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Le monetine della disperazione

“Dietro le monetine lanciate a Craxi c’era la speranza di uscirne, dietro quelle di Mussari c’è solo la disperazione di doverci convivere. Oggi le mazzette sono ingegnerizzate” e ci sono imputati “che non si vergognano affatto, anzi aggrediscono subito i Pm”. Ecco la mia intervista rilasciata oggi a ‘La Repubblica’.

E’ o non è di nuovo ‘Mani pulite’?
“Sono passati 21 anni dalla prima mazzetta di Chiesa. Mazzette c’erano prima e mazzette ci sono adesso. Prima la trovavi nel pouf o nel bagno dell’ufficio, oggi ci sono le transazioni finanziarie con le royalities date ai broker per attività di trading o le commissioni atipiche come dice Berlusconi, ma sempre mazzette sono”.

E per un Pm è meglio o peggio?
“Peggio. Prima trovavi il corpo del reato ed era più facile combattere la corruzione, ora è più difficile penetrare i nuovi schermi finanziari e quindi c‘è più impunità. Hanno trovato i mezzi per rendere il reato più occulto, meno aggredibile, meno curabile. Soprattutto hanno screditato i medici che avevano diagnosticato la malattia. E hanno ignorato le loro proposte”.

E sarebbero?
“Il 2 settembre del ’94, a Cernobbio, noi di ’Mani pulite’ lanciammo il piano anticorruzione, causa di non punibilità per chi rivela la tangente, auto-riciclaggio, falso in bilancio. Invece hanno reso più difficili gli accertamenti e depenalizzato i reati.

Oggi le monetine a Mussari, ieri a Craxi: che cambia?
“Allora la gente sperava nella reazione, ora c’è la disperazione di vedere che nulla cambia. La continua disinformazione ha innescato pure il dubbio di una guerra tra guardie e ladri, c’è il rischio di una rivolta che potrebbe sfociare in qualcosa di drammatico”.

Allora soldi per i partiti, ora soldi presi per sé?
“Anche allora il partito era una scusa, dietro c’era la marchetta. Oggi è tutto più sfacciato, non c’è più vergogna. Allora chi veniva beccato correva dal Pm e ammetteva i fatti, oggi va in tv e attacca i magistrati. Formigoni e Fitto, andate a vedere quelle conferenze stampa”.

Allora Craxi, Martelli, Forlani. Adesso?
“Non è che i grandi personaggi sono fuori, hanno imparato a mettere un filtro tra loro e il fatto reato. Situazioni come quelle di Finmeccanica e Mps sono state segnalate più volte agli organi di controllo, ma si fa finta di non vedere”.

Nel ’92-’93 c’era la “dazione ambientale”, ora?
“Hanno risolto il problema con la legge anticorruzione, hanno cancellato il reato. Per ‘dazione ambientale’ intendevamo la concussione per induzione, dai denaro non perché sei costretto, ma perché al telefono non ti rispondono o trovi la porta chiusa e capisci che devi pagare, e paghi. E’ stata chiusa la porta aperta dalla magistratura, è stata tolta la concussione per induzione, è rimasta quella per costrizione che non s’è mai vista”.

Tangenti all’estero anche allora?
“Le abbiamo scoperte contestando il reato di corruzione internazionale, la Convenzione di Strasburgo lo prevede espressamente, l’Ocse lo ha ribadito”.

Tangentopoli non è mai finita?
“Il sistema, invece di curarsi, si è immunizzato. Nel ’93 l’immunità è stata tolta, ora Berlusconi propone di rimetterla”.

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Il governo degli ipocriti

Questo non è il governo dei tecnici. E’ il governo degli ipocriti. Ipocritamente hanno chiamato anticorruzione un ddl che, invece di combatterla, agevola la corruzione. Ipocritamente raccontano che con questa legge di stabilità il 99% dei cittadini otterrà dei benefici, quando invece sarà proprio la povera gente a uscirne ancora più povera. Ipocritamente si vantano di aver salvato l’Italia, quando la stanno ammazzando con le tasse. Hanno ridotto il Paese in condizioni persino peggiori di quelle che c’erano quando sono arrivati loro. Ma se il governo è ipocrita e arrogante la maggioranza che lo appoggia è altrettanto ipocrita, ed è pavida. Dicono di non approvare questi provvedimenti fiscali, dicono che sono inaccettabili. Ma allora non li votassero! Non si può continuare a prendere le distanze a parole e poi chinare la testa e approvare tutto nella pratica. Stesso discorso per la legge sulla corruzione. Solo noi dell’Italia dei Valori, dopo aver indicato sin dall’inizio i suoi immensi difetti, siamo stati coerenti e l'abbiamo bocciata in Aula. Allora io faccio al governo un appello preciso. Avete fatto tanti decreti legge: fatene un altro per combattere la corruzione sul serio. Metteteci dentro il ripristino del falso in bilancio e della concussione per induzione, inserite l’autoriciclaggio, eliminate i limiti di prescrizione. E se qualcuno non ve lo vota si prenderà le sue responsabilità di fronte al Paese. E faccio un appello anche ai partiti che criticano giustamente questa ennesima manovra. Abbiate coraggio. Non la votate.

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Digressione

Questa legge salva i corrotti

Il giorno dopo l’approvazione in Senato del ddl anti-corruzione assistiamo al festival dell’ipocrisia. Tutti dimenticano o fanno finta di non sapere che solo l’Italia dei Valori ha votato contro questo provvedimento. Noi, infatti, abbiamo denunciato da subito che si trattava di un passo indietro nella lotta alla corruzione e non di un passo in avanti. Sono più che giustificate le critiche severe che il Csm e la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, hanno mosso a questa legge. Avevamo ragione noi dell’Italia dei Valori nel dire che il ddl facilita la vita ai corrotti facendo finta di combatterli. Non è insufficiente, ma è dannoso. Hanno, invece, torto marcio gli scodinzolanti giornali di regime, quasi tutti, che fingono di credere alla serietà di questo provvedimento. Purtroppo hanno torto anche quelli, pochi, che criticano il contenuto della legge ma dicono anche che almeno è un segnale simbolico e politico positivo. Lo speravamo anche noi ma non è così. E’ un segnale opposto. Dice ai politici malfattori di andare avanti, perché tanto alla fine riusciranno a sfangarsela come sempre. Da mesi l’IdV e io personalmente ripetiamo che la depenalizzazione della concussione per induzione non è solo un regalo enorme ai concussori di domani, ma anche a quelli di ieri. Con la retroattività, questa legge renderà inevitabile una massa di prescrizioni. Infatti tra i processi in attesa di sentenza definitiva in Cassazione quasi metà andrà prescritta. Ho già detto mille volte che nel testo mancano le voci davvero fondamentali per combattere la corruzione, come il ripristino del falso in bilancio o l’introduzione dell’autoriciclaggio. Ma anche quello che sembra esserci è una beffa e uno specchietto per le allodole. Il traffico di influenze c’è, ma con una pena prevista tale da impedire le intercettazioni telefoniche. Come giustamente dice Piercamillo Davigo, ‘li scopriremo solo se ce lo verranno a raccontare’. Inoltre c’è reato solo se la transazione viene pagata in denaro. Se invece il favore viene ripagato con un incarico o una candidatura no. L’incandidabilità per i condannati c’è, però per finta. Serve solo a ingannare i cittadini facendogli credere che qualcosa è stato fatto. Il politico condannato per molte fattispecie ... Leggi tutto ...

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Vent’anni in due ore

Oggi pomeriggio alle 17, al Teatro Elfo Puccini, in Corso Buenos Aires a Milano, io, il sindaco Giuliano Pisapia, i giornalisti Marco Travaglio e Gianni Barbacetto, con Bruno Tabacci e Leoluca Orlando, discuteremo di quell'inchiesta che iniziò proprio alla stessa ora dello stesso giorno di vent'anni fa, quando arrestammo Mario Chiesa. Vent'anni fa Mani pulite scoprì una serie di reati commessi da molte persone, pubblici ufficiali, politici e anche imprenditori. Berlusconi era uno di questi, ma non certo l'unico. Ce n'erano tanti altri, a quei tempi anche più potenti di lui. Però Berlusconi, a differenza degli altri, non scelse di difendersi “nel” processo ma “dal” processo. Di questo, e anche di quello che è successo nei vent'anni seguenti, del perché l'occasione rappresentata da quell'inchiesta è stata persa dall'Italia, tant'è vero che oggi c'è ancora più corruzione di allora, parleremo oggi pomeriggio. Non per rievocare il passato, ma per capire come non sprecare anche la prossima occasione. Per chi non può venire a Milano, ricordo che la diretta streaming, oltre che da questo blog, sarà ripresa anche da italiadeivalori.it, corriere.it e fattoquotidiano.it, numerose reti tv locali (elenco completo qui) e, in radio, da Radio Popolare network.

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Tra una settimana l’anniversario di Mani Pulite

manipulite adp Davigo: Mani Pulite partì solo perché erano finiti i soldi Il 17 febbraio, alle ore 17, vi diamo appuntamento, a Milano, presso il Teatro Elfo Puccini. Infatti quel giorno, a quell’ora, cade il ventesimo anniversario dall’arresto di Mario Chiesa. Di lì a due anni nelle aule giudiziarie di Milano furono chiamati leader ed esponenti dei partiti per parlare di un sistema di potere, fatto di commistioni tra affari e politica, che aveva portato l’Italia sull’orlo della bancarotta. A tanti anni di distanza poco o niente è cambiato. Anzi quel sistema si è ingegnerizzato, affinato e la politica ha tentato di demonizzare la magistratura, ha depenalizzato quei reati, come il falso in bilancio, in modo da poter agire indisturbata. In questi giorni, l’operazione rischia di completarsi e il cerchio è pronto a chiudersi con la denigrazione e la delegittimazione di quei giudici che venti anni fa, rispondendo al dettato costituzionale, individuarono la malattia presente nei partiti. Il video dell'Espresso, 3 anni in 3 minuti, su quell'epoca. Non è certo un caso che oggi i media e i noti soloni della politica si apprestino a ricordare quella data con un inedito, seppur scontato, copione: una rivisitazione strumentale di quelle vicende, al fine di riabilitare e giustificare personaggi e metodi che sono ancora in auge. “Venti anni da Mani Pulite e rubano ancora…” si terrà presso il Teatro Elfo Puccini di Milano, in Corso Buenos Aires, 33. All’incontro, che sarà moderato dal giornalista Gianni Barbacetto, interverranno, insieme a me, anche il giornalista Marco Travaglio, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, l’on. Bruno Tabacci (Api) e l’on Leoluca Orlando, portavoce IdV. Vi aspetto. Intervista all'Ansa su Mani Pulite.

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