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I rimborsi ai terremotati, dalle parole ai fatti

L’Italia dei Valori mantiene la promessa fatta ai cittadini dell’Emilia Romagna.

Infatti, in allegato al post di oggi potete trovare due certificazioni di bonifici ricevuti. Sono i soldi del rimborso elettorale che la Camera e il Senato hanno corrisposto all’Italia dei Valori come ultima rata delle elezioni politiche del 2008.
Questi soldi noi li abbiamo promessi ai terremotati dell’Emilia Romagna.
Detto, fatto.
La consegna avverrà durante l’incontro di Vasto di fine settembre.
Qualcuno certamente dirà: “potevate non prendere quei soldi”. E invece no! Non sarebbero comunque rimasti nelle casse dello Stato, venendo redistribuiti tra gli altri partiti, come già successo altre volte in casi simili. E i cittadini sarebbero stati cornuti e mazziati.
Siamo già all’opera per l’identificazione di uno o più progetti di opere pubbliche cui destinare i soldi: scuole, asili, ospedali
Saremo più precisi nei prossimi giorni, perchè non vogliamo commettere errori e finanziare interessi privati, ma solo fare l’interesse del bene comune dei cittadini. Anzi, nell’ottica della trasparenza propongo ad alcuni di voi, magari tra i commentatori che nelle settimane trascorse sono stati più critici su questa vicenda, di entrare a far parte di un osservatorio che controlli i vari passi che porteranno alla realizzazione del progetto cui destineremo questi fondi.
Queste tre o quattro persone (che identificheremo tra coloro che ci daranno la loro disponibilità alla mail redazioneidv@gmail.com) saranno anche invitate a Vasto per conoscere l’amministratore (il Sindaco o chi per lui) della città interessata dal progetto, e verificare lo stato dell’arte del progetto, mano a mano che l’opera verrà realizzata.
Che ve ne pare? Accettiamo consigli.

Guarda le copie dei bonifici ricevuti

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Come evitare la bancarotta democratica

Voglio chiarire la posizione dell'Italia dei Valori in merito a un paio di questioni che o le risolviamo nel giro di pochi giorni, o il nostro Paese rischia di andare alla bancarotta democratica. La mancanza di credibilità della politica è infatti tale che sembra di essere al tempo di Tangentopoli, con la stessa incapacità di affrontare direttamente i problemi del '92, quando Mani Pulite scoprì le malefatte della Prima Repubblica. La politica, allora, rimase per un certo periodo di tempo a bocca aperta a guardare cosa facevano i magistrati, senza intervenire per risolvere il problema a monte, e arrivò poi a trovare la soluzione nel coprire tutto con uno strato di guano e di leggi che sono servite soprattutto a rendere impossibile la scoperta dei reati. Né ci fu alcuna attività per arrivare a un ricambio della classe dirigente. I partiti devono esprimere la propria posizione al riguardo. Noi riteniamo che, tanto per cominciare, sia necessaria l'attuazione dell'art. 49 della Costituzione: munire i partiti di un loro statuto e dargli un'esatta soggettività giuridica con tutte le responsabilità, i diritti e i doveri che competono ai soggetti giuridici. Le condizioni ci sono e questo rappresenterebbe certamente un grande segnale di volontà di cambiamento. Anche a noi partiti offrirebbe un'indicazione esatta dei limiti entro cui ci si deve muovere. Per quel che riguarda l'immediato, per noi dell'Italia dei Valori è indifferente il tipo di provvedimento che si vuole adottare: ci interessa l'obiettivo. E siccome non vogliamo correre il rischio che si continui a discutere fino a morire per fame di democrazia, abbiamo comunque avviato un percorso autonomo direttamente voluto dai cittadini. Anzi un doppio percorso autonomo: un referendum abrogativo dell'attuale legge sul finanziamento dei partiti e una legge di iniziativa popolare che va nello stesso senso. Sappiamo che le firme per il referendum, visto che l'anno prossimo si vota, devono essere raccolte dal 6 ottobre al 6 gennaio. Ma noi non vogliamo perdere tempo, per non correre il rischio che con questa scusa si metta a tacere anche questo percorso democratico. Quindi già in queste ore stiamo mandando alle varie corti d'appello il modulo per la ... Leggi tutto ...

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La nostra battaglia contro la Casta continua

Questa mattina ho presentato in Cassazione il testo del quesito referendario per abrogare la legge sui rimborsi elettorali ai partiti. Vogliamo che i cittadini possano esprime la loro posizione in ordine al finanziamento pubblico ai partiti. Già nel 1993 l'avevano eliminato con un referendum. Attraverso la legge sui rimborsi elettorali, è stato fatto rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta. Noi dell'Italia dei Valori  vogliamo che i cittadini intervengano per cambiare questa legge porcata. Insieme al quesito referendario oggi depositiamo, in nome del Comitato referendario che nell'estate scorsa raccolse le firme per abrogare il Porcellum, il disegno di legge sulla legge elettorale. Lo facciamo anche e soprattutto in nome di quel milione e 200mila cittadini che attraverso la proposta referendaria, l'anno scorso, avevano dato la loro indicazione su come doveva essere fatta la legge elettorale, che è l'esatto contrario di quello che la ‘Triplice dell'Apocalisse’ (Alfano-Bersani-Casini) vuole oggi proporre al Paese: vorrebbero che i cittadini votassero, ma senza sapere il programma, la coalizione o la squadra di governo. Insomma, pretendono che i cittadini diano un voto che poi verrà venduto al migliore offerente. Su questi due temi, legge elettorale e finanziamento pubblico ai partiti, noi dell'IdV continuiamo la nostra battaglia per passare dalle parole ai fatti, perché la realtà è molto diversa dal quello che l'informazione di regime, del governo Monti e della sua maggioranza anomala, vuol far credere. Mentre vanno in giro per il mondo a dire che "tutto va bene madama la marchesa", nel Paese reale ogni giorno migliaia di fabbriche chiudono e migliaia di lavoratori perdono il lavoro; non c'è futuro per i giovani, e addirittura imprenditori e operai si suicidano. Questa è una responsabilità gravissima della politica che continua a lodarsi e imbrodarsi invece di preoccuparsi di risolvere i problemi del Paese.

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