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Digressione

Il Furbo Monti non salverà l’Italia

Deve essere chiaro che il progetto di Monti è fallito. Nessuna delle misure che ha messo in cantiere, in realtà, porta benefici all’economia italiana. Lo si vede dallo spread che continua ad aumentare, o dal fatto che la disoccupazione continua a salire dall’8,4% del 2010 e del 2011 al 9,4% nel 2012 e al 9,9% previsto nel 2013 (secondo i dati OCSE), o ancora dal fatto che dei pochi giovani che trovano lavoro, uno su due è precario.

Monti in realtà finge di pensare che i provvedimenti economici che prende siano efficaci. Ma non sono solo tardivi e incerti, sono proprio dannosi.

Il Premier agisce come il Furbo Gianni della famosa favola. Che non ascolta i consigli della saggia madre e prosegue a causare danni rifiutandosi di trarre esempio dall’esperienza e dalla voce della saggezza.

Nel caso della favola, il Furbo Gianni fa danni solo a se stesso; ma Monti sta trascinando nel baratro l’economia italiana, e con essa tutti noi.

In realtà i provvedimenti della Spending Review sono utili solo alle categorie che per prime dovrebbero pagare la crisi: i corrotti e i ladri, la Casta e gli speculatori. E non portano alcun beneficio reale alle Casse dello Stato.

Se il governo del Premier fosse un po’ meno arrogante, si renderebbe conto che questi provvedimenti hanno ancor di più aumentato il gap tra i troppi che stanno troppo male e i pochi che stanno bene.

Ma ho il sospetto che Monti sia troppo “furbo” per capirlo.

E invece l’Italia avrebbe oggi davvero tanto bisogno di un governo politico, votato dai cittadini, e che si impegni sulle cose da fare.

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Digressione

Monti arrogante come il peggior Craxi

Nonostante le misure anti-spread, strombazzate la settimana scorsa come un nuovo sbarco in Normandia dai media scodinzolanti, lo spread ha raggiunto stamattina quota 481 e nessuno fa più finta che la situazione non sia di nuovo gravissima. Di fronte a questo disastro il presidente del consiglio, cioè il primo artefice della nostra politica economica, ricorre a uno dei più vecchi e squalificati trucchetti da politicante: dare la colpa a qualcun altro. Se lo spread sale non è perché le misure prese dal governo hanno raggiunto esattamente il risultato profetizzato da noi dell'Italia dei Valori, e cioè zero assoluto, ma perché il presidente di Confindustria Squinzi si è permesso di criticare i tagli alla spesa pubblica del governo. E' incredibile che Monti possa scaricare le proprie responsabilità su chi lo critica, rispondendo con un'arroganza e una prepotenza peggiori di Berlusconi o del peggior Craxi. Senza che nessuno dica una parola, con tutti i giornalisti e i politici ciechi, sordi e muti come le famose tre scimmiette. Altro che tecnico: Monti sta semplicemente cercando, come il più navigato e spregiudicato marpione della politica, di succedere a se stesso anche dopo le elezioni, alla guida della stessa assurda coalizione che c’è oggi con i risultati che vediamo, una coalizione fatta da politicanti che si mettono insieme per salvare se stessi, non per salvare il Paese. Il problema è che costoro non sanno neanche dove sia di casa il Paese reale. Non fanno la fila per aprire un conto corrente per incassare una misera pensione, non si vedono rifiutare i mutui necessari alla sopravvivenza dalle banche, non fanno i conti con la disperazione dei figli disoccupati, non subiscono il ricatto dei datori di lavoro pronti a licenziarli, non hanno la paura di non farcela a rimanere sul mercato dei piccoli imprenditori , non fanno i conti con uno stipendio che non basta neanche ad arrivare alla terza settimana e con un reddito reale che diminuisce sempre di più. Non sanno niente dell'Italia che lavora e produce. Per questo il presidente di Confindustria, come anche la segretaria della Cgil Susanna ... Leggi tutto ...

