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Abbiamo fatto il nostro dovere

Pierluigi Bersani non è un piduista e non ha mai avuto a che fare con Licio Gelli. Muovergli un’accusa simile è fuori luogo.
Ciò premesso, però, è ingiusto e mortificante tacciare di fascismo, come ha fatto lui, quei milioni di persone che hanno espresso la loro delusione e la loro sfiducia nei confronti della politica del governo Berlusconi prima e del governo Monti poi (appoggiato, quest’ultimo, proprio dal Pd di Bersani) con il voto all’Italia dei Valori, al Movimento Cinque Stelle e soprattutto con l’astensione di massa. Non è ghettizzando questi milioni di elettori come “fascisti” che si possono risolvere i problemi enormi denunciati dalla loro protesta.
Sciocchi insulti a parte, io credo che il Pd si stia solo sottraendo a quello che dovrebbe essere il cuore di una politica positiva e trasparente, cioè al confronto sul merito.
Cosa vogliamo fare sulla giustizia e sulle intercettazioni? Stiamo dalla parte di chi cerca di punire la corruzione o di chi dà una mano ai corrotti e ai corruttori? Vogliamo far pagare i costi della crisi ai più spregiudicati, privilegiati e forti o continuiamo a colpire i più deboli e gli onesti? Usciamo dalla spirale delle politiche rigoriste e scommettiamo sulla crescita nei fatti o continuiamo a praticare solo tagli e tasse?
Per noi la possibilità di dar vita a una coalizione andrebbe verificata su questi punti e su questi temi, cioè solo ed esclusivamente nel merito. Invece dall’altra parte puntano sui giochi di prestigio di una legge elettorale che dovrebbe fare fuori tutti quelli che si sottraggono alla dittatura del pensiero unico e regalare addirittura il 15% al primo partito, per dargli una spintarella e regalargli quella maggioranza che gli elettori non gli volevano dare. (altro…)

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Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina