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Lettera a Nichi Vendola

Caro Nichi,

hai svenduto i nostri principi per allearti con i veterodemocristiani e per proseguire e supportare le politiche inique di un governo che, fino ad oggi, ha fatto pagare la crisi ai lavoratori, agli onesti cittadini, ai pensionati e ai giovani. Insomma, sei pronto a fare un compromesso con chi ha salvaguardato gli evasori, le lobby finanziarie e le banche. Avevamo fatto un accordo per costringere il Pd a restare nel centrosinistra e per mettere in campo delle politiche realmente alternative al montismo e al berlusconismo. Invece Bersani ha preferito allearsi sottobanco con Monti e tu lo hai seguito su questa via, tradendo i tuoi elettori. Comunque saranno i cittadini a fare insieme a noi la vera Rivoluzione Civile e a far comprendere cosa significhi realmente il voto utile, che è quello dato a chi difende i lavoratori e non a chi appoggia le banche.

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Digressione

Per sposarsi bisogna essere in due

Fino a che non si saranno concluse le primarie del Pd/Sel tutto, nel bacino del centrosinistra, resterà per forza in sospeso. Un attimo dopo si comincerà a fare chiarezza e si capirà se è possibile dare vita a un’alleanza di centrosinistra  che faccia anche in Italia quel che Obama sta facendo negli Usa e che è il contrario di quel che fa Monti in Italia. Questo oggi è il bivio: o la via di Monti o quella di Obama, e noi dell’Italia dei Valori vogliamo che si imbocchi questa seconda strada e che a farlo sia una colazione larga di forze politiche e sociali di centrosinistra candidata a governare senza ambiguità, senza inciuci e senza giochetti da circo equestre il Paese. Sarà possibile farlo? Prima di tutto dipende da chi vincerà le primarie. Matteo Renzi non ha mai preso le distanze dalle politiche di Monti, anzi le ha applaudite più volte. Mi pare difficile che, se dovesse vincere lui, poi si possa mettere seriamente a costruire una coalizione che vuole l’opposto di quelle politiche. Bersani e a maggior ragione Vendola invece hanno detto di voler fare cose diverse da Monti. Se vincerà uno di loro, dunque, sarà certamente più facile dar vita a un’alleanza di centrosinistra in discontinuità con le politiche di questo governo. Certo, bisognerà prima vedere se il Pd avrà voglia di costruire una simile coalizione, perché per sposarsi bisogna essere in due, e poi mettersi subito intorno a un tavolo per verificare i punti di un’intesa sul programma, semplice e chiara. Io penso che sia questo il dovere di tutte le forze di centrosinistra nei confronti del Paese e dei nostri elettori. E’ la strada maestra.  Ma se  dovesse rivelarsi impraticabile, ritengo che sia fondamentale per la democrazia italiana che alle prossime elezioni sia presente comunque un’alleanza che sia contro Monti e le politiche rigoriste cieche che hanno sfondato il Paese,  ma che allo stesso tempo non si limiti a protestare. Bisogna  mettere in campo una precisa, concreta e praticabile proposta alternativa al rigorismo suicida di Monti, non contro l’Europa ma in nome ... Leggi tutto ...

