro Paese. Sono questi i settori da colpire, non l’articolo 18 e i diritti dei lavoratori. I giornali sono tornati a essere bollettini di guerra e trasversalmente vengono tirati in ballo tutti partiti. C’è del marcio in Danimarca? No, in Italia. Ogni santo giorno, infatti, viene fuori qualche nuovo episodio di corruzione, qualche legame ignobile tra la politica e il sottobosco degli affari. Le metastasi sono ovunque e le indagini devono per forza essere a tutto campo: dall'ex tesoriere della Margherita Lusi al presidente del consiglio regionale lombardo, il leghista Davide Boni, fino al vicepresidente dello stesso consiglio Filippo Penati, piddino. L’ultimo caso è di oggi con il tesoriere della Lega, Francesco Belsito, è indagato per ipotesi di reato molto gravi.Non si tratta di due, tre o mille mariuoli. E' un sistema, come Tangentopoli, ma ancora più esteso e diffuso. L'origine del morbo è lo strapotere dei partiti che hanno occupato lo Stato, non per servire i cittadini, ma per servirsi dei cittadini. Il finanziamento pubblico è la fonte che permette ai partiti di continuare a essere organizzazioni finalizzate a proteggere e sviluppare se stesse invece che strutture al servizio dei cittadini e della cosa pubblica. Per questo, e non per antipolitica, come dice chi non sa più come difendere un sistema indifendibile, noi dell'Italia dei Valori vogliamo abolirlo. E siamo sicuri che la stragrande maggioranza dei cittadini sarà al nostro fianco anche in questa nuova battaglia referendaria.

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Alla luce del sole

Questa mattina sono intervenuto a Sky Caffè per parlare della legge  elettorale. Qui sopra il video. Dalla porcata di Calderoli e Berlusconi, stiamo passando alla vaccata di questa assurda maggioranza. Si preparano a truffare per l’ennesima volta i cittadini con una legge elettorale fatta apposta per permettergli di decidere e lasciare tutto il potere nelle mani della casta. Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che in uno Paese democratico la decisione sulla legge elettorale si debba prendere in Parlamento, nelle commissioni, non nelle sagrestie dei partiti e nell’interesse dei singoli partiti, che con questa legge vogliono semplicemente tenersi le mani libere per il dopo elezioni. Con questa legge elettorale si dice al cittadino: “Tu vota per me, vota per il mio programma, però dopo le elezioni quale governo, quale programma e quale coalizione ce lo scegliamo noi alla faccia tua”. Ma perché il cittadino non deve sapere prima di votare qual è il programma, chi sarà il capo del governo e soprattutto quale sarà la coalizione? Hanno fatto questa scelta perché Pd, Pdl e Terzo polo non sanno se possono vincere le elezioni, e così si vogliono fare la "legge elettorale delle mani libere". Il giorno dopo il voto, i partiti adotteranno le soluzioni e faranno gli accordi che più gli convengono. E’ il mestiere più vecchio del mondo: quello della prostituzione politica che si vende al miglior offerente. Come scusa per imporre questa truffa, dicono che lo fanno per restituire agli elettori il potere di decidere chi deve andare in Parlamento, ma la realtà è opposta. Questa proposta serve a togliere agli elettori anche le ultime possibilità di decidere che ancora gli restavano. Questa finta maggioranza litiga tutti i giorni, però poi si accorda su come garantire la propria sopravvivenza. Altro che Prima Repubblica: qui siamo di fronte a un vero e proprio attentato alla democrazia!

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