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Superporcellum: Trovato l’inganno, fatta la legge

Se non sarà porcellum sarà superporcellum.
I partiti in questi giorni si stanno dando un gran daffare per superare la pessima legge elettorale inventata da Calderoli con una anche peggiore.
Se non l’hanno ancora varata è solo perché Berlusconi ha paura di votare in autunno e così gioca a perdere tempo, e perché ancora non si sono messi tutti d’accordo su come ingannare gli elettori. Quando si tratta di norme elettorali la casta ha una logica tutta sua: “Trovato l’inganno, fatta la legge”.
A casa mia, anzi a casa della democrazia, le elezioni servono per far decidere ai cittadini da chi vogliono essere rappresentati, da chi governati e per fare che cosa.
Qualcuno si presenta agli elettori e dice: “Io mi alleo con tizio e insieme ci impegniamo a fare un governo che ripristini l’art. 18 e anzi lo estenda anche alle piccole aziende”. Un altro si presenta e dice: “Io invece mi alleo con Caio e insieme vogliamo fare un governo che estenda al massimo la libertà di licenziare a piacimento i lavoratori”. Gli elettori ascoltano, ci pensano, votano e decidono da chi e per che cosa vogliono essere governati.
Qui invece si sta inventando un inghippo: la prossima legge elettorale deve servire a ingannare gli elettori non facendogli scegliere niente. Tra quote riservate ai nominati dai partiti, collegi e trucchi vari si farà in modo di lasciare alle segreterie dei partiti il potere di nominare chi gli fa più comodo. Con un premio di maggioranza esorbitante si farà in modo che anche chi ha preso meno di un terzo dei voti possa quasi arrivare alla maggioranza in Parlamento. Con il premio di maggioranza assegnato al partito invece che alla coalizione o con qualche altro sotterfugio si lasceranno ai partiti le mani libere in modo che si possano alleare, dopo le elezioni, con gli stessi con cui, prima delle elezioni, avevano fatto finta di litigare.

Tutto questo serve a due cose che, messe insieme, strozzano la democrazia: impedire ai cittadini di decidere chi deve governare, e fare fuori le forze politiche che rompono le scatole alle caste, alle cricche e alle bande della finanza, cioè soprattutto noi dell’Italia dei Valori.
La nostra proposta di legge, sottoscritta con un referendum da centinaia di migliaia di cittadini, non l’hanno voluta nemmeno discutere, alla faccia della democrazia. Ma quei cittadini ci sono e voteranno, e come loro voteranno milioni di altri. Io non ci credo che si faranno prendere per l’ennesima volta in giro da questi pataccari.

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Digressione

E’ finito il tempo dei giochini

Quando non si può evitare in nessun un modo un guaio, l’unica è ridurne al minimo le conseguenze. Per questo governo, per l’informazione di regime, per i poteri economici e finanziari e per buona parte della politica, le elezioni, invece che il sale della democrazia, sono un guaio. Per questo, stanno tentando in tutti i modi di svuotarle di ogni reale significato prefigurandone il risultato alla faccia degli elettori. Le urne dovrebbero essere una vuota formalità, esaurita la quale si tornerà a questo stesso governo, o a un altro quasi identico, sostenuto dalla stessa finta maggioranza e con lo stesso potere di condizionamento e di interdizione lasciato a Berlusconi. Per lui un risultato simile significherebbe essere miracolato. Lo sa benissimo, e proprio a questo mira con la sceneggiata della sesta “discesa in campo”. La riforma elettorale, a cui stanno pensando, non serve a restituire agli elettori il diritto di scegliere i loro rappresentanti. Se l’obiettivo fosse davvero quello, la riforma già l’avrebbero fatta da un pezzo dal momento che per ripristinare le preferenze non ci vuole niente. La verità, però, è che vogliono una legge che permetta ai partiti di avere le mani libere e di fare, dopo le elezioni, quelle alleanze che prima delle elezioni non oserebbero mai confessare ai loro elettori. Così, dopo aver chiesto i voti in nome della discontinuità con le politiche di Monti e dell’alternatività rispetto a Berlusconi, si potrà fare una bella maggioranza con Berlusconi al fine di sostenere un nuovo governo Monti. La campagna ipocrita e bugiarda contro l’Italia dei Valori è stata scatenata proprio per questo: per cercare di neutralizzare una forza politica che pretende coerenza, rispetto dei principi tracciati nella Carta dai nostri padri costituenti e che ha già detto con chiarezza che chiedere i voti per una cosa e poi fare quella opposta è un'offesa ai cittadini e una pugnalata alla democrazia. Il Paese non si può più permettere di aspettare questi giochini di palazzo, poiché è precipitato nel tunnel di una crisi economica della quale non si vede né prevede l’uscita. E i tecnocrati ... Leggi tutto ...

