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Digressione

Monti si loda e si imbroda da solo

Siamo alle solite, Monti si loda e si imbroda da solo.
Ma mentre vuol far credere che va tutto bene, disoccupazione, spesa e deficit aumentano perchè nessuno vuole venire a investire in Italia.
E nessuno investe piu’ perche’ non combattiamo la corruzione, non ci sono tagli agli sprechi e nel Paese non c’e’ certezza del diritto.
Serve un progetto chiaro e nelle prossime settimane (durante l’incontro nazionale di Vasto, dal 21 al 23 settembre) presenteremo le nostre proposte per la crescita.
I cittadini devono poter scegliere chi mandare in Parlamento e da chi vogliono farsi governare e quindi i partiti della maggioranza non si nascondano dietro la scusa della legge elettorale.
Giorno dopo giorno è dimostrato che loro non vogliono cambiare la legge elettorale, semplicemente perchè non vogliono andare a casa. Per questo noi dell’Italia dei Valori abbiamo presentato una proposta di referendum abrogativo per tornare al Mattarellum e abbiamo depositato in Parlamento un disegno di legge con lo stesso obiettivo.

Il problema è che questa maggioranza e questo governo sono immobili e inattivi. Per questo oggi abbiamo presentato un interrogazione per il question time di mercoledì al Governo perchè ci spieghi da che parte sta e se intenda o no costituirsi parte civile nel processo sulla trattativa Stato-mafia.

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Digressione

Re Giorgio è reo confesso

Pubblico qui sotto l'intervista integrale rilasciata oggi a Il Fatto Quotidiano. "I dirigenti del Pd sono degli ipocriti. Dicono di non voler più avere a che fare con l’Idv? Benissimo, ma a queste condizioni è l’Idv che non ci sta più. Ce ne andiamo”.Tra Di Pietro e Pd la rottura è insanabile, ed è lo stesso leader dell’Idv a certificarla. La classica goccia è la questione Quirinale-Procura di Palermo. Già in mattinata, a Termoli, Di Pietro aveva accusato Napolitano di “tradire la Costituzione”, scatenando le ire degli ormai ex alleati. “Frasi indecenti”, secondo Pier Luigi Bersani, ma Di Pietro rincara la dose. Onorevole Di Pietro, non le pare di aver esagerato accusando di “tradimento” il    presidente della Repubblica? Se fossi ancora pubblico ministero farei una requisitoria chiedendo la condanna politica del presidente della Repubblica sulla base di una prova documentale, la prova principe. Da parte di Giorgio Napolitano c’è una confessione extragiudiziale di reato politico. Addirittura? Prima solleva il conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo, perché le intercettazioni indirette delle sue conversazioni con Nicola Mancino comporterebbero una “lesione delle prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica”. Poi, in occasione del ventennale della strage di via D’Amelio, manda un messaggio ai familiari delle vittime in cui dichiara solennemente che “non c’è alcuna ragion di Stato che possa giustificare ritardi nell'accertamento dei fatti e delle responsabilità”.    Delle due l’una. E poi che manchi una norma che regoli le intercettazioni indirette del Capo dello Stato è all’ordine del giorno fin dal 1997, quando il ministro della Giustizia Flick sollevò la questione per un caso analogo che riguardava l’allora presidente Scalfaro. Napolitano ha avuto sette anni di tempo per sollecitare il Parlamento a intervenire. Non solo, poteva sollevare conflitto d’attribuzione contro la Procura di Perugia che, a quanto pare, lo ha indirettamente intercettato al telefono con Bertolaso. Non lo ha fatto, salvo cambiare idea con Palermo. A questo punto siamo autorizzati a sospettare che quelle intercettazioni, che fanno così paura, contengano giudizi pesanti sui pubblici ministeri di Palermo. In un paese normale, se non fosse Re ... Leggi tutto ...

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