Italia dei Valori Facebook Twitter YouTube Biografia NewsLetter Scrivimi

Ma Monti, che vuol fare da grande?

Capisco che il professor Mario Monti abbia poca dimestichezza con la pratica democratica di farsi eleggere invece che nominare, però spero che sia abbastanza serio da capire che non può proseguire a lungo in questo giochetto del ‘mi candido-non mi candido’. O sceglie di competere a viso aperto, chiedendo finalmente al Paese il consenso per proseguire con la sua agenda, oppure si fa da parte, invece di cercare una strada obliqua per condizionare la politica italiana senza scoprirsi.

Diciamo le cose come stanno: la competizione elettorale tra partiti politici è fortemente influenzata dalla valutazione delle forze in campo, da chi c’è e chi non c’è. Anche i cittadini e gli elettori hanno bisogno di un po’ di tempo per scegliere in modo cosciente chi votare, specie quando, come capita oggi, più o meno metà dell’elettorato ancora non sa che fare e nemmeno se andrà a votare.

Per mesi nessuno ha potuto capire niente di quello che sarebbe successo perché bisognava aspettare la nuova legge elettorale che, come la tela di Penelope, non arrivava mai. La verità è che nessuno la voleva davvero. Serviva solo a perdere tempo e, infatti, ancora una volta voteremo con il Porcellum, senza nemmeno qualche minima correzione per renderlo meno indecoroso.

Adesso aspettiamo che il professor Monti, bontà sua, decida cosa vuol fare da grande. Di tempo ne ha avuto. Adesso sarebbe ora che la smettesse di ‘menare il can per l’aia’ e ci dicesse se vuole sottoporre agli italiani il suo progetto di governo o se vuole rinunciare, ma senza cercare sotterfugi per imporre comunque il suo programma, alla faccia degli elettori. Noi dell’Italia dei Valori non ci facciamo illusioni. Sappiamo che forze potenti in Italia e fuori dall’Italia useranno tutti i mezzi a loro disposizione per proseguire con quelle politiche, anche se si sono già rivelate nefaste per il Paese.

Per questo, ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando, con tutti quelli che la politica di Monti vogliono contrastarla sul serio, a dar vita a un progetto politico che ieri, a Roma, con Antonio Ingroia, ha iniziato a prendere forma. Il tempo a disposizione è poco ma ce la faremo, perché i cittadini, stavolta, devono poter dire che cosa vogliono, e anche cosa non vogliono più.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/UQGfGO
Digressioni

Hanno condannato l’Italia a una ammucchiata tecnica

I giornalisti fingono di non essersene accorti, ma col ritorno di Berlusconi una sola cosa è cambiata davvero: è sfumata anche l'ultima possibilità di modificare la legge elettorale. E tutti ne sono contentissimi. Tutto il resto rimane com'era prima. Già si sapeva che si sarebbe votato il 10 marzo e si sapeva anche che oltre alla legge di stabilità, con le feste di mezzo e subito dopo lo scioglimento della legislatura, non si sarebbe potuto fare niente. A parte forse la riforma elettorale, che però non voleva nessuno tranne noi dell'Italia dei Valori. Per  quattro anni tutti i partiti, inclusi quelli che il Porcellum lo hanno pensato voluto e votato, hanno strillato che andava cambiato a tutti i costi. Non dicevano sul serio. A qualcuno serviva parlare di legge elettorale perché, prima della crisi dei debiti europei, serviva una scusa per il governo tecnico. Ad altri perché pur di non votare si sarebbero attaccati a tutto. Ma l'idea di caparsi uno per uno i parlamentari piaceva a tutti. E infatti non sono bastati mesi e anni e adesso finalmente possono tirare un sospiro di sollievo. Gli elettori non contavano niente prima e continueranno a non contare niente. Noi quella legge volevamo cambiarla davvero. Avevamo raccolto un milione 200mila firme per il referendum e, dopo la bocciatura del quesito da parte della Corte di Cassazione, lo avevamo trasformato in proposta legge. Nemmeno hanno voluto parlarne. Adesso raccontare che non si fa la legge elettorale per colpa della crisi è una pura buffonata, un insulto all'intelligenza degli elettori. Un'altra cosa si sarebbe potuta fare di corsa, prima della fine della legislatura. Varare un misura emergenziale, di quelle che il governo  Monti ha fatto ingoiare a ripetizione agli italiani, per dare una mano alle famiglie. Anche ieri, i dati del Censis ci hanno ripetuto che  non ce la fanno più e diciamo la verità, ce ne eravamo accorti. Non comprano più niente, si vendono tutto quello che avevano nei cassetti, fanno la spesa solo con gli sconti d'occasione, non vanno in vacanza, non fanno regali. Solo tra tasse e aumenti ogni cittadino italiano ha perso più di ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/11X53SS
Immagine

Monti dopo Monti? Ma chi l’ha deciso?

Nelle repubbliche democratiche sono  i cittadini a decidere con libere elezioni da chi essere rappresentati e da chi governati. In Italia si devono ancora tenere le elezioni, addirittura nemmeno si sa con quale legge elettorale si andrà a votare, ma quei poteri che della democrazia se ne sono sempre fregati, primi fra tutti la finanza internazionale, i banchieri e le grandi aziende, hanno già deciso chi governerà: Mario Monti. Lui, il nominato, giura e spergiura non essere candidato, ma si fa così quando ci si vuole far pregare. Oltretutto, se si candidasse apertamente, darebbe agli elettori la possibilità di dire quello che ne pensano ed è proprio quello che i suoi sponsor vogliono evitare. Quello di piazzare sulla poltrona di palazzo Chigi il sobrio professore senza passare per la legittimazione popolare è un vizietto che non si sanno togliere né loro né i maneggioni della Casta che vogliono confermare Monti per mantenere intatti il loro potere e i loro privilegi. Il bello, anzi il brutto, è che fra quelli che brigano per altri cinque anni di un governo uguale a questo c’è pure qualche partito che dichiara di voler cambiare strada rispetto alle politiche di Monti. Alla faccia della coerenza e della trasparenza! Dicono una cosa e intanto si preparano ad andare avanti con un governo che ha campato solo di annunci trionfali e realtà disastrose. Monti dice di aver salvato l’Italia. Forse parla di un’Italia che sta sulla luna, non di quella dove viviamo noi tutti. Nell’Italia in cui vivo e di cui parlo io il governo Monti ha portato alle stelle il numero dei disoccupati, aumentato il debito pubblico, diminuito ulteriormente il Pil. E’ un Paese di disoccupati, impoveriti  e di imprese costrette a chiudere. Altro che fuori dal tunnel! Oggi chi dice di voler segnare una discontinuità rispetto alle leggi di questo governo, pur dopo averle votate tutte una per una, avrebbe almeno il dovere di dichiarare apertamente e senza margini di ambiguità di essere indisponibile a queste trame e di impegnarsi a confermare l’indisponibilità anche dopo le elezioni. Non farlo ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/P18Gjs
Immagine

I cittadini sono stufi dei quaquaraquà

Il sistema elettorale siciliano, nonostante i difetti, perlomeno ha un grande pregio: costringe i partiti a trovare alleanze chiare con programmi condivisi prima del voto. Esattamente il contrario di quello che i partiti della maggioranza che sostiene il Governo Monti stanno tentando di realizzare, con riunioni carbonare fuori dal Parlamento, partorendo una nuova legge elettorale che sostituisca il Porcellum con un Superporcellum ancora peggiore. In Sicilia, insieme con gli altri partiti di centrosinistra, noi dell’Italia dei Valori abbiamo deciso di unire gli sforzi per costruire un'alleanza programmatica, riformista e di rottura rispetto agli scellerati governi Cuffaro e Lombardo. Entrambi finiti nel mirino della magistratura per fatti di mafia. Un'alleanza che consenta ai siciliani di scegliere fra chi ha appoggiato governi che hanno portato la Sicilia sull’orlo della bancarotta e chi, con noi, vuole costruire la vera alternativa sui temi concreti che stabiliremo ascoltando la cittadinanza. E soprattutto vuole rompere con il patto istituzioni-mafia che troppo spesso ha caratterizzato la politica siciliana del passato. E’ su questa convergenza che è nato il nostro appoggio a Claudio Fava: una candidatura che riuscirà a mettere insieme la società civile e le forze politiche che, negli anni, si sono opposte a un modello di governo distruttivo per il territorio. La candidatura di un politico che da sempre ha combattutto il potere mafioso. L’entusiasmo che sta crescendo attorno a questa scelta è la dimostrazione che i cittadini sono stufi dei quaquaraquà che si parlano addosso e si riempiono la bocca di parole altisonanti, nascondendosi dietro un dito, invece di spiegare ai cittadini il loro appoggio all'indagato per mafia Lombardo e alle politiche di destra del governo Monti. Politiche che hanno prodotto più disoccupazione, più deficit e maggiore disuguaglianza sociale, che hanno colpito le fasce sociali più deboli, i precari, i giovani, le donne, strizzando invece l'occhio a banchieri e finanzieri da strapazzo. E, ancora, dovrebbero spiegare il tentativo di nascondere la verità sulla trattativa Stato-mafia. Preferiscono insultare l’Italia dei Valori proprio perché non sanno come giustificare le innumerevoli fiducie accordate ai provvedimenti presentati in Parlamento dal governo Monti che hanno protetto le ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/UiqIQE
Digressioni

Superporcellum, sento aria di truffa ai cittadini

Onorevole Di Pietro, lei ha raccolto le firme per il referendum anti- Porcellum, poi bocciato dalla Consulta. La bozza di riforma elettorale che sta circolando però non le sta bene? “Dopo che un milione e duecentomila cittadini hanno firmato per un referendum che avrebbe abrogato la legge porcata con un ritorno al Mattarellum, le segreterie di partito se ne stanno fregando totalmente: costruiscono una legge a proprio uso e consumo che gli dà mani libere. Si sta suicidando il sistema democratico. Può capitare così che arrivi un regime, senza neanche accorgersene”. Ma perché contesta questa ipotesi? “Perché è l'anticamera del ritorno a un regime partitocratico da Prima Repubblica, in cui gli elettori sono espropriati del diritto di scegliere i propri rappresentanti e il governo a cui vogliono affidare il futuro. E un super Porcellum, a cui si aggiunge l'ipocrisia, la truffa ai cittadini. Ogni giorno si sentono i leader che dicono ci alleiamo con questo o con quello. Non è vero. Anche se il Pd farà le primarie, il premier si sceglierà dopo le elezioni in base ai partiti che si metteranno insieme per arrivare al 51%”. Non teme invece che resti l'attuale legge porcata? “No, non c'è questo rischio. Il capo dello Stato si è esposto in modo tale che le Camere non possono permettersi di rispondere picche: lo delegittimerebbero. Altro che le mie critiche. Li sì che screditerebbero il ruolo e la funzione di Napolitano”. Vede una riforma elettorale inevitabilmente a tinte fosche? “La matematica non è un'opinione e con questa proposta che stanno studiando nessun partito arriva al 50% neppure con il premio di maggioranza al 15%. Quindi il Pd dovrà scegliere poi di stare o con l'Udc o con noi di IdV”. O magari si farà una Grande Coalizione? “Un Monti bis sarebbe un regime, neppure nella Prima Repubblica si è arrivati al punto che comunisti e fascisti stessero insieme”. Per Bersani, fascista è Grillo, di cui lei è amico. “Ma è mai possibile che ogni volta che qualcuno si lamenta perché gli calpesti i piedi, è populista, fascista, eversivo? Grillo esprime un sentimento collettivo di esasperazione ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/MZ2ACa


Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina