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Inciucio 2013

Questi giorni hanno platealmente segnato il collasso di un sistema politico che, nella fase più difficile della storia repubblicana, non è stato in grado di esprimere né un governo politico né un assetto istituzionale né un nuovo Capo dello Stato. Stiamo ballando sul Titanic e temo che il peggio debba ancora arrivare.
Nessuno, nel Partito democratico, può illudersi che aver convinto Napolitano a restare permetta di fare quello che gli elettori non avrebbero consentito ieri e non consentiranno domani: un governo politico con il Pdl.
Quegli stessi parlamentari del Pd, che sono stati scelti dagli elettori con le primarie e non nominati dai capi partito, hanno dimostrato di non potere e di non volere fare il contrario di ciò per cui sono stati eletti accordandosi con Berlusconi.
Dopo il dramma degli ultimi giorni, il cui capitolo peggiore e più indecente è stato l’agguato contro Romano Prodi, gli elettori capirebbero e accetterebbero ancora meno di prima un inciucio fatto non in nome del Paese ma solo della difesa del proprio potere e dei propri privilegi. Non lo sopporterebbero, e la classe politica ha oggi prima di tutto la responsabilità di capire che il punto di rottura non è mai stato così vicino.
Mentre a Roma si discute, anzi si litiga, si trama, si intriga, si cospira per far fuori il vicino di banco e salvare la propria seggiola il Paese va rotoli.
La vera emergenza del nostro Paese è rappresentata dai milioni di disoccupati, dai milioni di giovani senza lavoro, dai precari, dai pensionati che non ce la fanno ad arrivare neppure a metà mese, dalle aziende che chiudono.
Sperare di fronteggiare questa situazione drammatica con un governo fotocopia di quello precedente, se non addirittura peggiore, cioè con dentro esponenti del Pd e del Pdl, sarebbe oggi la cosa più irresponsabile e distruttiva per il Paese. Però, la classe dirigente di questi due partiti ha deciso che è meglio difendere la propria poltrona e garantirsi un posto al Governo, piuttosto che pensare al bene comune. Insomma, la consapevolezza che si tratta dell’ultimo giro di valzer sta guidando egoisticamente le loro scelte. E mentre loro ballano il Titanic affonda. Se con queste Camere non si può fare niente, né eleggere il capo dello Stato, né formare un governo politico, né, soprattutto, fare qualcosa per salvare i cittadini italiani dalla catastrofe, la sola cosa responsabile sarebbe quella di tornare al voto. Mai come adesso l’Italia dei Valori è necessaria. Noi ci saremo e ricostruiremo la nostra casa insieme a quei cittadini che vogliono conservare la speranza di un futuro migliore.

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Riconciliarsi con il Paese

Spero sinceramente che il Pd riesca a risolvere la gravissima crisi in cui è finito, anche perché quella crisi sta squassando il centrosinistra, di cui l'Italia dei Valori si sente parte ed è parte in moltissime amministrazioni locali, e il Paese intero. Però non posso nascondere che questa crisi devastante è figlia di una catena di errori senza precedenti. Dall'aver rinviato le elezioni alla fine del 2011, permettendo a Berlusconi di risollevarsi e a Monti di fare danni incalcolabili all'economia, all'aver rifiutato, senza nessunissima ragione, di presentarsi alle elezioni con un vero e coeso centrosinistra. Dall'aver impostato tutta la campagna elettorale sull'alleanza di governo con Monti, al tentativo di abbraccio mortale con Berlusconi: tutti progetti che facevano e fanno a pugni con la volontà degli elettori del Pd e di tutto il popolo del centrosinistra. Sino all'irresponsabilità con cui, oggi, i dirigenti del Pd stanno usando l'elezione del capo dello Stato per fare il loro congresso e regolare i loro conti a spese dell'Italia. Io credo che sia inutile e che farà solo altri grossi danni continuare nel balletto di nomi, già ripreso dopo il vile agguato di cui è stato vittima Romano Prodi. Il problema non è nei nomi ma nel metodo, cioè nel pretendere di concordare la nomina del Presidente con chi dal centrosinistra è più lontano, Berlusconi e la sua cricca. E' questo metodo che gli elettori del centrosinistra hanno rifiutato, e io credo che continueranno a rifiutarlo, qualunque nome venga tirato fuori dal cilindro del Pd e poi offerto a Berlusconi come prezzo per fare insieme una maggioranza di governo. Il Pd si sta suicidando pur di non votare per un uomo integerrimo e capace, rispettato ovunque in Italia e nel mondo, fedele alla Costituzione, al di sopra di ogni sospetto, da sempre risorsa inestimabile del centrosinistra. Ma perché mai? Perché correte dietro a candidature che non piacciono neppure alla vostra stessa gente pur di non eleggere il candidato migliore? Solo perché non siete stati voi a indicarlo? Ma questa non è politica, non è responsabilità e non è ... Leggi tutto ...

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Un’occasione irripetibile

Domani il Pd si troverà di fronte a un bivio. Io spero e prego perché abbia il coraggio di imboccare la strada giusta. Come me se lo augurano milioni di cittadini italiani, molti dei quali elettori del centrosinistra. Il presidente della Repubblica italiana non è mai stato, nemmeno ai tempi della prima Repubblica, una figura di rappresentanza come si diceva spesso allora. Ha sempre avuto un’ enorme importanza, ma molta di più ne ha acquisita negli ultimi anni. In un momento così difficile, con l'economia in ginocchio e la politica del tutto delegittimata, ne avrà ancora di più. Chi deve sceglierlo non può farlo a cuor leggero, con lo sguardo rivolto a quello che succederà nelle prossime settimane, invece che nei prossimi anni, e all'interesse dei partiti, invece che a quello dell'Italia. In questi giorni i cittadini si sono espressi come hanno potuto, cioè con i sondaggi e nei servizi tv. Hanno chiesto tutti la stessa cosa: un presidente della Repubblica che non provenga dal chiuso dei corridoi del potere, che non sia un politico o peggio un politicante e che non venga individuato con le logiche dell'inciucio e degli accordi di convenienza. Hanno scelto meglio loro che non i capipartito, incapaci di uscire da rose di nomi che sono sempre uguali e tutte appassite. Questa svolta storica non la chiedono solo i cittadini comuni ma anche i migliori intellettuali italiani, quelli più limpidi e meno compromessi con la logica del potere. Oggi la società civile chiede alla sinistra di non cadere nella trappola di accordi che vanno nella direzione opposta a quella che il Paese vuole e di cui ha bisogno come dell'aria e dell'acqua. Domani il Pd avrà un'occasione irripetibile per rispondere alla domanda di cambiamento che viene dalla sua gente e dalla grandissima maggioranza degli italiani. Ci sono in campo nomi specchiati e di grandissima autorevolezza intellettuale e morale che rappresenterebbero al meglio il senso di una svolta politica e anche etica e, tra questi, io penso a Stefano Rodotà, a Gustavo Zagrebelsky. Persone che in questi vent'anni non hanno mai ... Leggi tutto ...

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Un Presidente di tutti

Che il presidente della Repubblica debba fare l'arbitro al di sopra delle parti e non mettersi a giocare con una squadra è una cosa sacrosanta. E' uno dei capisaldi della democrazia e della nostra Costituzione. E' altrettanto giusto che sorvegli i poteri dello Stato in modo che nessuno si allarghi troppo e occupi la sfera di uno degli altri poteri: anche questo è una pietra miliare della democrazia. Invece non è affatto sacrosanta, e anzi non è neppure accettabile, la sola idea che un presidente della Repubblica possa difendere gli interessi legali di un singolo cittadino, poco importa se oltre all'imputato fa anche il capopartito, o possa dargli una mano ostacolando il funzionamento di uno dei poteri dello Stato, quello giudiziario. Lo dico senza peli sulla lingua: io di Silvio Berlusconi e del suo improvviso ravvedimento non mi fido. Non ci credo nemmeno un po' e conosco abbastanza bene cosa ha combinato per sapere che se sceglie, anche in un mazzo di rose, un presidente della Repubblica lo fa perché spera e pensa di ricavarne un vantaggio personale e privato. Non vuole un presidente al di sopra delle parti. Vuole un presidente ad personam. Dunque se, in ossequio al giusto principio per cui il presidente deve essere di tutti, gli si presenterà una rosa di candidati, quella rosa deve essere selezionata in modo che non ci sia neppure un nome che Berlusconi possa scegliere non nell'interesse pubblico ma di quello privato. Non sto dicendo che qualche candidato possa essere corrotto o corruttibile. Però ce ne possono essere alcuni che Berlusconi sceglierebbe perché sa che sui magistrati la pensano come lui e che per la loro storia e biografia condividono il suo punto di vista. Un presidente così andrebbe bene a Berlusconi e malissimo al Paese. Inoltre, se si dice che il presidente non deve essere di parte ma di tutti, allora deve essere proprio di tutti, non di tutti meno qualcuno. Se si ritene necessario il semaforo verde del Pdl, allo stesso titolo si deve chiedere al Movimento 5 Stelle un parere vincolante. In ... Leggi tutto ...

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Digressione

Il Quirinale parla contro i disperati che protestano

Qui sotto l'intervista che ho rilasciato oggi a "Il Fatto Quotidiano". “Io difendo l’uomo qualunque, cioè il cittadino normale. Le parole di Napolitano sono contro di lui, contro le persone disperate e che protestano. Ci manca davvero poco perché la rivolta sociale diventi violenta. Il capo dello Stato ha indicato il dito, come al solito. Non la luna”. Qual è la luna, onorevole Di Pietro? “Lo spettacolo squallido dei partiti di oggi. L’anti-politica è l’effetto non la causa di questa situazione. Il problema non sono il dipietrismo o il grillismo campioni dell’anti-politica, il problema è questa politica squallida, che sta a guardare ed è incapace di prendere decisioni. E si arrabbia se a decidere è la magistratura”. Come nel Novantadue di Tangentopoli. “Esatto, ma c’è una differenza. Allora tra una monetina e l’altra, la gente sperò nel cambiamento. Adesso c’è solo disperazione contro questa classe politica che è al capolinea e andrebbe cacciata a calci nel sedere. Le parole di Napolitano sono un attacco a questa gente. Avrebbe dovuto parlare prima, non fare come Ponzio Pilato”. In che senso? “Perché Napolitano non ha parlato nel periodo in cui ha governato il centro-destra? Berlusconi ha piegato le istituzioni ai suoi interessi, con le leggi ad personam. Questa è la vera anti-politica, non io o Grillo”. Ma lei teme Grillo? “Da me non sentirete mai una parola contro di lui. Il male è il politico che ruba non un comico che fa politica. Tra me e Grillo c’è una sola differenza”. Quale? “Io critico ma voglio costruire un’alternativa, lanciare un modello riformista e legalitario. Lui invece mira a sfasciare tutto e basta”. In ogni caso, dice Napolitano, il populismo e la demagogia di turno non lasceranno traccia. Un concetto simile a quello espresso da D’Alema qualche giorno fa. “Io non penso alla fine che faremo, non mi interessa. Penso che l’attacco di Napolitano alimenti il disegno di far disertare le urne e avere solo un voto costretto, ricattato, imposto per far eleggere questi politici. L’obiettivo è di fare di tutta l’erba un fascio, ma non siamo tutti uguali. Noi facciamo politica e siamo gli ... Leggi tutto ...

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