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Digressione

Io sto con studenti e professori

20121124 180827 Io sto con studenti e professori
Io e l’Italia dei Valori stiamo dalla parte degli studenti e dei professori che oggi hanno manifestato in tutta Italia. Hanno mille volte ragione e, con le loro battaglie, non stanno difendendo solo i loro sacrosanti interessi, ma quelli di tutto il Paese. Sulla scuola italiana si abbatte un ciclone dopo l’altro, e ognuno distrugge più di quello precedente.
Per anni la Gelmini ha fatto a pezzi la scuola pubblica per avvantaggiare quella privata. Poi, come le cavallette, è arrivato il governo Monti, con i suoi tagli operati alla cieca, guidato da un unico criterio: quello di fare cassa il prima possibile, senza preoccuparsi nemmeno un po’ del domani. E chi ne poteva fare le spese se non la solita e povera scuola pubblica?
Con questi tagli e senza nessun finanziamento Monti regalerà al Paese solo intere generazioni di precari. I docenti, del resto, precari lo sono già e il governo attuale, come quello precedente, sembra fare di tutto per lasciarli così a vita. Sugli scatti di anzianità, poi, il ministero dell’Istruzione sta facendo un gioco degno più di guitti e prestigiatori che di tecnici e professori.
L’esecutivo, infatti, ha promesso di ripristinare quelli del 2011. Per farlo servono 480 milioni, peccato che a disposizione che ce siano solo 86. Così, per pagare gli scatti di anzianità, bisognerà tagliare 384 milioni dal fondo per la scuola. Insomma, il governo mette in una tasca i soldi che ha tolto dall’altra! I tecnici non sono riusciti a riparare neanche uno dei danni fatti negli anni precedenti.
Sulla scuola pubblica pende ancora la ghigliottina della legge Aprea-Ghizzoni, quella che vorrebbe eliminare le rappresentanze degli studenti e spalancare le porte ai privati nella gestione della scuola pubblica.
E non stiamo parlando solo degli studenti, dei professori e dei precari di oggi e di domani.
Ma di una risorsa fondamentale al Paese per riprendersi dalla crisi ed evitare la china dell’inesorabile declino: in gioco, infatti, c’è il capitale umano, ossia la preparazione e la formazione dei giovani che dovranno reggere la sfida dell’innovazione futura. Il governo Monti sta sacrificando l’avvenire dell’Italia. Per questo la sola riposta ai ragazzi e ai docenti che hanno manifestato oggi è l’impegno a cambiare strada subito dopo le elezioni. Non con qualche correzione di rotta, ma con una sterzata completa.

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Sulla scuola bisogna invertire la rotta

Il Ministro Profumo, come Monti e i suoi sodali al Governo, preferisce la politica degli annunci a quella dei fatti concreti. Infatti, anziché per atti formali, procede per interviste. E, purtroppo, spesso un certo tipo d'informazione gli fa da sponda, alimentando un'incredibile confusione. Lo sbandierato concorso della scuola ne é un' evidente manifestazione. Profumo afferma che finalmente si aprirà la scuola ai giovani neolaureati e si ringiovanirà il corpo degli insegnanti. Non é vero. I giovani non potranno partecipare a questo concorso. Lo ha confessato lo stesso sottosegretario Rossi Doria. E il corpo insegnante, grazie alle leggi della Fornero, continuerà ad invecchiare. Afferma che i precari vogliono entrare nella scuola ope legis e senza merito. Non é vero. Gli insegnanti precari hanno superato selezioni, hanno frequentato scuole abilitanti e ne hanno superato gli esami, la loro attività di insegnanti é stata valutata quasi ogni anno dall'Invalsi. Afferma che si aprono nelle scuole migliaia di nuovi posti di lavoro, che si accresce l'offerta formativa della scuola. Non é vero. Sono sempre le stesse cattedre che i precari hanno coperto per anni, insegnando ai nostri figli. Una nuova edizione delle vacche di Mussolini. La strombazzata rivoluzione del Ministro Profumo serve solo da cortina fumogena per coprire la politica dei tagli e non tocca minimamente le vere questioni che andrebbero affrontate. La prima di esse é smettere di considerare la scuola un settore da tagliare: occorre quantomeno fermare la politica della Gelmini di riduzione dell'offerta formativa, che ha portato alle classi pollaio, alla riduzione drastica del tempo pieno, a lasciare i disabili senza sostegno, a ridurre le ore di laboratorio e quelle di lezione, addirittura cancellando interi insegnamenti, all'accorpamento scriteriato di migliaia di scuole. E cosí studenti e famiglie hanno meno scuola e gli insegnanti, i dirigenti e gli amministrativi hanno meno posti di lavoro. Invertire la rotta, restituire alla scuola la sua piena funzionalità, sarebbe la vera rivoluzione. Darebbe una vera risposta alle decine di migliaia di insegnanti della graduatoria a esaurimento, consentirebbe di far partire una una nuova stagione di concorsi su posti nuovi per nuovi insegnanti, ... Leggi tutto ...

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Zitti e muti, per la gioia di evasori e malfattori

Dicono che, per cercare di evitare il prossimo aumento dell'Iva dal 21 al 23%, il ministro Giarda stia preparando una serie di tagli alla spesa pubblica. Verrebbe da dire: “Alla buon'ora! Finalmente la smettono di massacrare i cittadini e iniziano a sforbiciare gli sprechi”. E' quello che l'Italia dei Valori chiede dal giorno stesso in cui questo governo si è insediato. Benissimo, ma solo a patto che a essere colpiti siano davvero gli sprechi e non servizi essenziali come la giustizia, la sicurezza, l'istruzione e quant'altro. Una cosa è eliminare la marea di auto blu che ci costano un occhio della testa, un'altra dare il colpo di grazia a un'amministrazione della giustizia che è già in ginocchio. Una cosa è eliminare le spese militari immense e inutili come lo sciagurato acquisto dei caccia F-35, che dovrebbero essere adesso “solo” 90 per una spesa di circa 10 miliardi di euro, tutt'altra cosa intervenire sugli effettivi delle forze dell'ordine o sulle loro dotazioni tecniche. Una cosa  è  ridurre davvero e non solo per gettare polvere negli occhi i costi della politica, un'altra cosa, diametralmente opposta, è tagliare i fondi per la pubblica istruzione. Insomma io, quando sento parlare di “razionalizzazione” delle spese per le forze dell'ordine o di intervento contro gli sprechi non della politica ma delle scuole pubbliche, sento un brivido corrermi lungo la schiena. La fiducia nasce dall'esperienza e dopo le esperienze fatte sinora quelle voci non promettono niente di buono. Anche perché continuo a non capire e quindi continuo a chiedere: ci spiegate perché prima di tagliare i fondi ai tribunali e alle scuole non andate a prendere quei 40 miliardi di euro che entrerebbero nelle casse dello Stato se firmassimo anche noi come Germania, Inghilterra e Austria l'accordo con la Svizzera per recuperare i contributi sui capitali esportati illegalmente? L'Italia dei Valori chiede da mesi che si faccia così ma i signori del governo da quell'orecchio proprio non ci sentono e un sistema dell'informazione ancora più allineato e coperto che ai tempi del fascismo gli tiene bordone facendo finta che quei soldi in attesa ... Leggi tutto ...

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Aprea? No grazie! Noi siamo per la scuola pubblica

Come avevo preannunciato durante il Convegno, organizzato dall’IdV, dal titolo “Facciamo lavorare la testa” svoltosi il 2 Aprile scorso a Roma, ho chiesto espressamente al Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di prendere una posizione netta in merito alle forzature dell’iter parlamentare del ddl Aprea: per intenderci, quella proposta di legge che mira a riformare le nostre scuole pubbliche consentendo ai privati di entrare all’interno di esse, sia come finanziatori che come membri degli organi di gestione. Già avevo denunciato l’accelerazione che questa legge ha subito attraverso la richiesta fatta dalla Presidente della Commissione Cultura della Camera (l’On. Aprea appunto!) per il “trasferimento in sede legislativa”; tutto ciò grazie all’armonia oramai stabilitasi in Parlamento tra le forze politiche che appoggiano il Governo. Il trasferimento in sede legislativa è una pratica a cui è possibile ricorrere solo se il provvedimento in esame viene considerato tra le questioni che “non hanno speciale rilevanza di ordine generale”; essa consente di approvare una legge senza farla passare per l’Aula, evitando in tal modo che tutti i parlamentari possano esaminarla, partecipare al dibattito e proporre eventuali emendamenti. Dopo esserci rivolti al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, affinché facesse quanto in suo potere per ristabilire un normale iter parlamentare alla proposta di legge dell’Aprea, ho pensato che fosse importante che il Ministro Profumo, tecnico tra tecnici, esprimesse apertamente il suo parere in merito, visto che con parere contrario del Governo, il provvedimento non avrebbe potuto essere approvato per via abbreviata. Purtroppo, come potete costatare voi stessi, Profumo non ha voluto esporsi e infatti la scorsa settimana il provvedimento ha continuato la sua corsa senza che i cittadini siano stati adeguatamente informati sulle ripercussioni che la riforma Aprea avrà sull’intero sistema di istruzione del nostro Paese. Questa riforma destabilizzerà le nostre scuole pubbliche. Costringerà le scuole ad adoperarsi per trovare fondi per il proprio funzionamento. Quanto ciò possa lasciare indietro le realtà territoriali più deboli, lo lascio immaginare a voi. Creerà una pericolosa confusione di ruoli, tra chi opera nella scuola come formatore e chi proviene dall’esterno di essa e vuole, in previsione di chissà quale tornaconto ... Leggi tutto ...

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Solo la cultura può salvarci

2 aprile 2012, Roma. Questo il mio intervento a conclusione dell'incontro organizzato dall'Italia dei Valori e dal dipartimento nazionale Cultura e Istruzione, coordinato da Giulia Rodano, "Facciamo lavorare la testa", cui hanno partecipato molti lavoratori del mondo della cultura, della conoscenza, dell'istruzione, della ricerca, oltre ai ministri Ornaghi e Profumo.   Permettetemi di iniziare la conclusione di questo incontro, che per me è stato uno dei più interessanti posti in essere dall'IdV, con una notazione personale. Io ho costruito l'Italia dei Valori con l'intenzione di dare ai cittadini uno strumento per il ricambio generazionale della classe politica, per portare in politica persone che potevano dare qualche cosa alla collettività. Molte volte ci sono riuscito, altre ho preso una tranvata, però man mano che il partito si strutturava mi sono reso sempre più conto della necessità di dare importanza alla cultura come strumento per individuare la qualità della  classe politica e migliorare l'azione politica. Perché cultura non è solo capacità di ripetere a memoria nomi e citazioni: è la necessità di assimilare principi etici. Di qui la necessità di costituire un dipartimento "Cultura e istruzione", che io ho sempre immaginato come una stanza con due porte, una in entrata e una in uscita. Speravo che da quella in entrata potessero arrivare tante professionalità, tanti suggerimenti che ci aiutassero a fare meglio il nostro mestiere, e dall'altra si potesse fare uscire da questo dipartimento una produzione tale da aiutare la cultura a godere di considerazione maggiore di quanta non ne ottenga oggi. Oggi, qui, due ministri sono venuti a dialogare con noi e hanno trovato una forza politica d'opposizione che si è confrontata con loro e anzi gliene ha cantate  quattro. Si sono dovuti confrontare su temi concreti. Io, sentendoli parlare, ho avuto l'impressione di assistere a uno sdoppiamento della personalità tra professori e ministri. Ho visto persone che capiscono bene il problema ma non possono risolverlo, non sanno come risolverlo, non hanno gli strumenti per risolverlo. Il ministro Profumo ha detto in pratica che condivide tutto quello che qui è stato detto, ma non ha i soldi per fare quelle cose e non ha il potere ... Leggi tutto ...

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C’era una volta la scuola pubblica

Con la proposta di legge di riforma della scuola, che ha come prima firmataria l’on. Aprea, si mette mano agli organi collegiali delle istituzioni scolastiche e si sostituisce, di fatto, il finanziamento pubblico con i finanziamenti privati, mettendo in discussione l’idea stessa di scuola pubblica. Da qualche giorno stiamo assistendo a una forzatura per accelerarne i tempi di approvazione. E’ gravissimo che stiano cercando di far passare questo provvedimento senza nessun tipo di confronto con la società e, addirittura, impedendo che sia discusso in Aula. E’ andata così: la Commissione cultura ha approvato il testo e, invece di metterlo all’esame del Parlamento, ha chiesto “il trasferimento in sede legislativa”. E’ una procedura che consente di stringere i tempi di approvazione della legge ma che, secondo il Regolamento della Camera, si deve utilizzare esclusivamente per “progetti di legge riguardanti questioni che non hanno speciale rilevanza di ordine generale”. Non mi pare che, in questo caso, si possa usare un iter semplificato. Vorrei richiamare l’attenzione sul metodo assolutamente antidemocratico che si sta utilizzando per affrontare una questione che riguarda la collettività tutta. Basta trattare la scuola, un’istituzione dello Stato, come un argomento di secondo ordine! Negli ultimi anni abbiamo già assistito allo scempio effettuato dalla coppia Tremonti-Gelmini, che ha sottratto più di 8 miliardi dalla scuola pubblica, devastando un bene comune a cui una società civile non deve e non può rinunciare. Continuare a ostacolare o, addirittura impedire il dibattito in Parlamento e tra i cittadini, lasciare che sia una Commissione ristretta a modificare la governance delle scuole pubbliche è un diktat antidemocratico a cui non possiamo sottostare. Per questo, abbiamo chiesto l’intervento del Presidente della Camera Fini. Intanto, lunedì 2 Aprile, nel corso di un Convegno sulla Cultura ‘Facciamo lavorare la testa’, organizzato dall’IdV, porremo la questione al ministro Profumo, presente alla tavola rotonda. A lui chiederemo di prendere una posizione per ristabilire almeno la regolarità nelle procedure.

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