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Ecco la ricetta di Monti: tagli a sanità, scuola pubblica, ricerca e più disoccupazione e più armi

Il presidente del Consiglio e il suo coretto di testate obbedienti la chiamano Spending Review, così sembra una cosa buona che non intacca la vita della gente, ma gli sprechi. Purtroppo non è vero, le percentuali che stanno sciorinando corrispondono a tagli che incideranno fortemente sul futuro di questo Paese e sulla pelle dei cittadini. Arriverà una scure anche sulla sanità, settore già messo a dura prova dal precedente governo. Sembra che molte strutture ospedaliere verranno azzerate, con le conseguenze che tutti possono immaginare: i pronto soccorso strapieni, file interminabili agli sportelli, pazienti che rischieranno la vita per raggiungere il centro più vicino, carenza di posti e personale ospedaliero ridotto al lumicino. E’ gravissimo che uno Stato risparmi sulla salute, facendo carta straccia di un diritto sancito dalla Costituzione. Inoltre, se le notizie di questa mattina saranno confermate, il Governo si appresta a tagliare le risorse all'istruzione pubblica, già esigue, per darle a quella privata. Si parla di 200 milioni di euro in meno all'università statale dirottati alle parificate. Cosa ci guadagni lo Stato non si capisce. Però si capisce bene quale sia il disegno di società che Monti e il suo Governo vogliono realizzare: saranno i ricchi ad andare avanti, mentre i poveracci resteranno al palo. I tagli riguardano anche la ricerca, un comparto già pesantemente penalizzato e che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello del Paese. Purtroppo piano, piano, ci stiamo avviando verso il baratro a causa di provvedimenti che stanno contribuendo allo smantellamento graduale dello stato sociale. Non è un caso che le misure del sobrio professore si traducano soprattutto con una delle parole più brutte e disperate che ci siano: disoccupazione. Infatti, saranno licenziati migliaia e migliaia di dipendenti pubblici senza possibilità di appello. In compenso, in 12 anni, spenderemo 230 miliardi di euro per comprare nuove armi. I soldi per garantire il lavoro alle persone non li trovano, mentre quelli per le armi sì. La scusa che il Governo racconta è sempre la stessa: “Non c'era alternativa”. Ma è una balla. Le alternative ci sono e noi dell'Italia dei Valori le abbiamo indicate una per una, mille volte. Potremmo evitare di comprare quelle decine di ... Leggi tutto ...

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230 miliardi di armamenti, mentre si taglia la sanità

Vedo con dispiacere che dopo il vertice di Bruxelles non è cambiato assolutamente niente. I giornali di regime sono tornati a cantare le lodi del professor Monti peggio che ai tempi dell'istituto Luce e fanno credere che grazie al presidente del consiglio italiano l'intera politica europea sia diventata un'altra. Però in Italia di questo epocale cambiamento non si è visto un bel niente. Cosa pensa bene di fare, infatti, il nostro governo appena finito il vertice di Bruxelles? Licenziare migliaia di lavoratori statali e tagliare la sanità. Alla faccia della novità! Anche nelle giustificazioni bugiarde il governo è quello di sempre. Non si può fare altro, dice, perché servono a tutti i costi 4 miliardi e 200 milioni di euro. Allo stesso tempo, però, il ministro della Difesa, ammiraglio Di Paola, ha presentato un progetto di legge che prevede l'esborso di ben 230 miliardi per armamenti nei prossimi 12 anni. E il presidente del Consiglio nemmeno ci pensa a spiegare perché preferisce licenziare il 10% dei dipendenti pubblici, invece di rinunciare a un inutile super armamento. Esattamente come faceva prima di Bruxelles. Quei soldi, dice ancora il governo, servono anche per i terremotati. Vorrei che spiegassero perché dei terremotati si ricordano solo quando serve una scusa per tagliare la sanità e mandare a casa i lavoratori, mentre hanno fatto passare senza muovere un dito i termini entro i quali si sarebbe potuta devolvere ai terremotati metà della rata di luglio del finanziamento per i partiti. Tutti i partiti avevano detto di essere d'accordo. Serviva solo un passo del governo che non è arrivato e ormai è inutile che arrivi. In definitiva, anche stavolta si conferma che è inutile aspettarsi il miracolo e un cambiamento da questo o quel vertice. Il problema non è tecnico, è politico. Solo grazie a una decisione politica si potrà smettere di far pagare sempre e solo le stesse fasce sociali: un giorno i pensionati, l'altro i lavoratori dipendenti, quello dopo ancora gli statali. E' per questo obiettivo che lavoriamo e sempre più lavoreremo nei prossimi mesi noi dell'Italia dei Valori: costruire una coalizione dotata di un programma di svolta e ... Leggi tutto ...

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