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L’Italia chiede Politica, loro si chiudono nelle segrete stanze

Sono mesi che il Paese chiede una nuova legge elettorale. La chiedono a gran voce il milione e duecentomila italiani che hanno firmato il referendum promosso anche dall'Italia dei Valori. La chiede continuamente la società civile, quella parte di paese reale che è in costante e inevitabile allontanamento da questa politica preoccupata solo di fare gli interessi propri in barba alla democrazia e alla Costituzione. E la politica, con la "p" minuscola, che fa? Invece di ascoltare la voglia di democrazia diretta e partecipata che arriva dalle strade, dalle piazze, dalle fabbriche, si riunisce in stanze sempre più segrete, in comitati sempre più ristretti, a decidere come mantenersi la poltrona e come tenere tutti gli altri fuori dalla porta. Ma che c'azzecca il "comitato ristretto" del Senato con le giuste rivendicazioni di apertura della società civile? La legge elettorale va discussa in modo trasparente in Parlamento e non dentro le sacrestie dei partiti. Quello che uscirà da questo "comitato ristretto" non potrà che essere l'ennesimo tentativo di fare una legge non per l'Italia, ma per i partiti che vogliono mantenere il potere. Noi vogliamo una legge elettorale che faccia sapere prima del voto quale coalizione si vota, con quale programma e con quale leadership. Ci sembra il modo più trasparente possibile per presentarsi al cittadino e chiedere il voto. Ripeto, qui non è più questione di cosa vuole Di Pietro, piuttosto che Tizio, Caio o quell'altro ancora. E' questione di cosa vogliono gli italiani. E gli italiani quasi un anno fa l'hanno detto piuttosto chiaramente: hanno raccolto le firme per cambiare questa legge elettorale porcata, e non certo per averne una ancora peggiore, o comunque sempre porcata. Questo deve fare la politica: farsi portatrice delle istanze dei cittadini, "servire", nel vero senso della parola, al bene comune. Non certo chiudersi nei suoi palazzi, sorda a ciò che avviene fuori, a calcolare sul pallottoliere e col misurino la ricetta perfetta per fregare gli italiani ancora una volta.

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Porcata antidemocratica

L’Italia dei Valori, l'estate scorsa, ha fatto parte del comitato referendario per chiedere ai cittadini se erano d’accordo nel voler modificare una legge chiamata, dai suoi stessi promotori, una legge-porcata: la legge elettorale. Tornare alle urne, alle prossime elezioni, con questa legge sarebbe antidemocratico. Quindi non c’è dubbio che si debba procedere a modificarla. Il problema è come procedere. Noi non ci fidiamo di quel che sta facendo questa pseudomaggioranza. Anzi contestiamo sia il metodo, che il merito. Nel metodo, sta succedendo anche per la legge elettorale quel che succede da ormai parecchio tempo: tutto si decide al di fuori delle aule parlamentari, e poi si porta in parlamento il pacchetto già pronto a seconda delle convenienze. Noi contestiamo questo metodo. Non possiamo accettare l’idea che le leggi, e addirittura la legge elettorale, si scrivano al di fuori del Parlamento, e poi vengano votate qui per alzata di mano, come tanti porcellini che obbediscono alla maiala capa senza nemmeno sapere cosa si vota. E contestiamo anche il merito. Ciò che vogliono portare avanti non assicura né la governabilità né il rispetto del voto dei cittadini. Riteniamo assurdo che, in una democrazia evoluta, i cittadini debbano andare a votare senza sapere a quale coalizione andrà a finire il loro voto, quale gruppo dovrà assumere il governo, quale programma portare avanti. Stare a destra o a sinistra a seconda di chi offre di più può andare bene a qualche segreteria di partito, ma questo è il mestiere più vecchio del mondo e noi non vogliamo parteciparvi. La nostra proposta è che in questa situazione emergenziale, rispetto ai tempi che stanno scadendo, si tengano in considerazione i disegni di legge che già ci sono. Perché, invece di mettersi a scrivere di nascosto un’altra proposta a proprio uso e consumo, non si comincia a discutere di quel che è già depositato, e che non è firmato da un gruppo politico ma da un milione e 200mila cittadini? Per motivi formali non si è potuto fare il referendum, ma se un milione e 200mila cittadini dà un’indicazione per sviluppare una nuova legge elettorale diversa dal porcellum, il Parlamento ha il dovere ... Leggi tutto ...

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Alla luce del sole

Questa mattina sono intervenuto a Sky Caffè per parlare della legge  elettorale. Qui sopra il video. Dalla porcata di Calderoli e Berlusconi, stiamo passando alla vaccata di questa assurda maggioranza. Si preparano a truffare per l’ennesima volta i cittadini con una legge elettorale fatta apposta per permettergli di decidere e lasciare tutto il potere nelle mani della casta. Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che in uno Paese democratico la decisione sulla legge elettorale si debba prendere in Parlamento, nelle commissioni, non nelle sagrestie dei partiti e nell’interesse dei singoli partiti, che con questa legge vogliono semplicemente tenersi le mani libere per il dopo elezioni. Con questa legge elettorale si dice al cittadino: “Tu vota per me, vota per il mio programma, però dopo le elezioni quale governo, quale programma e quale coalizione ce lo scegliamo noi alla faccia tua”. Ma perché il cittadino non deve sapere prima di votare qual è il programma, chi sarà il capo del governo e soprattutto quale sarà la coalizione? Hanno fatto questa scelta perché Pd, Pdl e Terzo polo non sanno se possono vincere le elezioni, e così si vogliono fare la "legge elettorale delle mani libere". Il giorno dopo il voto, i partiti adotteranno le soluzioni e faranno gli accordi che più gli convengono. E’ il mestiere più vecchio del mondo: quello della prostituzione politica che si vende al miglior offerente. Come scusa per imporre questa truffa, dicono che lo fanno per restituire agli elettori il potere di decidere chi deve andare in Parlamento, ma la realtà è opposta. Questa proposta serve a togliere agli elettori anche le ultime possibilità di decidere che ancora gli restavano. Questa finta maggioranza litiga tutti i giorni, però poi si accorda su come garantire la propria sopravvivenza. Altro che Prima Repubblica: qui siamo di fronte a un vero e proprio attentato alla democrazia!

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