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Digressione

L’editoriale di Marco Travaglio: Svendola

Vi invito a leggere l'editoriale di Marco Travaglio pubblicato da Il Fatto quotidiano di oggi: SVENDOLA di Marco Travaglio    Di Pietro ha una fortuna sfacciata. Se il Pd fosse guidato da persone intelligenti (ipotetica del terzo tipo), lo avrebbero annesso in un bel centrosinistra tradizionale e, all’ultimo istante ci avrebbero infilato l’Udc. Così l’avrebbero definitivamente neutralizzato, sedato, spento. Costretto a far digerire ai suoi il matrimonio morganatico con l’Unione dei Condannati e con l’imputato Vendola, oltreché coi nuovi nemici della Procura di Palermo, avrebbe regalato a Grillo gran parte dei suoi elettori. E, prigioniero di un’alleanza in cui non sarebbe stato determinante, si sarebbe ridotto a ruota di scorta, pelo superfluo, portatore d’acqua di un progetto nefasto per quel che resta della nostra democrazia, e anche per lui: la grande ammucchiata destra-centro-sinistra che il Quirinale, le banche e i partiti hanno già deciso al posto nostro per la prossima legislatura, con la scusa dello spread. B. ci starà perché, non potendo più vincere le elezioni, deve almeno fingere di non perderle, tenendo una zampa nel governo per seguitare a ricattarlo in cambio dei soliti favori penali e aziendali. Anche Casini deve fare la mosca cocchiera di una carovana tanto grande da mascherare l’estinzione dell’Udc. Gli unici che potrebbero fare da soli sono quelli del Pd, ma il vero segretario, Napolitano, non vuole, senza contare il loro sacro terrore di governare divisi su tutto. Vendola avrebbe potuto restare coerente ai valori del suo elettorato, ma ormai è un’anatra zoppa e lessa, tra processi e sgoverno della Puglia di cui il caso dell’Ilva di Taranto è soltanto l’ultima prova: meglio intrupparsi che contarsi. La decisione di escludere Di Pietro era presa da mesi e le sue sacrosante critiche al Quirinale per le interferenze nell’inchiesta Stato-mafia e la guerra ai pm di Palermo sono una pietosa scusa. Di Pietro non è “affidabile” per l’ammucchiata che, con la scusa dell’Europa, dovrà fare ciò che non riuscì a D’Alema e B. con la Bicamerale: ripristinare il “primato della politica” sui poteri di controllo e chiudere violentemente i processi alle classi dirigenti, in primis quello sulla trattativa che coinvolge e spaventa un po’ ... Leggi tutto ...

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La gente muore di fame e noi parliamo di alleanze e massimi sistemi

Ecco quel che ho detto all'incontro di oggi a Bari con i Sindaci del Meridione. Come ha giustamente detto Leoluca Orlando, non si può restare chiusi all'inrterno di un circuito partitico e pensare di poter così rappresentare le esigenze e le aspettative del territorio. Mai come in questo momento i partiti possono e debbono essere un segmento importante nel rilancio della questione sociale ma non possono più pensare di essere i soli interlocutori. Il che spesso significa che devi arrivare con la bustarella per il tuo politico di riferimento o non riesci a ottenere niente. Il guaio di tutto quel che è successo in questi anni, soprattutto nel Mezzogiorno, è che una cattiva politica ha trasformato in favori quelli che erano diritti. Così ogni volta devi chiedere come favore quello che invece bisogna pretendere, perché la Costituzione lo garantisce e senza dare in cambio un voto. Noi oggi non siamo qui per fare ciò di cui siamo solitamente acccusati: populismo e giustizialismo. Queste sono parole piene di niente, proprio come “moderati”. Nel concreto bisogna andare a vedere cosa succede in nome dei “moderati”, perché, come dice mia sorella Concetta, bisogna guardarsi dai preti spretati. Bisogna vedere se di notte fanno quello che dicono di giorno, perché questa ipocrisia politica va sfatata. Difendere a parole i diritti dei lavoratori e poi votare per l'abolizine dell'art. 18 è una bestemmia. Mettere in condizione che possa accedere alle gare pubbliche non l'impresa migliore e che rispetta le regole ma quella che paga di più le mazzette è predicare bene e razzolare male. Quando noi proponiamo la non candidabilità dei condannati e l'impossibilità di svolgere gare con la Pubblica amministrazione per le imprese che si macchiano di reati, non siamo giustizialisti. Siamo persone che rispettano la Costituzione anche nei suoi principi liberali. Vogliamo che vinca il migliore, rispettando le regole del gioco, non truccandole. Non facciamo né giustizialismo né populismo. Indichiamo chiaramente il programma che vogliamo e col quale intendiamo presentarci alle elezioni e in relazione al quale vogliamo costruire l'alleanza. Le alleanze non si costruiscono sui numeri, ma sui programmi, sui progetti, sui valori. C'è un politico che, per ... Leggi tutto ...

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