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La fine dello Stato di diritto

 La fine dello Stato di diritto
Non è scaricando contumelie ed insulti su di me (cfr. articolo ANSA.it), peraltro per fatti che si sono risolti con la condanna dei miei diffamatori, che Il Ministro della Giustizia può pensare di sfuggire alla responsabilità politica di aver provocato, con la sua intempestiva ed inopportuna azione disciplinare nei confronti del magistrato De Magistris, un corto circuito politico giudiziario che ha provocato la caduta di credibilità delle istituzioni e che rischia di travolgere l’intero Governo.
So bene che con l’avocazione dell’inchiesta da parte della Procura Generale, il procedimento penale continua il suo corso ma non è questo il punto. Il problema è che quell’avocazione è stata provocata proprio da chi era o poteva essere messo sotto indagine dal magistrato destituito.
Ciò che emerge dallo scontro che il Ministro della Giustizia ha provocato scientemente nei confronti del magistrato che lo ha messo sotto indagine è l’immagine di una classe politica che, sulla falsariga del Governo Berlusconi, non si vuole far giudicare e per questo ne inventa di tutti i colori pur di fermare i magistrati che fanno il loro dovere.
Ancora una volta si dà l’impressione, vera o no che sia, che i potenti di turno cercano, e riescono a trovare, scorciatoie per eliminare magistrati scomodi e per minare l’indipendenza della magistratura.
Si dà l’impressione che i potenti, e solo loro, siano in grado di muovere meccanismi che permettono di scegliersi il magistrato che fa comodo e togliere di mezzo chi non si adegua. E’ questo un dato politico di estrema gravità in cui è coinvolto non solo il Ministro della Giustizia ma l’intero Governo ed in primo luogo il Presidente del Consiglio.
Romano Prodi è chiamato ora ad una delicata assunzione di responsabilità specie con riferimento all’opportunità di permettere che in capo allo stesso soggetto possa mantenersi, in quanto Ministro della Giustizia, il ruolo di titolare dell’azione disciplinare nei confronti del magistrato che lo ha sottoposto alle indagini.
Siamo di fronte ad un bivio che, se non affrontato subito e con determinazione, ci travolgerà tutti perchè stiamo rischiando di mettere in pericolo lo Stato di diritto, come giustamente affermano alcuni autorevoli osservatori e la maggioranza dell’opinione pubblica.

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Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina