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La costruzione di un progetto…


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Da stanotte il Pd e Sel avranno il loro candidato alla presidenza del Consiglio.

Pierluigi Bersani e Matteo Renzi hanno visioni diverse tra loro, però, chiunque vinca le primarie di oggi, da domani dovrà fare i conti con la stessa realtà e si troverà di fronte alla stessa scelta.

In Italia, per il momento, ci sono due aree politiche che si differenziano sia dal poco che resta dell’asse Pdl-Lega sia dall’alleanza Pd-Sel.

Una è la galassia centrista e conservatrice con dentro i vari Casini, Fini, Montezemolo e Rutelli ma che non vuole mandare nessuno di questi leader a palazzo Chigi perché mira a mantenerci Monti.  Questo centro non ha bisogno di spiegare qual è il suo programma. Lo fa tutti i giorni il loro candidato: tasse su tasse, attacco alla Pubblica istruzione, distruzione dei diritti dei lavoratori, mazzate continue alla povera gente e, presto, probabilmente anche la privatizzazione della sanità.

L’altra area è rappresentata dalla protesta grillina. Questa dice cose sacrosante finché critica e attacca ma quando si tratta di spiegare cosa farebbe se stesse al governo se ne resta zitta e muta, perché non lo sa.

In mezzo a queste due aree c’è una percentuale altissima di elettori italiani. Tutti quelli che non si riconoscono nei partitoni che hanno dominato gli ultimi vent’anni, il Pdl e il Pd.
Questi cittadini non vogliono sorbirsi ancora la cura Monti, anche perché è già dura sopravvivere a un anno di politiche dell’attuale governo, figurarsi per cinque. Però non vogliono nemmeno limitarsi a protestare perché sanno che o si mettono in campo  proposte concrete e alternative oppure, alla fine, vinceranno proprio quelli contro cui si protesta.

Quest’area per ora è vuota, ma non lo resterà a lungo. Noi dell’Italia dei Valori ci facciamo artefici, senza alcuna mira egemonica, con spirito di servizio nei confronti del Paese e del centrosinistra, di un percorso che porterà alla sintesi di tutte le correnti che si stanno muovendo in questa grande area.
Raccogliamo volentieri l’appello lanciato ieri da Alba e  dal cartello “Cambiare si può” al teatro Vittoria di Roma. Guardiamo con gradissimo interesse all’assemblea del Movimento Arancione, che si terrà il 12 dicembre. Sappiamo che ci sono importanti forze sociali che sperano nella nascita di un progetto politico anti-montiano deciso a governare e cambiare le cose, non solo a urlare e protestare.
Nella nostra assemblea del 15 dicembre,  noi dell’Italia dei Valori ci mettiamo a disposizione per la nascita di questo progetto politico. Chiunque vinca le primarie di oggi dovrà decidere se vuole per interlocutore quest’area o preferisce fare patti con i conservatori. Da questo, più che da mille discorsi, si capirà se il Pd e Sel vogliono la continuità o la discontinuità con la disastrosa esperienza del governo Monti.

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Digressione

L’editoriale di Marco Travaglio: Svendola

Vi invito a leggere l'editoriale di Marco Travaglio pubblicato da Il Fatto quotidiano di oggi: SVENDOLA di Marco Travaglio    Di Pietro ha una fortuna sfacciata. Se il Pd fosse guidato da persone intelligenti (ipotetica del terzo tipo), lo avrebbero annesso in un bel centrosinistra tradizionale e, all’ultimo istante ci avrebbero infilato l’Udc. Così l’avrebbero definitivamente neutralizzato, sedato, spento. Costretto a far digerire ai suoi il matrimonio morganatico con l’Unione dei Condannati e con l’imputato Vendola, oltreché coi nuovi nemici della Procura di Palermo, avrebbe regalato a Grillo gran parte dei suoi elettori. E, prigioniero di un’alleanza in cui non sarebbe stato determinante, si sarebbe ridotto a ruota di scorta, pelo superfluo, portatore d’acqua di un progetto nefasto per quel che resta della nostra democrazia, e anche per lui: la grande ammucchiata destra-centro-sinistra che il Quirinale, le banche e i partiti hanno già deciso al posto nostro per la prossima legislatura, con la scusa dello spread. B. ci starà perché, non potendo più vincere le elezioni, deve almeno fingere di non perderle, tenendo una zampa nel governo per seguitare a ricattarlo in cambio dei soliti favori penali e aziendali. Anche Casini deve fare la mosca cocchiera di una carovana tanto grande da mascherare l’estinzione dell’Udc. Gli unici che potrebbero fare da soli sono quelli del Pd, ma il vero segretario, Napolitano, non vuole, senza contare il loro sacro terrore di governare divisi su tutto. Vendola avrebbe potuto restare coerente ai valori del suo elettorato, ma ormai è un’anatra zoppa e lessa, tra processi e sgoverno della Puglia di cui il caso dell’Ilva di Taranto è soltanto l’ultima prova: meglio intrupparsi che contarsi. La decisione di escludere Di Pietro era presa da mesi e le sue sacrosante critiche al Quirinale per le interferenze nell’inchiesta Stato-mafia e la guerra ai pm di Palermo sono una pietosa scusa. Di Pietro non è “affidabile” per l’ammucchiata che, con la scusa dell’Europa, dovrà fare ciò che non riuscì a D’Alema e B. con la Bicamerale: ripristinare il “primato della politica” sui poteri di controllo e chiudere violentemente i processi alle classi dirigenti, in primis quello sulla trattativa che coinvolge e spaventa un po’ ... Leggi tutto ...

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Il nostro modello: sviluppo, legalità e solidarietà.

Noi siamo qui, oggi, siamo qui per proporre un modello di governo per il Paese per il futuro. un modello, il che non vuol dire che noi e noi soli possiamo rappresentare questo modello. Riteniamo che per prima cosa il Paese abbia bisogno di un governo politico scelto dai cittadini. Ma sulla base di cosa si deve arrivare a questo governo? Sulla base di un programma o di una sommatoria numerica? Prima di parlare di intese con i moderati, bisognerebbe intendersi su che cosa vuol dire essere moderati. E' moderato togliere l'art. 18 a difesa dei lavoratori? Beh, allora certo, io non sono moderato. Io sono moderato perché voglio difendere le uguaglianze. Lo diceva Gesù Cristo, prima di Marx e di Lenin. Proprio perché si basa basata sul programma, la nostra non è una proposta chiusa. E' il programma che deve fare la differenza, E' l' indicazione chiara della squadra e della coalizione che si presenta agli elettori. E' l'indicazione della leadership sulla base delle primarie, anche se non è che se vince A invece di B il programma cambia. Alla base c'è sempre quello, il programma. Allora su questi temi determinanti dei diritti sociali e civili noi invitiamo il Partito democratico a fare una scelta di campo invece di andare appresso alle logiche di Palazzo. La nostra proposta di un modello di governo, si fonda su tre pilastri che possono convivere e rappresentare la linea di demarcazione: Solidarietà, Legalità e Sviluppo. All'interno di questo ambito Italia dei Valori e Sel sono già pronti e aperti a dialogare con tutti i soggetti e le formazioni politiche che ci vogliono stare. Vogliamo aprire un tavolo con i movimenti e con i soggetti della società civile, e anche con il Pd cui riconosciamo il merito di tante battaglie e che vorremmo riconoscere anche oggi invece di vederlo immerso in questa nebulosa di intenti che non comprendiamo. Su questi temi sono disposto a confrontarmi con tutti, ma prendo atto del fatto che la politica portata avanti su questi punti da alcuni partiti tra cui l'Udc è diversa dalla nostra. Invito tutti a leggere, sul sito della Corte dei Conti, la ... Leggi tutto ...

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