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Dalle aule di giustizia e parlamentari a quelle scolastiche

Raccontare la storia di Mani Pulite agli studenti forse può essere utile per far capire loro che il futuro è nelle loro mani. E’ per questa ragione che ho deciso di dedicare parte del mio tempo a raccontare nelle aule scolastiche (dopo averlo fatto nelle aule di giustizie ed in quelle parlamentari) le vicissitudini che il nostro paese ha dovuto passare in questi ultimi 30 anni.

Ho cominciato l’altro giorno incontrando gli studenti dell’istituto omnicomprensivo di Ladispoli e proseguirò lunedì 20 gennaio confrontandomi, al mattino, con gli studenti del Liceo Attilio Bertolucci di Parma ed il pomeriggio con studenti di vari Istituti alla Facoltà di Giurisprudenza  dell’Università di Parma.

Per intanto ringrazio il Preside dell’Istituto “Corrado Melone” di Ladispoli per aver promosso una tale iniziativa e per le belle parole che mi ha voluto pubblicamente rivolgere con un articolo sulla stampa locale “BaraondaNews” al cui link rinvio per chi vuole avere la voglia di leggerlo.

Sarà mia cura tenere informati coloro che hanno ancora la pazienza di dialogare con me sugli altri incontri scolastici che seguiranno. Anzi, se qualcuno ha da proporre qualche ulteriore incontro di qualità nel proprio territorio, me lo faccia sapere che combiniamo.

Ciao e buona giornata

Antonio Di Pietro

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Coraggio, rimettiamoci in cammino!

Le feste sono finite e dobbiamo tornare a rimboccarci le maniche. Già, facile a dirsi, ma da dove cominciamo? Con tutto il casino che sta succedendo nel mondo ed anche nella nostra "piccola" Italia, che ruolo possiamo mai avere noi poveri cittadini disillusi, disuniti e sparsi qua e là alla mercè del politico di turno che promette ogni giorno la luna nel pozzo ed ogni notte cambia pozzo per non farci vedere mai il sole di una nuova stagione di serenità, sicurezza e benessere? Possiamo fare poco o nulla, diciamoci la verità, senza peli sulla lingua e senza falsi ottimismi. Non possiamo, però, nemmeno rimanere con le mani in mano, aspettando che il mondo ci crolli addosso. E' quindi giusto e doveroso che ognuno di noi misuri - con realismo e senza facili trionfalismi - le proprie reali capacità di contribuire a (ri)costruire un "sistema-paese" degno di questo nome. Più in concreto, ognuno di noi ha, ora più che mai, il dovere di dare la propria disponibilità - secondo le proprie competenze specifiche e tenendo conto realisticamente degli spazi di agibilità politica disponibili - alla gestione ed al controllo della cosa pubblica per fare in modo che si possa ritornare a quello "stato di diritto" e "paese democratico" che era lo spirito originario della nostra Costituzione. E' in tale ottica, perciò, che - nel ribadire che non ritengo ci siano per me le condizioni per promuovere ulteriori partiti o formazioni politiche improvvisate - intendo comunque rispondere alla "chiamata", proponendo la mia candidatura a Sindaco della città di Milano (le cui elezioni si terranno nel 2016) e ciò in quanto - pur non conoscendo bene il dialetto milanese - credo di ben conoscere la realtà milanese. E', infatti, dal 1973 (e quindi da oltre 40 anni) che mi sto impegnando per essa, in vari ruoli istituzionali. Proprio oggi, sul Corriere della Sera ho rilanciato tale mia proposta di candidatura, con una intervista programmatica che Vi invito a leggere ed in cui ribadisco che la mia proposta di candidatura non è contro qualcuno ma per fare qualcosa di più e di meglio di quanto fatto finora (il caso ... Leggi tutto ...

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Dichiarazioni del pentito Avola nel processo ‘trattativa’

Cari amici, nei giorni scorsi il pentito Avola ha fatto delle dichiarazioni sconcertanti su una presunta riunione per 'eliminare Di Pietro'. Questa notizia è stata ignorata da quasi tutti i media tranne pochissimi come  'Il Fatto Quotidiano' 

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19.6.2014 Segni (Roma) – “Di Pietro si racconta………….”

Cari amici, ho incontrato, a Segni,  simpatizzanti ed amici, vecchi e nuovi, in un contesto assolutamente  “confidenziale”…...... (ecco l'intervista che il direttore di cronachecittadine.it,  Gianluca Cardillo mi ha fatto)

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Davigo: Mani Pulite partì solo perché erano finiti i soldi

manipulite-adp.jpg Nell'avvicinarci ai 20 anni di Mani Pulite, questa intervista di Piercamillo Davigo al Corriere della Sera di oggi è importante. Perchè ci fa capire a che punto siamo e le differenze con la Tangentopoli di allora. «Mani Pulite? Non è servita Centrodestra e centrosinistra uniti nell'ostacolare i processi» Nostalgia? «Neanche un po'. La situazione dell'Italia vent'anni fa era indegna di un Paese civile». Eppure lei stesso dice... «Che girano più tangenti oggi di allora, certo. Mani Pulite poteva essere una svolta, invece è stata tentata una restaurazione». E dunque? «Dunque la Seconda Repubblica è semplicemente figlia della Prima. Ma la madre non era meglio: il debito pubblico che tuttora scontiamo continua a essere il frutto prodotto in quarant'anni da quel sistema là». È questa la sintesi dell'allora pm e oggi giudice di Cassazione Piercamillo Davigo, vent'anni dopo l'arresto di Mario Chiesa che il 17 febbraio 1992 innescò un domino da quattromila inquisiti, la scoperta di tangenti per migliaia di miliardi in una rete sterminata di conti esteri, l'azzeramento di cinque partiti: e per riassumere il resto ci vorrebbe un libro. Con che risultato? «Direi duplice. Da una parte non c'è dubbio che dall'evento di Mani Pulite è derivata una cesura netta nelle dinamiche politiche del Paese. Determinata dall'elettorato, tengo a ricordare, non dai magistrati. Il cui ruolo è stato solo quello di portare a galla dei fatti». E l'altra parte è stata Berlusconi? «No. L'altra parte è stata che il potere politico, tutto, di centrodestra e centrosinistra, a fronte del quadro devastante emerso dalle indagini non si è affatto preoccupato di prendere provvedimenti per contenere la corruzione, ma semplicemente di contrastare e rendere più difficili i processi». Anche il centrosinistra? «Il centrodestra lo ha fatto in modo talmente spudorato da risultare vergognoso: rendere il falso in bilancio perseguibile solo su querela degli azionisti (di fatto di maggioranza) è come perseguire un furto su querela del ladro, dal momento che, se estranei, cambierebbero gli amministratori. Ma il centrosinistra ha dimostrato abilità più sottili, per esempio con la riforma dell'abuso d'ufficio e la precedente introduzione della "modica quantità" nell'annotazione di fatture per operazioni inesistenti: cose passate in silenzio, senza il clamore ... Leggi tutto ...

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