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Digressione

Il nostro programma, quello che non vi vogliono far leggere


Sui giornali e sulle tv stanno cercando di silenziare in tutti modi la voce di Rivoluzione civile, per evitare che gli elettori conoscano il nostro programma: l’unico alternativo alle politiche inique e dannose di Berlusconi prima e di Monti poi. Siamo i soli a chiedere il ripristino dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, e vogliamo eliminare l’Imu sulla prima casa, che Monti ha voluto far pagare alle famiglie, con il sostegno complice di Pd e Pdl. Sull’acqua pubblica vogliamo che venga rispettata la volontà dei cittadini, i quali si sono già opposti alla sua privatizzazione, attraverso il referendum del 2011. Riteniamo fondamentale investire sul risparmio energetico, sulle rinnovabili, sulla salvaguardia dai rischi idrogeologici. Contrasteremo la politica degli sprechi, a partire dai privilegi della Casta, eliminando la diaria dei parlamentari, fino al taglio delle inutili spese militari, come l’acquisto degli F35 e di tutti i nuovi armamenti. Rivoluzione civile guarda all’Europa della giustizia sociale, all’Europa dei popoli, e non a quella delle banche, degli speculatori finanziari e delle lobby alle quali finora Monti ha strizzato l’occhio. Per questo, ribadiamo che il vero voto utile per i cittadini è quello dato a Rivoluzione civile, perché contrasta la possibilità che, il giorno dopo le elezioni, vi sia un inciucio tra Pd e Monti. Un consenso più forte alla lista-Ingroia permetterà, invece, che si formi un vero governo di centrosinistra.

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Digressione

Tobin Tax: contro la crisi, per la crescita e la solidarietà

Con questa lettera aperta inviata a "L'Unità", l'Italia dei Valori aderisce con massima convinzione all'appello lanciato dal quotidiano per l'introduzione della Tobin tax. E’ un esempio perfetto di quel che intendiamo quando diciamo che le coalizioni devono nascere dalla condivisione dei programmi e non da accordi numerici stretti in qualche segreta stanza. Per essere seria e credibile, un'alleanza di governo deve partire da elementi programmatici forti, condivisi e dichiarati apertamente, in modo che gli elettori possano scegliere, sulla base dei programmi, da chi essere governati. “Condividiamo pienamente e sosteniamo l’appello lanciato da L’Unità per l’istituzione della Tobin tax sulle transazioni e sulle speculazioni finanziarie internazionali. Questa misura, infatti, è parte integrante del programma di governo che l’Italia dei Valori ha illustrato a Vasto ed è stata, inoltre, oggetto di una mozione che abbiamo presentato in Parlamento lo scorso febbraio e che è stata accolta dal governo. Nel merito la mozione impegnava l’esecutivo a sostenere l’introduzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie in tutte le sedi europee, assumendo ogni  iniziativa necessaria a estendere tale imposta a livello internazionale. Ad oggi, però, non è stato fatto nulla di concreto. Per questo insistiamo affinché l’esecutivo, durante la prossima riunione dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, assuma le iniziative necessarie affinché l’Europa la smetta di fare melina e prenda una decisione definitiva, senza più rinvii, per l’introduzione della Tobin tax, necessaria anche a sostenere operazioni di crescita e solidarietà. Sarebbe un segnale importante per i mercati e per l’economia reale. Ribadiamo, quindi, con convinzione, il sostegno all’appello de L’Unità poiché riteniamo l’istituzione della Tassa sulle transazioni finanziarie un mezzo concreto per agire contro la crisi e sostenere politiche industriali innovative basate su un nuovo modello di sviluppo che tenga conto della compatibilità ambientale delle produzioni. La finanza deve tornare a essere uno strumento al servizio delle politiche industriali. L’IdV si impegnerà, inoltre, per fare in modo che l’introduzione della Tobin tax sia parte integrante del programma di governo della futura alleanza di centrosinistra. Serve un segnale forte, alternativo alla politica dannosa del centrodestra che in questi ... Leggi tutto ...

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IdV, forza di governo

Siamo alla fine di una tre giorni davvero da ricordare. Siete stati qua, siamo stati qua a confrontarci su temi importanti, con un dialogo aperto e serrato, di verità in tutti i sensi, con riferimento alla politica, alla giustizia, allo Stato sociale e al Paese reale. Perché quello che ci stanno raccontando è una favola che non corrisponde alla realtà del Paese. Ogni giorno ci dicono che va bene, anzi che da domani andrà bene. Ogni giorno, il domani è sempre un’aspettativa e tu muori aspettando domani. Abbiamo fatto un discorso di verità da cui oggi dobbiamo trarre conclusioni sul cosa facciamo e con chi lo facciamo. Dobbiamo fare tutto ciò che riteniamo giusto guardando al domani, non solo guardando indietro. Però ci vuole anche uno sguardo all’indietro, perché sbagliare è umano, perseverare è diabolico. O quanto meno è stupido. Su cosa ci siamo confrontati in questi giorni?Abbiamo innanzitutto parlato di programmi: abbiamo detto al Paese che cosa vogliamo fare se andiamo al governo. Abbiamo parlato di alleanze e le abbiamo legate al programma, non solo alla matematica. Abbiamo parlato anche di regole del gioco: la legge elettorale. Abbiamo parlato soprattutto di Europa, cioè di come ci immaginiamo l’Italia nel complesso europeo e mondiale. Abbiamo messo al primo posto il lavoro: quali sono le problematiche e come vorremmo risolverle. Abbiamo parlato anche di democrazia diretta, attraverso quel che gli altri chiamano populismo e noi chiamiamo referendum: c’è una bella differenza! Infine abbiamo parlato di informazione, perché è fondamentale in una democrazia che ogni cittadino sia informato su come stanno le cose, un po’ come un malato che prima di entrare in sala operatoria vorrebbe sapere il perché. Tiriamo un po’ le somme di quel che ci siamo detti, perché questo è il mio compito, oggi, come presidente dell’Italia dei Valori. Nel tirare le somme dobbiamo indicare innanzi tutto quali sono le nostre assunzioni di responsabilità e in secondo luogo quali sono i paletti che riteniamo giusto e doveroso non superare. Lo dico per entrare subito nel merito: noi oggi ribadiamo, per la settima volta a Vasto, che siamo e vogliamo essere una forza di ... Leggi tutto ...

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La gente muore di fame e noi parliamo di alleanze e massimi sistemi

Ecco quel che ho detto all'incontro di oggi a Bari con i Sindaci del Meridione. Come ha giustamente detto Leoluca Orlando, non si può restare chiusi all'inrterno di un circuito partitico e pensare di poter così rappresentare le esigenze e le aspettative del territorio. Mai come in questo momento i partiti possono e debbono essere un segmento importante nel rilancio della questione sociale ma non possono più pensare di essere i soli interlocutori. Il che spesso significa che devi arrivare con la bustarella per il tuo politico di riferimento o non riesci a ottenere niente. Il guaio di tutto quel che è successo in questi anni, soprattutto nel Mezzogiorno, è che una cattiva politica ha trasformato in favori quelli che erano diritti. Così ogni volta devi chiedere come favore quello che invece bisogna pretendere, perché la Costituzione lo garantisce e senza dare in cambio un voto. Noi oggi non siamo qui per fare ciò di cui siamo solitamente acccusati: populismo e giustizialismo. Queste sono parole piene di niente, proprio come “moderati”. Nel concreto bisogna andare a vedere cosa succede in nome dei “moderati”, perché, come dice mia sorella Concetta, bisogna guardarsi dai preti spretati. Bisogna vedere se di notte fanno quello che dicono di giorno, perché questa ipocrisia politica va sfatata. Difendere a parole i diritti dei lavoratori e poi votare per l'abolizine dell'art. 18 è una bestemmia. Mettere in condizione che possa accedere alle gare pubbliche non l'impresa migliore e che rispetta le regole ma quella che paga di più le mazzette è predicare bene e razzolare male. Quando noi proponiamo la non candidabilità dei condannati e l'impossibilità di svolgere gare con la Pubblica amministrazione per le imprese che si macchiano di reati, non siamo giustizialisti. Siamo persone che rispettano la Costituzione anche nei suoi principi liberali. Vogliamo che vinca il migliore, rispettando le regole del gioco, non truccandole. Non facciamo né giustizialismo né populismo. Indichiamo chiaramente il programma che vogliamo e col quale intendiamo presentarci alle elezioni e in relazione al quale vogliamo costruire l'alleanza. Le alleanze non si costruiscono sui numeri, ma sui programmi, sui progetti, sui valori. C'è un politico che, per ... Leggi tutto ...

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Un programma elettorale credibile

programma_elettorale.jpg Noi dell'Italia dei Valori condividiamo e abbiamo già condiviso con il Partito Democratico punti importanti di programma come la riduzione del debito pubblico, come la lotta alla Casta, e quindi l’eliminazione di privilegi per avere un’indicazione ben precisa di qualità ed etica nella politica. Chiederemo al Partito Democratico di condividere con noi questo percorso di ritorno dell’etica nella politica e di condividere con noi quest’impostazione del fare, vale a dire di individuare alcuni punti fondamentali che noi abbiamo indicato in 10 punti che andremo a discutere con loro, in particolare un biglietto da visita di credibilità, quella della non candidatura di persone condannate con sentenza penale passata in giudicato, e quella della riduzione dei costi della politica. In questo senso, noi dell’Italia dei Valori parteciperemo ad un evento che si verificherà a partire dal 25 aprile, e che verrà portato avanti soprattutto dalla società civile e dalla rete, quello di un referendum per l’eliminazione dei finanziamenti pubblici ai giornali di partito e per una rivisitazione di quel che sono le leggi sull’informazione, anche per ciò che riguarda la problematica della Casta dell’informazione. Chiederemo al Partito Democratico di impegnarsi per una riduzione del sistema della tassazione che parta e prosegua attraverso quello che è già stato un impegno concreto, sia nostro che del Partito Democratico, che è quello di far pagare le tasse a tutti in modo che si possa effettivamente e obiettivamente ridurle. Crediamo che la flessibilità del lavoro possa essere un valore aggiunto, ma che non deve essere una scusa per precarietà cronica. Impegneremo molto la nostra azione politica in difesa della sicurezza, perché riteniamo che in tutto il paese ci sia un problema di sicurezza anche derivante dall’immigrazione clandestina. Vogliamo che nel programma sia ampliata la tutela dei risparmiatori e dei consumatori, proprio perché siamo convinti di proseguire su un percorso già iniziato con la Class Action, che è stato un procedimento già varato in questa legislatura. Crediamo in un’indipendenza della magistratura, e sappiamo che ci sono già depositati in Parlamento dei disegni di legge importanti per ridurre i tempi della giustizia e ridare la credibilità al servizio ... Leggi tutto ...

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