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Sulla scuola bisogna invertire la rotta

Il Ministro Profumo, come Monti e i suoi sodali al Governo, preferisce la politica degli annunci a quella dei fatti concreti. Infatti, anziché per atti formali, procede per interviste. E, purtroppo, spesso un certo tipo d’informazione gli fa da sponda, alimentando un’incredibile confusione. Lo sbandierato concorso della scuola ne é un’ evidente manifestazione.

Profumo afferma che finalmente si aprirà la scuola ai giovani neolaureati e si ringiovanirà il corpo degli insegnanti. Non é vero. I giovani non potranno partecipare a questo concorso. Lo ha confessato lo stesso sottosegretario Rossi Doria. E il corpo insegnante, grazie alle leggi della Fornero, continuerà ad invecchiare.

Afferma che i precari vogliono entrare nella scuola ope legis e senza merito. Non é vero. Gli insegnanti precari hanno superato selezioni, hanno frequentato scuole abilitanti e ne hanno superato gli esami, la loro attività di insegnanti é stata valutata quasi ogni anno dall’Invalsi.

Afferma che si aprono nelle scuole migliaia di nuovi posti di lavoro, che si accresce l’offerta formativa della scuola. Non é vero. Sono sempre le stesse cattedre che i precari hanno coperto per anni, insegnando ai nostri figli. Una nuova edizione delle vacche di Mussolini.

La strombazzata rivoluzione del Ministro Profumo serve solo da cortina fumogena per coprire la politica dei tagli e non tocca minimamente le vere questioni che andrebbero affrontate.

La prima di esse é smettere di considerare la scuola un settore da tagliare: occorre quantomeno fermare la politica della Gelmini di riduzione dell’offerta formativa, che ha portato alle classi pollaio, alla riduzione drastica del tempo pieno, a lasciare i disabili senza sostegno, a ridurre le ore di laboratorio e quelle di lezione, addirittura cancellando interi insegnamenti, all’accorpamento scriteriato di migliaia di scuole. E cosí studenti e famiglie hanno meno scuola e gli insegnanti, i dirigenti e gli amministrativi hanno meno posti di lavoro.

Invertire la rotta, restituire alla scuola la sua piena funzionalità, sarebbe la vera rivoluzione. Darebbe una vera risposta alle decine di migliaia di insegnanti della graduatoria a esaurimento, consentirebbe di far partire una una nuova stagione di concorsi su posti nuovi per nuovi insegnanti, considerando la spesa necessaria un investimento per lo sviluppo civile e produttivo del Paese.

Serio sarebbe da parte del Ministro stabilizzare innanzitutto i precari della graduatoria a esaurimento, consentire il completamento della scuola di specializzazione per i giovani che hanno pagato per frequentarla e aprire per loro i concorsi su nuovi posti di insegnamento.

Il Ministro deve rispondere nel merito alle domande che pongono continuamente sindacati, movimenti, studenti e che noi abbiamo voluto raccogliere in una dettagliata interrogazione parlamentare che presenteremo i prossimi giorni.

Antonio Di Pietro
in collaborazione con il Dipartimento Cultura e Istruzione

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Solo la cultura può salvarci

2 aprile 2012, Roma. Questo il mio intervento a conclusione dell'incontro organizzato dall'Italia dei Valori e dal dipartimento nazionale Cultura e Istruzione, coordinato da Giulia Rodano, "Facciamo lavorare la testa", cui hanno partecipato molti lavoratori del mondo della cultura, della conoscenza, dell'istruzione, della ricerca, oltre ai ministri Ornaghi e Profumo.   Permettetemi di iniziare la conclusione di questo incontro, che per me è stato uno dei più interessanti posti in essere dall'IdV, con una notazione personale. Io ho costruito l'Italia dei Valori con l'intenzione di dare ai cittadini uno strumento per il ricambio generazionale della classe politica, per portare in politica persone che potevano dare qualche cosa alla collettività. Molte volte ci sono riuscito, altre ho preso una tranvata, però man mano che il partito si strutturava mi sono reso sempre più conto della necessità di dare importanza alla cultura come strumento per individuare la qualità della  classe politica e migliorare l'azione politica. Perché cultura non è solo capacità di ripetere a memoria nomi e citazioni: è la necessità di assimilare principi etici. Di qui la necessità di costituire un dipartimento "Cultura e istruzione", che io ho sempre immaginato come una stanza con due porte, una in entrata e una in uscita. Speravo che da quella in entrata potessero arrivare tante professionalità, tanti suggerimenti che ci aiutassero a fare meglio il nostro mestiere, e dall'altra si potesse fare uscire da questo dipartimento una produzione tale da aiutare la cultura a godere di considerazione maggiore di quanta non ne ottenga oggi. Oggi, qui, due ministri sono venuti a dialogare con noi e hanno trovato una forza politica d'opposizione che si è confrontata con loro e anzi gliene ha cantate  quattro. Si sono dovuti confrontare su temi concreti. Io, sentendoli parlare, ho avuto l'impressione di assistere a uno sdoppiamento della personalità tra professori e ministri. Ho visto persone che capiscono bene il problema ma non possono risolverlo, non sanno come risolverlo, non hanno gli strumenti per risolverlo. Il ministro Profumo ha detto in pratica che condivide tutto quello che qui è stato detto, ma non ha i soldi per fare quelle cose e non ha il potere ... Leggi tutto ...

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